Cinque anni di AmareVignola

Cinque anni fa, a fine 2007, prendeva il via l’avventura di AmareVignola. Da allora questo blog sulle vicende vignolesi e dei territori limitrofi ha messo a disposizione del lettore più di 700 post e più di 2.000 commenti. Dal 23 novembre 2007, quando venne pubblicato il primo post, sino ad oggi AmareVignola ha cercato di occuparsi di attualità (locale), ma anche di raccontare i processi di lungo periodo che in modo poco visibile stanno trasformando questa città. Ne sono un esempio i testi dedicati a descrivere il cambiamento demografico in atto (vedi), ma anche quelli sulla trasformazione urbanistica (es. la “cementificazione” della campagna: vedi) o sui trend dell’inquinamento ambientale (vedi). Come già esplicitato in passato (vedi) la finalità di AmareVignola è quella di dare un contributo in termini di “chiarezza e trasparenza” sulle vicende politico-amministrative della città, di contrastare la prassi imperante della politica come marketing (vedi), di tentare un’analisi delle politiche locali (affinché tutto non si riduca al solo annuncio di progetti e alla formulazione di promesse, anziché cercare di misurarne l’efficacia).

Inisuale vista della Rocca di Vignola (con fotografo al lavoro) (foto dell'1 gennaio 2012)

Inisuale vista della Rocca di Vignola (con fotografo al lavoro) (foto dell’1 gennaio 2012)

[1] Una parte importante dei post è dedicata all’analisi delle politiche locali (quanto fatto dall’amministrazione comunale o dall’Unione Terre di Castelli) ed alla loro critica. Alcuni post hanno il tono di una vera e propria “denuncia pubblica”. Richiamare l’attenzione della cittadinanza su decisioni politico-amministrative che altrimenti rimarrebbero nell’ombra non è un esercizio privo di rilevanza per la democrazia locale. Che si tratti della “tribolata” area verde dell’asilo nido Barbapapà (vedi) o del progetto di realizzare un parcheggio nelle basse di Vignola, mettendo asfalto al posto di ciliegi (vedi), della soppressione dei trasporti per la scuola dell’infanzia (vedi) o della strana “scomparsa” del piedibus (vedi) o dello scempio del fiume Panaro (vedi), in questi casi la funzione di un’informazione “critica” è quella di gettare un fascio di luce su situazioni, decisioni od omissioni, interventi o progetti che l’amministrazione comunale o le istituzioni pubbliche coinvolte vorrebbe invece tenere nell’ombra. Forse il caso più esemplare di questa fattispecie è la denuncia della nomina di Giuseppe Novembre, segretario dei Giovani Democratici delle Terre di Castelli, nel consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini (vedi) – per tali incarichi conta di più la competenza o la tessera del partito?

Vista nottura della Rocca di Vignola dalla sponda opposta del fiume Panaro, zona frantoio (foto dell'1 gennaio 2012)

Vista nottura della Rocca di Vignola dalla sponda opposta del fiume Panaro, zona frantoio (foto dell’1 gennaio 2012)

[2] E’ importante riconoscere che qui è in gioco uno dei diritti di cittadinanza in Italia più bistrattati: il diritto dei cittadini ad essere informati in modo obiettivo sull’operato di “coloro che governano a nostro nome”. Che poi significa: sulle ragioni che stanno dietro alla selettività dell’agenda (perché alcuni progetti vanno avanti mentre altri vengono silenziosamente abbandonati?) e sui reali dati di costo ed efficacia delle politiche perseguite. Il diritto ad una “buona” informazione (il più possibile oggettiva, completa, user-friendly ed accessibile con facilità) è infatti il prerequisito perché chi amministra sia chiamato alla propria responsabilità, sia spinto a “rendere conto” in modo non propagandistico, come invece avviene assai spesso anche a livello locale (vedi). Oggi, in effetti, l’amministrazione comunale si avvantaggia, nei confronti delle opposizioni consiliari e dei comuni cittadini, soprattutto in termini di informazioni detenute. L’accesso privilegiato alle informazioni, il disporre un’intera macchina amministrativa al proprio comando, il poter controllare i tempi di istruttoria delle decisioni prima di portarle nell’agone pubblico del consiglio comunale – sono questi i fattori che vengono spesso manovrati anche con l’intento di sottrarre temi e decisioni al dibattito pubblico o di costringerlo in tempi e luoghi angusti.

