Good news da di là dell’acqua. Due progetti innovativi a Savignano

Nelle news locali della settimana appena trascorsa ve ne sono due, certamente minori, che rappresentano una delle funzioni che la politica dovrebbe svolgere. Ma che sempre più spesso si rivela incapace di svolgere. Entrambe riguardano Savignano sul Panaro. Una concerne la decisione di chiudere alle auto il centro storico, l’area del borgo medioevale, nei fine settimana. Si tratta di una sperimentazione appena partita e che proseguirà fino a settembre. Ricalca, in un qualche modo, i T-days bolognesi. Tutte cose che a Vignola non vengono neppure prese in considerazione e di cui neppure si parla. Al “blocco degli interessi” (in primo luogo le associazioni di categoria e parte dei commercianti, decisamente contrari) corrisponde un “blocco del pensiero”. La seconda news riguarda un progetto di raccolta differenziata, limitata alle bottiglie in plastica, svolto dall’Istituto comprensivo di Savignano, con il supporto attivo dell’amministrazione comunale. Una sorta di “gioco a somma positiva” in cui tutti guadagnano (o quasi: ci rimette, in prospettiva, HERA, ma in fondo questa è un’azienda di servizi – se la comunità si auto-organizza e di servizi non ha bisogno dove sta il problema?). Poca cosa, lo riconosco. Progetti di limitate dimensioni. Nessun stravolgimento. Ma anche questi piccoli esempi di innovazione fanno apparire l’amministrazione comunale di Savignano come lungimirante ed innovatrice – se posta a confronto con quella vignolese, che a dispetto del simbolo politico è decisamente conservatrice. Conservatorismo “degli interessi”. A scapito del futuro della comunità tutta.

Il borgo antico di Savignano s.P. visto dalle colline retrostanti (foto del 15 marzo 2009)

[1] “Estate col borgo chiuso alle auto” – titola il Resto del Carlino di venerdì 13 luglio. Che temerari a Savignano! A Vignola un’operazione del genere non riescono neppure a pensarla, figurarsi realizzarla. Dalle 15 alle 23 il sabato, dalle 10 alle 23 la domenica, il borgo medioevale è chiuso alle auto. Non solo dei normali cittadini, ma anche a quelle dei residenti. Certo, per raggiungere questo obiettivo si è provveduto a mettere a disposizione dei residenti un po’ di parcheggi subito fuori dalla zona off limits. Sta tutto scritto nel manuale del bravo amministratore: prendere sul serio i problemi dei cittadini, ma ricercare soluzioni che guardano alla valorizzazione e tutela dei “beni collettivi”, quelli che altrimenti sarebbero sistematicamente trascurati. Poi è vero, a Savignano il borgo antico ha una funzione eminentemente residenziale, non commerciale. E di questo un analogo progetto vignolese dovrebbe tenere conto. Ma basta alzare, appunto, un po’ lo sguardo e riferirsi all’esperienza dei T-days bolognesi per trovare il riferimento di un progetto più ambizioso e complesso. Non certo una cosa banale e non priva di contestazioni. Anzi. Ancora oggi l’Ascom bolognese guida la rivolta dei commercianti più ostili. Eppure il progetto non è in discussione ed andrà avanti, seppur con revisioni più o meno estese dell’impostazione originaria. Non voglio neppure sostenere che la formula adottata – chiusura totale alle auto e ad ogni mezzo a motore (anche mezzi pubblici!) nel fine settimana – sia del tutto convincente. Ma il segnale è chiaro e la direzione è quella giusta. Più spazi alle persone, meno alle “carrozzerie”. D’altro canto è questa la motivazione esposta a mezzo stampa per il progetto savignanese, come precisa il sindaco Germano Caroli: “Durante tutta l’estate sono previste tante iniziative nel borgo, tra feste, concerti e cinema all’aperto. Senza auto questi eventi non potranno che guadagnarci, così come la bellezza del nostro borgo per chi verrà da fuori per visitarlo.” Bravo sindaco! E bravi i cittadini residenti che accettano qualche disagio in più pur di valorizzare il bel borgo medioevale!

