Casa dell’acqua o fontanella nel parco? Non c’è differenza!

Le ultime analisi chimico-fisiche effettuate confermano quello che già sappiamo, ma che l’amministrazione comunale non dice: non c’è alcuna differenza significativa tra l’acqua della casa dell’acqua e l’acqua del rubinetto. Insomma bere l’una o l’altra non fa differenza. Lo confermano le analisi effettuate su campioni d’acqua prelevati il 16 novembre 2012 dalla “Casa dell’acqua” e dalla fontanella nel parco a fianco, a pochi metri di distanza. Le caratteristiche dell’acqua delle due fonti sono praticamente identiche. Perché dunque non invitare i cittadini vignolesi ad usare l’acqua del rubinetto, la più economica in assoluto e l’unica a km zero? Certo, bisognerebbe prendere seriamente sul serio il compito del controllo di qualità e dell’informazione alla cittadinanza. E qui si deve migliorare.

La "casa dell'acqua" presso piazza Maestri del lavoro a Brodano (foto del 16 dicembre 2012)

La “casa dell’acqua” presso piazza Maestri del lavoro a Brodano (foto del 16 dicembre 2012)

[1] Le ultime analisi effettuate mettono a confronto l’acqua della “casa dell’acqua” (qui il referto: pdf) e l’acqua della fontanella del parco che lì si affaccia (referto: pdf). Il prelievo dei campioni è del 16 novembre scorso. Il referto è del 4 dicembre. I dati sono stati distribuiti ai consiglieri comunali, ma non sono stati pubblicati sul sito web del comune (a più di un mese di distanza). In effetti il risultato è un po’ scomodo. Il referto di laboratorio evidenzia che l’acqua delle due fonti non presenta differenze significative. Le differenze presenti sono minime e non a senso unico (su alcune caratteristiche l’acqua ad uso potabile della fontana del parco adiacente alla “casa dell’acqua” è addirittura migliore). Il confronto è rappresentato nel grafico seguente.

Caratteristiche dell'acqua della "casa dell'acqua" e della fontana nel parco adiacente: un confronto. Entrambi i campioni sono stati prelevati il 16 novembre 2012.

Caratteristiche dell’acqua della “casa dell’acqua” e della fontana nel parco adiacente: un confronto. Entrambi i campioni sono stati prelevati il 16 novembre 2012. I valori sono espressi in mg/l, ad eccezione della durezza totale (°F) e della carica microbica (ufc/ml).

In entrambi i casi tutti i parametri di legge sono rispettati. Richiamo l’attenzione solo su due dati: la “durezza totale” è esattamente la stessa: 46,8 °F (il range “consigliato” va da 15 a 50); praticamente identico è anche il “residuo fisso a 180 °C”, quello che viene di norma utilizzato per classificare le acque minerali (casa dell’acqua: 503 mg/l; fontanella: 499 mg/l – l’acqua è considerata “oligominerale” quando il residuo fisso a 180 °C è compreso tra 50 e 500 mg/l: vedi). Perché dunque insistere nel promuovere la “casa dell’acqua”? La fontanella nel parco fornisce un’acqua della stessa qualità! Neppure sulla “carica microbica” vi sono differenze significative a favore della casa dell’acqua (microrganismi vitali a 22 °C: 56 ufc/ml per la fontana nel parco, 97 ufc/ml per la casa dell’acqua). E dire che Guerrino Cassani, amministratore della Vignola Patrimonio, aveva detto che l’acqua della casa dell’acqua viene “sottoposta a microfiltrazione ed irragiamento all’ultravioletto per ridurre eventuali cariche batteriche” (vedi).

Confronto tra le caratteristiche dell'acqua della "casa dell'acqua" (4 diversi prelievi) e l'acqua del rubinetto di Vignola (valori medi relativi al 1° semestre 2012 forniti da HERA).

Confronto tra le caratteristiche dell’acqua della “casa dell’acqua” (4 diversi prelievi) e l’acqua del rubinetto di Vignola (valori medi relativi al 1° semestre 2012 forniti da HERA).