Blocchi di cemento, specchio, propaggini della Rocca di Vignola e del campanile (foto dell'1 gennaio 2012)

Blocchi di cemento, specchio, propaggini della Rocca di Vignola e del campanile (foto dell’1 gennaio 2012)

Se si ha presente questo modo di funzionamento del sistema politico-amministrativo allora risulta evidente l’importanza di mezzi e strumenti che continuamente aprono squarci nel velo che copre processi amministrativi altrimenti opachi. Si tratta anche di mettere in discussione l’agenda politica, cercando di far emergere nuovi temi all’attenzione della collettività: es. le condizioni di “degrado” del centro storico (vedi), gli effetti della crisi economica sul mercato del lavoro locale (vedi), il fallimento delle politiche di contrasto del disagio abitativo (vedi), il mancato coinvolgimento dei cittadini nel governo della città e nella definizione del PSC (che parte solo ora e con gran “confusione”: vedi), ecc. Ugualmente importante, infine, è offrire un’analisi delle politiche e delle decisioni amministrative, una loro “lettura” alternativa e spesso correttiva rispetto alla presentazione “propagandistica” che ne fanno sindaco e giunta. Nel non affollatissimo panorama dei commentatori della politica locale AmareVignola si è ritagliato un suo spazio. In ogni caso non si può negare che esso abbia contribuito in misura significativa sia a richiamare l’attenzione su temi rimasti nell’ombra, sia ad offrire una “diversa” lettura delle politiche locali e dell’azione dell’amministrazione comunale (un esempio su tutti: la scelta scellerata, imposta dal comune di Vignola, di collocare la nuova sede AVIS nella zona artigianale! vedi).

Rocca di Vignola con frantoio. Un monumento dell'antichità ed uno della modernità (foto dell'1 gennaio 2012)

Rocca di Vignola con frantoio. Un monumento dell’antichità ed uno della modernità (foto dell’1 gennaio 2012)

[3] Il crescente numero di lettori che ricorre ad AmareVignola per disporre di una visione non conformista delle vicende locali testimonia che di voci fuori dal coro si sente fortemente la necessità. Certo, questo non significa automaticamente che la funzione informativa sia svolta adeguatamente o che ogni contro-narrazione sia di per sé convincente. Ma è certo che questo è l’intento con cui quasi quotidianamente provo a scrivere su questa città. Anche questa è una testimonianza di attaccamento alla propria comunità. Magari nella speranza di dare un contributo, anche piccolo, ad una maggiore partecipazione (informata) dei cittadini e ad un miglior funzionamento della democrazia locale. Un contributo per “restituire lo scettro al principe”: il cittadino (vedi).

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12 Responses to Cinque anni di AmareVignola

  1. Arch. lanfranco Viola ha detto:

    Oramai abbiamo visto tutto e il contrario di tutto. Ogni iniziativa S-Partitica è stata finalizzata solo alla “loro” sopravvivenza, a cui seguivano i loro privilegi.
    Solo la trasparenza, che è conseguenza della sempre maggiore diffusione del WEB, sta incrinando le loro menzogne. Stare su Internet, richiede tempo e la disponibilità a vedere crollare tutte le illusioni di cui hanno imbottiti per decenni, chi non voleva vedere e pensare.
    Ogni commento su questo o su altri siti di informazione analoghi, come http://www.estense.com/?p=263452, dove a Ferrara ho scritto di Turismo del Centro Storico possono essere paragonati a dei pugni ai fianchi, in un lungo match di box. Sul Ring. Nessuno risulta risolutore dell’incontro, ma il loro effetto si farà sentire nei prossimi ultimi Round, poco prima del K.O finale ed inaspettato. Solo che abbiate la costanza di insistere. Oramai sono “cotti”, anche se non sembra.

  2. Luciano Credi ha detto:

    Ciao,

    mi scuso per l’intrusione amichevole.

