Daria Denti sindaco. Dopo tre anni iniziamo a fare un bilancio

Sono passati oramai tre anni dall’inizio della legislatura e dall’insediamento dell’amministrazione Denti. E’ dunque legittimo il tentativo di formulare un primo bilancio sulle cose fatte (non tante) e su quelle non fatte (assai di più). E’ quanto vorrei provare a fare in questo post. Dico subito che l’amministrazione Denti mi sembra assolutamente inadeguata a gestire questa fase difficile in cui servirebbe coraggio (che non c’é) e competenza (anche questa non c’é, basta guardare alla composizione della giunta – per una valutazione: vedi), ma questa non è una “posizione di principio”, bensì la conclusione argomentata di ripetute osservazioni sul suo operato. Proprio di recente Maurizio Ferrera ha ricordato il ruolo di controllore, di “cane da guardia” nei confronti della politica che deve essere esercitato dai mass media, dalla società civile e, “in ultima analisi dagli elettori” (pdf). Non è affatto un compito facile, specie in Italia, dove le istituzioni pubbliche sono opache, piuttosto che trasparenti, sulla loro performance e dove mancano “agenzie” terze impegnate nella valutazione delle politiche pubbliche. Però è un compito imprescindibile e come tale deve essere svolto. Indubbiamente il mio è solo un punto di vista (ed è un punto di vista critico). Altri potranno avere una diversa opinione. Personalmente confido che un dibattito serio, a cui partecipino posizioni differenti, costituisca un elemento di ricchezza e di apprendimento. Queste sono comunque le mie considerazioni.

Il parco di via di Mezzo secco, infestato da erbacce, con una dislocazione disfunzionale delle alberature. Doveva essere inaugurato il 30 giugno scorso (foto del 13 agosto 2012)

[1] Chi ha seguito con continuità i principali progetti dell’amministrazione Denti in questi tre anni difficilmente avrà maturato una valutazione positiva. Provo a riepilogare le questioni più evidenti in cui mi sono imbattuto da osservatore. Si era partiti con l’inaugurazione del nuovo asilo nido Barbapapà (era il 7 novembre 2009: vedi). Per l’intero primo anno scolastico (2009/2010) il giardino è risultato inutilizzabile, i bambini sono stati, di fatto, costretti dentro all’edificio (vedi)! L’area cortiliva, inoltre, è caratterizzata da una forte pendenza: invece di procedere ad un livellamento, il sindaco Denti ha preferito recintare la (piccola) porzione pianeggiante: un recinto nel recinto! Insomma, quello che doveva essere un nido di qualità ha evidenziato nell’area verde il suo punto più critico. Subito dopo è stato il turno di “via della partecipazione”: il percorso di “progettazione partecipata” per la sistemazione di via Barella e via Libertà (vedi). Affidata alla maldestra conduzione del vicesindaco Mauro Montanari è sembrata una “presa in giro” a molti partecipanti (vedi). Sta di fatto che l’indicazione di “salvare il più possibile gli alberi”, scaturita dal percorso partecipato, è stata disattesa per via Barella (tutti i 27 tigli sono stati abbattuti) e lo sarà anche per via Libertà (quando il cantiere prenderà il via, nel 2013, altri 25-27 alberi verranno abbattuti: vedi). Ma se l’esito è discutibile, le modalità sono state del tutto inaccettabili: ad una prima fase di partecipazione aperta, ne è seguita una “segreta”, in cui solo alcune associazioni di categoria sono state invitate e da cui è scaturito il progetto definitivo. Insomma, qualcuno … è più uguale degli altri! E’ quindi giunto l’annuncio della realizzazione di un nuovo parcheggio nelle … “basse” di Vignola (vedi). L’amministrazione Denti, che si era presentata in campagna elettorale con lo slogan “stop al consumo di territorio non compromesso”, si apprestava ad asfaltare un’area coltivata a ciliegi! Per non rischiare il ridicolo (e la mobilitazione di cittadini perplessi) il progetto è stato quindi abbandonato (vedi). Inadeguato è quindi risultato l’intervento di sistemazione dell’area della stazione ferroviaria (piano dei binari e palazzina passeggeri) che, certo, non era di competenza dell’amministrazione comunale (bensì di FER Srl), ma rispetto a cui l’amministrazione comunale non è stato interlocutore all’altezza per ottenere un intervento di qualità (e la città pagherà cara questa incapacità)! Assolutamente irrazionale è la collocazione della nuova sede AVIS, proposta dall’amministrazione Denti come se fosse l’unica opzione possibile, quando così non era (vedi). Dunque un “ottimo progetto, ma una pessima collocazione” (vedi). L’adesione al “patto dei sindaci” con i conseguenti impegni sul fronte del risparmio energetico e della promozione delle fonti energetiche rinnovabili (decisione certamente apprezzabile) si è però tradotta in un raffazzonato programma d’azione di cui è facile pronosticare che dovrà essere ampiamente rivisto al “tagliando” del primo biennio (vedi). Ultima la vicenda del Parco di via di Mezzo, il secondo parco vignolese per dimensioni (circa 9.500 mq), assunto agli onori della cronaca per la condizione disastrosa in cui si trova, mentre avrebbe dovuto essere inaugurato il 30 giugno scorso (vedi). Che cosa ci dicono questi episodi? Evidenziano tutti o un deficit di visione (un parcheggio al posto di cilegi?) o uno scarto fortissimo tra obiettivi condivisibili (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, realizzazione del Parco di via di Mezzo, ecc.) e capacità realizzativa. Insomma, anche quando impegnata su obiettivi condivisibili l’amministrazione Denti ha evidenziato tutta la sua fragilità sul piano della realizzazione. D’altro canto difficilmente poteva essere diversamente, visto che il primo elemento di fragilità si rileva proprio nella giunta (per un giudizio articolato: vedi). Sfido chiunque ad argomentare che questa squadra di assessori rappresenti capacità di alto profilo! Non è così e lo si vede in ogni occasione in cui c’é bisogno di “visione” e “capacità” politica.

