Come coinvolgere i cittadini nella definizione del PSC?

Come la tela di Penelope il PSC dell’Unione Terre di Castelli è un’opera interminabile. Dopo quasi 8 anni siamo ancora in mezzo al guado e, per certo, non verrà approvato prima del 2013. Ci sarebbe stato, dunque, tutto il tempo necessario per coinvolgere adeguatamente i cittadini nel definire le linee strategiche del più importante documento di pianificazione territoriale dei 5 comuni interessati (Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola), quello che disegna il futuro del territorio da qui al 2025. E probabilmente il tempo c’è ancora. In ogni caso trattandosi – il “coinvolgimento” dei cittadini – di un obbligo di legge, di cui la giunta dell’Unione ha infine preso atto come testimonia la delibera n.14/2012. Ma perché non si tratti solo di un impegno formale occorre che determinati requisiti siano soddisfatti, ad esempio realizzando modalità innovative di informazione, di dibattito, di risposta alle “osservazioni” dei cittadini, singoli o associati. Ad esempio tramite l’abbinamento di iniziative web e offline o recuperando una modalità tipo “workshop”, sulla falsariga di quello promosso dall’amministrazione Adani a fine 2008 (ai cui elaborati si riferiscono le immagini: vedi). Vediamo.

Aree di intervento di riqualificazione urbana oggetto del Workshop del 2008 (foto del 30 ottobre 2008)

[1] La vicenda del PSC prende il via nel 2004 con l’istituzione dell’Ufficio di Piano, incaricato appunto di seguire il procedimento del PSC (delibera della giunta dell’Unione Terre di Castelli n. 99 del 28 dicembre 2004). Nella passata legislatura si è quindi arrivati all’approvazione del “documento preliminare” (vedi), il documento-guida politico necessario per aprire la Conferenza di pianificazione. Era l’estate 2008. Poi le nuove amministrazioni (4 sindaci su 5 sono cambiati) hanno rimesso tutto in gioco (alla faccia della continuità politica). Oggi, dopo tre anni della nuova legislatura, mancano ancora i documenti fondamentali per aprire la Conferenza – il “nuovo” “Documento preliminare” è tuttora allo stato di bozza (vedi). Intanto, però, i costi lievitano. Alla spesa originaria (di cui non ho trovato evidenza pubblica della quantificazione) si sono aggiunti prima ulteriori 114.000 euro (iva inclusa; delibera della giunta dell’Unione n.77 del 15 luglio 2010: vedi),  quindi ulteriori 84.700 euro iva inclusa (delibera della giunta dell’Unione n.14 del 23 febbraio 2012: pdf). Con quest’ultima delibera si “risolve” (pagando?) il contenzioso nel frattempo insorto con l’équipe dei progettisti (ATI Caire: vedi + Nomisma + Ecuba) e li si incarica anche di avviare un “percorso di ascolto strategico [dei cittadini?] e comunicazione sociale”, come previsto dalla L.R. n.6/2009. Nonostante i continui annunci di “imminente” convocazione della Conferenza di pianificazione (Daria Denti l’aveva annunciata prima entro il 2010, poi entro il 2011, infine entro il 2012), adesso sappiamo che non succederà nulla prima del 2013! Un tempo di nove anni per la redazione del PSC costituisce probabilmente un record in regione. Vediamo almeno che il “coinvolgimento dei cittadini” avvenga in modo tale da non trasformare il tutto in una barzelletta!

