Una exit strategy per Daria Denti?

Diciamolo chiaramente: c’è un po’ di gente, a Vignola, che è convinta che l’attuale sindaco, Daria Denti, non si presenterà per la seconda volta alle elezioni amministrative comunali, quelle del 2014. E’ una voce che ho raccolto da più persone, sia interne al PD di Vignola, sia esterne. Non so quali siano le loro fonti e, dunque, quanto affidabili siano. Non so, ovviamente, cosa ne pensi la diretta interessata. Può dunque essere anche solo “fantapolitica”. Però, pur con tutte le cautele del caso, una tale prospettiva ha la sua plausibilità. Proviamo dunque a ragionarci.

No comment (foto del 7 maggio 2009)

E’ così. Da diversi mesi raccolgo la voce che vorrebbe l’attuale sindaco scarsamente entusiasta (uso un eufemismo) dell’ipotesi di sottoporsi di nuovo al “giudizio” (elettorale) dei cittadini. E dunque impegnato ad esplorare diversi percorsi di prosecuzione della propria carriera politica. In effetti già nel giugno 2009 il passaggio elettorale è stato particolarmente impegnativo se si considera non solo che per la prima volta, a Vignola, si è tenuto il ballottaggio (vedi). Segno che il PD ed i suoi alleati erano sotto al 50% dei consensi – esattamente al 44,89% dei voti, quelli riversati su una coalizione di 5 liste (PD, Italia dei Valori, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, lista civica Vignola Noi), alcune delle quali oggi possiamo tranquillamente riconoscere come “liste civetta”. Ma soprattutto che per la prima volta, almeno negli ultimi 60 anni, Vignola si è rivelata come effettivamente “contendibile”, elettoralmente parlando – se solo si pensa che al ballottaggio un candidato della Lega Nord (ribadisco: Lega Nord!) ha ottenuto il 47,53% dei voti validi. A tutti è chiaro che se ci fosse stato un candidato meno connotato politicamente, un “civico” alla Guazzaloca, anche fosse stato a capo di uno schieramento di centrodestra, il risultato definitivo sarebbe stato diverso. E Vignola avrebbe accompagnato Sassuolo nel “passaggio di campo” (vedi). Superata dunque non senza difficoltà la tornata elettorale c’era da procedere al governo della città recuperando autorevolezza, capacità di visione, un nuovo modo di amministrare la città. E, ovviamente, recuperando anche consensi. Un’impresa che sin da subito si presentava come tutt’altro che facile: commentando i dati delle elezioni comunali del 2009 avevo usato l’espressione “il grande freddo” per significare il distacco emotivo tra la città ed il candidato Daria Denti (assolutamente da rileggere: vedi). Poi, bisogna dirlo, il neo-sindaco ci ha messo subito del suo per complicarsi le cose, scegliendo una giunta che meno convincente di così non si può (vedi). E ciò, inevitabilmente, si è tradotto in debolezza di visione e di realizzazione – come un bilancio dei primi tre anni di legislatura conferma, secondo me in modo inequivocabile (vedi). C’è certamente chi la pensa diversamente da me – e per questo un confronto come si deve, basato su dati ed argomenti, sarebbe alquanto salutare. Ma per il momento non si vedono all’orizzonte grandi prospettive di discussione pubblica, anche perché l’attuale amministrazione preferisce i monologhi condotti dal palcoscenico più che il confronto quotidiano in mezzo e con i cittadini, mentre il principale partito dell’attuale maggioranza, il PD, sembra eclissatosi.

No comment (foto del 24 aprile 2009)