Ecco le condizioni dell’area cortiliva dell’asilo nido Barbapapà il 7 maggio 2010. Il primo anno scolastico è oramai al termine ed il giardino è risultato inutilizzabile fino ad allora (foto del 7 maggio 2010)

[2] Alla stessa conclusione si giunge anche tramite un diverso percorso, valutando cioè non le (scarse) realizzazioni, ma le sfide che stanno davanti al governo locale. E dunque interrogandosi sull’acutezza della “visione” e l’efficacia delle politiche poste in essere per cogliere tale sfida e dunque accrescere le chances di questo territorio nella competizione con altre città e distretti. Le sfide sono indubbiamente più di una, ma al primo posto sta certamente quella di fronteggiare la crisi economica più grave da ottant’anni a questa parte (vedi). Prendere sul serio tale sfida significa accrescere la capacità di “investire” in quei programmi d’azione che possono “dare più futuro”, ad esempio promuovendo lo sviluppo di un’economia ad alta qualificazione e sostenibilità (economia della conoscenza, green economy, progetti di filiera corta, ecc.). Se su questo fronte non ci si vuole limitare ad azioni di valore simbolico (come fatto dall’amministrazione Denti) occorre compiere scelte coraggiose per una diversa allocazione delle risorse rispetto allo “storico” ed occorre la capacità di valorizzare maggiormente l’aggregazione degli enti locali di questo territorio, ovvero l’Unione Terre di Castelli. Ma su questo fronte non ci sono state novità di rilievo in questi ultimi 3 anni, in cui è prevalsa una sostanziale continuità con il modello di allocazione delle risorse tipico della situazione pre-crisi. La “politica dei piccoli tagli”, rinunciando a scelte vere, può forse aiutare a mantenere il consenso, ma comporta un prezzo non indifferente alla città tutta ed al territorio! Il mantenimento del progetto del “tecnopolo”, per quanto ridimensionato, è di certo positivo, ma è assolutamente insufficiente per imprimere una significativa spinta al cambiamento all’economia locale!

