Parco di via di Mezzo. Una partenza … catastrofica.

L’inaugurazione era già fissata per sabato 30 giugno. Le lettere ai residenti nella zona già inviate. Poi è saltato tutto. L’amministrazione comunale ha fatto marcia indietro e rinuncia, per ora, all’inaugurazione del nuovo parco di via di Mezzo. Comprensibilmente. Visto che è in uno stato penoso! Il completamento dei lavori era stato annunciato a mezzo comunicato stampa il 10 maggio scorso: “nei prossimi giorni verranno conclusi i lavori al parco di via di Mezzo” (pdf). Cosa che però è avvenuta solo a giugno. Ma qualcosa è andato storto ed il parco si presenta già oggi del tutto inospitale. Il “prato fiorito” è in realtà una distesa di fiori secchi. E’ privo di giochi per bambini o anche solo di una fontanella ristoratrice! Le erbacce hanno infestato larga parte della superficie. E con la calura di questi giorni a cavallo tra giugno e luglio – complice l’anticiclone africano “Scipione” prima, “Caronte” poi – il parco è assolutamente inabitabile. Ed infatti la presenza umana si registra solo nelle ore serali, quando la morsa del caldo si allenta. Era tutto prevedibile, viste le caratteristiche del progetto. Ed in effetti era stato tutto previsto (vedi). I cittadini del quartiere guardano perplessi l’opera realizzata dal comune di Vignola, il secondo parco vignolese per grandezza! Comprensibile, visto questo disastro, che né l’assessore Scurani, né il sindaco Denti abbiano avuto il coraggio di tenere fede a quanto annunciato, inaugurandolo il 30 giugno!

Il “prato fiorito” presso il parco di via di Mezzo. Peccato che siano fiori … secchi! (foto del 3 luglio 2012)

L’avvio del parco di via di Mezzo è davvero stupefacente! Quello che doveva essere un intervento per “ricucire” un quartiere frastagliato offrendogli un’area di verde di qualità è divenuto un flop clamoroso. Più disastroso di così l’avvio non poteva essere! L’iter di progettazione del parco era stato avviato dall’amministrazione Adani sul finire della passata legislatura (vedi). L’amministrazione Denti ha completato l’iter progettuale riducendo fortemente la spesa complessiva (in parte inevitabilmente, per il venir meno di una parte degli oneri di urbanizzazione, ed in parte opportunamente, eliminando elementi oggi considerabili secondari), ma commettendo alcuni pacchiani errori, prontamente rilevati su questo blog (vedi) e pure comunicati all’assessore Mauro Scurani nel corso dell’unico incontro pubblico di discussione del progetto, promosso dall’amministrazione sotto il pungolo della lista di cittadini Vignola Cambia (vedi).

Il parco di via di Mezzo. L’inaugurazione era programmata per il 30 giugno (foto del 3 luglio 2012)

Il primo errore è stato quello di non ricercare il coinvolgimento dei residenti e dei cittadini vignolesi utilizzatori nel definirne il progetto (vedi), ad esempio specificando quali funzioni assegnare a questa area verde di 9.500 mq (il secondo parco più grande di Vignola dopo il Parco dei Nuovi Nati), quali “servizi” erano attesi dagli utenti e chi sono questi ultimi (famiglie con bambini, adolescenti, anziani, ecc.). Per una amministrazione che vorrebbe sbandierare la parola d’ordine “coinvolgimento dei cittadini” rimane una contraddizione inspiegabile. O meglio, spiegabile nei termini di una politica ridotta a puro marketing.

Il parco di via di Mezzo (foto del 3 luglio 2012)

Altri errori riguardano le caratteristiche del progetto:

  • la rinuncia a realizzare la vasca di raccolta dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione e dunque il ricorso all’acqua dell’acquedotto per irrigare un parco da 9.500 mq!
  • la troppo netta demarcazione dell’area boscata dall’area a prato (quest’ultima, dunque, priva di qualsiasi ombreggiamento) – una soluzione che rende invivibile questo parco (come quasi tutti i parchi vignolesi) nel periodo estivo, come puntualmente già si registra;
  • la completa rinuncia ad una dotazione minima di attrezzature e giochi. Non c’è neppure una fontanella per ristorare bambini ed anziani (l’avranno fatto per incrementare i consumi della vicina casa dell’acqua!);
  • nessuna preoccupazione per l’attivazione di un “dispositivo sociale” in grado di garantire o almeno di partecipare alle attività di monitoraggio, piccola manutenzione e cura del parco (cosa che si poteva agevolmente fare se solo si fosse coinvolto i cittadini nella progettazione).

