Impianto bitume di Savignano: a chi giova alimentare il conflitto tra occupazione e rispetto delle regole per la tutela dell’ambiente e della salute?

E’ in corso uno scontro molto aspro in merito alla ditta Calcestruzzi Vignola, con sede a Savignano. Si tratta dell’azienda che ha realizzato il nuovo impianto di produzione bitume a Magazzino, al momento non ancora in funzione (vedi). Il sindacato edili Fillea/Cgil di Modena, assieme al circolo PD di Savignano, ai Giovani Democratici ed ai lavoratori della Calcestruzzi Vignola ha organizzato un presidio, sabato 19 gennaio dalle ore 10.30, davanti al Municipio di Savignano sul Panaro. Tutto ciò, si dice, “a sostegno dell’occupazione e per il rilancio dell’economia sul territorio” (qui il comunicato: vedi). Ma non è ugualmente importante il rispetto delle regole? Davvero il PD e la CGIL ritengono che l’occupazione vada difesa a discapito di quelle regole che tutelano l’ambiente e la salute della collettività? Qui le considerazioni di Angelo Balestri, Capogruppo della Lista dei Cittadini di Savignano.

La nuova sede a Magazzino di Savignano della Calcestruzzi Vignola (foto del 6 gennaio 2013)

Nuova sede e impianti, a Magazzino di Savignano, “polo 11”, della Calcestruzzi Vignola (foto del 6 gennaio 2013)

Visto che è una vicenda complessa, con aspetti molto spiacevoli per tutti noi e in particolare per i lavoratori dell’azienda, mi sembra doveroso cercare di chiarirla al meglio. Cercherò di evitare considerazioni e valutazioni personali per lasciar parlare i documenti ufficiali, quelli depositati e inconfutabili. Aggiungo quello letto nei giornali e nei comunicati stampa degli enti essendo voci altrettanto pubbliche. Sul “lenzuolo” spiegato davanti al Comune che oggi campeggia all’ingresso del Polo 11 c’è scritto   “onesta giustizia”.  Vediamo…
Dalla Gazzetta la dichiarazione del titolare: “il nuovo impianto di Magazzino è infatti completamente in regola, sono state fatte tutte le modifiche richieste, ma l’amministrazione comunale non rilascia l’autorizzazione per aprire l’impianto perché si nasconde dietro a delle prescrizioni che uno dei comitati che si oppongono all’impianto ha fatto fare alla Provincia. Si tratta di prescrizioni inaccettabili e decisamente antieconomiche.E’ falso! La falsità della dichiarazione è evidente anche solo leggendo tra le righe.
Se ci sono prescrizioni inaccettabili e antieconomiche significa che non sono state recepite, per cui non ancora realizzate. Questo significa che non è vero che l’impianto è in regola, lo sarebbe solo se le prescrizioni fossero state realizzate. Inoltre non si capisce perché il contrasto sia con il Comune quando le prescrizioni le ha dettate la Provincia, come si può vedere nella determinazione del 06/08/2010. Il Comune, con grande tempestività, nell’intento di stringere i tempi per andare incontro alle esigenze dell’azienda, propone con una lettera alla Calcestruzzi un percorso veloce per verificare la realizzazione delle opere chieste dalla Provincia sulla base delle prescrizioni di ARPA, USL e Comune.

Uno degli impianti della Calcestruzzi Vignola a Magazzino di Savignano (foto del 6 gennaio 2013)

Uno degli impianti della Calcestruzzi Vignola a Magazzino di Savignano (foto del 6 gennaio 2013)