    Ho visto oggi Giuseppe Novembre in bibliotèca a Vignola, mi ha salutato ed abbiamo parlato in quanto l’ho conosciuto durante la festa dell’Unità 2012 di Vignola, che da un punto di vista del dibattito sociopolitico non è stata particolarmente innovativa.

    Sono raramente d’accordo con Adani, ma condivido il suo giudizio su Novembre, relativamente al fatto che sia un ragazzo di talento.

    Novembre non avrà la mia esperienza universitaria, non avrà vissuto molti anni all’estero, ha forse ancora le ossa fragili ma è un ragazzo intelligentissimo, che secondo me purtroppo all’interno della sinistra giovanile, sebbene sia uno dei leader ufficiali non ha un grandissimo peso.

    Quindi nel ruolo di consigliere per la sanità locale, di un giovane ragazzo di talento che si deve fare ancora le ossa non vedo uno scandalo, ma una delle rare scomesse per il futuro che sicuramente la nostra sinistra locale non saprà sostenere col tempo.

  3. Luciano Credi ha detto:

    Io volevo dire semplicemente che Novembre è una persona gentile, con la quale puoi dialogare, ed oggi non è una cosa da poco, soprattutto all’interno di una sinistra che pensa di far man bassa di voti per le prossime elezioni; non siamo più nel 2009, le condizioni di protesta politica sono cambiate.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Vedi Luciano se tu volevi semplicemente dire che Giuseppe Novembre è una persona gentile, io aggiungo che è gentilissima! (Anche se nel commento precedente avevi scritto altro). Ma non ce la dobbiamo raccontare. Non stiamo disquisendo su intelligenza, cortesia, gentilezza – non mi permetterei di fare affermazioni su ciò. La questione, invece, è legata a requisiti oggettivi e documentabili – perché sono questi che richiede lo Statuto dell’ASP G.Gasparini per essere “nominabili” nel CdA. Ripeto dunque quanto avevo scritto a suo tempo: “c’è una piccola clausola nello statuto (comma 1, art.21) che dice che i componenti del cda sono scelti tra coloro “in possesso di specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa, per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti.” Lo statuto aggiunge poi che “l’atto di nomina viene assunto sulla scorta di idoneo curriculum di ciascun amministratore, conservato agli atti dell’Azienda”. L’atto di nomina ed il relativo curriculum sono stati pubblicati all’albo pretorio del comune di Vignola (non dell’ASP!!!) giovedì 13 gennaio, dunque un mese dopo la nomina (avvenuta il 15 dicembre). Vediamo dunque in cosa consiste la “specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa” del sig. Giuseppe Novembre, come da lui stesso attestato nel suo curriculum vitae. Tenetevi forte. Il sig. Novembre ha potuto attestare che lavora nell’area retail presso Decathlon Italia negozio di Modena (vuol dire che fa il commesso?), è stato per un’estate barista presso la piscina di Vignola (sic!), ed è stato allenatore di calcio per diversi anni (qui il CV in pdf). Tutte competenze fondamentali per risiedere con profitto nel consiglio di amministrazione di un’azienda che si occupa di servizi sociali!!” Il testo completo con ulteriori informazioni e considerazioni si trova qui:
      https://amarevignola.wordpress.com/2012/01/15/pasticciaccio-brutto5-pubblicato-atto-di-nomina-e-cv-di-giuseppe-novembre/
      Basta dunque con questo atteggiamento che non riconosce il valore delle regole, delle norme, che presiedono le nomine negli enti pubblici collegati o le società partecipate. Norme che sono fatte per tutelare la collettività e che dicono, in sostanza, che nel cda ci si va avendo dimostrato di possedere determinate competenze e titoli. In ogni caso oggi lo statuto chiede QUESTO.

  4. Luciano Credi ha detto:

    Ciao Andrea,

    prendo atto di quello che dici e credo che abbia la sua rilevanza; il problema sta nel fatto che io quando ero semplice rappresentante d’istituto a Vignola nel 1996, ero un tramit fra gli studenti ed ad esempio i politici locali, mi sembrava di vivere la democrazia in modo più diretto rispetto ad oggi.

