A Vignola manifestazione per il diritto alla casa. La tensione sociale cresce, l’amministrazione sta a guardare

Ieri pomeriggio duecento persone hanno sfilato per le vie del centro di Vignola dietro ad uno striscione che recitava “La casa è un diritto. Riconquistiamolo lottando”. E’ la prima volta dopo parecchio tempo che si assiste, a Vignola, ad una manifestazione di protesta. Ed è il segno di una tensione sociale crescente che ha all’origine due fattori: da un lato la crisi economica che riduce (a volte fino ad azzerare) i redditi di intere famiglie; dall’altro la mancanza, in Italia, di una seria politica per la casa (diversamente dalla Francia e da molti altri paesi europei – anche nella Gran Bretagna della Thatcher c’erano più “case popolari” che in Italia!). Alla mancanza di politiche nazionali si aggiunge, come ricorda Jalil Boussaguia, uno dei promotori dell’iniziativa (del Comitato Lavoratori Diritto alla Casa – qui la “piattaforma rivendicativa”: pdf), la debolezza delle politiche locali. Sono anni che il comune di Vignola è fermo sul versante delle politiche per la casa, dopo l’esperienza tutt’altro che riuscita dei “buoni casa” (vedi).

La testa del corteo per il diritto alla casa, in Corso Italia a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

La testa del corteo per il diritto alla casa, in Corso Italia a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

[1] Circa duecento le persone che hanno dato vita alla manifestazione, per metà stranieri, per metà italiani. Molte le donne, anche accompagnate dai bambini. Bandiere della Fiom, di Rifondazione Comunista (circolo di Marano) ed anche quella di un paese straniero (la Giordania, se interpreto correttamente), oltre a diversi striscioni, hanno colorato il corteo. In coda un raggruppamento dei “centri sociali”, dietro allo striscione “Nelle lotte, per le lotte – Collettivo Autonomo per il Diritto alla Casa” ed a quello “Prendocasa”, riferimento all’occupazione degli immobili sfitti. Una composizione eterogenea che però ha trovato forza sufficiente – cosa nient’affatto scontata – per organizzare prima un’assemblea pubblica (qualche settimana fa presso il Circolo Ribalta: vedi) ed ora una manifestazione in piazza. Segno che il disagio su questo fronte sta rapidamente crescendo (ovviamente voi non troverete un dato, su questo tema, sul sito web del comune; così come non trovate un dato sulla crisi economica e sui suoi effetti su questo territorio: imprese che chiudono, aumento della cassa integrazione, contrazione del mercato del lavoro: vedi). Se c’è una cosa che oggi sappiamo con certezza è che il 2013 non sarà meglio di un già pesantissimo 2012.

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

[2] Non è un caso che il corteo abbia sostato anche davanti al municipio di Vignola. La protesta, infatti, era indirizzata anche nei confronti degli amministratori locali, ovvero nei confronti del sindaco di Vignola e del presidente dell’Unione Terre di Castelli, Daria Denti. Che, tra l’altro, ha sempre rifiutato di incontrare chi, tra i promotori dell’iniziativa, le ha con insistenza richiesto un confronto sulle politiche per la casa. Ma si sa, su questi temi occorre coraggio. Occorre la disponibilità ad esporsi, a sporcarsi le mani. L’atteggiamento del sindaco di Vignola ricorda il «Se non hanno pane, che mangino brioche!» di Maria Teresa d’Austria (vedi). In questi momenti, in effetti, non è inopportuno ricordare che per ogni stagione teatrale vignolese (riservata in larghissima parte alle famiglie benestanti – vogliamo andare a vedere chi ha sottoscritto un abbonamento?) vengono spesi 200mila euro di soldi pubblici (e forse le cose potevano essere impostate diversamente: vedi). E non è inopportuno ricordare la fragilità delle politiche di welfare locale, non solo per i tagli dei trasferimenti statali dal 2008 ad oggi (grazie al governo Berlusconi), ma anche dal punto di vista organizzativo (nulla si dice sulla performance del nuovo modello di governance adottato dall’Unione Terre di Castelli: vedi), sulla mancanza di una visione politica forte (e di assessori all’altezza del compito). Le timidissime e contraddittorie iniziative dell’Unione e del comune di Vignola appaiono del tutto inadeguate anche solo a comprendere il disagio crescente in vasti ambiti della comunità locale, figurarsi a fronteggiarlo.