La scuola dell’infanzia della frazione di Mulino. Una delle scuole partecipanti al progetto “Dea Minerva” (foto del 15 marzo 2009)

[2] Le scuole si autofinanziano con il riciclo della plastica – questo in sintesi il tema del secondo progetto. Seconda news. L’Istituto comprensivo di Savignano ha chiamato questo progetto “Dea Minerva” (qui il testo doc). 800 gli alunni coinvolti, di cinque scuole: due scuole dell’infanzia (G.Verdi e P.Puglisi), due scuole elementari (A.Crespellani e A.Frank) e la scuola media G.Graziosi. In cosa consiste il progetto? Presso ogni scuola verrà posizionata una macchina compattatrice in cui riversare la plastica conferita dalle famiglie degli alunni e dai normali cittadini. La plastica sminuzzata verrà quindi raccolta in appositi contenitori da svuotare una volta al mese e da conferire ad apposita azienda di riciclaggio. La raccolta “scolastica” farà diminuire la raccolta stradale gestita da HERA (si ipotizza una raccolta “scolastica” di 120 tonnellate annue e dunque una riduzione della raccolta stradale dalle attuali 150 a 30 tonnellate). Una parte del risparmio derivante dalla minor spesa per la gestione del servizio HERA verrà assegnato alle scuole per il finanziamento di attività didattiche (si stima circa 19.200 euro all’anno). Il tutto sarà condito con un adeguato percorso di “educazione ambientale” per gli alunni coinvolti e con meccanismi di incentivazione al conferimento (es. competizione tra scuole o altro) per alunni, genitori, cittadini. Altra cosa di rilievo viene coinvolta un’azienda del territorio, tra quelle più innovative: la Co.Ma.Ri. del Gruppo CMS di Marano. Insomma, un circuito virtuoso tramite cui vengono distribuiti significativi “benefici”: alla scuola in termini di finanziamenti ai propri progetti; alla comunità tutta incentivata a sviluppare le pratiche del riciclaggio; ad un’azienda del territorio che, remunerata (canone di noleggio dei compattatori), partecipa al progetto e può presentare all’esterno questa buona prassi di sostenibilità locale; all’ambiente in termini di incremento della raccolta differenziata (seppure limitatamente alla plastica). E l’amministrazione ha il merito di aver guidato un percorso virtuoso a beneficio della comunità e dunque di aver svolto al meglio una delle principali funzioni della politica (spesso, però, trascurata, preferendo la “coltivazione” degli interessi dei piccoli poteri forti locali).

Il municipio di Savignano con la fontana dedicata alla “venere” (foto del 6 marzo 2010)

[3] Due esempi di buona politica. Cose non eclatanti, se volete. Ma significative perché hanno a che fare con una politica che non si limita a gestire il consenso affidandosi alla “cura” di interessi ed opinioni consolidate (modo tipico di fare, invece, dell’amministrazione vignolese). Ma cerca invece di promuovere una trasformazione di opinioni ed interessi. E’ stato Giancarlo Bosetti un po’ di tempo fa su la Repubblica a ricordare questo aspetto: “la politica non è solo, e forse non è per niente, una tecnica di misurazione delle preferenze o degli interessi, ma – udite udite – essa consiste di altre più sottili e ardue capacità, quelle di trasformare le preferenze degli elettori e di spingerli persino a reinterpretare i loro propri interessi, riflettendoci sopra, fino a persuadersi ad accettare misure che sembrano contraddire nel breve termine sia le loro preferenze sia i loro interessi. La politica non è la stessa cosa dei sondaggi, ma un processo che prevede, in democrazia, l’evolvere dei giudizi attraverso la discussione e la riflessione. E – miracolo – le opinioni cambiano, evolvono, tengono conto e molto dell’interesse generale e del futuro, non solo, ottusamente, della propria bottega oggi. Ottuso è chi non se ne accorge” (pdf). Indubbiamente le due iniziative savignanesi intrattengono una relazione con questo modo di fare politica. Good news da di là dell’acqua, dunque.