Una delle proposte progettuali elaborata al Workshop 2008. Si vede la stazione ferroviaria (a sx), l’ex-mercato ortofrutticolo (al centro), il cinema “Giardino” (a dx) (foto del 30 ottobre 2008)

[2] Partecipazione no, partecipazione sì. Nel volgere di due anni hanno di nuovo cambiato idea. Infatti, con la delibera n.77 del 15 luglio 2010 la giunta dell’Unione aveva stabilito di rinunciare ad un percorso di “consultazione dei cittadini” a livello di Unione, prevedendo invece che un tale percorso potesse essere attivato da “ciascuna amministrazione (…) secondo proprie intenzionalità e con risorse proprie” (vedi). Con la delibera n.14 del 23 febbraio 2012, invece, si da incarico all’ATI dei progettisti di realizzare “un percorso di ascolto strategico e comunicazione sociale” come previsto ora dalla L.R. n.20/2000, all’art.8 (come modificato dalla L.R. n.6/2009) (vedi). Già la terminologia utilizzata pone dei dubbi, però. La delibera della giunta dell’Unione parla di “ascolto strategico” (sic) e “comunicazione sociale” – e non si sa bene di cosa si tratti. La legge regionale, invece, prevede “specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi”. Dove l’espressione fondamentale è “consultazione dei cittadini”. Insomma i cittadini debbono essere informati e debbono poter esprimere la propria opinione – diversamente non si saprebbe cosa possa essere la “consultazione”. Sarà così?

Un’ipotesi di recupero della funzione di piazza dell’attuale parcheggio di Corso Italia, mediante sovrapposizione di una struttura (foto del 30 ottobre 2008)

[3] Consultazione dei cittadini è un impegno vago, almeno fino a quando non si definiscono le regole del gioco. Si può andare da una semplice assemblea pubblica fino ad un referendum su linee-guida contrapposte. Sempre di “consultazione” si tratta. In mezzo una grande varietà di tecniche e strumenti. Non sappiamo ad oggi in cosa consiste il programma di “ascolto strategico e comunicazione sociale” della cui realizzazione è stato incaricato il Caire e le altre imprese riunite nell’ATI incaricata delle analisi e della redazione degli elaborati progettuali (per una presentazione dei progetti sviluppati sul tema dal Caire: vedi). Già il fatto che ad oggi, a 6 mesi da questo incarico “aggiuntivo”, non sia noto il programma di “ascolto” non depone a favore del progetto. Evidentemente le caratteristiche di questa fase di coinvolgimento sono state decise esclusivamente nella giunta dell’Unione, senza alcun coinvolgimento minimamente allargato. Non sarebbe stato male, invece, dibattere il tema nel consiglio dell’Unione ed uscirne con l’approvazione di un atto di indirizzo, a cui anche le minoranze potessero contribuire e magari raccogliendo suggerimenti anche dalle realtà associative interessate ad avanzare proposte (di come organizzare il “coinvolgimento” e promuovere la “partecipazione”). Altro elemento di perplessità la mancanza (plausibile) di una “cabina di regia”, posta a governare il processo di “coinvolgimento”, a cui partecipino anche rappresentanti dei cittadini (vedi). Il rischio di “manipolazione”, più o meno consapevole, non può essere escluso a priori, come peraltro abbiamo già constatato nell’esperienza di “Via della partecipazione” (vedi). Ci torneremo comunque presto.

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3 Responses to Come coinvolgere i cittadini nella definizione del PSC?

