Protesta Bitume. Sindaco Caroli: “Al primo posto il rispetto delle regole”, di Giovanni Moi

Il problema è tornato prepotentemente alla ribalta in coincidenza delle feste natalizie. Una decina di dipendenti della Calcestruzzi Vignola hanno protestato davanti al Municipio di Savignano contro la Giunta in carica, accusata di essere all’origine della situazione di stallo venutasi a creare, con un “lenzuolo” su cui era scritto “Caro Babbo Natale portaci un lavoro e tanta onesta giustizia” e oggi lo stesso striscione campeggia davanti al bitumificio di Magazzino. Ma le cose stanno veramente in questi termini? Non proprio, visto che, qualche giorno dopo, un giornale locale riportava la testimonianza di un non meglio identificato dipendente della Calcestruzzi il quale se la prendeva invece con la dirigenza dell’azienda.

Lo striscione di protesta dei dipendenti della Calcestruzzi Vignola (foto blog La Carbonara)

Lo striscione di protesta dei dipendenti della Calcestruzzi Vignola (foto blog La Carbonara)

Chiamato in causa dai dimostranti quale unico responsabile della mancata apertura dell’impianto, il Sindaco di Savignano Germano Caroli replica che “Il lavoratore ha sempre diritto a protestare ma occorre avere ben presente che, se si è giunti a questa situazione, è per l’inerzia dell’impresa ad adempiere a talune prescrizioni di carattere tecnico date dal Tavolo Tecnico promosso dalla Provincia di Modena e che ha visto partecipare, oltre al Comune di Savignano, tecnici dell’Arpa e dell’Usl. La Calcestruzzi Vignola ha voluto forzare la situazione, delegittimando un’Amministrazione che vuole soltanto il rispetto delle regole”. Lo scontro di questi giorni non è altro che l’ultimo episodio di una vertenza che si trascina ormai da troppo tempo. Per capire occorre fare un passo indietro. La ditta in questione si occupa da sempre di produzione di calcestruzzo e opera nella frazione di Formica, a pochi passi dal confine con Vignola. L’impianto è obsoleto e rumoroso e quindi, in accordo con la Giunta di Savignano guidata da Catia Fornari, si decide il trasferimento a Magazzino in una zona compresa fra la Ceramica Pastorelli e l’abitato della frazione. Il progetto complessivo prevede la costruzione di due impianti di calcestruzzo, un frantoio e un bitumificio. Il Comune e la Provincia concedono le necessarie autorizzazioni. Tutto sembra procedere senza intoppi e due dei 4 impianti sono quasi pronti. Nel frattempo a Savignano, nella frazione di Magazzino, si è costituito un Comitato che si batte per la salvaguardia del territorio e che aveva espresso all’Amministrazione Fornari le proprie preoccupazioni e contrarietà alla istallazione di quel tipo di impianti così prossimi all’abitato, senza però ottenere ascolto. Nelle elezioni del 2009, a sorpresa vince la Lista Civica di Germano Caroli che spedisce all’opposizione il PD. Ai nuovi amministratori il Comitato inoltra un esposto in cui vengono espresse forti preoccupazioni, motivandole con dettagliate osservazioni circa inadempienze e carenze di carattere tecnico proprie dell’intero polo produttivo. La Giunta Caroli a quel punto chiede alla Provincia, cui spettano i rilievi tecnici sul sito e sull’impiantistica, di pronunciarsi sulle manchevolezze segnalate. La Provincia non può fare a meno di avviare un processo di revisione della pratica, organizzando una Conferenza dei Servizi e un Tavolo Tecnico e quindi mettendo a confronto i soggetti interessati alla vertenza. Che in questo caso sono i Comuni di Savignano e Bazzano ( l’area interessata è infatti al confine fra Modena e Bologna) , l’Arpa , l’USl e la Calcestruzzi. Viene escluso, con una decisione discutibile, il Comitato dei Cittadini che aveva chiesto di essere presente come semplice auditore, senza diritto di intervenire.