    Io avevo un dialogo con la Daria, ed alcuni dei suoi più stretti collaboratori durante l’elezioni del 2009.

    Ora l’ultima sera della festa dell’unità a Vignola 2012, mi vedo la Daria che con alcuni dei suoi collaboratori, presso i giovani della sinistra giovanile, aveva organizzato una specie di tavolo quasi nascosto dalla vista degli altri, in aperta campagna, probabilmente per parlare di cose di non fondamentale importanza, quasi da farsi arie da diva che ha bisogno del separé, come invitato vip per esempio per una festa di fine anno.

    Ora quando devoprlare con i miei responsabili di ricerca debbo conoscere la retorica classica, per non sbagliarmi, parlare un’ora con loro bisogna essere preparatissimi, anche quando ci fa gli auguri di natale.

    Ora la Daria lascia le sue interviste a Gagliardelli mio grandissimo amico adolescenziale, ecco io non vorrei trovarmi nella situazione che tutte le volte che debbo parlare con la Daria mi debba preparare come se dovessi farle un’intervista.

    Perchè dico ciò, perchè il mio sogno adolescenziale sarebbe statoquello un gruppo d’amici un pò BOBO (borghesi di sinistra in francese), che passavano le loro serate casomai a parlare del cinema indiano… In piccolissima parte ci sono riuscito, ma in ciò ho abbastanza fallito. Perchè questa mia esigenza? Per dire noi siamo un clan quasi fraterno… siamo quelli di una certa sinistra… In parte ho vissuto quest’esperienza con Alessandro Serra con la quale mi sono laureato, grandissimo traduttore di francese, il papà di Carlotta Serra, l’assistente di Marco Biagi… è morto, un pò come mio padre, montanari, ci davamo del tu, lui andava nella prestigiosa enoteca di mio cugina a Bologna, se mi fossi trovato nei guai lui di persona mi avrebbe difeso da qualche suo potente amico…

    Oggi i miei colleghi, i miei responsabili di “ricerca” mi rispettano casomai, sono premurosi, ma non c’è quel senso d’appartenenza ideologico-culturale… C’è più distacco… i miei amci adolescenziali, dai mettiamoci anche la Daria, malgrado mi faccia girare spesso le scatole, sono per me sacri, questo è lo spirito che avevanquell della sinistra fra di loro, dopo aver fatto la resistenza assieme, quando s’incontravano…

    Oggi parlare con quelli della sinistra o essere uno di loro è il rapporto che vi è fra i bancari con discorsi non sentiti, di circostanza…

    Per questo motivo ho apprezzato la disponibilità al dialogo di Novembre.

    Insomma per non avere certi assessori bisogna anche che qualcuno della sinistra ci offra l’amicizia, per aver peso in certe scelte che vengono fatte dai quadri dirigenti di partito controla volonta della gente… ma Questa è una tradizione a sinistra vediamo come sono stati trattati Cevenini, o il compagno della Mafai che non ricordo il nome, perchè troppo ben voluti dalla gente, quindi odiati dai dirigenti invidiosi…

    Io sono per il contatto umano fra politici e persone.

    Novembre avrà tempo per imparare a fare un CV secondo i parametri europei, ossia non si mettono cose irrilevanti all’incarico per la quale ci si candida…

    Capisco che la questione da posta Andrea è ben più sottile… mA t’assicuro che nella sanitè pubblica italiana vi sono problematiche ben più gravi, che ora non entro nei dettagli, per esempio la riabilitazione che ho fatto in Italia dopo le operazioni avute in Francia per incidente mi lascia quantomeno esterefatto… Novembre si è trovato a ricoprire un piccolo incarico di zona che più di tanto non incide sulla sanità pubblica. Ti ripeto che Novembre non cambia ne in positivo ne in negativo certi problemi solamente italiani… Ho preso informazioni in Francia per dopo il dottorato per iscrivermi a medicina, ed ho chiesto quanto si pagava la retta, loro mi hanno risposto qui non è mica come da voi, che si paga per studiare, con doppi sensi… cioè anche somari da noi possono diventare medici se hanno le giuste spinte, senza citare il caso dell’affascinante Maria Grazia Modena.

