Inversione a U anche sul Magazzino ex-Toschi!

Era un peccato lasciare un edificio e un parcheggio del genere, così vicini al centro della città, in quelle condizioni e inutilizzati, dunque abbiamo ragionato, per l’immobile, su un contenitore che possa ospitare le attività di almeno tre enti: l’Università della libera età N.Ginzburg, Libera contro le mafie, Le Vie Ensamble, associazione di commercianti della zona di via Libertà. Per il parcheggio, una volta riordinato, pensiamo invece a un nuovo ‘sfogo’ di posti auto a favore del centro storico.” Dice così il sindaco Daria Denti nell’ultima delle numerose interviste concesse “in esclusiva” a Valerio Gagliardelli de Il Resto del Carlino – redazione di Modena (apparsa il 15 agosto, pag. 15). E’ un peccato anche lasciare la ricostruzione della vicenda dell’ex-Magazzino Toschi ad un sindaco che dimentica, anche in questo caso, di riferire dettagli non proprio trascurabili. Come ad esempio il fatto che la scelta di andare a collocare gli archivi comunali nell’ex-magazzino Toschi, dal sindaco Denti imposta nel 2010, era stata duramente contrastata dalle minoranze in consiglio comunale. Visto che sembrava a molti del tutto irrazionale ficcare un archivio comunale in un’area che poteva essere meglio utilizzata a “servizio del centro storico”. Vediamo, dunque.

Il magazzino Ex Toschi, incastonato tra altri edifici all’inizio di via Libertà (dall’altro lato delle Scuole Barozzi) (foto del 24 agosto 2012)

[1] Ancora oggi l’intervento di sistemazione del “magazzino comunale ex Toschi” è destinato, nei documenti ufficiali, a predisporre l’edificio per ospitare la nuova sede dell’archivio comunale. Si tratta della voce n.14 del Piano triennale delle opere pubbliche 2011-2013: “Magazzino comunale Ex Toschi: lavori di manutenzione straordinaria per adeguamento locali da destinare ad archivio comunale”. 180mila euro di spesa prevista, programmata nel 2011 (qui il pdf, vedi intervento n.14 a pag.3). Lo volle fortemente il sindaco Daria Denti. Quando il consiglio comunale ebbe occasione di discutere del magazzino emersero valutazioni contrastanti. In uno di questi rari passaggi Chiara Smeraldi, consigliere di Vignola Cambia, provò a spiegare che in un’area così vicina al centro storico non era affatto opportuno andarci a mettere un archivio comunale, una tipica attività di “back office” che poteva benissimo stare anche a qualche chilometro dal centro.  Invece sindaco, giunta e maggioranza respinsero la richiesta di un diverso utilizzo ed il piano delle opere venne approvato con quella destinazione per il magazzino Ex Toschi: archivio comunale. Ad oggi è ancora quella la sua destinazione – almeno negli atti ufficiali. Non furono solo parole, però. Vignola Cambia presentò un emendamento al bilancio di previsione 2010 (allora l’amministrazione ipotizzava l’alienazione dell’immobile) in cui prevedeva, a fronte della rinuncia alla realizzazione del “parco città dei bambini e delle bambine” nelle basse di Vignola (progetto poi abbandonato dall’amministrazione comunale, come tanti altri), la realizzazione di un parcheggio “interrato e sopraelevato” nell’area. Emendamento bocciato (qui il doc; è interessante andarsi ad ascoltare le motivazioni prodotte allora dalla maggioranza … che oggi risultano palesemente “fuori luogo”), che recitava su questo punto: “Con le rimanenti risorse si chiede di avviare un percorso che porti alla realizzazione di un parcheggio interrato e sopraelevato nell’area dove sorge il magazzino Ex Toschi a servizio del Centro Storico, delle Vie Libertà e V.Veneto e potenzialmente per l’accesso al nuovo Teatro, rinunciando alla previsione di un parcheggio in Via al Panaro (previsto nel progetto Parco dei bambini) quanto mai inopportuno in un’area agricola da tutelare [su quest’ultimo “delizioso” progetto: vedi].”