Area ex-distributore nei pressi dell’Ospedale di Vignola, tra via A.Plessi e viale G.Mazzini. Da tempo dovrebbe ospitare nuovi spazi per la sanità vignolese (ambulatori, CUP, ecc.). L’attesa si fa lunga.

[3] La seconda sfida che anche gli enti locali si trovano a fronteggiare è quella ambientale: promuovere nuovi comportamenti, nuovi stili di vita ambientalmente più sostenibili, spinti dalla consapevolezza che per contrastare i deleteri cambiamenti climatici siamo già in ritardo. Se non ci si fa ingannare da un PAES-specchietto per le allodole (vedi) risulta evidente che su questo fronte l’amministrazione Denti non ha fatto praticamente niente. Ma soprattutto ha rinunciato a giocare un vero ruolo di guida nei confronti della comunità locale. Al termine della legislatura sarà dunque agevole certificare che, rispetto ai comportamenti ambientali, quasi nulla è cambiato nella complessiva comunità vignolese (e quel po’ che cambia, cambia per dinamiche autonome: vedi, non certo su sollecitazione di un’amministrazione incapace di elaborare una visione articolata delle politiche ambientali).

Le condizioni degradate del centro storico di Vignola. Qui via Soli. Più del 50% dei residenti nel centro storico sono stranieri. Ci sarà un motivo? (foto del 19 marzo 2011)

[4] Economia e ambiente non sono certo gli unici fronti sfidanti per le amministrazioni comunali. Un terzo fronte, forse meno evidente, ma non meno rilevante, è quello del rapporto con i cittadini, da declinare in termini di maggiore “trasparenza” e di maggiore coinvolgimento e partecipazione alle decisioni più importanti per il futuro della città. Su questo fronte l’amministrazione Denti (che pure vede in giunta nientemeno che un “assessore alla trasparenza della PA”: vedi) non ha saputo produrre nulla di significativo! Qui ha esibito davvero un esplosivo mix di mancanza di visione (cosa fare) e mancanza di realizzazione (capacità di fare). La trasparenza è rimasto uno slogan vuoto, con una giunta incapace di tradurlo in servizi tangibili, in nuove “buone prassi”. Sulla partecipazione il quadro è, se possibile, ancora più deludente (vedi), visto che ad impegni solenni è seguita una pratica di piccole furberie (come nel caso di “Via della partecipazione”: vedi) o di schivamento del tema (esemplare è proprio la vicenda del Parco di via di Mezzo su cui l’amministrazione ha consapevolmente accantonato gli inviti al coinvolgimento di residenti e cittadini alla progettazione: vedi). E per quanto riguarda le velleità sul “nuovo modo” di fare politica è sufficiente qui ricordare il clamoroso caso della nomina del segretario dell’organizzazione giovanile del PD (unico titolo di merito) nel CdA dell’azienda locale di servizi alla persona (vedi). Segno del permanere di una commistione non accettabile tra interesse pubblico ed interesse di parte (di partito).

Si può fare “riqualificazione” del centro storico con fioriere come questa? (foto del 15 agosto 2012)