Notare le date: la Provincia determina il 6 agosto, il Comune presenta una proposta operativa il 20 agosto (tempi da record per la pubblica amministrazione oltre tutto per ferragosto). La lettera spedita alla Calcestruzzi Vignola (Protocollo 8187) titolava:
OGGETTO: Iter procedurale per l’adeguamento degli impianti del polo 11 e conseguente rilascio del certificato di agibilità, proposta.
Riportiamo brevemente qualche stralcio della lettera: “Si propone il seguente iter procedurale (da affinare ed eventualmente modificare con il vostro contributo), diretto a raggiungere le condizioni operative e formali necessarie all’avvio dell’attività produttiva, nel rispetto dell’ambiente e delle norme di legge”. E’ ripetuto, sia nell’oggetto che nella frase centrale del documento, che  l’Amministrazione  propone  un percorso, con disponibilità a cambiarlo, per arrivare al rilascio dell’agibilità. La lettera chiude con: “si ribadisce la piena disponibilità dell’Amministrazione ad adeguare, per quanto possibile, l’iter appena delineato alle istanze provenienti dall’impresa”.
Come risponde l’impresa a questa lettera piena di disponibilità? Con un ricorso al TAR e una richiesta danni da  13.405.523,84 euro. E’ evidente che il ricorso, ma soprattutto la cifra enorme indicata, servono a intimorire la controparte, la quale invece è tranquillissima, come lo è chi è in buona fede. Tornando all’articolo e alla manifestazione davanti al Comune, il Sindaco Germano Caroli ha dichiarato: «Vi sono carteggi tra Provincia, Comune e azienda che rilevano incoerenze tra carte presentate e lavori effettuati. Si tratta in tutto di una decina di prescrizioni, dettate già nell’agosto 2010 dal tavolo tecnico tenutosi in Provincia. Da allora ad oggi non è cambiato sostanzialmente nulla. Ritengo di avere la coscienza a posto: nessuno a Savignano ha il potere di negare un diritto a qualcuno, non ho nelle mie mani questo potere. Tra l’altro, finché la Calcestruzzi Vignola non avrà l’agibilità, può continuare a lavorare dove si trova attualmente. La produzione di calcestruzzo, quantomeno, potrebbe continuare».

Lo striscione di protesta affisso davanti alla sede della Calcestruzzi Vignola (foto del 6 gennaio 2013)

Lo striscione di protesta affisso davanti alla sede della Calcestruzzi Vignola, polo 11 di Magazzino di Savignano (foto del 6 gennaio 2013)

La dichiarazione è chiarissima, ma per evitare che qualcuno cavalchi il tema del lavoro come pretesto per un facile populismo, siamo ben lieti di discutere di nuovo la questione in Consiglio Comunale esaminando e discutendo la terza interrogazione sul bitume in due anni presentata da Savignano Democratica. Lo stesso era comunque già scritto nel Comunicato n. 70 – 4 ottobre 2010 dove si leggeva: “Questa Amministrazione ritiene che la tutela dei posti di lavoro possa e debba essere garantita attraverso il rispetto delle norme e della tutela del patrimonio di tutti, non attraverso la sottovalutazione dei rischi e la deroga alle norme stesse….Il primo dovere di un Ente pubblico è far rispettare le leggi, tutelare i cittadini e il territorio.E’ evidente che oggi si sta sfruttando il tema “lavoro” per un attacco politico all’Amministrazione Caroli. Dovremmo essere tutti d’accordo che se gli enti preposti fanno delle prescrizioni esse vanno rispettate. Se sono antieconomiche è solo perché l’impianto è stato fatto nel posto sbagliato, e il paradossale è che a volerlo in quel posto è stato proprio chi oggi sfrutta il disagio dei lavoratori a solo scopo elettorale.
Auspico anch’io che si avveri la richiesta dei lavoratori scritta davanti all’ingresso del polo 11. “Caro Babbo Natale portaci un lavoro e tanta onesta giustizia”, ma in merito a “onesta giustizia” andrebbe dato a ognuno le proprie responsabilità. Chi era nella precedente Amministrazione si prenda la responsabilità di aver prevista la costruzione di un impianto in un posto inadatto. Chi l’ha costruito in quel posto e non accetta le prescrizioni imposte dalla Provincia si prenda la responsabilità dei posti di lavoro perduti. Il Sindaco si è già presa la responsabilità di controllare il rispetto delle regole per tutelare i Cittadini, l’acqua e l’ambiente (se tutti lo facessero l’Italia andrebbe meglio). E che ognuno sia libero di decidere chi è nel torto.
Angelo Balestri, Capogruppo della Lista dei Cittadini, Savignano s.P.