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5 Responses to Good news da di là dell’acqua. Due progetti innovativi a Savignano

  1. zapata ha detto:

    La “news” che viene di là dall’acqua è interessante ma molto piccola. Per la Grande Vignola, insignificante. Mi stupisce che su questo blog non venga dato spazio alla Vignola Luna Park, forse il più grande divertimentificio (bordello secondo alcuni) sotto le stelle in un centro urbano, organizzato e gestito da privati col falso scopo di
    rendere vivo il centro.In effetti renderlo invivibile ai residenti.Ma i residenti sono una sottospecie di cittadino…si sa! Perchè eventi adatti a spazi di grandi dimensioni vengono ridotti in poche decine di metri quadri sotto le finestre dei residenti plaudenti. Ai quali si chiede scusa per il disturbo (che, tra feste di ogni genere dura quasi tutto l’anno). Ma, a parte l’evento rumoroso, che mette sotto i piedi qualsiasi regola sull’inquinamento acustico e la salute dei cittadini, che un comune e il suo sindaco dovrebbe far rispettare, davvero mi chiedo se con questo genere di eventi si stia rincorrendo la peggior televisione spazzatura e il suo pubblico.
    Forse Vignola mira a qualche primato? Meno cultura e più spazzatura? Fortunati quelli di là dall’acqua….
    ciao, zap

    adesso che è mezzanotte e venti, esco e vado a partecipare, si perchè la festa continua…allegria e un grazie sentito ai commercianti che hanno voluto regalarci tanta gioia e al comune che non si sa nemmeno se esiste….ah, dimenticavo…a quando un bel “grande fratello” o una isoletta dei famosi??

  2. Marco ha detto:

    Effettivamente hai ragione Zapata, fortunati quelli di la da l’acqua che alle 9 di sera per 345 giorni all’anno possono tranquillamente uscire di casa a contare le auto che passano in via claudia. Fortunatissimi! lo devo proprio dire.
    Non riesco invece a capire Vignola, strano che continuino incessantemente a organizzare eventi ed iniziative in centro..ma perchè non farlo nella zona artigianale, che di sera è così viva ed emozionante, strano che già dall’antica grecia i simposi si facessero nel centro della città, strano no?
    Comunque tu e tutta la tua razza di rompicoglioni ti meriteresti che da domani non ci fosse più nulla, zero, tabula rasa…forse allora apprezzeresti…