  1. Arch. Lanfranco Viola ha detto:

    Dal 2000 prima,e poi dal 2008 è cambiato IL MONDO-l’economia-la finanza.Nulla sarà più come l’abbiamo conosciuto per tutta la seconda metà del secolo scorso.D’ora in avanti è crollato il valore dell’Hard Ware e questa società non ha ancora accettato mentalmente questo sovvertimenti di ogni valore economico.Per questo annaspano tutti nel BUIO (specialmente i Politici ) Un esempio di un privato a Vignola che conosco :è stato costruito un Albergo (Hard-ware ) senza preoccuparsi della Promo-Commercializzazione sua e del territorio (soft-ware ) e un altro esempio del Pubblico a Modena “Casa Enzo Ferrari.” costo 36 Milioni di euro (hard-ware ) che ha solo 40.000 visitatori in un anno quando il Museo Ferrari di Maranello ne fa 250.000. Perchè? Da quì bisogna ripartire.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La pubblicazione degli allegati alla delibera della giunta dell’Unione n.14/2012, avvenuta solo in questi giorni nonostante la delibera sia del 14 febbraio scorso, consente di comprendere meglio l’oggetto del contenzioso tra l’Unione Terre di Castelli e l’ATI dei progettisti incaricati della redazione del PSC. In particolare si tratta di “perfezionare” la Valsat – Valutazione di Sostenibilità Ambientale ed il “Quadro conoscitivo” per la parte sui beni culturali (dovranno essere “aggiornate” le schede relative ad edifici di rilevanza culturale). In una nota a firma dell’Arch. Ugo Baldini di Caire si afferma che “una lettura critica dell’ultima versione della VALSAT del PSC porta a riconoscere la necessità di una sua rigenerazione e revisione che possano condurre ad un elaborato valutativo più autorevole e di più chiara lettura e acquisizione” (sic). Tale attività dovrebbe essere svolta essenzialmente entro 90 giorni dalla sottoscrizione del nuovo contratto di incarico (termini che dovrebbero già essere trascorsi). Assai poco, invece, si dice in merito al percorso di “ascolto strategico e comunicazione sociale” che l’Unione avrebbe intenzione di realizzare. Nulla viene detto sulle finalità, nulla sulla metodologia. Pochissimo sulla tempistica. Una “prima ipotesi di calendarizzazione” prevede per circa 3 mesi (ma specificando: “a seconda della volontà dell’Unione”) lo svolgimento del “percorso di ascolto e comunicazione sociale”. E’ inoltre riportato il nome di “Avventura Urbana”, un’associazione torinese di professionisti di coinvolgimento dei cittadini nella progettazione urbana. Marianella Sclavi, una dei principali esponenti, è già stata a Vignola su invito di Genius Loci Sas nell’ambito di “Via della Partecipazione”.
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/11/25/via-della-partecipazione-quanto-e-creativo-il-tavolo-del-confronto-creativo/
    Rimane il fatto che tali “esperti” di partecipazione (“Progettare la città con gli abitanti” – è il sottotitolo del libro “Avventure urbane”, pubblicato nel 2002 da Eleuthera e curato da Marianella Sclavi) rispondono al committente (che li paga), non ai cittadini. Del progetto di “ascolto strategico” (sic) ecc. ecc. ad oggi non sappiamo nulla. Ma l’esperienza di “Via della Partecipazione” di certo non è affatto risultata convincente. Non sarebbe male, anche per recuperare una fiducia ampiamente dissipata, prevedere una “cabina di regia” dove anche i rappresentanti dei cittadini possano partecipare a pianificare ed organizzare la partecipazione. Tra l’altro questa è una possibilità prevista dalla stessa L.R. n. 3/2010 che parla, al proposito, di “comitato di pilotaggio”.
    https://amarevignola.wordpress.com/2010/02/20/partecipazione-dei-cittadini-una-nuova-legge-regionale/
    Perché dunque non fare le cose come si deve? Perché non dibattere innanzitutto il programma di questa “partecipazione” dei cittadini alla definizione del nuovo PSC? E perché, infine, non prevedere un organismo di “guida e controllo” del processo, in cui siedano anche i rappresentanti dei cittadini?

    • Arch. Lanfranco Viola ha detto:

      Intervengo volentieri a portare l’esempio di Ferrara dove questa “fola” sono anni che viene raccontata ,L’autonomia intellettuale e morale dei Progettisti incaricati e da sempre subordinata ai DESIDERATA di chi paga. (sono esseri umani anche loro ) Nessuno ti dirà mai cosa devi progettare ,ti vengono dati solo dei cortesi suggerimenti su cosa sarebbe gradito al Potere.Indicazioni che ,guarda caso, coincideranno poi con quello che verrà fatto credere ai cittadini che sarà il loro radioso futuro dell’avvenire. Poi abbiamo vista come è andata a finire. Per progettare la sistemazione edilizia e non, del territorio ,ci vogliono amore, competenze e TRASPARENZA:tutti elementi difficili da mettere insieme in una Assemblea Pubblica. Specialmente la TRASPARENZA

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