[2] E’ grazie alla trasparenza sollecitata da questo blog che oggi possiamo conoscere le caratteristiche dell’acqua della casa dell’acqua (vedi). Sappiamo ancora poco, invece, della qualità dell’acqua del rubinetto di casa nostra. E’ vero che dalla metà di settembre le bollette emesse da HERA Spa riporta, sul retro, anche una “carta d’identità” della qualità dell’acqua comune per comune, con 13 parametri chimici (per esempio calcio, durezza, magnesio, sodio, ecc.) confrontati con i limiti di legge. Questa “nuova iniziativa a servizio del cittadino, personalizzata per ognuno dei 170 comuni in cui Hera gestisce il servizio di acquedotto, come ulteriore garanzia di un’acqua sicura, conveniente e di qualità” ha tuttavia un limite: nessun cittadino beve l’acqua “di valore medio”. La “carta d’identità” dell’acqua è definita a livello comunale e rappresenta i valori medi sia nell’arco del periodo di riferimento (un semestre), sia dei diversi punti di erogazione sul territorio (sappiamo, ad esempio, che in alcuni punti di approvvigionamento, a nord, la presenza dei nitrati è molto vicina alla soglia massima consentita o, in alcuni casi, anche superiore e che viene riportata “sotto soglia” solo tramite un’opera di miscelazione). Per questo motivo la media statistica non è un elemento di garanzia per il singolo utente. Più importante, ad esempio, sarebbe sapere che in nessun caso i controlli effettuati evidenziano valori non conformi alla legge! Ma questa è un’informazione che non viene fornita. Per ottenere questa informazione, ovvero per conoscere i valori riscontrati in tutti i controlli sull’acqua dell’acquedotto effettuati da HERA sul territorio vignolese è stata presentata un’interrogazione da Chiara Smeraldi, consigliere comunale della lista di cittadini Vignola Cambia (pdf). Ma la risposta fornisce dati solo parziali (pdf): vengono forniti da HERA solo 66 dati, relativi a 10 campioni, anziché tutti i 364 dati relativi ai 28 campioni prelevati nel periodo (13 parametri analizzati per ciascuno dei 28 campioni). E l’amministrazione comunale, sollecitata ad integrare i dati, fa finta di niente. Vogliamo imparare a comunicare correttamente i dati sulla qualità dell’acqua dell’acqudotto? Vogliamo fare, finalmente, un’efficace campagna di informazione a favore dell’acqua di rubinetto? Dopo tre anni di sollecitazioni l’amministrazione Denti è ancora al punto di partenza.

La fontanella nel parco di Piazza Maestri del lavoro, a Brodano. L'acqua della fontana ha caratteristiche chimico-fisiche sostanzialmente identiche a quelle della "casa dell'acqua". Ma è gratis! (foto del 15 dicembre 2012)

La fontanella nel parco di Piazza Maestri del lavoro, a Brodano. L’acqua della fontana ha caratteristiche chimico-fisiche sostanzialmente identiche a quelle della “casa dell’acqua”. Ma è gratis! (foto del 15 dicembre 2012)

Questo è il quinto post dedicato alla “casa dell’acqua” vignolese, ubicata nei pressi di piazza Maestri del lavoro (a Brodano, dove c’è l’edicola). Nel primo sono state svolte osservazioni critiche sul progetto (vedi). Nel secondo si contesta la “valutazione di impatto ambientale” propagandisticamente presentata dall’amministrazione (vedi). Il terzo è relativo alla prima pubblicazione dei dati sulla qualità dell’acqua, quando alcuni parametri risultarono fuori norma (vedi)! Il quarto confronta la qualità dell’acqua della casa dell’acqua con quella “media” dell’acquedotto vignolese, evidenziando che non ci sono differenze – un “fatto” oggi di pubblico dominio “estorto” all’amministrazione che, invece, ha un po’ giocato sull’equivoco (vedi).