PS Qui il testo originario, con ulteriori estratti degli atti ufficiali, in pdf. Il presente testo è stato originariamente pubblicato nel sito web della Lista dei cittadini – Insieme per Savignano (vedi). Sulla vicenda si veda anche il post di Giovanni Moi su La Carbonara Blog (vedi).

PPS Qui il testo della dichiarazione del sindaco di Savignano s.P., Germano Caroli, in data 17 gennaio 2013 (pdf).

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5 Responses to Impianto bitume di Savignano: a chi giova alimentare il conflitto tra occupazione e rispetto delle regole per la tutela dell’ambiente e della salute?

  1. Alessandro ha detto:

    La prima cosa patetica che salta immediatamente agli occhi, è l’indecenza con cui certi soggetti riescono a convivere.
    La proprietà della Calcestruzzi, fino ad oggi, piuttosto di ricevere anche una sola stretta di mano da un soggetto appartenente al pd, si sarebbe fatta 50 km di corsa a -20 gradi di notte.
    Il fatto che ora, per fare numero e perchè fa comodo, si tirino su in carrozza “rusca e busca” mi ricorda molto ciò che ha fatto il PD con la campagna per l’acqua pubblica.

    La seconda cosa patetica, come appunto si rileva in questo articolo, è che la proprietà della Calcestruzzi, assecondando il perfetto stile berlusconiano a loro tanto caro, utilizza un carrier di ampio eco (il problema del lavoro specie di questi tempi) per cercare di spalare merda su una amministrazione che non ha colpe dirette; coinvolgendo tra l’altro persone piccole, che non hanno la benchè minima idea di ciò che accade, le quali chiamano a destra e a manca amici di amici di amici per cercare di fare massa, come se fosse una partita di calcio…(figlia, amici della figlia etc).

    La terza ed ultima cosa patetica, è che per molti degli aspetti sollevati durante questo ITER, credo che siano al massimo un 10% i cittadini di Savignano che approvano questo nuovo impianto.
    Poichè quindi gli imprenditori così come i governi dovrebbero rendere CONTO a chi vive il territorio, e non a due o tre poteri forti, la proprietà dovrebbe domandarsi se questo impianto è VOLUTO da chi comanda su quel territorio (ossia chi ci vive), piuttosto di stare a cincischiare con azioni frivole e funamboliche, oltre che fuorvianti.

    Che indicano un mini referendum tra i cittadini di Savignano, che creino un bel banchetto, tutti i sabati per due mesi. Come è stato fatto da Vignola Cambia per il referendum dell’acqua.