In ogni caso è bene prepararsi anche a questa evenienza: ad un cambio di candidato dopo il solo primo mandato. Io sono convinto che Vignola meriti di più. Ed anche che abbia le capacità per “organizzare” una squadra amministrativa di alto profilo (come oggi non è). C’è bisogno di interpretare in modo nuovo il fare politica e l’amministrare. Una trasparenza vera (in primo luogo sui processi decisionali importanti); dispositivi di partecipazione da non concedere “a capriccio”, ma riconosciuti come diritto dei cittadini; la capacità di richiamare tutta la città a mobilitarsi per le sfide che già oggi, qui, abbiamo davanti (energie rinnovabili, tutela dell’ambiente, conversione ecologica, una diversa mobilità, più qualità della vita nella città, ecc.); un modo nuovo di intendere le politiche intercomunali e la governance dell’Unione; nomine per merito e non per “affiliazione” (ricordate il “caso Novembre” all’ASP di Vignola? vedi). E altro ancora. Ecco, stare dalla parte dei cittadini – è questa l’ambizione di una lista civica come Vignola Cambia – significa abbracciare con convinzione questa prospettiva ed avere la capacità di metterla in pratica, giorno dopo giorno, facendola diventare routine. Insomma, poco importa cosa deciderà di fare nel 2014 il sindaco Daria Denti. Ciò che conta, invece, è rendere tangibile la possibilità di un cambiamento nel modo di governare la città, tradurla in programma amministrativo ed organizzare un “soggetto” credibile che se ne faccia carico alle elezioni comunali del 2014 (vedi). Un cambiamento che vada anche nella direzione delle parole di Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, che su la Repubblica del 23 febbraio 2012 ha scritto: “la politica non è solo, e forse non è per niente, una tecnica di misurazione delle preferenze o degli interessi, ma – udite udite – essa consiste di altre più sottili e ardue capacità, quelle di trasformare le preferenze degli elettori e di spingerli persino a reinterpretare i loro propri interessi, riflettendoci sopra, fino a persuadersi ad accettare misure che sembrano contraddire nel breve termine sia le loro preferenze sia i loro interessi. La politica non è la stessa cosa dei sondaggi, ma un processo che prevede, in democrazia, l’evolvere dei giudizi attraverso la discussione e la riflessione. E – miracolo – le opinioni cambiano, evolvono, tengono conto e molto dell’interesse generale e del futuro, non solo, ottusamente, della propria bottega oggi. Ottuso è chi non se ne accorge” (qui il pdf). Certo, per avere qualche chance in questo compito tutt’altro che facile occorre un’amministrazione (sindaco, giunta, gruppo consiliare) ad alta credibilità. Per Vignola è un appuntamento da non mancare. Puntiamoci per il 2014.

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2 Responses to Una exit strategy per Daria Denti?

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Immagino che la prima opzione, per gradimento, sia il parlamento italiano. Cosa relativamente facile visto che basta finire nel posto giusto in una lista bloccata. Ma un sindaco in carica deve dimettersi 6 mesi prima delle elezioni politiche per potersi candidare al parlamento, dunque entro ottobre. Al di là degli aspetti tecnici, difficilmente il PD potrà consentire ad un sindaco in carica di dimettersi anticipatamente per … fare carriera. Questa exit strategy risulta pertanto un po’ complicata. Più facile un approdo in regione, magari non necessariamente con un ruolo politico, alla scadenza della legislatura. Per intanto concentriamoci sull’oggi, su un’amministrazione incapace di governare in modo innovativo e con obiettivi sfidanti questa città.

  2. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Al di là dei giudizi ,motivati dalla spicciola convenienza (= interessi personali ) mi sto sempre più convincendo che un MISURATORE delle competenze di un sindaco è dato dall”ANDAMENTO, ma soprattutto dal NUMERO delle Presenze Turistiche, in quel Comune.

    Ecco quali sono i motivi: il Comune dovrebbe:
    1) avere una costante manutenzione e pulizia
    2) essere incubatore di una Cultura pluralistica
    3) valorizzare le competenze locali in ogni campo , dall’artigianato artistico alla gastronomia tipica.
    4) rendere facilmente fruibili le proprie Emergenze Storico-artistico-naturalistiche
    5) diventare una porta aperta “comune” sull’Europa e sul Mondo incrementando gli scambi culturali, anche solo via e.mail
    6) realizzare solo investimenti di qualità ,condivisi con la maggioranza dei propri cittadini.
    7) saper comunicare tutto questo regolarmente on line
    8) mantenere un rapporto trasparente, anche se dialettico ,con le minoranze e con i Media
    9) avere ,come Gruppo dirigente , uno stile di vita lineare, mantenendo sempre le proprie promesse.
    10) avere in testa un SOGNO di una Comunità più felice e battersi quotidianamente per la sua realizzazione.

    Credo sia chiaro che se esistesse una Amministrazione locale ,capace di portare avanti coerentemente un tale progetto, (oltre ai voti) i TURISTI arriverebbero a frotte ,come le richieste di trasferimento di popolazione ( non extra-comunitaria ) in quel Comune, dai Comuni limitrofi.
    Forse è solo un bel sogno : ma ancora per qualche tempo almeno per SOGNARE, non si paga.

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