L’indagine Lapam sul centro storico conferma: ci sono luci ed ombre

Mercoledì 13 febbraio, in un incontro non molto partecipato alla Rocca, la Lapam di Vignola ha presentato i risultati dell’indagine sul centro storico, intitolata “Vignola va di moda”. 102 cittadini intervistati telefonicamente e 85 esercenti che si sono autosomministrati un questionario confermano ciò che da tempo sappiamo: il centro storico di Vignola presenta luci ed ombre (vedi). Le luci sono date da una rete commerciale ancora di buona qualità, nonostante le sofferenze inflitte dalla crisi economica (e nonostante alcune aree desertificate), oltre che da alcuni monumenti che esercitano ancora oggi una forte attrazione (la Rocca e Palazzo Barozzi). Le ombre hanno diversi nomi: degrado dell’edilizia residenziale, bassa qualità degli arredi urbani, manutenzioni insufficienti, invadenza eccessiva delle automobili.

Un'immagine della Rocca di Vignola riflessa dal lunotto posteriore di un'auto parcheggiata in Piazza dei Contrari (foto del 17 febbraio 2013).

Un’immagine della Rocca di Vignola riflessa dal lunotto posteriore di un’auto parcheggiata in Piazza dei Contrari (foto del 17 febbraio 2013).

Nulla che non si sapesse già. Ed anche la ricetta per curare questi malanni è nota da tempo: serve un programma di lavoro serio e svolto con continuità, diciamo per almeno dieci anni. Non servono interventi spot e finalizzati solo alla gestione del consenso. Tra le ombre, dunque, va annoverata anche un’amministrazione comunale che, con il sindaco Daria Denti, ha abbandonato qualsiasi progetto significativo di riqualificazione del centro vignolese.

L'insegna della libreria "Il castello di carta", uno dei negozi di qualità del centro storico vignolese (foto del 17 febbraio 2013)

L’insegna della libreria “Il castello di carta”, uno dei negozi di qualità del centro storico vignolese (foto del 17 febbraio 2013)

[1] Il 70% dei commercianti che ha compilato il questionario ritiene che il “centro urbano” di Vignola sia tuttora attraente (per il 60% abbastanza attraente, per il 10% molto attraente). E’ questa la vera forza del centro: l’essere ancora oggi praticato come luogo di incontro dei cittadini. E questa è una funzione che non può essere “decentrata”. Lo richiama la stessa espressione “centro”: assai più che il risultato di coordinate geometriche è infatti definito proprio dalle pratiche sociali di aggregazione. Che continuano a riprodurre modelli storici di comportamento. Lì ci si ritrova. Lì si converge. Comprensibile, dunque, che su questa capacità di attrazione sociale si sia innestato lo sviluppo della rete commerciale. Nonostante lo spazio centrale della città esibisca anche importanti vincoli (es. in merito alla mobilità, visto che l’area del centro urbano presenta, anche in ragione della sua capacità di richiamo, problemi di convivenza con le auto, sia circolanti che in sosta).

Insegna "affittasi" su una vetrina in via Muratori (foto del 17 febbraio 2013)

Insegna “affittasi” su una vetrina in via Muratori (foto del 17 febbraio 2013)