[5] Una menzione a parte merita lo “strumento” Unione Terre di Castelli. Anche su questo fronte non si registrano progressi sostanziali in questi ultimi 3 anni – con l’unica eccezione della gestione associata della polizia municipale, comunque già deliberata sul finire della precedente legislatura. Eppure se questo territorio ha una chances per superare meglio di altri territori la crisi economica e ambientale essa risiede proprio nella “capacità” amplificata di impostare politiche efficaci che può derivare dall’Unione Terre di Castelli. Economia, ambiente, politiche culturali, promozione del turismo, politiche giovanili – in nessuno di questi ambiti il consesso dei sindaci (a maggioranza PD) e la relativa maggioranza ha saputo realizzare avanzamenti significativi. L’Unione Terre di Castelli si è dunque sempre più materializzata in quell’ente burocratico di secondo livello stigmatizzato, a volte anche strumentalmente, dalle opposizioni (vedi). L’Unione, cioè, si è configurata più come il dispositivo per assorbire le tensioni derivate dalla sempre più difficile definizione e chiusura dei bilanci comunali, che come il luogo di elaborazione ed implementazione delle politiche a maggiore valore strategico (magari dopo un confronto acceso tra sindaci, consiglio, società civile). Ugualmente privo di “investimento” (in termini di elaborazione e realizzazioni) è risultato il tema della “governance“, che poi significa nulla di più (ma anche nulla di meno) della capacità di indirizzo, controllo e rendicontazione di quei servizi “esternalizzati” nel corso del tempo e spesso affidati ad “aziende pubbliche” oggi sempre più fuori controllo! Parliamo di servizi ambientali (acqua, rifiuti, energia, pulizia e spazzamento – oggi affidati ad HERA Spa), di trasporto (SETA-ATCM, TPER-FER), di marketing territoriale (Strada dei vini e dei sapori), ecc. Su questo fronte manca da tempo un’idea di riferimento per l’empowerment, nei confronti delle aziende sovracomunali (spesso anche di assai grandi dimensioni), sia degli enti locali, sia dei cittadini. Tutto ciò che l’amministrazione Denti ha saputo fare su questo fronte è stato l’assumere quell’atteggiamento un po’ schizofrenico per cui mentre afferma (a parole) di perseguire politiche evolute (es. sui rifiuti e sull’acqua), dall’altro (sul piano dei fatti) fa propria l’offerta dell’azienda gestrice – e non si capisce se in ciò si configura come “vittima” o come “complice”. Insomma “partito di lotta e di governo” (come fatto dalla Lega Nord nell’ultimo governo Berlusconi) – un atteggiamento che testimonia di una contraddizione non sanata (e non sanabile se non introducendo dosi massicce di trasparenza e di partecipazione nei meccanismi di governance).

L’apertura della pedemontana era finalizzata anche a togliere il traffico pesante dal centro di Vignola. Che però non è avvenuto (foto del 13 aprile 2011)

[6] Non è chiaro in che misura risulti evidente ai cittadini vignolesi l’importanza delle molte omissioni che caratterizza l’amministrazione Denti, della mancanza di decisioni che pure avrebbero un impatto rilevantissimo sulla città (pensiamo a quello della rivitalizzazione del centro storico od a quello della promozione di modelli alternativi di mobilità: la riduzione dell’uso dell’auto, la riorganizzazione della sosta, l’incremento dei parcheggi a servizio del centro, la promozione dell’uso della bici, la realizzazione di trasporto pubblico urbano con forme innovative, ecc.). Ma non c’é dubbio che dalla realizzazione o meno di politiche evolute dipendono le chances di sviluppo di questo territorio, nonché di qualità della vita dei suoi abitanti. Per questo è una discussione che sta bene fatta. Anche laddove le valutazioni fossero significativamente diverse dalle mie.

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10 Responses to Daria Denti sindaco. Dopo tre anni iniziamo a fare un bilancio