  5. Gianni L. ha detto:

    Scusa Luciano ma io Novembre nell’APS lo vedo come un gesto volgare e prepotente da parte del PD e di lui stesso, il suo CV e a dir poco scandaloso! Un CV così secondo te, pieno di omesse cancellature imbarazzanti, se mai fosse stato inviato ad una azienda privata di gestione di un servizio sanitario, lo avrebbero preso in considerazione? se tale gesto l’avesse compiuto un partito come il PDL sarebbe stato fuoco e fiamme per dale cosa ma l’ha fatto il PD quindi SILENZIO! Mi domando perchè di Novembre se ne sia parlato a porte chiuse…

  6. Luciano Credi ha detto:

    Io personalmente per esempio, chiedo scusa per la mia tastiera ormai distrutta, che non mi permette di corrèggere gli errori d’ortografia, oltre agli omessi connettori sintattici.
    Io appartengo ad una delle ultime generazioni a cui era permesso scrivere la tesi di laurea, con la macchina da scrivere invece che con il computer.

    Detto ciò, al signor Gianni non so cosa rispondere, potrei ricordargli cosa volesse dire Berlusconi quando ero giovanissimo, ora il PDL non so neanche se esiste in modo da incidere signitificamente nella nostra realtà locale.

    Certo che le mie amiche di Forza Italia, conosciute tramite il caro avvocato L. Con. erano culturalmente più aperte che gli amici di sinistra, inoltre all’epoca era di moda essere Bertinottiani, quindi apprezzati anche dai berlusconiani… Faceva tendenza.

    Come al solito io divago, ma voglio solo dire che ultimamente quelli di sinistra imposti dai partiti, sono molto sicuri di prendere il potere in maniera stabile, quindi trovare qualcuno fra di loro disponibile al dialogo, lo trovo un evento che si distacca dalla loro abituale/attuale arrogànza.

    Da quando Bertinotti non è più in politica, io personalmente non mi sento troppo di sinistra, ma sono sempre aperto al dialogo con chi lo vuole veramente.

    Vorrei ricordare inoltre che Bertinotti era di formazione socialista, non comunista, quindi per la sua epoca non stalinista.

    Lo stile bertinottiano lo voglio tenere con tutte le persone fino alla morte; questa è una delle mie poche attuali convinzioni morali che vivo da persona di quasi mezza età, che mangia dove capita nei macdonald, negli autogrill… e che non segue troppo le vicende politiche attuali, perchè pressato da molteplici impegni.

  7. Gianni L. ha detto:

    Guarda Luciano che io ho sollevato dei precisi interrogativi su Novembre; tu non hai risposto a nessuna delle mie domande, te ne potrei fare molte altre di domande su Novembre ma per iniziare rispondi a quelle del mio precedente post.

  8. Luciano Credi ha detto:

    Signor Gianni,

    Ca niusun è fesso, come mi diceva sempre una delle relatrici della tesi di Vittorio Sgarbi…

    Quindi lei sostiene che non bisogna tessere tele politiche diplomatiche, per quale motivo? forse a lei non piacerebbe un rimpasto di giunta?

    Poi è una novità in Italia che la politica od il diritto (dato che la persona criticata credo studi legge), entrino in maniera invasiva nelle questioni sanitarie?

    Basta citare la legge 78 a cui spetta la decisione a cui applicarla solamente al sindaco. All’epoca della promulgazione di questa legge ci fu una grossa polemica, forse in alcuni casi nella storia italiana, è stata utilizzata per delegittimare gli avversari politici…

    I trattamenti sanitari obbligatori negli altri paesi sono decisi solamente dai tribunali.

    Io sono uno dei tanti italiani che ha poca fiducia in tutti, forse perchè da parte di mamma sono parente con il giudice Lombardi che inquisì anche Prodi credo, era ultimamente nel pool con De Magistris, ma non sono troppo informato, dovrei chiedere a mio nonno novantenne reduce dai campi di concentramento… ecco io ho fiducia solamente nei carabinieri… d’ora in poi io quando sarò in Italia qualora avessi bisogno anche solo per sapere da quale veterinario andare per il mio gatto, mi rivolgerò ai CARABINIERI, delle altre istituzioni non ho fiducia.

