Servirebbe un rimpasto di giunta, ma il sindaco tentenna

Il sindaco di Vignola, Daria Denti, ha perso una grande occasione. Avrebbe infatti potuto (e secondo chi scrive, dovuto) cogliere l’occasione della sua elezione a Presidente dell’Unione Terre di Castelli (il 16 febbraio scorso: vedi) per procedere ad un rimpasto di giunta a Vignola. Il nuovo impegno sul versante dell’Unione richiedeva un rafforzamento della giunta vignolese, così da meglio supportare un sindaco caricato di ulteriori responsabilità – con questa ragionevole argomentazione si poteva legittimare un’operazione di revisione della giunta. Con la possibilità di rimediare, in tal modo, ad uno dei più evidenti elementi di fragilità dell’amministrazione Denti in questa legislatura. Non c’è dubbio, infatti, che la squadra degli assessori scelta dal sindaco al momento dell’insediamento (vedi) risulti di basso profilo. E costituisca un oggettivo elemento di difficoltà nell’amministrare la città. Un vero e proprio handicap.

Poltrone riservate. Vuote (Teatro Ermanno Fabbri, foto del 2 ottobre 2010)

Poltrone riservate. Vuote (Teatro Ermanno Fabbri, foto del 2 ottobre 2010)

[1] Affermazioni di questo tipo sono indubbiamente impegnative – ne sono consapevole. E vanno dunque adeguatamente argomentate. Cosa, peraltro, che faccio da tempo. Ritengo ancora attuale la valutazione degli assessori fatta due anni fa (vedi). Anzi, per certi versi il giudizio odierno sarebbe ancora più severo (il presupposto di questa mia presa di posizione è che ogni cittadino ha il diritto di “valutare” i propri amministratori non solo nel segreto della cabina elettorale, ma anche pubblicamente – meglio se argomentando il proprio giudizio: vedi). Seguendo con una certa continuità l’attività politico-amministrativa vignolese (nonché l’operato dei diversi assessori) ritengo di avere elementi sufficienti per poter esprimere una tale valutazione, dunque per poter auspicare – innanzitutto per la città – una profonda modifica della composizione della giunta. In questi giorni drammatici l’inadeguatezza della “squadra” risulta ancora più evidente.

In campagna elettorale. E ora? (foto del 24 aprile 2009)

In campagna elettorale. E ora? (foto del 24 aprile 2009)

[2] Abbiamo infatti di fronte a noi almeno tre gravi emergenze che dovrebbero spingere, anche nella locale realtà vignolese, ad introdurre importanti innovazioni. Stiamo vivendo la crisi più grave da 80 anni a questa parte (come ha certificato per l’ennesima volta l’Istat proprio pochi giorni fa: vedi) ed oggi abbiamo la consapevolezza che essa ci lascerà profondamente trasformati (e che plausibilmente impiegheremo parecchi anni per ritornare al livello di ricchezza pre-crisi) e con evidenti difficoltà per l’inserimento lavorativo delle giovani generazioni (vedi). Ciò dovrebbe portare ad una modifica significativa nell’allocazione delle risorse anche a livello locale, privilegiando quella spesa “produttiva di futuro”, ovvero ricerca & sviluppo, green economy, filiera corta, ecc. La seconda emergenza è quella ambientale: qui è richiesto una grande capacità di innovazione su tutti i fronti: efficienza ed approvvigionamento energetico, trasformazione dei modelli di consumo, riduzione della produzione di rifiuti e forte crescita del riciclaggio, più sostenibilità (e meno inquinamento) nella mobilità urbana – tutti obiettivi rispetto a cui l’amministrazione Denti arranca. In terzo luogo occorre ripensare completamente il rapporto tra amministrazione (e più in generale la “politica”) ed i cittadini, lungo due linee: da un lato trasparenza, coinvolgimento e partecipazione nelle scelte più importanti della città; dall’altro una vera centralità del “consumatore” e dell’utente dei servizi pubblici (scuola, sanità, sociale, altri servizi: vedi). Oltre ai limiti evidenziati nelle materie di stretta competenza (vedi), in questi tre anni la giunta vignolese ha forse dato qualche contributo di idee o di azione su questi fronti? Qualche assessore ha almeno un minimo di consapevolezza del fatto che questi sono i nodi critici dei prossimi dieci anni almeno? Davvero qualcuno ha sentito parole significative da parte di Mauro Montanari (assessore a Lavori Pubblici, Viabilità, Efficienza della Pubblica Amministrazione, Rapporti con il Volontariato e Sociale), Maria Francesca Basile (Sicurezza, Demografici, Cimiteriali, Formazione e Trasparenza della Pubblica Amministrazione: vedi), Romina Bertoni (Bilancio, Tributi, Società Partecipate, Attuazione del Programma e Progetti di Cooperazione Internazionale) o Daniele Santi – l’assessore che non c’è (Sport, Benessere e Promozione della Città)?

Anche il piedibus, unica realizzazione dell'assessore Basile, è arrivato al capolinea. Peraltro dopo solo pochi mesi di attività (foto del 9 dicembre 2012)

Anche il piedibus, unica realizzazione dell’assessore Basile, è arrivato al capolinea. Peraltro dopo solo pochi mesi di attività (foto del 9 dicembre 2012)

[3] Voci interne al PD riportano che l’ipotesi del “rimpasto di giunta” non sia stata definitivamente accantonata. Un sindaco titubante tenderebbe, però, a rinviarne nel tempo la realizzazione. Io scommetto, comunque, che non se ne farà nulla. Non perché non ce ne siano le ragioni (come si è capito sono infatti convinto del contrario). Procedere ora, non avendo “colto l’attimo” dell’assunzione del nuovo ruolo, quello di Presidente dell’Unione Terre di Castelli, risulta però più complicato. Risulta infatti più difficile argomentare pubblicamente il perché. E di fatto significa dover ammettere di aver inflitto alla città una delle peggiori “squadre di governo” degli ultimi vent’anni. Purtroppo, però, è quello che è successo.

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One Response to Servirebbe un rimpasto di giunta, ma il sindaco tentenna

  1. Arch. lanfranco Viola ha detto:

    Il “basso profilo” degli amministratori s-partitici, non viene più considerato da nessun dirigente un limite, da molto tempo.
    Più sono di “basso profilo” (eufemismo), più sono gestibili e condizionabili. Questo è quello che vogliono TUTTI i partiti, nessuno escluso.
    Purtroppo. Gli altri, che non si prestano a fare i burattini, vengono sempre scartati a prescindere.

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