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7 Responses to Casa dell’acqua o fontanella nel parco? Non c’è differenza!

  1. Ziva ha detto:

    la casa dell’acqua evidentemente serve a dare un pò, poco, di senso alla carica e ai soldi dati a Cassani……;)

  2. Livio ha detto:

    Non facciamo confusione…le case dell’acqua fanno risparmiare nello smaltimento di plastica i Comuni e gli utenti sull’acquisto di acqua imbottigliata ( soprattutto frizzante) oltre ad avere una funzione sociale.
    Non so come sia l’impianto tecnologico di quella analizzata ma solitamente dai filtri viene rimosso il cloro, lasciando inalterato l’equilibrio degli altri oligoelementi.
    Certo che con una durezza al limite di Legge come quella rilevata sarebbe consigliato anche un trattamento di riduzione dei carbonati ( Calcio e magnesio).
    Dalla fontanella del parco comunque non penso esca acqua raffreddata e priva di cloro ne’ tantomeno frizzante!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Livio, non mi sembra di fare confusione. Riepilogo: (1) le analisi (fatte dall’amministrazione comunale) evidenziano che NON ci sono differenze tra acqua della “casa dell’acqua” ed acqua dell’acquedotto, dal punto di vista chimico-fisico (bisognerà pur dirlo ai “clienti” della casa dell’acqua? Poi vedranno loro cosa fare); (2) confusione la fa ogni messaggio pubblicitario che induce a pensare che l’acqua della casa dell’acqua sia migliore (cosa che NON è); (3) per quanto riguarda la temperatura (acqua fredda) basta un normale frigo; (4) la differenza, dunque, sono le bollicine. Bene. Basta dire chiaramente che questa è l’unica differenza significativa; (5) in merito all’impatto ambientale è da dimostrare che riduca una riduzione della plastica (PET), ovvero occorre verificare che chi prende l’acqua dalla casa dell’acqua prima usava acqua in bottiglia e non acqua del rubinetto (immagino che siano sia gli uni che gli altri, in quale misura va rilevato); (6) la quasi totalità degli utenti della casa dell’acqua arriva in automobile (come ho avuto occasione di osservare più volte), anche a seguito dell’ubicazione. Insomma, è bene considerare con attenzione un po’ di variabili. Questo, almeno, è quello che ci dice l’esperienza della casa dell’acqua di Vignola. Di altre non so. Infine: non capisco perché non si preferisce la via maestra, che è quella di promuovere l’acqua del rubinetto. Su questo fronte HERA ha fatto pochissimo (come argomento). L’amministrazione vignolese zero.

  3. sergio smerieri ha detto:

    …e comunque non è vero che ogni litro di acqua presa alla casa dell’acqua è una bottiglia risparmiata… perché non per forza chi si rifornisce ogni tanto alla CDH2O, in altrernativa non beva quella del rubinetto? non so se mi sono spiegato !

  4. Eric Gambaro ha detto:

    Molto bello questo lavoro di inchesta sul tema delle case dell’acqua. Si sottolinea che l’acqua della rete idrica e quello della casa dell’acqua hanno valori di parametro chimico fisico identici. L’unica differenza dovrebbe essere legata alle qualità organolettiche ( odore sapore colore ) e al cloro ( inteso come clorocopertura)
    Dico dovrebbe perchè, la rimozione del cloro può comportare il rischio di crescita microbica.
    Le case dell’acqua nascono come forte strumento di marketing per veicolare il concetto di acqua di elevata qualità, utilizzando in maniera strumentale il tema ecologico della plastica risparmiata.
    Due sono gli aspetti che non condivido di questa operazione di marketing, il primo nasconde la volontà di aumentare la tariffa visto che l’acqua è buona (magari inbarba al referendum) il secondo è che l’acqua senza cloro messa in contenitori non perfettamente sterili ha una durata di vita molto bassa 24-48 ore poi la crescita batterica diviene rischiosa. Quindi bisogna andare alla fonte ogni 2 giorni per la ricarica della scorta d’acqua. Generalmente ci si va in automobile che e ben sappiamo il suo impatto ambientale. Sicuramente a bere l’acqua del rubinetto si fa un vero risparmio ambientale. Ma l’uomo non vive di solo risparmio ambientale, deve vivere al meglio e inquinare il meno possibile, ma non si può imporre di mangiare i pesci del Panaro e non quelli di mare perchè dobbiamo ridurre l’impatto ambientale. Personalmente non bevo acqua in bottiglia, ma se qualcuno volesse bere Ferrarelle, Fiuggi o San martino (fortemente mineralizzata) è un suo diritto. L’importante è che lo faccia in maniera consapevole e non solo perchè imbevuto di pubblicità o di fobie inesistenti. L’acqua del rubinetto è sana e potabile. Ha un gusto che può piacere o meno, e qualcuno a volte cerca gusti suoi….