Più differenziate, in verità, risultano le opinioni dei cittadini. Che riconoscono l’importanza del centro urbano, ma non rinunciano a frequentare, per fare acquisti, altre aree della città ed anche fuori città. Certo, qui l’indagini evidenzia i suoi limiti più evidenti, visto che la capacità di attrazione commerciale del centro può essere valutata solo comparativamente, ovvero mettendola a confronto con la capacità di attrazione del centro di altre città capo distretto (Carpi, Sassuolo, Mirandola, Castelfranco) – ma di questo non si occupa l’indagine Lapam. Sappiamo comunque che il distretto di Vignola esibisce da tempo la percentuale più alta di residenti che fa acquisti fuori distretto – verso Modena e verso Bologna. Ma ciò, tutto sommato, è anche in linea con il fatto che questo distretto esibisce anche la percentuale più alta di cittadini che lavorano fuori distretto. Così mobilità per lavoro e mobilità per acquisti si tengono. E comunque è anche la conseguenza di una minore presenza della grande distribuzione – un fattore che sino ad oggi ha garantito maggior respiro per i negozi di vicinato. Ma che, visto l’accentuarsi della crisi e la marcata contrazione dei consumi, potrebbe non essere più sufficiente. Servono dunque nuove politiche per il centro storico, in grado di affrontare una pluralità di nodi critici. Ma il primo requisito è riconoscere l’esistenza dei problemi, condividerne la mappatura – a Vignola non sembra ancora di essere arrivati a questo punto assolutamente preliminare (vedi).

I locali che ospitavano la pescheria "Le delizie del mare", da anni vuoti (foto del 17 febbraio 2013)

I locali che ospitavano la pescheria “Le delizie del mare” (in via Selmi), da anni vuoti (foto del 17 febbraio 2013)

[2] Anche sul versante del “che fare” l’indagine Lapam risulta eccessivamente selettiva. Si ragiona su come accrescere l’attrattività del centro tramite “la presenza di un ufficio turistico” (che oggi a Vignola non c’è – concorda con questa proposta il 54% degli esercenti) o tramite “una buona promozione di Vignola su internet” (e anche questa oggi non c’è, vista la frammentazione dei siti di promozione ovvero la mancanza di massa critica, qualità, visibilità – concorda con questa proposta il 77% degli intervistati) o ancora tramite la valorizzazione degli edifici storici (Rocca e Palazzo Barozzi), la valorizzazione dei circuiti enogastronomici e la valorizzazione delle tipicità locali. Tutti fronti su cui da tempo si attende un salto di qualità – che però non arriva. L’unico ambito di criticità che viene sottoposto ai cittadini per raccoglierne l’opinione è quello dell’accessibilità (al centro): il 35% si lamenta di “parcheggi scarsi”, il 29,4% lamenta un’area di sosta a pagamento troppo estesa, il 7,5% una “viabilità complicata” (solo il 25,6% ritiene non esista alcun problema). In realtà bisognerebbe avere il coraggio di dire che un centro storico di qualità lo si ottiene riducendo la presenza di automobili. Certo, per arrivare a ciò occorre aumentare la dotazione di parcheggi a servizio del centro storico (ma non nel centro storico). Ma qui, se possibile, la situazione è peggiorata rispetto ad alcuni anni fa!

Insegna "affittasi" sulla vetrina di un negozio in via Bonesi (foto del 17 febbraio 2013)

Insegna “affittasi” sulla vetrina di un negozio in via Bonesi (foto del 17 febbraio 2013)

[3] Se per un attimo lasciamo da parte i progetti di riqualificazione ad ampio spettro e focalizziamo l’attenzione sulle concrete opportunità di intervento di questi anni vediamo che vi sono almeno due occasioni clamorosamente mancate dall’attuale amministrazione. La prima riguarda appunto i parcheggi. Ancora oggi abbiamo il parcheggio di Corso Italia sottoutilizzato (bisognerà inventarsi qualcosa per un suo uso più intensivo!). Ed in aggiunta abbiamo un parcheggio di grandi dimensioni in via di Zenzano, sotto la Rocca, ma che soffre di un inadeguato collegamento con il centro (tramite il “tunnel degli orrori” ed un percorso che si trasforma in pantano ogni volta che cadono due gocce di pioggia). Eppure un suo intervento di riqualificazione doveva diventare una assoluta priorità, puntando anche ad un coinvolgimento della Fondazione di Vignola interessata a risistemare l’area verde tra il Ponte Muratori e la Rocca. Nulla di tutto ciò è stato fatto in quattro anni di amministrazione Denti – e la scarsità di idee prima ancora che di risorse fa pensare che nulla cambierà in questo finale di legislatura.