  1. Arch. Lanfranco Viola ha detto:

    Tutte le critiche riportate ( e documentate ) fanno parte di ogni Amministrazione Comunale ,che” normalmente” purtroppo si siede dopo essere stata eletta. Lavorare stanca. La cosa quindi non mi meraviglia più di tanto. Adesso però viviamo in Regione una EMERGENZA di tipo economico e senza voler fare una disamina della economia GLOBALE si impone fare qualche cosa per migliorare la situazione. Uno dei pochi settori IN CRESCITA è il Turismo,specialmente Straniero. Sviluppare l’INCOMING a Vignola come a Ferrara o Modena può contribuire a ri-mettere in moto l’economia ,ma sopratutto l’OCCUPAZIONE nel giro di qualche mese. Il riordino delle Provincie ha tolto a loro, ogni competenza sul Turismo ( fortunatamente ) ma nessuno ne parla.L’attività di supporto ( sic!) che svolgevano ,ritornerà in capo ai Comuni.Credo valga la pena di iniziare a parlarne.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Lanfranco, penso anch’io che molte amministrazioni soffrano un eccesso di “continuismo”. Paura di rivedere scelte compiute in passato. Stiamo vivendo la crisi economica più grande degli ultimi 80 anni ed è illusorio pensare di non uscirne trasformati. Occorre spingere sull’innovazione: istituzionale (semplificare un quadro con troppi soggetti: 8.100 comuni, 107 province, 20 regioni, un numero imprecisato di società partecipate, ecc.), economica (giuste le tue osservazioni sull’esigenza di valorizzare le bellezze del paese: cultura, monumenti, paesaggio, tipicità, ecc.), dei comportamenti (recupero di un po’ di sobrietà e stili di vita sostenibili). Serve dunque una classe politica di qualità: con capacità di visione e coraggio e determinazione. A Vignola non c’é. Prevale la mediocrità. Questi sono i veri costi della politica – a livello locale. Ho analizzato alcune delle realizzazioni dell’amministrazione Denti. Alcune di queste sono davvero sconfortanti. Avrei anche potuto aggiungere che le due opere più importanti attese per la legislatura – il “polo scolastico” ed il “polo della sicurezza” – non saranno portate a termine. La prima non vedrà neppure la luce, non vedrà l’inizio del cantiere. Della seconda potremo forse vedere la posa della prima pietra (nel piano delle opere triennale dell’Unione Terre di Castelli è programmata al 2014). Certo, ci sono difficoltà finanziarie ed i vincoli del patto di stabilità. Ma non sono questi i vincoli. Il principale è la mancanza di capacità, in tutta la giunta vignolese, di gestire progetti complessi. Comunque, la discussione è aperta.

  3. Ziva ha detto:

    se la discussione è aperta non si può dira altrettanto del comune che è chiuso ai cittadini. se non sbaglio è passato pochissimo tempo da quando sono stati spesi molti soldi per recuperare gli affreschi che ci sono all’interno della bellissima villa comunale. peccato che nessuno possa vederli ora……;)

  4. Arch. Lanfranco Viola ha detto:

    Ringrazio della risposta , dalla quale appare chiaro che i Problemi non risolti sono molti di più di quelli a cui hanno solo ipotizzato di mettere mano a Vignola come a Ferrara.Lo stile è lo stesso ovunque.” io speriamo che me la cavo .” Avevo richiamato la tua attenzione sul’Industria dell’Ospitalità ,in quanto DA SUBITO se ne possono trarre risorse economiche e POSTI DI LAVORO per aiutare i tuoi come i miei cittadini, ad andare avanti. Le Associazioni di Categoria PURTROPPO a Ferrara (ma credo anche a Vignola ) sono troppo immanicate con i vari “Poteri” per poter essere in grado di svolgere una efficace aziona di tutela e promozione del settore. Poichè da subito ho apprezzato “Amare Vignola ” come mezzo libero di diffusione delle informazioni,ti propongo di sostenere la nascita, anche nel tuo Comune, della Pro Loco Vignola, come primo nucleo di guerriglia Turistica, contro l’establishment ,che chiude tuo Castello in Agosto, per ferie. Rimango a tua disposizione per fornirti ogni informazione che potesse sere a te ed agli Operatori dell’Ospitalità della tua città.

  5. Luciano Credi ha detto:

    Ciao Andrea.

    Putroppo ho dovuto leggere questo articolo; dico purtroppo perchè mi ero promesso di non leggere più AmareVignola, per non distrarmi mentalmente dai miei gravosi impegni di ricerca… con discorsi di stampo europeo a cui faccio fatica a dare una progettualità pratica, malgrado siano cose discusse da me anche a Bruxelles… Inoltre ricordandomi della lunga militanza a sinistra con la Daria (anche se con sfumature diverse), per queste vacanze le ho spedito 2 cartoline dalla Svizzera, tendendole di nuovo la mano, sperando che nei prossimi due anni possa fare politiche culturali di stampo europeo. Purtroppo il giornalista Santachiara mi ha turbato da questo mio intento d’ESTRANIAMENTO dalla vita vignolese, inviandomi questo articolo per posta elettronica.

