1859. Dal territorio di Vignola nascono i nuovi comuni di Castelvetro, Marano e Savignano

1859 e 1860 sono anni di grande cambiamento dal punto di vista politico, ma anche amministrativo, in provincia di Modena (all’inizio del periodo parte del Ducato di Modena e Reggio). Ancora prima della fine della seconda guerra d’Indipendenza nella provincia modenese prendono avvio le procedure per l’annessione al Regno di Sardegna. Fra incertezze e tribolazioni – l’armistizio di Villafranca sembra rimettere tutto in discussione per quanto riguarda l’annessione del ducato di Modena e Reggio al Piemonte – si svolge un’intensa attività politico amministrativa con ben due elezioni nel volgere di pochi mesi (a Vignola il 18 settembre 1859 e poi il 12 febbraio 1860). Ma tra le due tornate elettorali si situa una importante novità amministrativa: il ridisegno delle amministrazioni locali intervenuto con decreto dittatoriale del 4 dicembre 1859 di Luigi Carlo Farini, dittatore delle provincie modenesi e parmensi e governatore delle Romagne (vedi). E’ a seguito di quel provvedimento che il territorio della comunità di Vignola viene scomposto, dando vita a nuovi comuni: oltre a Vignola anche Marano, Savignano e Castelvetro. Anche queste vicende storiche dovrebbero aiutarci a vedere l’assetto amministrativo non come un dato “naturale”, ma come uno strumento rispondente ad un progetto. Sono considerazioni che possono risultare utili nella discussione sulla fusione dei comuni anche nella Valle del Panaro.

Frontespizio del decreto dittatoriale del Farini del 4 dicembre 1859

[1] Poco dopo la battaglia di Magenta del 4 giugno 1859 il duca Francesco V, le sue truppe ed il presidio austriaco lasciano Modena. Il 14 giugno viene nominato Commissario provvisorio straordinario per la reggenza del potere cittadino l’avv. Luigi Zini, poi sostituito pochi giorni dopo, il 19 giugno, dal dott. Luigi Carlo Farini, nominato dal governo piemontese Governatore delle Province Modenesi. L’armistizio di Villafranca, l’11 luglio 1859, sembra rimettere in discussione l’annessione degli stati dell’Emilia e delle legazioni pontificie al regno sabaudo. Farini, non più governatore, riesce però a farsi designare “Dittatore” dai Municipi di Modena e Reggio, organizzando in seguito gli stati emiliani in un’entità nuova cui dà il nome di «Regie provincie dell’Emilia». La nuova entità vede la luce l’1 gennaio 1860. L’11 e 12 marzo 1860 si tengono quindi i plebisciti d’annessione al Regno di Sardegna. E’ in questo frangente, nel passaggio dai vecchi stati alle nuove “Regie province”, governato da un “dittatore” filo-sabaudo,  che ha luogo un importante ridisegno amministrativo che tocca anche il territorio di Vignola. Il passaggio si riflette anche nelle due tornate elettorali (vignolesi) citate. Nelle elezioni del 18 settembre 1859 si vota per il consiglio comunale “della circoscrizione di Vignola”, ovvero di un territorio che include i territori di Marano, Savignano e Castelvetro. I votanti sono complessivamente  225 (sic) ed i 20 consiglieri comunali eletti provengono dalle diverse località incluse nel territorio amministrativo (7 di Vignola, 3 di Castelvetro, 2 di Marano, 2 di Savignano, 2 di Solignano,  2 di Levizzano, 1 di Campiglio, 1 di Denzano). Il dott. Luca Antonio Tosi (uno degli eletti, con 115 voti – gli stessi che otterrà Alessandro Plessi) viene nominato “sindaco” con decreto del “dittatore” del 30 settembre 1859. Nelle elezioni del 12 febbraio 1860 lo spacchettamento del territorio è invece già avvenuto e le elezioni riguardano l’elezione del consiglio comunale di Vignola, con riferimento ai soli territori di Vignola e Campiglio. Gli abitanti sono 3.990, gli elettori iscritti 121 (il 3% dell’intera popolazione, minorenni inclusi), i votanti 60. Sono eletti come in precedenza 20 consiglieri comunali, essendo Vignola un comune con popolazione ricompresa tra 3.000 e 10.000 abitanti. Successivamente, il 10 marzo 1860, il governatore Farini nomina sindaco del comune di Vignola il dott. Alessandro Plessi.

Il municipio di Vignola, già Casino Tosi-Bellucci (foto del 2 aprile 2010)