Il “prato fiorito” (sic) nel parco di via di Mezzo (foto del 3 luglio 2012)

Eccoci dunque qua. La partenza disastrosa è sotto gli occhi di tutti (basta farci un giro in questi giorni). L’area a “prato fiorito” presenta una distesa di fiori secchi che ricorda le sterpaglie delle zone abbandonate dall’uomo. Le erbacce hanno infestato larga parte del parco. Gli alberi, da poco messi a dimora, non garantiranno ombra prima di dieci anni (in attesa si potrebbe magari installare un qualche equivalente funzionale: uno o più gazebo, vele o altro ancora – ma nulla di tutto ciò è stato contemplato). Già in questi giorni, con temperature che raggiungono i 38-39°C il parco si presenta pertanto assolutamente inospitale – ed in effetti le prime frequentazioni si registrano al calar della sera. Le zone “boscate” sono anch’esse del tutto inaccessibili, visto che erba ed arbusti sono alti quasi un metro. Mancano i cartelli con le opportune norme di comportamento (sono ammessi gli animali? si può girare in bici o giocare a pallone? fare un pic-nic?).

La penosa condizione del parco di via di Mezzo (foto del 3 luglio 2012)

Insomma l’area si presenta più come un incubo urbano che come un’area verde in grado di dare sollievo al quartiere. Viste le dimensioni e vista la spesa (più di 200mila euro) si tratta dunque di un “successo catastrofico” – per dirla con Paul Watzlawick. E dire che è dall’agosto 2011 che richiamiamo l’attenzione su problemi e rischi del progetto (vedi). E’ vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma qui si è già iniziato a buttar via soldi pubblici ed a creare inutili disservizi ai cittadini del nuovo quartiere. E’ l’amministrazione Denti, bellezza! Sapevatelo.

Il parco di via di Mezzo (foto del 3 luglio 2012)

PS L’inaugurazione del parco era stata fissata per il 30 giugno 2012. I residenti avevano già ricevuto una lettera informativa da parte dell’amministrazione comunale. Poi l’annullamento e lo spostamento a settembre. Questo fu il primo annuncio dell’assessore all’ambiente Mauro Scurani. Ma neppure a settembre e neppure nell’autunno 2012 il parco verrà inaugurato! Ora, secondo quanto riportato da Modena Qui del 9 settembre 2012, a p.15 (qui il pdf), l’inaugurazione è stata rinviata addirittura al 2013! Nel frattempo l’amministrazione proverà anche a ricercare un privato disponibile a garantire un po’ di animazione tramite un chiosco. Ma lo spostamento in avanti di un anno della fruibilità del parco significa comunque infliggere il danno di un anno di ritardo (in realtà assai di più vista la tormentata vicenda di quest’area) a residenti e cittadini. Ma questa è l’amministrazione Denti!|

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4 Responses to Parco di via di Mezzo. Una partenza … catastrofica.

  1. zapata ha detto:

    Partenza catastrofica! Esagerato Andrea Paltrinieri! Ed esagerata Vignola Cambia che fotocopia Paltrinieri. E’ una partenza italiana, bellezza! Perfettamente in linea con l’andazzo nazionale. Vedrai che il parco o meglio “l’area-corridoio” (Stefano C) verrà finito, inaugurato con taglio di nastro, torta, banda, discorsetto……e come siamo bravi e come siamo belli.
    Poi ciao parco, fino al prossimo post di Andrea Paltrinieri con foto di parco degradato di nuovo e nuova fotocopia. Mosaico di Covili docet!
    Ancora una volta i nostri amministratori sono scivolati in avanti e sarebbe giusto che qualcuno chiedesse scusa. Ma non succederà.
    Mi pare che entrare nel merito del progetto, come fa Paltrinieri e i fotocopisti, con aggiunte, modifiche, quasi tutte molto personali renderebbe ridicolo quanto realizzato ed umiliante per chi ci ha lavorato. La validità della partecipazione è tutta da dimostrare, specialmente in questo caso. Chi vuole la fontanina, rossa, verde o blu…come dev’essere? Una forse è poca, facciamone due. E la fila degli alberi, solo a destra o solo a sinistra, poi questi a me non piacciono….e perchè non piantare qualche ulivo, che è tanto fine, ci sono perfino davanti al Teatro! E i giochi dove li mettiamo? Perchè non il fitness? Certo che una piccola piscina non guasterebbe! Ah, l’ombra, dove la mettiamo l’ombra? E se io voglio prendere il sole come usa in tutta europa? Magari nudo! Come a Monaco, Berlino…
    E la vasca di raccolta dell’acqua piovana? Fighissima, non funzionerà ma fa tanto “eco”, magari con articolo sul Venerdi di Repubblica. Questi emiliani come sono bravi!
    E pensare che questo “parco-corridoio” cresce su una rete di canali di irrigazione, che forse per far posto alle case, sono stati chiusi. Ma questo “parco-corridoio” bisogna ricordare che cresce su centinaia di alberi da frutto, cilegi principalmente. Nemmeno uno salvato! Per fortuna che c’è il mosaico sconosciuto di Covili…..dove ci sono i ciliegi, le ciliegie e quella gente straordinaria che ancora le lavora.
    Io seguo attentamente questo blog e lo trovo estremamente stimolante, stimolante per chi vuole cambiare in meglio la vita di tutti. Spesso non mi trovo d’accordo ed è giusto così.
    E mi dispiace vedere sprecare energie su polemiche dove sarebbe sufficiente confrontarsi con continuità per trovare delle soluzioni soddisfacenti per tutti.
    All’assessore Scurani consiglierei di consultare Stefano Corazza con regolarità, perchè la serietà e la competenza non gli mancano….senza dimenticare Cesare Leonardi, che non ha bisogno di aggiunte. Potremmo avere dei parchi veri e non dei “zavagli”.
    Ciao, zap