Impianto di bitume, polo 11 a Magazzino, frazione di Savignano sul Panaro (foto blog La Carbonara)

Impianto di bitume, polo 11 a Magazzino, frazione di Savignano sul Panaro (foto blog La Carbonara)

Proprio a seguito di uno di questi incontri, la Provincia il 6 agosto 2010 emette una nuova autorizzazione che però è vincolata ad alcune “opere” a cui la Calcestruzzi deve adempiere entro il 31 ottobre 2010 per adeguare il polo produttivo alle normative, consentendo all’azienda di avviare gli stabilimenti. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, la realizzazione di una “vasca di sedimentazione” per le acque utilizzate nell’impianto, un “vascone di contenimento” per eventuali fuoriuscite di bitume, “l’impermeabilizzazione” del sottosuolo e la raccolta delle acque piovane e di lavorazione tramite “la posa delle condotte fognarie” in posizione di sicurezza. Una volta ultimate queste modifiche, nulla può impedire l’inizio dell’attività produttiva. Spetta all’Amministrazione comunale verificare che i lavori prescritti dalla Provincia siano eseguiti dopo di che può essere rilasciato il certificato di agibilità ( come attesta anche l’ultimo comunicato stampa della Provincia emesso il 10 settembre 2011 dall’Assessore Vaccari “Se realizzate le prescrizioni, può partire”). A questo proposito il Sindaco Caroli ritiene opportuno inviare il 20 agosto 2010 alla ditta una lettera per proporre un “iter procedurale” che porti il prima possibile alla partenza degli impianti. Nella missiva si ipotizza il ricorso alla Conferenza dei Servizi per “accelerare il più possibile i tempi” per la concessione “dei Permessi di Costruire in Variante”. Per sveltire i lavori di adeguamento degli impianti, si propone che “il Comune e gli altri enti competenti”, effettuino i controlli anche “in corso d’opera”. La lettera si conclude con “ la piena disponibilità dell’Amministrazione ad adeguare, per quanto possibile, l’iter appena delineato alle istanze provenienti dall’Impresa”. Nelle intenzioni della Giunta di Savignano si tratta, come è evidente, di una mano tesa, di una ricerca di collaborazione tesa a sbloccare una volta per tutte la situazione. La risposta della Calcestruzzi non si fa attendere e non è altrettanto conciliante. Il 27 settembre 2010 il titolare della ditta, Celso Manni, ricorre al Tar e chiede al Comune di Savignano un risarcimento di 13 milioni di Euro. “E’ chiaro l’intento di intimidirci, una spada di Damocle su un Comune che ha un bilancio di 6 milioni di euro (meno della metà della somma pretesa)” . “Non hanno interesse a che si arrivi in tempi brevi ad accertare la verità, siccome la causa l’hanno intentata loro, avevano la facoltà, tramite istanza di prelievo, a ottenere una “prediscussione” per avere “un parere informale” ma non l’hanno fatto, preferiscono brandire il ricorso a mò di minaccia” aggiunge Caroli.

La protesta del comitato di cittadini contro l'impianto di bitume di Magazzino in occasione dell'inaugurazione della Pedemontana (foto del 14 febbraio 2009)

La protesta del comitato di cittadini contro l’impianto di bitume di Magazzino in occasione dell’inaugurazione della Pedemontana (foto del 14 febbraio 2009)

Se per la denuncia al Tar della Calcestruzzi non è stata ancora calendarizzata la prima udienza, lo stesso Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso in data 21 gennaio 2011 una sentenza in cui, sulla base del ricorso del Comitato di Savignano, tutte le autorizzazioni di competenza della Provincia, e da essa rilasciate, vengono annullate in quanto non rispettose della vigente normativa. Inoltre sia la Provincia che la ditta di Manni sono state condannate al pagamento delle spese processuali. Nel frattempo dei lavori che la Provincia aveva chiesto, è stato portato a termine solo l’innalzamento del camino dell’impianto di bitumificio. Ancora troppo poco per sperare che il Comune accordi l “agibilità” sulla base solo di una piccola parte del lavoro richiesto. Se l’impianto entrasse in funzione ora, senza aver eseguito i lavori richiesti, ci sarebbe l’alto rischio di inquinamento della prima falda acquifera visto che i due impianti già edificati si trovano in una buca profonda 15 metri sotto il piano campagna, due soli metri sopra la falda. “Nessuno mette in discussione il diritto delle imprese di operare al meglio” chiosa il Sindaco Caroli “ma ciò non deve andare contro il rispetto delle regole e della salute dei cittadini”.

di Giovanni Moi

Questo articolo è stato originariamente pubblicato, il 4 gennaio 2013, sul blog La Carbonara (www.lacarbonarablog.it) ed è qui riprodotto con l’autorizzazione della redazione.

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