Cena pro-terremotati dell’associazione dello Sri Lanka. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, di Elena Busani

Anche se in questo blog, si parla prevalentemente di Vignola, chiedo ospitalità per raccontare un piccolo evento, accaduto a Spilamberto alcune sere fa. Martedì 9 ottobre l’associazione socio-culturale dello Sri Lanka ha organizzato una cena per raccogliere fondi per le popolazioni terremotate, in particolare per il Comune di Cavezzo, territorio gemellato con l’Unione Terre di Castelli. La prima osservazione che mi sono sentita fare è se da quelle parti abitavano molte famiglie sri lankesi. No, ma la cena, non era per raccogliere fondi per i connazionali  che abitano quelle terre, quindi riproponendo uno schema di solidarietà etnica, come hanno fatto legittimamente associazioni pakistane, marocchine, i fondi erano per tutti, per la comunità.

Un’immagine della cena di solidarietà organizzata dall’associazione socio-culturale Sri Lanka di Spilamberto. Si notino, appese, le bandierine italiane e cingalesi (foto del 9 ottobre 2012)

Una volta entrati, la cena si teneva in una tensostruttura nel piazza centrale del paese, il secondo elemento di novità: la cassa era gestita da un ragazzo sri lankese, probabilmente di seconda generazione e dai suoi amici italiani, dando fin da subito l’idea di una cena diversa da quelle che per anni l’associazione ha fatto nel territorio.
Impeccabile l’attenzione ai particolari, le doppie bandiere, le donne vestite secondo la tradizione. Parlando due giorni prima con il presidente dell’associazione, mi diceva che si aspettavano molte persone, per cui avevano allestito una sala con più di  400 posti, un numero imponente per una cena di solidarietà. Anche la pubblicità era stata curatissima, con inviti messi in luoghi strategici in più comuni del territorio, non solo a Spilamberto. Ma la quasi certezza del numero era il frutto di un lavoro di relazioni, di passaparola nei contesti di lavoro, nelle scuole. Alla cena molti degli associati  avevano invitato i colleghi italiani, i datori di lavoro, le insegnanti dei figli, il bidello della scuola, la propria parrucchiera, i vicini di casa.
Superata la prima barriera della cassa, le persone si sono disposte liberamente ai tavoli. Ospiti illustri tra i presenti, il presidente della provincia, alcuni assessori provinciali abitanti nel comune, alcuni assessori e consiglieri comunali, assente giustificato il sindaco, per motivi di salute. Alle 19.30, una giovane ragazza, dall’italiano impeccabile, ha dato il benvenuto ai presenti, che continuavano ad entrare e ha invitato le persone a mettersi in fila per il buffet: la cena infatti, per motivi logistici, non è stata servita, ma era a self-service. Si è così costituito un serpentone umano, man mano sempre più crescente di persone, molte le anziane, che ordinatamente si sono messe in fila e hanno atteso anche più di un’ora, prima di arrivare al cibo. La sottoscritta, che è stata l’ultima, ha atteso due ore, interessata però più alle dinamiche della sala, che al cibo, per altro di altissima qualità, più di 15 portate, che hanno variato dal pesce, alla carne, ai risi, i contorni, il dolce, tutto a volontà.

Cena di solidarietà dell’associazione Sri Lanka a Spilamberto. Giovani volontari alla distribuzione dei cibi (foto del 9 ottobre 2012)

Gli organizzatori erano molto preoccupati per la fila, più volte si sono scusati con i presenti, ma quello che colpiva è che sembrava la cosa più naturale del mondo, le persone erano tranquille, serene, parlavano, ridevano e nessuno si è lamentato. In attesa che la fila si accorciasse, ho avuto modo di salutare tanti amici dell’associazione, tanti italiani e di cogliere un altro elemento di  novità, visibile a chiunque: appesi ad un filo, che attraversava la sala, oltre alle bandiere dei due paesi, gli sponsor della serata: come diceva, anche il volantino, ditte italiane e sri lankesi del territorio. Gioellerie, cooperative di lavorazione delle carni, un ufficio di pratiche burocratiche per stranieri, un meccanico, negozi alimentari, una boutique di abiti, un’agenzia di viaggi, etc. In quelle pubblicità, c’era la storia di più di trent’anni di presenza di questa comunità nel territorio.  Per le prime generazioni non ci sono state possibilità diverse dal lavoro manuale, ma adesso i figli, di seconda generazione o arrivati piccoli in Italia, hanno studiato, alcuni sono all’Università e diversi di loro sono dietro a quelle insegne. La generazione di mezzo, i quarantenni, quelli arrivati dieci anni fa, dopo pochi anni, sono divenuti imprenditori e hanno tra i propri dipendenti anche italiani. Gli sponsor hanno coperto tutte le spese, per cui l’intero ricavato è andato alle popolazioni terremotate.
Di persone ne sono entrate tante,  sicuramente più di 300, quasi 5000 euro i fondi raccolti, tutti hanno pagato, anche i volontari che per due giorni hanno cucinato.
Numericamente pochi sri lankesi sono stati colpiti direttamente dal terremoto di maggio, la maggior parte non abita quei territori, ma essendo stati invece colpiti pesantemente, quasi 10 anni fa dallo tzunami, molti si sono ritrovati nella disperazione dei tanti che anche qui, pochi mesi fa, hanno perso tutto.

In fila per accedere al buffet, alla bella iniziativa pro-terremotati dell’associazione Sri Lanka di Spilamberto (foto del 9 ottobre 2012)

Uno dei vecchi dell’associazione, da anni cittadino italiano, si lamentava perché si è agito troppo tardi, la cena o più iniziative, andavano organizzate prima, la comunità poteva e doveva fare di più. C’è chi ha da poco preso la cittadinanza e sta decidendo di rientrare in patria, molti stanno compiendo questo passo importante in modo strumentale, soprattutto da quando è iniziata la crisi,  altri invece si sentono profondamente legati a questo Paese e in modo particolare al territorio di Spilamberto.
Anche questo piccolo evento, che forse a torto non ha fatto notizia sui giornali locali,  visti i risultati raggiunti in una sola sera, testimonia questo affetto, questo legame e questa voglia di contare, di esserci, al pari di tutti gli altri. Per anni si sono “assistite” le “associazioni straniere”, in modo a volte necessario, ma un po’ paternalistico. Adesso, alcune sono diventate grandi, e poche sere fa lo hanno dimostrato.

Elena Busani

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One Response to Cena pro-terremotati dell’associazione dello Sri Lanka. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, di Elena Busani

  1. Stefano C ha detto:

    Ringrazio per una notizia che, come direbbe Raffaello Baldini poeta, e romagnolo come me, mi fa gioire ma con il “magoun” (con un po’ di tristezza). Si, tristezza per la nostra miseria culturale e la nostra inerzia riflesse dal cristallo prezioso che la comunità di Sri Lanka con questa iniziativa ci ha consegnato.

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