    Il voto sarà SI impianto NO impianto.
    Se è una azienda FEDELE al territorio, sarà ben lieta di accettare la decisione della maggioranza in merito. Poichè va ricordato quando si toccano questioni relative all’ambiente, è MOLTO più importante la salute di migliaia di persone che il lavoro di 20 OPERAI!
    Per quanto il lavoro sia da tutelare ai massimi livelli mi dispiace ma la salute lo è esageratamente infinitamente ed immensamente di più.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ulteriori sviluppi di oggi sulla vicenda. (1) Si registra, innanzitutto, un comunicato da parte di SEL – Savignano sul Panaro, che recita:
    “Dispiace che in una vertenza come quella della Calcestruzzi Vignola non ci sia stata la possibilità, che in un primo tempo avevamo apprezzato, di una presa di posizione congiunta delle forze politiche di centrosinistra; invece CGIL e PD (molto discutibile una CGIL che indice una manifestazione insieme a un solo partito politico…) hanno indetto un presidio sulla base di un testo comune che il PD non ha voluto in alcun modo modificare.
    Le proposte che come SEL abbiamo sostenuto riguardavano e riguardano la necessità di aprire un tavolo urgente comprendente tutte le parti in causa: Comune di Savignano sul Panaro, Provincia di Modena, il commissario giudiziale di Calcestruzzi Vignola e i sindacati dei lavoratori – per ritirare i licenziamenti e riesaminare tutte le condizioni per fare ripartire azienda e investimenti.
    In ogni caso, su questa base, parteciperemo a tutte le iniziative, compresa quella di sabato per sostenere i lavoratori e salvaguardare l’idea della sostenibilità ambientale, chiedendo all’Amministrazione comunale e all’Amministrazione provinciale in primis di svolgere con urgenza un ruolo attivo in questa direzione.”
    Certo, non è chiaro come si intenda “sostenere i lavoratori e salvaguardare l’idea della sostenibilità ambientale” in QUESTA SPECIFICA situazione, visto che ad oggi l’azienda non ha ottemperato alle prescrizioni (volte ad introdurre ulteriori elementi di tutela dell’ambiente e della salute) scaturite dal processo autorizzatorio. Va anche notato che la manifestazione, a cui SEL “comunque” aderisce (nonostante le riserve, diciamo, di “metodo” nell’organizzazione dell’iniziativa), è una manifestazione “contro” l’amministrazione comunale di Savignano (leggersi con attenzione il comunicato sia della CGIL che del PD-GD), che, correttamente, chiede all’azienda il rispetto delle prescrizioni. Ma è chiaro che la coerenza in campagna elettorale viene sacrificata agli interessi di parte (partiti). (2) Parole di grande ragionevolezza vengono dal sindaco di Savignano, Germano Caroli, che innanzitutto ricostruisce con precisione la situazione:
    “E’ colpa dell’Amministrazione comunale richiedere il rispetto di prescrizioni che cercano di porre rimedio a scelte sbagliate di un recente passato? Alla Ditta che afferma che quelle prescrizioni sono “inaccettabili e decisamente antieconomiche” ed imposte, alla Provincia, dai Comitati, è necessario ribadire, ancora una volta, che quelle disposizioni hanno origine da leggi nazionali, nonché da norme della Provincia stessa, per quelle attività di lavorazione. Dobbiamo tener presente che il problema che siamo tutti chiamati ad affrontare è quello dell’inserimento di impianti produttivi a 15 metri di profondità, in immediata adiacenza alla falda dalla quale attinge il pubblico acquedotto, impianti che costituiscono un rischio rilevante per la risorsa idrica, bene non in disponibilità della Ditta, del sottoscritto o di altri, ma risorsa di tutti e che tale deve rimanere per sempre.
    Il problema può essere posto anche in questi termini: quella scelta costruttiva iniziale, compiuta d’intesa tra la Ditta e l’Amministrazione che mi ha preceduto, non riesce ad adeguarsi alle norme ed alle leggi vigenti perché l’adozione dei necessari provvedimenti non sono economicamente convenienti alla Ditta. Se queste valutazioni di rischio fossero state compiute all’inizio, non ci troveremmo in questa situazione.”
    Ma poi aggiunge che da tempo ha proposto il dialogo all’azienda, pur sapendo di non poter derogare dalle prescrizioni definite:
    “Nessuno, impresa o pubblica amministrazione, può operare al di fuori delle disposizioni di legge e normative, tutti dobbiamo impegnarci nel difficile compito di coniugare politiche del lavoro ed ambiente, è giusto non vi sia alternativa a ciò ed in tal senso il Comune di Savignano la propria parte intende, costruttivamente, farla, anche su iniziativa di parte sindacale.
    Per ragionare di ciò, sabato mattina sarò nel mio ufficio e sarò ben lieto di incontrare, se lo vorranno, i lavoratori ed i loro sindacati per poter esprimere la disponibilità al dialogo dell’Amministrazione comunale.”