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

[3] La fragilità delle “politiche per la casa” praticate dal comune di Vignola balza all’occhio se si ripercorre azioni ed omissioni dei primi quattro anni dell’amministrazione Denti:

  • Quando l’amministrazione Denti è entrata in carica aveva una disponibilità di 1,8 milioni di euro nel fondo per i “buoni casa”. In quattro anni, tramite due bandi (uno dei quali promosso dalla precedente amministrazione Adani), ha erogato contributi per l’acquisto della casa pari a meno di 200mila euro, ovvero pari all’11% delle disponibilità (come risulta dalla risposta dell’1 aprile 2011 all’interrogazione presentata dalla lista di cittadini Vignola Cambia). 1,6 milioni di euro sono rimasti inutilizzati per tre anni e mezzo! Circa un milione di euro è ancora oggi in attesa di destinazione!
  • Quando l’amministrazione Denti è entrata in carica esisteva un progetto per realizzare 12-14 “case popolari” (alloggi ERP) a Mulino di Tavernelle (vedi). L’amministrazione comunale si è dichiarata non convinta di quel progetto, ma ha impiegato fino a fine 2012 per mettere a punto una soluzione alternativa (anch’essa, a sua volta, assai discutibile: vedi). Per tre anni e mezzo, dunque, risorse ACER Modena pari ad 1 milione di euro spendibili su Vignola sono rimaste inutilizzate. Il progetto di realizzare 10 appartamenti ERP nell’area ex-Enel (un intervento il cui costo è stimato pari a 2 milioni di euro, lo stesso del progetto abbandonato a Mulino di Tavernelle, di cui 700mila derivanti dal fondo dei “buoni casa”) non sarà completato prima della fine del 2014. Gli ultimi alloggi ERP realizzati a Vignola sono del 2000, a Villa Roma.
  • Quando l’amministrazione Denti è entrata in carica ha trovato avviato un progetto sostenuto dall’amministrazione precedente (Adani) in merito ad un intervento di “edilizia convenzionata” in località Pratomavore (e relativo al comparto C3 “Pratomavore”), nell’ambito del programma regionale “tremila alloggi”. Questo ha portato all’assegnazione, a fine gennaio, di 4 alloggi, sulla base di una graduatoria pubblica. E’ un contributo (piccolo), ma su cui l’amministrazione Denti non ha fatto nulla.
  • E’ invece ascrivibile all’amministrazione Denti la ristrutturazione, avviata nel 2012, dei 4 alloggi ERP di via dei Cappuccini (per una spesa complessiva di 175.000 euro, finanziati in parte dalla Regione Emilia-Romagna, in parte da ACER Modena) da qualche anno non assegnati perché non rispondenti alle normative.
  • A questo possiamo aggiungere l’adesione, come fatto dalla maggior parte dei comuni della provincia di Modena, al protocollo d’intesa sulla casa (attivato nel 2012 e rinnovato nel 2013) che, grazie al contributo delle fondazioni di origine bancaria, mette a disposizione 940mila euro a livello provinciale (per il 2013) per aiutare i nuclei familiari in affitto e soggetti a provvedimento di sfratto (il numero degli sfratti in provincia è stato pari a 1.320 nel 2011). Tuttavia, che questo provvedimento abbia problemi di funzionalità lo rivela sia la revisione dei criteri per l’accesso nel 2013 (la soglia Isee è stata portata da 10.000 a 17.000 euro: vedi), ma soprattutto il bassissimo numero di beneficiari (nessuno vignolese, tra l’altro)! “Dall’inizio dell’applicazione del protocollo sono pervenute alla Provincia richieste di contributo presentate dai Comuni di Modena, Formigine, Maranello, Pavullo, Fiorano e Novi di Modena. Riguardano oltre 20 nuclei familiari colpiti da sfratto esecutivo per morosità, ai quali sono stati liquidati complessivamente circa 100 mila euro” – così recita il comunicato dell’amministrazione provinciale (vedi). Allo stesso tempo, tuttavia, si registra il venir meno dei trasferimenti statali per i “contributi per l’affitto” (di importo assai superiore al fondo provinciale) e la conseguente scomparsa del programma di assistenza a chi risiede in affitto.

Questi sono i fatti. Dal che risulta che l’amministrazione Denti ha tardato a mettere in campo qualsiasi programma d’intervento sul fronte delle “politiche per la casa”, limitandosi a “beneficiare” di progetti ereditati dalla precedente amministrazione. Ma in questi anni la crisi economica si è purtroppo approfondita, gli effetti negativi sul reddito e la ricchezza delle famiglie diffusi, e ora, come evidenzia la manifestazione vignolese, la tensione sociale determinata dalla difficoltà nel mantenere o nell’accedere al bene-casa sta fortemente crescendo. Senza che l’amministrazione vignolese abbia un adeguato quadro conoscitivo del disagio, prima ancora che qualche idea su come affrontarlo.