    Ho dimenticato di dire, “de tout façon”, che sinceramente ti ringrazio per tutta l’ospitalità che mi hai dato presso il tuo sito, e per la volontà di dialogo che tu Andrea mi hai sempre mostrato.

    Comunque credo che i discorsi politici vignolesi sono veramente complicati, e da parte di tutti non vi è la volonta di prendere come esempio l’insegnamento di Algide De Gasperi (la sua testardaggine lo portò a schierarsi anche a volte contro il vaticano, ed a causa di ciò non fu ricevuto dal papa, in occasione dei voti religiosi presi dalla figlia, oltre essere stato in galera come oppositore al fascismo).

    Come dice una trasmissione televisiva su Alcide De Gasperi, lui era una persona d’altri tempi; il suo più grande merito era quello di sapere mediare e d’ascoltare l’opinione degli altri.

    Inoltre per non passare continuamente come colui che va fuori discorso per non dire quello che pensa veramente, riporto il frutto della conversazione avuta con il cugino dell’onorevole Albertini, parroco d’Ospitaletto. Lui mi ha detto la politica è uno dei più nobili servizi che si possano rendere a Dio, ma la virtù sta sempre nella mediazione; e chi ha fatto per esempio attacchi vili che non hanno a che vedere con la critica politica, come è accaduto per esempio in facebook nel febbraio 2011, nei confronti della Daria Denti, agisce solo per fare del male al prossimo; pur rimanendo fermo il fatto che molte volte non sono d’accordo con questa amministrazione. La Daria da certe cose mi è apparsa segnata, anche perché certe calunnie inverosimili (che lei e Gozzoli hanno risposto giustamente con querela), sono violenza in generale sulle donne, quando si parla dell’amministrazione Denti, bisogna parlare anche di questi fatti gravi di cui il sindaco è stato vittima; per obiettività.

    Spero ora di dedicarmi per i prossimi mesi solo alla ricerca universitaria, e non voglio sapere altro almeno per i prossimi mesi su Vignola.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Luciano, innanzitutto ti faccio i migliori auguri per la tua attività di ricerca universitaria. Non c’è dubbio che meriti grande impegno. Per il resto posso solo dire che condivido la tua sottolineatura sulla inaccettabilità di attacchi personali, che però proprio i social network portano sempre più spesso alla luce. Personalmente ho comunque il rammarico di non essere ancora riuscito a raccontare l’episodio della busta con proiettile recapitato a Roberto Adani, allora sindaco, nell’ottobre 2006. Certo, allora AmareVignola non c’era ancora, ma ho vissuto da vicino quella vicenda e penso che meriti di essere raccontata. In quel caso si trattò non di un’offesa, ma di una minaccia, che tra l’altro, coinvolgeva tutta la famiglia, dunque ancora più odiosa. A volte chi ricopre cariche pubbliche deve affrontare anche episodi di questo genere. Il sostegno della comunità locale, la sua solidarietà e la fermezza con cui tali gesti sono condannati (allora molti cittadini vignolesi parteciparono ad una fiaccolata per esprimere la propria vicinanza al sindaco, indipendentemente dalle loro opinioni politiche – e fu una serata bellissima) sono un messaggio importantissimo. Senza il sostegno dei cittadini sarebbe impossibile sostenere “prove” del genere. Comunque, spero presto di potermene occupare come merita.

  6. Luciano Credi ha detto:

    Ciao Andrea,

    grazie!!!