    L’Italia è un paese conservatore che da parte di tutti non si vuole un radicale cambiamento, forse lei per primo o per chi lei sostiene… ma non la conosco e non posso sapere, ma io per l’esperienza che ho con persone molto importanti non mi fido di nessuno; alla fine si fanno uscire certe cose dalla porta ma poi si fanno entrare dalla finestra.

    Poi per fortuna, il diavolo fa le pentole senza i coperchi, basta leggere la Gazzetta di Modena di ieri, uno fra Muzzarelli e Baruffi per la scelta dei parlamentari probabilmente sarà politicamente sodomizzato senza “vasellina”; questo sarà il vero grosso problema per il PD di Modena, non il povero Novembre, che si trova lì forse per caso.

    Poi lei crede che Maria Grazia Modena se non avesse pestato i piedi a qualcuno di potente, o per lei qualcuno dei suoi collaboratori, forse anche l’ultimo, il meno importante, sarebbe stata scoperta?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Vedi Luciano, non esiste “il povero Novembre”, visto che, se hai carattere, quando ti propongono una “poltroncina” e la tua figura non soddisfa i requisiti minimi previsti dallo statuto (cosa che ti fanno notare anche gli amici), puoi sempre dire di no. Questa vicenda, nel suo piccolo, evidenzia che il modo di fare anche di “nuovi” (sic) amministratori come Daria Denti è sempre lo stesso: privilegiare l’appartenenza di partito e la fedeltà (di clan) piuttosto che merito e competenze (che come mostra il CV di Novembre non ci sono). E’ questa la politica che vogliamo? Io rispondo chiaramente: no! Perché mettere persone di basso profilo in un organo che dirige (nel caso specifico il cda dell’ASP) comporta un costo non trascurabile: non tanto in termini di indennità di carica o gettone di presenza, ma in termini di mancata elaborazione politica, di mancata elaborazione di strategie o programmi di innovazione. E questo è assai grave. Aggiungo anche che se non fosse stato per AmareVignola di questa vicenda non avrebbe saputo nulla nessuno. Perché non è tema di “comunicato stampa” – ed in effetti nei mesi in cui la vicenda è stata dibattuta sui media nè Daria Denti, né Francesco Lamandini hanno fatto un comunicato stampa per dire ai cittadini: guardate cosa facciamo! Nominiamo “il povero Novembre” nel cda di un’azienda pubblica, come prevede (sic) lo statuto! Di nuovo, è questa “trasparenza” quella che vorremmo caratterizzasse la buona politica? Io rispondo chiaramente: no! In conclusione: dispiace vedere che tu Luciano minimizzi questa vicenda, adducendo come scusante i mali dell’Italia. Ma i mali dell’Italia ci sono proprio perché continuiamo a tollerare queste vicende! A me questo è chiarissimo!!!

  9. Luciano Credi ha detto:

    Forse il mio italiano è poco chiaro.

    Io non volevo miminizzare, ma fra le righe cercavo di dare a modo mio informazioni, diciamo casomai su altre vicende che possono essere accadute ad un mio amco X per esempio di Milano, in un’altra regione su altre vicende e che non posso per prudenza legale e perché ora non ho la voglia d’affrontare vicende legali per diffamazione, per dire certe cose… per spiegare certe dinamiche diciamo italiane… Quindi nel filo del mio discorso Novembre non è una pedina fondamentale…

    Il mio italiano casomai per il dott. Francesco Orlando é chiaro, l’ho incontrato stamattina in piazza con un altro ex assessore che passeggiava è quando ci siamo visti abbiamo tutti 3 riso… naturalmente faccendo finta di non conoscerci…

    Viva VERDI, per esempio voleva dire viva Vittorio Emanuele Re d’Italia.

    Insomma non si dice tutto quello che si sa in Italia, ma lo si fa capire, e quello che so é che ho la sensazione che in Italia vi siano piramidi di “potere”, in cui certe vicende come quelle di Novembre non sono particolarmente gravi, ammesso che lo siano.

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