[2] Il ridisegno delle unità amministrative del territorio modenese intervenuto a fine 1859 (ma con effetto dall’1 gennaio 1860, data di nascita dei nuovi comuni) non avviene in modo indolore. Il più vasto territorio di Vignola, così disegnato per ultimo nel 1814, viene suddiviso in 4 comuni: Vignola, Marano, Savignano e Castelvetro. Le nuove aggregazioni sono composte assemblando i territori di “parrocchie e frazioni dipendenti”. Il nuovo comune di Marano viene costituito assemblando le località di Marano (1.147 abitanti), Denzano (260), Villabianca (169), Ospitaletto (518), Festà (248), Riccò (587). Per un totale di 3.029 abitanti. Il nuovo comune di Castelvetro, invece, è costituito dal capoluogo (1.879), Solignano (684) e Levizzano (1.325), per un totale di 3.888 abitanti. Il nuovo comune di Savignano ha invece 1.333 abitanti (e sottrae a Vignola il territorio di Zenzano, antico presidio vignolese sulla sponda destra del Panaro). Il nuovo comune di Vignola, invece, rimane composto dal capoluogo (il centro abitato più importante della zona, con 3.240 abitanti) e da Campiglio (750). Il nuovo assetto amministrativo è fissato dal decreto dittatoriale del 4 dicembre 1859 del “dittatore” Farini (qui il pdf dell’atto originale, l’allegata tabella dei comuni è incompleta, riportando solo quelli modenesi). Il progetto della nuova circoscrizione comunale fu innanzitutto trasmessa al podestà di Vignola il 30 settembre 1859 “affinché venga sottoposta all’esame del nuovo Consiglio comunale nella prossima sua convocazione autunnale”. L’Intendente Generale di Modena, avv. Luigi Zini, nel trasmettere queste istruzioni al podestà di Vignola Tosi specificava pure: “La S.V. nel sottoporre al Consiglio il nuovo Piano gli farà conoscere tutta l’importanza del medesimo per l’interesse economico e morale delle popolazioni in specie di quelle delle borgate cui si vorrebbe restituire  l’Amministrazione comunale; (…) dovranno i sigg. consiglieri avere in vista tale interesse, più tosto che quello particolare del Comune” (Archivio Storico Comunale di Vignola, Filza 68, dall’anno 1836 al 1859). Nell’esame del progetto di riforma amministrativa, come ricorda Giuliano Grandi che alla vicenda ha dedicato un saggio su Gente di Panaro (n.12, 2010), “perplessità insorgono a Vignola sulla proposta delle nuove circoscrizioni comunali, soprattutto per i territori di Villabianca, da sempre unita attraverso Campiglio a Vignola, e di Zenzano che, pur separato dal fiume Panaro dalla sponda vignolese, da sempre gravita economicamente sul centro cittadino vignolese. Nonostante i dubbi espressi a Vignola, il decreto dittatoriale che determina le nuove circoscrizioni comunali manterrà per Vignola l’indicazione contenuta nel progetto originario”. Sempre Grandi ricorda che “il rettore della Parrocchia di Villabianca don Luigi Santi fa presente che la stessa è sempre stata unita a Vignola, ricorda gli stretti rapporti esistenti con Campiglio e fa voto che si possa mantenere il proficuo collegamento con il paese di pianura”: ASCVg, Filza 68, dall’anno 1836 al 1859).

Chiesa di San Michele Arcangelo a Campiglio con fortificazioni medioevali (foto dell’11 dicembre 2010)

[3] Il testo originario del decreto dittatoriale del Farini, del 4 dicembre 1859, è stato digitalizzato nell’ambito di un programma promosso da Google ed oggi è disponibile in rete (fa parte di una raccolta officiale delle leggi e dei decreti, dal 9 novembre al 31 dicembre 1859: vedi). Questa facilità di accesso consente di conoscere l’atto principale della riforma amministrativa intervenuta nel dicembre 1859 che, ovviamente, non ha riguardato solo il territorio vignolese, ma le intere province sottoposte al “dittatore” Farini. Uno dei motivi di interesse della vicenda è che consente di prendere consapevolezza del fatto che in quell’occasione furono ridisegnati i confini di molti comuni e fu l’occasione per farne nascere di nuovi. Con quel decreto, nel territorio della media valle del Panaro, vennero istituiti i comuni di Savignano, Marano, Castelvetro. L’assetto amministrativo che oggi conosciamo non è dunque un dato “naturale” e non è neppure un lascito del medioevo o della prima età moderna. Insomma, non si va indietro molto nel tempo. Le vicende amministrative, ovviamente, hanno una storia più lunga, ma il momento decisivo, quello che ha fissato i caratteri che oggi noi conosciamo e troviamo “naturali”, è di certo questo passaggio all’epoca della formazione dello stato unitario. Recuperare consapevolezza storica delle nostre vicende amministrative può aiutarci ad affrontare meglio una discussione, quella in merito alla “fusione dei comuni”, che sul nostro territorio non ha ancora trovato giusti argomenti, vuoi a sostegno dell’una o dell’altra tesi (vedi).

Nota
Le vicende locali della transizione dal ducato al nuovo Regno d’Italia sono descritte in Giuliano Grandi, “Il Comune di Vignola nella transizione tra Ducato Austro Estense e Regno di Sardegna 1859-1860”, Gente di Panaro, n.12, 2010, pp.5-30.
Il decreto del Dittatore delle provincie modenesi e parmensi, Governatore delle Romagne Carlo Luigi Farini del 4 dicembre 1859 è estratto dalla Raccolta officiale delle leggi e dei decreti, dal 9 novembre al 31 dicembre 1859, digitalizzata da Google (vedi).

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One Response to 1859. Dal territorio di Vignola nascono i nuovi comuni di Castelvetro, Marano e Savignano

  1. cantacann ha detto:

    Molto interessante rileggere questo documento.

    Si rivela un’arma a doppio taglio, specie dopo il rinnovamento della Lega Nord, poichè così come 150 anni fa non esistevano i Comuni di Castelvetro, Marano, Savignano, non esisteva nemmeno l’Italia.

    In questi termini anche l’argomentazione a favore della Padania libera (non sto dicendo che sono a favore), o della Toscana e delle Repubblica guadagnano terreno.

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