  7. mauro soli ha detto:

    Vorrei solo fare una riflessione su quelle che penso siano le premesse che hanno portato a questo bilancio che Andrea fa in modo analitico e che lascia poco scampo: la debolezza della maggioranza nasce secondo me prima di tutto dai numeri delle elezioni del 2009 e che fanno amministrare Vignola dall’attuale maggioranza con il 30% del consenso degli elettori (6000 voti circa su 18000). Dopo il primo turno il futuro sindaco avrebbe dovuto a tutti i costi ottenere una alleanza con quella lista che aveva le premesse per essere una preziosa colonna di idee e energie – Vignola Cambia – ma che evidentemente non è riuscita. Ma anche Vignola Cambia credo abbia responsabilità in questo – per mancanza di strategia e concretezza forse. Non si è colto che non sarebbe stato utile per la città lasciare in quelle condizioni il PD da solo.
    Ma poi, viste come sono andate le cose, si sarebbe potuto provare ad avvicinarsi ai cittadini per almeno cogliere rumori e umori, attivare forme di partecipazione pubblica – consigli di quartiere per esempio – per ritrovare modalità e pratiche democratiche a un livello di base. Aprirsi.
    Perchè il rischio di governare senza consenso era molto alto. E il rischio di lasciare in mano a qualche tecnocrate l’iniziativa altrettanto.
    Rispetto al passato la struttura amministrativa locale mi sembra pure irrigidita e lontana: penso alla sede comunale in cui è diventato pure difficile entrare causa sportello unico, l’Unione TC che non viene ancora riconosciuta e che se riformata potrebbe finalmente sostituirsi ai vari paesi, servizi essenziali oramai consegnati a multinazionali del profitto (Hera)
    Con queste condizioni non aver avviato centri di ascolto è stato un grosso errore.
    Spero che nelle prossime elezioni si possa fare qualcosa di meglio e che prevalgano la buona volontà e la voglia di fare alle microstrategie di qualche partito o lista che sia.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Mauro, anch’io mi sono interrogato a più riprese sull’opportunità o meno di un “accordo di collaborazione” tra PD e Vignola Cambia. A parte che Vignola Cambia ha deciso in merito nel corso di un’assemblea pubblica in cui la maggior parte dei presenti hanno rigettato l’ipotesi. A parte che il sindaco Daria Denti ed il PD hanno smesso qualsiasi attenzione verso Vignola Cambia non appena formata la nuova giunta. Dopo è stata tutta una “presa in giro”:
      https://amarevignola.wordpress.com/2011/05/08/perche-fa-acqua-la-strategia-politica-enunciata-nel-2009-da-daria-denti/
      Comunque, facciamo l’ipotesi che nel 2009 Vignola Cambia avesse invece accettato di collaborare con il PD, magari entrando in giunta. Cosa sarebbe successo? Semplicemente questo: che UN assessore di Vignola Cambia si sarebbe trovato dentro, e dunque coinvolto, in quella che secondo me è la peggiore giunta vignolese degli ultimi 20-25 anni (prima non vado, non conoscendo a modo persone e politiche realizzate):
      https://amarevignola.wordpress.com/2010/12/20/il-pagellino-a-sindaco-ed-assessori-di-vignola/
      Ovviamente questo è il mio giudizio, ma chi mi conosce sa bene che se non lo pensassi davvero (e se non avessi gli elementi per pensarlo) non lo direi certamente. Invece questa è la conclusione a cui sono arrivato dopo aver osservato questa giunta, direi con una certa continuità. Insomma, mi sono fatto la convinzione che nel 2009, con questo sindaco e con questi accordi pre-elettorali, non ci fossero davvero le condizioni per collaborare ed al tempo stesso per fare bene. Nei primi tre anni di legislatura il PD si è atteggiato ad “autosufficiente”, forte dei suoi 11+1 consiglieri comunali. Ma, soprattutto, ha evidenziato un “deficit” di elaborazione politica, ovvero un’incapacità di mettere a fuoco i problemi veri della città e di mobilitare capacità per affrontarli. Poi, come giustamente dici tu, l’amministrazione si è chiusa in se stessa, incapace di “aprirsi” e di stare in mezzo alla gente (c’è tanto del nostro sindaco in tutto questo). Comunque, ora la sfida è al 2014. Non sarà facile, ma bisognerà davvero trovare il modo per “sparigliare le carte”. Mettendosi per davvero al servizio della città.

  8. Alberto Quarti ha detto:

    Sempre tenendo conto della Fondazione, mira mai smentita e da tutti ( proprio tutti) conosciuta.

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