L’ingresso dell’area magazzino Ex Toschi, già oggi utilizzata come parcheggio (capienza circa 70 auto) (foto del 12 dicembre 2009)

Il ragionamento era semplice, ma evidentemente non per la maggioranza PD. L’area è incastonata nel centro urbano di Vignola e pertanto sta bene “a servizio del centro”. L’ipotesi di un potenziamento della funzione di parcheggio non è affatto peregrina (anche se oggi non sappiamo ancora se può ospitare un parcheggio interrato, ma certamente sopraelevato sì), visto che si tratta di scongiurare la realizzazione di “un parcheggio nelle basse” (vedi) e, soprattutto, di potenziare i parcheggi a servizio del centro storico (magari con l’intento di togliere un po’ d’auto in sosta nel centro stesso).  Dopo più di un anno l’amministrazione Denti è giunta alla stessa conclusione: l’edificio “magazzino Ex Toschi” sarebbe sprecato come sede degli archivi comunali. Meglio un diverso impiego. La bella notizia è il cambio di rotta. La cattiva notizia è la perdita di tempo. Insomma, nuovo caso di “inversione ad U” per le politiche comunali (vedi). Inversione che non può certo essere motivata con le vicende della sede della Fratelli Galassini che, per la parte relativa all’abuso, è di proprietà del comune già dall’epoca Adani (quando venne accatastata tra i beni comunali) – anche se il fallimento della ditta ha in effetti accorciato i tempi del contenzioso, a seguito del ricorso al TAR ed al Consiglio di Stato. Insomma, si poteva tranquillamente prevedere sin da subito di collocare archivio comunale (ed archivio dell’Unione) nell’edificio ex-Galassini, senza perdere tempo con ipotesi assurde di utilizzo del magazzino ex-Toschi. Ma, come sappiamo, l’amministrazione Denti ha sin qui brillato per non aver chiaro come “organizzare” la città (per un diverso esempio: vedi).

Magazzino comunale Ex Toschi, in via Libertà (foto del 24 agosto 2012)

[2] Secondo quanto riportato nell’articolo del Carlino la spesa per realizzare questo intervento sarebbe stimata in “circa 20.000 euro”. Difficile credere che questa possa essere la spesa complessiva. “A livello di lavori (…) per lo stabile serve un intervento di sistemazione più che di recupero” – così afferma il sindaco Daria Denti per giustificare la spesa contenuta. Ma difficilmente questa potrà essere la spesa se davvero si vuole trasformare un “magazzino comunale” (di dimensioni 25 x 10 metri) in una sede per tre realtà associative, con tanto di spazio-atelier e “saletta di proiezione attrezzata per cineforum e simili”. Anche perché, se davvero si vuole procedere a “riordinare” il parcheggio per dare “un nuovo ‘sfogo’ di auto a favore del centro storico”, quell’area, oggi con fondo ghiaiato o sterrato, andrà almeno asfaltata! Precisiamo, comunque, che non di “nuovo sfogo” si tratta, visto che l’area è già oggi utilizzata come parcheggio. Il numero complessivo di posti auto (oggi circa 70) non è destinato a cambiare. E se anche dovesse cambiare, cambierà di poche unità: 70 auto si parcheggiano oggi, 70 si parcheggeranno in futuro. A meno che non si preveda, appunto, un intervento di “potenziamento” come suggerito nell’originario emendamento di Vignola Cambia (non ho elementi tecnici per conoscere la fattibilità o meno, ma un “secondo piano” con altri 70 posti auto non sarebbe male, visto che l’area è incastonata tra edifici e non impatterebbe esteticamente sul centro urbano).

