C’è chi ama gli alberi e chi i pali, di Stefano Corazza

Quando vedi quello che è stato fatto ai tre Pioppi bianchi (Populus alba) che da anni (direi  almeno 20), quasi solitari testimoni di una vegetazione autoctona,  crescevano indisturbati sulla sponda dell’antico canale di San Pietro che costeggia Via Zenzano,  ti chiedi chi possa essere stato così stupido e allo stesso tempo crudele da ridurli così. Definisco stupida una operazione che non può certo essere motivata da qualunque possibile rischio costituito dagli alberi che sono piuttosto giovani e sicuramente sani e si trovano non proprio al margine della strada. Definisco stupida un’operazione che deturpa ulteriormente un paesaggio già abbastanza compromesso da intrusioni edilizie e vegetali (“alberi di natale” dismessi -abeti rossi e bianchi- ,  cedri e persino un pino italico) di nulla coerenza con il paesaggio rurale che per fortuna e nonostante tutto ancora è praticamente contiguo al centro della città. Definisco stupida un’operazione che impoverisce il patrimonio naturale togliendo benefici (estetici, spirituali, climatici etc.) goduti da tutti senza neppure che questo produca un evidente beneficio a chi l’ha attuata (secondo C.M.Cipolla si tratta della tipologia di “persone fondamentalmente e fermamente stupide”, come scrive in ”Le leggi fondamentali della stupidità umana” in “Allegro ma non troppo”, Il Mulino, Bologna, 1988, pag. 64: vedi). Definisco crudele un’operazione di “mutilazione” effettuata su un essere vivente senza alcuna considerazione delle conseguenze che questo possa avere sulla sua salute o forse proprio per provocarne sofferenza e morte.

I tre pioppi "palificati" lungo via Zenzano (foto del 6 febbraio 2013)

I tre pioppi “palificati” lungo via Zenzano (foto del 6 febbraio 2013)

Ti chiedi anche come ciò sia stato possibile. Non è improbabile che la “palificazione” degli alberi effettuata “in vivo” sia stata determinata dalla frustrazione per non averli potuti abbattere, ma si può eventualmente tollerare una norma così sciocca da consentire questo esito? E’ una domanda che pongo agli uffici comunali competenti perché se non sono complici o autori (penso male? Forse, ma…”a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”,  Andreotti docet) si mobilitino per individuarne i responsabili e sanzionarli nei termini previsti dal regolamento comunale.

Incoerenze del paesaggio rurale: a sinistra un pino, a destra un abete rosso, in mezzo i tre pioppi "palificati" (foto del 6 febbraio 2013)

Incoerenze del paesaggio rurale: a sinistra un pino, a destra un abete rosso, in mezzo i tre pioppi “palificati” (foto del 6 febbraio 2013)

PS. Se volete vedere di persona, arrivate dal parcheggio di via Zenzano, sotto la Rocca, per una bella prospettiva dei tre “palificati” fra un abete rosso potato e il pino (vedi la foto subito sopra). Per chi volesse completare un piccolo e (s)piacevole tour:  all’incrocio girare a sinistra verso la sede comunale (anche se così vicina da lì vedono poco e niente). A metà della salita di via al Panaro, sulla sinistra, 5 alberi (irriconoscibili anche perché i tronconi rimasti sono coperti d’edera) in un resto di filare (siepe con alberi) confinario  sono stati capitozzati brutalmente  e la siepe è quasi completamente distrutta.  Attenti però che il parcheggio selvaggio restringe la carreggiata e le auto che si incrociano a velocità piuttosto alta rischiano di “arrotarvi”. Affacciatevi poi dalla parte opposta della strada e guardate verso Nord: vedrete che il lotto immediatamente prossimo alle prime case sullo sfondo  ha una recinzione rossa. Di cantiere.  Ancora un altro pezzo di campagna che sta per essere perso?… e proprio la più preziosa per la sua vicinanza alla città costruita! Ritornate mestamente, ma vigili al traffico, attraverso la pericolosa strettoia della strada, verso la Rocca.

di Stefano Corazza

PPS. Questo post costituisce il primo della rubrica “IN-urbana”, curata da Stefano Corazza. IN-urbana: ciò che è contro la città,  che è contro lo stesso spirito che ne ha consentito e consente l’esistenza:  la condivisione dello spazio, la cooperazione,  la mutualità fra i suoi abitanti finalizzate  alla sua difesa e gestione come bene comune.

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