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Zap! Replico a partire da un punto che mi sta particolarmente a cuore, quello della partecipazione. (1) Ovviamente non ci sono garanzie sulla qualità del progetto che esce da un percorso partecipativo. Nel senso che esso dipende dalle regole del “gioco partecipativo” e dalle caratteristiche dei “giocatori” e l’esito della combinazione tra questi due fattori non può essere definito a priori. Ma, come testimonia proprio il parco di via di Mezzo nell’attuale versione, sembra che non ci siano garanzie sulla qualità del progetto neppure se l’iter è non-partecipativo. Anche se, in genere, il coinvolgimento degli utenti offre informazioni utili per la progettazione. Comunque, ci sono altri due motivi per cui la progettazione “partecipata” è oggi imprescindibile. In primo luogo perché va considerata una sorta di diritto. Il diritto di partecipare a definire le caratteristiche dell’ambiente comune in cui vivo. Questo bisognerà iniziare a metterselo nella testa. Anche in quella di amministrazioni conservatrici come quella che abbiamo a Vignola. E’ un diritto. Punto. E se un po’ di gente esige quel diritto l’ente pubblico lo deve “implementare”. Tesi radicale, ma di cui sono sempre più convinto. Ma non è tutto. La progettazione partecipata è anche uno dei pochi dispositivi di innesco di una relazione di “appartenenza”, di “legame” tra i cittadini ed il parco in corso di realizzazione. Avendo partecipato alla progettazione, avendo l’amministrazione accolto alcune delle mie istanze sono portato a sentirmi un po’ più responsabile dei destini di quell’opera. Su un tale processo un’amministrazione intelligente proverebbe poi ad innestare percorsi di coinvolgimento dei residenti nella sorveglianza, nella cura, nella piccola manutenzione e nell’animazione del parco!
    (2) Ho comunque l’impressione che sarebbe stato difficile fare peggio di così. Facci un giro. Io ci sono stato il 3 luglio, come testimoniano le foto. Non ho mai visto una testimonianza così palese di incapacità. Perché l’inaugurazione del parco era stata fissata, non da me, ma dall’amministrazione comunale, per il 30 di giugno. Se uno ha in mente questo allora l’espressione “partenza catastrofica” è perfettamente adeguata. Perché non è solo il fatto che è andato storto qualcosa nella fase realizzativa (si è inceppato l’impianto di irrigazione?). Come vado dicendo da un anno (dall’agosto 2011), assieme ad un po’ di gente, anche residenti nel quartiere peraltro, ci sono vistose “falle” nel progetto. Che se venisse mantenuto così com’è porterebbe alla realizzazione di un parco assolutamente invivibile d’estate, come purtroppo la maggior parte dei parchi vignolesi. Tutte cose dette e ridette all’assessore Scurani. Che peraltro è persona che stimo – ma il far parte di questa amministrazione comunale, evidentemente, non gli giova. Su Carlino e Gazzetta di oggi Scurani prova a replicare (più corretto sarebbe dire prova ad arrampicarsi sugli specchi). Dice, ad esempio, che verranno messe “a giorni un gazebo e nuove piante”. Aggiunge: “appena possibile sistemeremo tutto il resto”. Ma come? L’inaugurazione doveva esserci il 30 giugno, hanno completato la piantumazione a fine aprile … e adesso scaravoltano ancora per mettere altri alberi ed un gazebo? E’ la testimonianza che si sono trovati costretti da questo ennesimo flop a riconoscere quello che in questi mesi hanno continuamente negato, ovvero che il progetto non regge. In effetti è stato costruito per sottrazione! Hanno preso il progetto vero, quello dell’epoca Adani, e per adattarlo alla minor disponibilità di risorse economiche hanno pensato di togliere elementi. Di sottrarre, invece che “ripensare”. Non è così che si fa! Ed in effetti oggi l’assessore riconosce che ci sono elementi, diversi da quelli del progetto originario, che invece vanno aggiunti: un gazebo, orti per anziani (dice che ci stanno pensando!), la promozione di un’associazione (idem, stanno pensando anche a quella … bontà loro), una “seria prevenzione” con telecamere (che erano già nel progetto originario, ma sono state tolte!). Intanto l’assessore Scurani “ci sta pensando”. E dire che tutte queste idee erano già state formulate un anno fa e gli erano state esposte in una riunione il 14 settembre 2011. Ma lui ci sta pensando. Bontà sua. Conclude: “Certo, bisogna dare il tempo all’erba e alle piante di crescere, ai fiori di seguire il loro ciclo naturale.” Ottimo, nessuno vuole disturbare il ciclo naturale dell’erba, delle piante e … dell’assessore. Basterà una legislatura per pensarci? Per chiarirsi quali elementi deve contenere il progetto del parco? Vogliamo dire forse ai cittadini che quest’estate il loro parco sarà arido e brullo, ma intanto l’assessore ci pensa (magari intensamente), visto che un anno non è bastato? A me sembra chiaro che c’è qualcosa che non va. Ma questa valutazione è oggi condivisa da tutti quelli che hanno visto questa “realizzazione”. (3) Il tema dell’impianto di irrigazione non è poi secondario. Così non va. Non si può pensare di irrigare alberi e prato in un parco di 9.500 mq con l’acqua dell’acquedotto. C’è il canale e va utilizzato. Andava anche collocata una vasca per l’acqua piovana (anche questa era già prevista nel progetto originario)! Ma se togliamo le “piazze”, l’anfiteatro, attrezzature e giochi più lussuosi … non possiamo però togliere gli elementi che danno qualità alla “struttura portante”. Quella che dovrà reggere almeno un paio di decenni (in cui, tra l’altro, ci aspettiamo effetti di riscaldamento atmosferico). Ultima cosa. La fontanella! Anche questa se la sono dimenticata! Facciamo in modo che quella che verrà messa (se mai verrà messa … visto che ci stanno pensando e sono pensieri … lunghi) sia una fontanella “a misura di bambino”, ovvero come quella del Re ranocchio al Parco dei sogni. Sarebbe un importante segno di attenzione per i bambini!
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/04/11/una-modesta-proposta-per-un-programma-elettorale-fontanelle-a-misura-di-bambino-in-ogni-parco/

