La ferrovia Vignola-Bologna avrà un futuro radioso. Ma ha un presente disastroso

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Ferrovia Vignola-Bologna (luglio-ottobre 2012), un set su Flickr.

La vicenda della ferrovia Vignola-Bologna è un caso da manuale e spero che prima o poi qualcuno ci faccia una bella ricerca e ci scriva un libro (vedi). E’ una vicenda, infatti, che va assolutamente fissata sulla carta, affinché diventi memoria del cattivo funzionamento del servizio di trasporto pubblico ferroviario anche nella evoluta (sic) regione Emilia-Romagna. Nelle ultime settimane i passeggeri abituali (cosiddetti pendolari) ne hanno viste di tutti i colori. Hanno di nuovo sperimentato un livello di disservizio che confidavano di aver lasciato alle spalle qualche mese fa, grazie alla messa in funzione dei nuovi ATR220 (certo ancora diesel, ma finalmente confortevoli e puliti. E soprattutto affidabili e puntuali). Invece in settembre i nuovi ATR220 sono stati in parte collocati altrove ed al loro posto sono stati rimessi in circolazione i vecchi e “gloriosi” treni ALN 668 ecc. Ed il servizio è subito degradato.

Da così … (treno ATR220 alla stazione di Vignola, foto del 31 luglio 2012)

Il treno delle 6.46 da Vignola arriva a Bologna sistematicamente con 5-10 minuti di ritardo – quanto basta per far saltare la prima ora di lezione a molti studenti delle medie superiori (visto che, a causa di quel ritardo, perdono le “navette” per il trasporto scolastico). Molti treni della seconda parte della giornata, invece, accumulano ritardi assai maggiori: 15, 20, 25 minuti. E tutto ciò si innesta in una performance del servizio (informazione all’utenza, servizi di stazione assenti, rinuncia alla manutenzione, abbassamento degli standard di pulizia, ecc.) che non ha mai raggiunto la soglia della “dignità”. E come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge la mancata “valorizzazione” degli investimenti milionari fatti sulla linea negli ultimi anni.

  • Gli impianti ACEI di Vignola e Zola Predosa (che dovrebbero trasformare anche queste due stazioni in stazioni di interscambio, assicurando fluidità alla circolazione di una linea che rimane e rimarrà a binario unico) non verranno messi in funzione. Se ne riparlerà tra qualche anno.
  • Nessuno si preoccupa di lavorare per ridurre i tempi di percorrenza (vedi). Che sono, anzi, addirittura aumentati (62 minuti oggi contro i 59 minuti del 2004) e che in futuro plausibilmente aumenteranno ancora a seguito della messa in funzione di nuove stazioni nell’area urbana di Bologna (ed anche la messa in funzione dei nuovi treni elettrici, ad oggi slittata al 2013, non verrà usata, colpevolmente, per rendere il servizio più competitivo e dunque attraente). Ugualmente rinviato nel futuro remoto è il raddoppio del cadenza mento: quella “corsa ogni mezz’ora” che era stata già annunciata per il 2005 (vedi) e che invece stiamo ancora aspettando. E non sappiamo, anzi, se mai diverrà realtà.
  • Il sistema di informazione telefonica “chiama treno” non è affidabile proprio quando sarebbe maggiormente utile: quando cioè ci sono treni soppressi ed il passeggero ignaro, fermo ad una qualche stazione ad aspettare un treno (che non arriverà), dovrebbe invece avere informazioni puntuali e tempestive per ri-pianificare con rapidità il proprio viaggio.
  • E succede pure che ogni tanto le sbarre del passaggio a livello non si abbassino nonostante il passaggio del treno (e nonostante i magnifici investimenti effettuati dal 2009 sulle infrastrutture) (vedi).
  • Ed anche che, da qualche mese, problemi di instabilità della massicciata nel tratto Bazzano-Muffa (circa 3 km) costringano i treni a non superare in quel tratto la velocità di 30 km orari (e per sistemare ciò – lavori fatti male in passato? – di certo il servizio verrà sospeso per diversi mesi nel 2013).

… a così. Uno dei vecchi treni LN 880 rimesso in circolazione a settembre 2012. Con più di trent’anni di servizio non riescono più a garantire il rispetto dell’orario di servizio! (foto del 20 settembre 2012)