L’area cortiliva che circonda il magazzino Ex Toschi, già oggi utilizzata come parcheggio (foto del 24 agosto 2012)

[3] C’è un ultimo aspetto da considerare in questa vicenda. Come abbiamo visto i documenti ufficiali ancora oggi parlano del magazzino ex-Toschi come sede dell’archivio comunale. Il Piano triennale delle opere pubbliche (2012-2014) non aggiorna su questo punto quello dell’anno precedente. Della nuova destinazione si trova un solo accenno (una riga!) all’inizio della Relazione previsionale e programmatica che accompagna il bilancio di previsione 2012 del comune di Vignola. A pag. 3 si parla del “polo archivistico dei comuni di Vignola, Spilamberto, Castelvetro e dell’Unione presso l’abuso Galassini ora di proprietà dell’Amministrazione e il conseguente progetto di assegnazione all’Università Natalia Ginzburg e ad altre associazioni del capannoncino Ex Toschi”. Ovviamente nessuna “selezione” o “invito” pubblico per le associazioni beneficiarie dell’intervento. L’amministrazione Denti non è usa, preferisce la “trattativa privata”: prima si accorda con l’uno o l’altro dei soggetti aggregati, poi annuncia il progetto (quando la discussione è superflua, visto che la decisione è già presa). Ed in effetti ciò determina una “privatizzazione” nella progettazione e realizzazione della città. Nessuna discussione pubblica, nessun confronto con i cittadini. Non sui soggetti, ma neppure sulle “funzioni” e sulla loro collocazione. Posto che il magazzino Ex Toschi vada visto “a servizio” del centro urbano della città, il suo impiego come sede di associazioni (il Carlino parla, con un eccesso di enfasi difficilmente comprensibile, di “casa della cultura”) non è certo l’unico possibile. Ma manca un luogo per intavolare questo dibattito o anche solo per impostarlo – non lo è di certo il consiglio comunale, con buona pace del suo presidente Giancarlo Gasparini. E la città apprende dei progetti … a cose già decise, a cantieri avviati. Dunque opacità, non certo trasparenza (vedi). Questo è un ulteriore esempio di uno “stile” dell’amministrazione e, soprattutto, del suo principale esponente, il sindaco Daria Denti.

L’area cortiliva nell’area del magazzino Ex Toschi necessita di un intervento di asfaltatura, se davvero si vuole “ordinare” la sosta (foto del 24 agosto 2012)

[4] Da parte mia non ho un punto di vista consolidato sull’uso di quell’area e quell’edificio (certo, mai avrei pensato di ficcarci l’archivio comunale!), ma non mi sarebbe dispiaciuto ragionare di una possibile collocazione di un “deposito di biciclette” o comunque di una struttura a servizio dei ciclisti, che vorrei vedere più numerosi per le vie della città. E che necessitano di un deposito sorvegliato (visto l’incremento di furti di biciclette che si registra, anche a seguito della crisi economica: vedi), dove magari offrire anche manutenzione ed altri servizi (anche “educazione”) ai bikers attuali e futuri (dunque una piccola sala riunioni o proiezioni può essere utile). Certo, oggi, non c’è nessun soggetto che si propone per gestire una tale funzione, ma non sta nella responsabilità di chi amministra cercare di guardare più lontano rispetto ai propri cittadini? In un’epoca non lontanissima i depositi di biciclette a Vignola erano più di una decina (vedi). Ribadisco, una proposta del tutto discutibile, ma che avrei visto volentieri a confronto con altre. A Vignola una tale funzione di servizio ai ciclisti può utilmente essere collocata in un numero ristretto di luoghi: il magazzino Ex Toschi, la stazione ferroviaria, l’ex-Mercato ortofrutticolo (ma solo temporaneamente). Luoghi inseriti nel tessuto del centro urbano, dove si può lasciare la bici per proseguire a piedi nel centro città. Comunque, anche a prescindere da questa idea è certo che manca un luogo di confronto con la città, di discussione sulle funzioni da valorizzare, sulle innovazioni da apportare per costruirci un pezzo in più di futuro (vedi). Ciò che ha fatto, sino ad ora, l’amministrazione Denti su questo fronte sta in un’unica cifra: zero.