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      La policy di questo blog prevede la censura per chi usa l’ingiuria e l’offesa gratuita. Se non lo faccio stavolta è perché questa … è l’eccezione che conferma la regola. La città è il luogo dell’eterogeneità: delle funzioni, dei gruppi sociali, dei gusti individuali. E’ possibile rappresentare il proprio punto di vista e le proprie opinioni e preferenze in modo rispettoso, come invece Marco non fa (visto che parla di “razza di rompicoglioni”). Se l’obiettivo è il dialogo, il confronto, l’offesa è allora gratuita. Se l’obiettivo è un altro, questo non è il posto giusto per perseguirlo. Il tentativo di rivitalizzare il centro storico delle città innesca nuovi conflitti. A Vignola come a Bologna ed altrove. Ma forse non è solo questione della dicotomia “rivitalizzare sì”, “rivitalizzare no”. Probabilmente diverse categorie sociali e diverse persone sono portatrici di visioni diverse di ciò “che vale” e che si vorrebbe vedere nelle serate estive in centro storico (o centro urbano). Ci sono probabilmente categorie sociali per cui è sufficiente la ressa e dunque tutto ciò che porta alla concentrazione di gente va bene. Altre categorie sociali vorrebbero cose diverse, magari un po’ di “cultura”, anche nella versione della “cultura dell’effimero” (Renato Nicolini, ex-assessore romano docet), che poi, confrontando con l’offerta vignolese, così “effimero” non è. Diversi residenti, poi, chiedono un orario certo (nella notte) in cui poter dormire. Altri vorrebbero un po’ di riguardo anche per la dimensione estetica, insomma un po’ di attenzione al “bello” (qualsiasi cosa si intenda con tale espressione) – un fattore che scarseggia nell’”estate a Vignola”. Per non tenerla lunga, questa è una discussione che starebbe bene fatta, ma evidentemente qualcuno non è abituato a confrontarsi con chi la pensa diversamente. Ultima considerazione: il confronto con il simposio greco è decisamente un’azzardo. Servisse almeno per comprendere meglio l’antica civiltà greca sarebbe cosa utilissima. Per comprendere quanto siamo diversi “noi” e “loro” suggerisco sempre un bellissimo libro di Kenneth J.Dover, ma di recente ce lo ricorda (di evitare ingannevoli continuità) un libro altrettanto bello e proprio sul simposio: Maria Luisa Cantoni, Bere vino puro. Immagini del simposio, Feltrinelli, Milano, 2010:
      http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807104534/Bere_vino_puro/Maria_Luisa_Catoni.html

  3. zapata ha detto:

    Io credo che una seria discussione non potrebbe che far bene. Anche tra razze diverse!
    Può servire la grecia antica come renato nicolini, che trovo comunque azzardati portare come argomento per gli eventi vignolesi che hanno sopratutto sfondo commerciale.
    L’effimero dell’estate romana non è nemmeno lontanamente paragonabile al nostro caso, in quanto viene da un assessore alla cultura con un sindaco come Giulio Carlo Argan.
    A vignola non si vede nè l’assessore nè il sindaco.
    “La cultura esce dai luoghi tradizionali come i musei e i teatri e si diffonde nelle piazze”. Questo è l’effimero o “meraviglioso urbano”. C’è qualche assonanza con vignola?
    Di là dall’acqua non si contano soltanto le auto in transito sulla via claudia, ma anche tanti eventi non da “luna park”. Certo che, c’è chi vede solo il dito e non la luna….
    In quanto al rivitalizzare, il campo è aperto e molto ampio….
    Per quanto riguarda invece le “immissioni sonore” di alcuni eventi, diversi tribunali hanno riconosciuto che sono “potenzialmente lesive del diritto alla salute”. Insomma roba da razza “rompi”.
    Caro Marco, c’è un cartello in una strada di una città che dice : se ti piace far casino, fallo a casa tua!
    Io sono comunque per una seria discussione.
    ciao, zap

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Certo Zap, accostamenti azzardati, anzi temerari. Era solo per ricordare che c’é un mondo, c’é una storia (anche politico-amministrativa) anche oltre le “colonne d’Ercole” di Modena e Bologna, oltre la valle del Panaro. Il fatto vero è la mancanza di una “politica culturale” a Vignola. Su questo territorio l’unico che aveva una visione culturale era Roberto Alperoli, ex-sindaco di Castelnuovo Rangone (e ora assessore alla cultura del Comune di Modena). Un patrimonio “ideale” che il partito di maggioranza relativa, il PD, non è stato in grado né di diffondere (o moltiplicare), né di trasmettere. Ora nessuno sa cosa farsene di ciò che chiamiamo “cultura”, nessuno sa cosa farne per la città o il territorio. Insomma: AAA Assessore alla cultura cercasi. Per Vignola e per l’Unione Terre di Castelli. Lo pensa anche qualcuno nel PD, ma ovviamente sono pensieri che nessuno ha il coraggio di sussurrare, figurarsi esprimerli pubblicamente.

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