  3. Maurizio Quartieri ha detto:

    Mi inserisco nella discussione e vorrei fare emergere un altro aspetto del verde pubblico sul quale ogni tanto rifletto: la sua gestione e manutenzione. Non mi riferisco tanto ai parchi storici o ai viali alberati, dotati di alberi che hanno parecchi anni sulle spalle, quanto piuttosto a quelli di recente realizzazione.
    Non basta piantare alberi per scalare posizioni nella classifica dei Comuni più verdi; troppo facile. Il difficile viene dopo, mantenerli, soprattutto se si affida la loro gestione e manutenzione a un tubo che eroga in automatico un po’ di acqua (e magari anche quando non serve) e a qualche taglio di potatura.
    Ricordo lo scorso anno la ristrutturazione con piantumazione di Via Barella (dove abito): alla fine dell’estate c’erano ben 10 alberelli morti (su circa 30 piantati se ricordo bene). Chi non ricorda l’estate torrida e soprattutto siccitosa del 2011, molto simile a quella attuale? Certamente la natura ha contribuito e contribuisce a mettere a dura prova gli alberi, soprattutto nei primi mesi (a volte anche anni) dopo il trapianto. Un po’ più di attenzione (e programmazione) da parte di chi si occupa della gestione e manutenzione del verde non guasterebbe, come fa l’agricoltore quando realizza un nuovo frutteto: la qualità delle piante ma anche la loro cura nell’anno di impianto sono fondamentali per la riuscita di un investimento che potrà durare anni.
    In sintesi, un po’ meno verde ma curato meglio, affinché sia veramente verde e fruibile dalla collettività!
    MQ

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Il Parco di via di Mezzo non è stato inaugurato il 30 giugno 2012 come inizialmente previsto (ma le lettere dell’amministrazione di invito ai residenti erano già state spedite). E non sarà neppure inaugurato a settembre, come annunciato a luglio dall’assessore all’ambiente Mauro Scurani. L’inaugurazione, invece, slitterà alla primavera 2013. Un ulteriore conferma della principale caratteristica dell’amministrazione Denti: l’incapacità! Facciano pur con comodo, lorsignori! Qui l’aggiornamento dato da Modena Qui del 9 settembre scorso:
    https://amarevignola.files.wordpress.com/2012/07/parco-via-di-mezzo_rilanciato-modena-qui-9set2012.pdf

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