L’area comunale del magazzino Ex Toschi è oggi cosparsa di rifiuti, segno di un degrado incontrastato (foto del 24 agosto 2012)

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One Response to Inversione a U anche sul Magazzino ex-Toschi!

  1. Stefano C ha detto:

    Un ulteriore esempio di come sia facile per questa amministrazione non trovarsi d’accordo con le proprie idee. E stavolta va detto: per fortuna. Ed allora ecco alcuni suggerimenti forniti con spirito collaborativo.
    A mio parere almeno due livelli interrati sono perfettamente possibili. Esistono già oggi due accessi ad un primo livello interrato per parcheggi privati condominiali (uno da Via Farina e l’altro da Via Libertà) confinanti con l’area del Magazzino. Con un accordo con i proprietari, in cambio della sistemazione dell’attuale (orribile e poco funzionale) assetto, si potrebbero utilizzare gli stessi accessi per i nuovi garage (80-100) interrati da destinare a parcheggi (in affitto) per i residenti.
    Fuori terra sono ipotizzabili senza svantaggi per gli alti edifici circostanti, tre piani di parcheggio (circa 150 posti con un’altezza di poco più di 8 metri) da destinare a prestito a pagamento gestibile in modo altamente automatizzato (un solo operatore con funzioni di controllo e assistenza). Il tutto ovviamente occupando l’intera area e quindi demolendo preventivamente l’attuale magazzino trasformabile solo a caro prezzo in sedi associative con addirittura attività collettive. La copertura piana del fabbricato parcheggio potrebbe essere attrezzata con un giardino pensile (soluzione per me preferenziale) o secco , agibile a tutti ma soprattutto a beneficio delle famiglie dei palazzi circostanti. In totale o parziale alternativa vi potrebbero trovare posto anche pannelli fotovoltaici.
    Il parcheggio multipiano così realizzato (i nuovi sistemi prefabbricati ne consentono la costruzione in pochi mesi) oltre che al servizio dell’accesso al centro, del teatro, del mercato settimanale etc. consentirebbe di: sgombrare dai parcheggi e pedonalizzare le vie laterali di Via Mazzini fra Piazza Italia e Via Resistenza; riconnettere e rifunzionalizzare le aree verdi prospicienti Via Matteotti oggi tagliate da una strada-parcheggio (Via Podgora) e poco utilizzabili e utilizzate; ripensare l’assetto e la circolazione della stessa Via Matteotti e del primo tratto di Via Libertà alleggerite dei parcheggi a servizio dei residenti. Certo a tutto questo fornirebbe un decisivo contributo la riorganizzazione dello spazio dell’ex-mercato ove più propriamente si dovrebbe collocare (anche da subito) uno spazio, da Andrea così caldamente e fondatamente auspicato, dedicato alle biciclette, dal bike sharing, alla manutenzione, riparazione, al noleggio e dove, comunque, il parcheggio dovrebbe essere a pagamento.
    Quanto a sale e salette, oltre a quelle esistenti nelle diverse sedi associative (alcune ridondanti per le “normali attività”), esistono nelle immediate vicinanze sia la sala presso biblioteca che lo spazio del teatro Cantelli ed inoltre la bella ed attrezzata sala ed anche una saletta più ridotta nell’interrato di Palazzo Barozzi (anche si di proprietà della Curia, il restauro non è avvenuto con denaro pubblico?),quasi mai usate. Senza parlare delle sale della fondazione al Castello anch’esse sicuramente sottoutilizzate specie dopo la costruzione del nuovo teatro .
    Mi pare che l’attuale offerta superi abbondantemente la domanda anche per fare “cineforum”….

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