Il tunnel che collega il parcheggio di via Zenzano al centro storico di Vignola, tramite via Posterla. A quando un intervento di riqualificazione del percorso? (foto del 17 febbraio 2013)

Il tunnel che collega il parcheggio di via Zenzano al centro storico di Vignola, tramite via Posterla. A quando un intervento di riqualificazione del percorso? (foto del 17 febbraio 2013)

La seconda occasione riguarda la riqualificazione degli edifici residenziali del centro – oggi i più degradati in città (dunque quelli a minor prezzo, come conferma l’alta concentrazione di cittadini stranieri, il 54% dei residenti! vedi). Il centro storico vignolese, infatti, non ha solo bisogno di rafforzare le presenze commerciali di qualità, ma anche di innalzare il livello qualitativo dell’edilizia residenziale! Il centro vive se si raggiunge un buon mix tra commercio ed edilizia residenziale di qualità. Oggi questo mix non c’è. E per questo serve un programma pluriennale (almeno decennale) di intervento di riqualificazione, così da scongiurare il fenomeno “ghetto” (vedi). Qui l’amministrazione comunale ha a disposizione almeno due leve. Da un lato intervenire “direttamente” con interventi di riqualificazione di singoli alloggi o interi edifici, ad esempio per la realizzazione di alloggi ERP grazie all’intervento di ACER Modena. Questa occasione è stata sciupata nel momento in cui l’amministrazione ha deciso di convogliare le risorse a disposizione di Vignola (più di 1 milione di euro) sull’edificio ex-Enel (che meritava invece una diversa valorizzazione) (vedi). Dall’altro lato l’amministrazione ha la possibilità di un intervento indiretto, promuovendo (e sostenendo economicamente) i progetti di riqualificazione dei privati. E’ questa la proposta avanzata un paio di mesi fa dalle forze di opposizione: impiegare i circa 1,5 milioni di euro ancora disponibili del fondo per i “buoni casa” per erogare contributi a sostegno degli interventi di riqualificazione (vedi). Sembra di capire che anche in merito a ciò l’amministrazione Denti non abbia intenzione di fare nulla! Anche su questo fronte, dunque, … occasioni sprecate. Si tratta però – è bene dirlo con grande chiarezza – di scelte che tutta la città sarà chiamata a pagare, visto che portano ad un trascinamento dei problemi piuttosto che ad una loro risoluzione (che, lo ribadiamo, richiederà comunque diversi anni di lavoro continuativo).

Nella centralissima via Garibaldi l'edificio che per lungo tempo ha ospitato il "Bar National" è in attesa di ristrutturazione da anni (foto del 17 febbraio 2013)

Nella centralissima via Garibaldi l’edificio che per lungo tempo ha ospitato il “Bar National” è in attesa di ristrutturazione da anni (foto del 17 febbraio 2013)

[4] Certo, c’è molto altro da fare. Non interventi spot, ma un’azione progressiva e continua. Insomma routines. Ma mirate a ridare “bellezza” al centro storico. Arredi urbani (sostituire le orribili fioriere!!!), nuova segnaletica, manutenzione (innanzitutto della pavimentazione – sempre più spesso si vedono rattoppi d’asfalto alla pavimentazione in ciottoli o mattoni) e così via (per una rassegna fotografica vedi la slideshow). Le città medioevali si reggevano su statuti che richiamavano esplicitamente l’impegno alla bellezza. “Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini” – così recita quello di Siena del 1309. Meriterebbe farne una massima esposta pubblicamente, per richiamare la responsabilità di amministratori e cittadini.

Vogliamo parlare del senso del bello che esprimono fioriere come queste? (foto del 17 febbraio 2013)

Vogliamo parlare del senso del bello che esprimono fioriere come queste? (foto del 17 febbraio 2013)

PS Qui la rassegna stampa da Il Resto del Carlino (pdf) e la Gazzetta di Modena (pdf), entrambi del 15 febbraio 2013.

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