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola. Il raggruppamento del Collettivo Autonomo per il Diritto alla Casa - C.A.DI.CA (foto del 2 marzo 2013)

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola. Il raggruppamento del Collettivo Autonomo per il Diritto alla Casa – C.A.DI.CA (foto del 2 marzo 2013)

[4] Rimane il tema del cosa fare per rispondere a questa manifestazione e, più in generale, ad un problema assai grave che è il processo di progressivo impoverimento della nostra comunità (con relativi risvolti di perdita di fiducia nel futuro). Riconoscere l’esistenza di un bisogno di conoscenza ed attivarsi per ricostruire una “mappa del disagio” è la prima cosa. Confrontarsi con quelle realtà collettive che rappresentano l’acuirsi del disagio e che intendono porre questo tema all’attenzione della collettività (ovvero in primo luogo il Comitato, assieme ai sindacati degli inquilini), la seconda. E per terza, finalmente, avviare un processo collettivo di ri-definizione delle priorità (un impegno che, per la verità, l’Unione Terre di Castelli si era presa nei primi anni della crisi economica, ma a cui non ha poi dato seguito: vedi), a cui far seguire una ri-definizione dell’allocazione delle risorse delle istituzioni locali. L’unica cosa da non fare è chiudere gli occhi di fronte a questi segnali di un disagio che cresce.

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

Manifestazione per il diritto alla casa, a Vignola (foto del 2 marzo 2013)

PS Intanto a livello nazionale Matteo Renzi propone di destinare i rimborsi elettorali destinati ai partiti (più di 150 milioni di euro) ad un programma di riqualificazione degli alloggi ERP (vedi). Inevitabile arrivarci. A livello locale è solo grazie all’iniziativa della lista di cittadini Vignola Cambia che l’amministrazione comunale si è impegnata ad un censimento degli immobili sfitti (pdf). Ovviamente ancora nessuna risposta.

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2 Responses to A Vignola manifestazione per il diritto alla casa. La tensione sociale cresce, l’amministrazione sta a guardare

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Il Problema della casa ,come tutti gli altri di una comunità,hanno speranza di essere avviati a soluzione,solo se ai Vertici delle Amministrazioni,ci sono delle Persone COMPETENTI ED IN BUONA FEDE.
    Da decenni ciò non si verifica ,e conseguentemente i nodi stanno arrivando al pettine a Vignola come in altre città dell’Emilia.
    Quando i cittadini incominceranno a dibattere senza nascondersi dietro Nick name, dei problemi del loro territorio,denunciando On Line tutte le innumerevoli malefatte-abusi-favoritismi ecc dei vecchi partiti,solo allora ci sarà speranza che la situazione,possa cambiare.
    In tutte le città d’Arte della nostra Regione le presenza di Turisti potrebbe aumentare se solo “loro” sapessero come muoversi.
    Ma a chi interessa ?

    • mameri ha detto:

      Fini è crollato. Bossi lega è crollato con tutti gli scandali. Il problema èche l’amministrazione comunale segue la vecchia politica degli altri, come la Lega, e guarda solo alle persone ricche. Io avevo una casa in affitto che resulta una ventina di metri per i tributi pe l’amministrazione comunale, ma in realtà erano di piu.
      Voglio dire che le case dove abitiamo sono piccole come metri, ma si paga tributi un po cari e uno con la crisi non ce la fa a pagare tutte le spese. L’ufficio anagrafe è stato rinnovato con tutta nuova tecnologia, ma le cose andavano meglio prima che adesso. Non è servito a niente il rinonvo. I posti letti si sono spartiti il centro storico è vuoto da abitanti, la zona industriale è vuota. La politica del lavoro a vignola non passa e siamo costretti a cercare il laVORO FUOri da vignola. Per le case prima si fa contratto dal comune con il propretario per facilitare il transito della casa ad altri. La gente che lavora fuori va ad abitare fuori. E significa che Vignola diventa vuota di lavoratori e piena di pensionati o disoccupati e così non ci sono quelli che spendono e il comercio si blocca tutto. Questi problemi lasciano Vignola a bocca aperta davanti a risposte e l’amministrazione locale dov’é?????

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