    Non polemizzo sul tema dell’acqua frizzante, fascino a cui alcuni non sanno resistere (me comrpeso), case dell’acqua per distribuire acqua frizzante mi sembra un tantino eccessivo, se questo è lo scopo

    PS sarebbe interessante conoscere i risultati delle analisi sia chimico fisiche che batteriologiche, acqua in ingresso nella Casetta e in Uscita

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Perfettamente d’accordo! All’amministrazione comunale spetta fare un’adeguata informazione (corretta e trasparente) e fare pressing sul gestore – HERA Spa – perché garantisca il massimo di qualità. Poi ad ogni cittadino fare le sue scelte, sulla base della reale situazione (l’acqua non è uguale dappertutto) e dei gusti personali.

  5. devisbellucci ha detto:

    Ciao,
    mi permetto di esprimere un parere. Io sono un fisico e mia moglie un chimico e beviamo da sempre l’acqua del rubinetto. La conserviamo abitualmente in frigo in bottiglie di vetro che ogni tanto provvediamo a lavare con un po’ di aceto per eliminare i segni di calcare che si formano in modo del tutto naturale. Premetto anche che abbiamo una bambina di un anno e mezzo e abbiamo sempre usato per lei la normale acqua del rubinetto, anche quando era neonata, per preparare il latte e le pappe. L’acqua del rubinetto è assolutamente sana, lo confermo serenamente. Quando le trovo, leggo sempre i dati delle analisi. Il problema, però, guardiamoci in faccia, è un altro: quello banalmente organolettico. E’ “buona” l’acqua del rubinetto? Io ci ho fatto l’abitudine e a me pare gradevole. Tuttavia, ogni tanto, mi capita di bere acqua naturale di bottiglia e di diverse marche. Spesso resto stupito di quanto siano “più buone” molte di queste acque. E’ innegabile: non c’è cloro. Alcune sono particolarmente leggere e questo può giovare al sapore. Che vi devo dire? Parliamo del tè, di una tisana. Io uso acqua del rubinetto, preparo l’infuso e mi piace. Capita, però, che beva lo stesso tè fatto con una certa acqua minerale. Beh, è migliore. Sarà una finezza, ma lo è.
    A questo punto, quindi il discorso si allarga. Se volete sapere come la penso io, beh, entriamo nella politica. Noi beviamo acqua del rubinetto perché è economico e non inquina, rinunciando a quel “relativo” piacere che troveremmo a bere certe marche di bottiglia; teniamo la temperatura dell’appartamento non oltre i 19 gradi perché è economico e non inquina, rinunciando a quel “relativo” piacere di andare in giro in maglietta per casa il 20 di gennaio; ripariamo invece di comprare, rinunciano al piacere delle cose nuove.

    L’acqua della casa dell’acqua, da un punto di vista chimico, può essere praticamente uguale a quella della fontanella. Quel “praticamente”, rende le differenze organolettiche. L’importante è che la gente sappia che l’una e l’altra sono sane. Poi farà le proprie valutazioni etiche. Che poi il Comune avrebbe potuto spendere quei soldi in altro modo, ovviamente sono d’accordo.

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