    Qui il testo completo del comunicato del sindaco Germano Caroli:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2013/01/calcestruzzi_caroli_g-17-gennaio-2013.pdf

  3. roberto monfredini ha detto:

    ciao Andrea , ho letto con attenzione il tuo articolo e quello bellissimo del capogruppo Balestri Angelo , ma credo che l’amministratore non è solo un puntino in balia delle norme e che deve lasciare fare se le norme lo consentono , credo che il primo cittadino sia un indirizzatore creativo dello sviluppo economico ,e non è detto che se le norme lo consentono , e occorre vedere quali norme , egli deve obbligatoriamente adeguarsi , altrimenti lasciamo al segretario comunale il tutto e non andiamo ad eleggere nessuno , tanto per quelle ricorrenze ormai basta la banda .
    purtroppo di sindaci indirizzatori creativi ne abbiamo pochi , più che altro abbiamo dei genuflessi servitori di quella macchina da guerra politico affarista che tanto il PCI ha combattuto e non avrebbe mai pensato Berlinguer di vederne la metamorfosi attuare in così breve tempo ( vedi abbiamo una banca , unipol , monte dei paschi etcc )
    nella regione tra le più inquinate del pianeta il sindaco è obbligato a dire no a certe attività , è ipocrita fare come gli struzzi , per il semplice motivo che se dice si fra poco si trova le denunce di attentato alla salute pubblica come primo responsabile e se dice no le aziende del profitto lo denunciano per mancato permesso di costruire , è fra l’incudine e il martello , le leggi ci sono , è l’ora della svolta se non vogliamo girare con le mascherine sul naso ( mascherine comprate però sappiamo dove )
    ciao roberto

  4. claudia ha detto:

    Provo a mettermi per un momento dalla parte della ditta : se io chiedo di costruire una casa , mi viene data l’indicazione del luogo dal Comune , costruisco la casa e quando l’ho finita e mi manca solo l’agibilità , mi viene detto che devo rifare le fondamenta , sono contento ? Forse dico me lo potevi dire prima, mi potevi indicare un luogo diverso, sapevi cosa ci andavo a fare , è inutile che mi porti dati immissioni in atmosfera di impianti di quel tipo molto vecchi e non attuali o addirittura extraeuropei, chi mi ha obbligato a scavare 15 mt perchè paesaggisticamente era meglio ? Sicuramente i licenziamenti sono il risultato di questa situazione che ha un origine precedente. E’ difficile pensare di fare degli investimenti oggi con il dubbio che domani cambiando giunta non vadano più bene. Da notare peraltro che l’oggi sindaco Caroli , allora era la persona che firmò per l’attuazione del luogo per la costruzione dell’impianto !!!
    Personalmente penso che sia tutto molto ma molto strano !! Se oggi non va bene , perchè ieri invece era un posto giusto ??? Diverso sarebbe se oggi l’impianto non fosse ancora stato costruito (ovvio che l’impegno economico della ditta deve essere stato importante ). Meglio e più onesto è il comportamento dei comitati di Castelvetro contro l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti, dove è intervenuto prima della costruzione !!

    • Germano Caroli ha detto:

      Visto che vengo citato nella comunicazione della Signora Claudia è necessaria fornisca, al riguardo, qualche dato: il sottoscritto ha prestato servizio presso il Comune di Savignano sul Panaro, in qualità di tecnico, dal febbraio 1997 al giugno 1998 (amministrazione “Calzolari” per intenderci). La scelta di portare lo scavo a -15 metri ove posare gli impianti (prima di allora poteva essere max -10 metri), è stata assunta dal Consiglio comunale di Savignano sul Panaro nel settembre 2006 (amministrazione “Fornari” sempre per intenderci) con una variante al PAE, fino ad allora vigente. La distanza temporale tra i due fatti qualche rilevanza l’ha, …. o no? ed i fatto che sia stata decisa quella variante ha rilievo …. o no?. Forse ha qualche rilievo la differenza dei ruoli che in un’Amministrazione hanno il Consiglio, la Giunta ed i dipendenti …. o no?. Detto questo, oggi ho le mie responsabilità di Sindaco, una delle quali è quella di chiedere il rispetto delle prescrizioni (datate agosto 2010), per costruire in quel luogo ed a quella profondità (problematica perchè appena al disopra della falda idrica), date da Provincia, Comune, Arpa, AUSL e Servizo Tecnico di Bacino. Ciò non deve essere strano. Sottolineo, in quel luogo l’Amministrazione non potrà negare alcuna agibilità (l’abbiamo scritto anche nel 2010) quando saranno rispettare le prescrizioni date da Provincia, Comune, ecc ecc.

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