Questo è il quadro del servizio (o disservizio), puntigliosamente raccontato dall’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” (vedi). Ma quelle dell’associazione sono troppo spesso “parole nel vento” (l’ultimo comunicato in materia è proprio di oggi: vedi). Visto che né il “sistema delle aziende” TPER + FER Srl (visto che la Regione ha separato gestione delle infrastrutture da gestione del servizio), né il sistema politico ha la capacità di definire gli obiettivi del servizio (in termini di performance e di standard di qualità) e di garantirne la reale applicazione! Insomma, una situazione kafkiana. In cui l’utente è il prigioniero di un “castello” in cui non c’è via d’uscita. In cui neppure la catena del governo e delle responsabilità funziona. La Regione scarica la responsabilità sui tagli ai finanziamenti del settore effettuati dai governi in carica (nascondendo le proprie responsabilità, che ci sono tutte: vedi). L’azienda incaricata della gestione scarica la responsabilità delle proprie incapacità sulle gestioni precedenti (oggi TPER su FER Srl che ha gestito fino a gennaio 2012; prima FER Srl su ATC che ha gestito fino a gennaio 2009). La Provincia (solo quella di Bologna però, visto che quella di Modena si è fatta di nebbia!) è tutta impegnata nel “confezionamento” del servizio (il progetto “Riconoscibilità”: vedi), mentre le crepe sono nel “nocciolo” (per usare le categorie di Ph.Kotler). Le amministrazioni comunali (tra cui Vignola brilla per l’irrilevanza, anche quando si interviene sul suo territorio! vedi), incapaci di darsi un coordinamento forte (unico modo per contare qualcosa), fanno finta di non vedere il problema (vedi). E comunque tutti quanti non sanno far altro che annunciare che “ci si sta lavorando”, che “domani il servizio andrà meglio”, che in futuro “ogni problema sarà risolto”. E’ però un ritornello che ripetono da anni (ma i progressi annunciati non si sono ancora materializzati; con l’unica eccezione dei nuovi ATR220, adesso però in larga parte “spariti”!). Come se il passato non esistesse, come se non ci fosse memoria di inefficienze, continui disagi (vedi), disorganizzazioni (anche banali, come la rottura di una chiava che impedisce al treno di partire!!! vedi), incapacità (vedi) viste e vissute in questi tre anni. Insomma, ad ogni incontro si ribadisce che il domani sarà meglio. Che la linea ferroviaria Vignola-Bologna avrà un futuro radioso. Peccato che gli utenti, i pendolari, vivano nel presente.

8 Responses to La ferrovia Vignola-Bologna avrà un futuro radioso. Ma ha un presente disastroso

  1. Indignato ha detto:

    E’ uno schifo! Soprattutto sentirsi rispondere da un controllore del treno (un tipo alto, con gli occhiali, calvo e parecchio arrogante) che dato che ci lamentiamo del servizio perchè lo riteniamo pessimo, perchè allora continuiamo a prenderlo? Direi che un atteggiamento simile di estrema incivilà e indecenza è scarsamente commentabile.
    Il servizio ferroviario è assimilabile a quell’orrido controllore.
    Mi meraviglio che nessuno sanzoni un comportamento simile di TPER+FER.
    Perchè siamo tornati indietro con la qualità?
    Dopo aver speso soldi per rifare la linea elettrica perchè non la fanno funzionare?
    Mi sembra di essere preso per i fondelli…
    Comunque la media di un viaggio Bologna Vignola è quasi di un ora e mezza…Siamo lo zimbello delle ferrovie!
    Alla faccia della Denti che aveva promesso corse ogni mezzora. Sono curioso ora con le nuove elezioni in arrivo quale pagliacciata inventeranno!

  2. Hori ha detto:

    Aggiungerei che in data 8/10/2012 (ore 6:40) il treno stava per prendere fuoco, oltre che essere in ritardo di circa 8 minuti. Spero che non abbia preso fuoco quando è partito per Bologna!

  3. Ruggero f ha detto:

    Vorrei segnalare che questa mattina il treno delle 7.33 da Bazzano per Bologna è stato soppresso e non vi era alcuna indicazione sui cartelloni luminosi, non è nemmeno stato sostituito da bus!
    E’ uno scadalo, non ci si riesce più ad organizzare per andare a Bologna, saltano tutti gli appuntamenti della mattina!

  4. roberto toschi ha detto:

    Ho rinunciato, lo ammetto, da questa settimana mio figlio che frequenta le superiori a Casalecchio prende l’autobus delle 6,20 per non continuare con i ritardi a scuola. Ringrazierò le amministrazioni competenti alle prossime elezioni.

  5. alberto coppini ha detto:

    Sono una persona disabile che abita a Casalecchio in un nuovo quartiere vicino alla fermata Palasport della suburbana Bologna Vignola. Non guido e nemmeno la mia compagna guida, cosicchè il treno è l’unico mezzo di trasporto per raggiungere Bologna in tempi ragionevoli.
    Circa due anni fa i vecchi convogli sporchi e indecorosi (e inaccessibili alle carrozzine) furonono sostituiti da dei moderni ATR 220 a pianale ribassato ai quali potevo accedere senza problemi. Questi mezzi, come affermato dai dirigenti FER (ora TPER) e divulgato dai mezzi di informazione, erano stati acquistati per riammodernare la linea ferroviaria Bologna Vignola. Purtroppo questa promessa non è stata mantenuta con regolarità, difatti sono stati spesso messi in servizio i vecchi treni, con conseguenti comprensibili disagi per le persone impossibilitate a salire i gradini.
    Se questi inconvenienti sono stati saltuari fino all’estate scorsa, da settembre sono invece ricomparsi con continuità i vecchi treni non accessibili alle carrozzine, così che sono stato costretto a rinunciare repentinamente a diversi impegni quotidiani e vivere quasi prigioniero del mio quartiere.
    E’ vero che si può fare richiesta per email di un treno accessibile specificando giorno e ora dell’utilizzo, ma in questo modo si deve sempre programmare con anticipo di giorni i propri spostamenti. Inoltre l’ultima volta mi è stato detto a chiare lettere che non sempre è possibile esaudire la richiesta.
    Mica male per una linea ferroviaria che dovrebbe essere, come sostiene FER da anni, in via di continuo sviluppo e ammodernamento!

    Alberto Coppini

  6. Monica Maisani ha detto:

    Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana
    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianzadei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
    Art. 16 della Costituzione della Repubblica Italiana
    “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale….”
    Non ho commenti da aggiungere.

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