Bilancio di missione 2011 del comune di Vignola. Ancora non ci siamo

Amministrare una città come Vignola è faccenda complessa. Non è facile darne una rappresentazione complessiva e far capire, anno dopo anno, se gli obiettivi principali che l’amministrazione si è data sono stati raggiunti (o si stanno approssimando) oppure no. Per fare ciò servono strumenti di rendicontazione sofisticati, ovvero articolati in più aree ed item, basati su dati oggettivi, con una struttura (o indice) predefinito, magari con confronti con realtà analoghe. Uno di questi strumenti dovrebbe essere il “bilancio di missione” che per questo è previsto, come adempimento a carico della giunta, nello Statuto del comune di Vignola (vedi). Peccato che l’amministrazione comunale non prenda sul serio il compito di rendicontare la propria attività ed il raggiungimento degli obiettivi assunti in sede di bilancio di previsione e di specifici programmi. Succede dunque che il bilancio di missione del comune di Vignola, giunto quest’anno alla seconda edizione, rimanga un documento che affastella dati e testi (con eccesso di verbosità) uno sull’altro, senza la dovuta sistematicità, senza un confronto vero con gli obiettivi assunti, senza capacità di offrire un apparato analitico che consenta di abbozzare una risposta al quesito: “dove” o “come” sta andando questa città?

Uno scuolabus in servizio (foto del 13 aprile 2011). Il bilancio di missione non dice nulla sul servizio di trasporto scolastico per la scuola dell’infanzia e sui suoi utenti. Esiste ancora il servizio?

[1] Nel commentare il bilancio di missione 2010 del comune di Vignola (prima edizione) ho svolto tre considerazioni critiche (vedi): (1) un metodo inadeguato di progettazione del documento e di “validazione” della sua struttura, indicatori, ecc.; (2) una bassa qualità dei dati, riflesso di un deficit di progettazione; (3) mancanza di “intelligenza politica”, ovvero dell’impegno a rappresentare i temi più cruciali di questa fase storica: la crisi economica ed il suo impatto sul tessuto produttivo ed il mercato del lavoro locale; lo stato del territorio dopo un processo spinto di urbanizzazione e sprawl urbano; la situazione dell’ambiente, tramite i principali indicatori ambientali, e le tendenze in atto riguardo a comportamenti e stili di vita (es. consumi energetici, raccolta differenziata, mobilità sostenibile, ecc.). Sono osservazioni che rimangono tuttora valide anche per l’edizione 2011 che non ha risolto nessuna delle manchevolezze già evidenziata dalla prima edizione (ma allora poteva avere l’attenuante della prima edizione!). Insomma, un “compitino” svolto senza grande impegno e senza grandi capacità (innanzitutto di visione politica sulla rilevanza del documento e quindi di organizzazione del lavoro). L’assessore competente, Romina Bertoni, non è riuscita ad infondere un po’ di vita ad un documento che risulta dunque inadeguato dal punto di vista dei dati e statistico ed anche “afasico” rispetto ai principali “nodi” della città od ai “programmi” che l’amministrazione intenderebbe realizzare. Plausibile, dunque, che praticamente nessuno si senta attratto da un tale documento. Plausibile che ciascuno rinunci a leggere le 96 pagine che lo compongono. Sono convinto, anzi, che neppure tutti i componenti della giunta l’abbiano letto dalla prima all’ultima pagina!

Nessuna informazione, nel bilancio di missione 2011, sugli utilizzatori dei mezzi pubblici: su bus e treno (ma anche sulle auto circolanti ed il loro contributo all’inquinamento dell’aria) non c’è un dato! (foto dell’8 giugno 2011)

[2] Proviamo a dire qualcosa riguardo ai contenuti. Si dovrebbe partire da un indice (che però non c’è!). Comunque, il documento è diviso in 9 sezioni: (1) l’identità (del territorio) (pp.6-23); (2) gli organi di governo (pp.24-29); (3) l’organizzazione (pp.30-35); (4) il patrimonio (p.36); (5) le risorse (pp.36-40). A questa prima sezione “introduttiva” segue quella che dovrebbe essere la rendicontazione vera e propria dei programmi dell’amministrazione: (6.1) la città delle persone: sociale, politiche abitative, servizi sanitari (la parte meglio organizzata – pp.46-60 – essendo i materiali distrettuali per il “bilancio di missione” dell’Azienda USL di Modena), cultura, politiche giovanili, politiche interculturali, sicurezza, sport, cimitero (pp.41-77); (6.2) sostenibilità ambientale e mobilità: ambiente, verde pubblico, mobilità (pp.78-83); (6.3) partecipazione e trasparenza (pp.84-86); (6.4) sviluppo integrato del territorio: pubblica istruzione, sviluppo agricolo, economia, promozione turistica (pp.87-94); (6.5) Efficienza amministrativa e valorizzazione risorse (pp.95-96). Ci sono sezioni da 20-30 pagine ed altre da 2, segno che la struttura è squilibrata ed avrebbe bisogno di una revisione. Ma si tratta ancora di problemi minori. Il fatto è che ci sono molti dati (qualcuno anche interessante), ma anche molti “buchi”! Ad esempio non c’è una parola sulla riorganizzazione del servizio sociale professionale (trasferimento dall’ASP G.Gasparini all’Unione Terre di Castelli) – un’operazione che era stata motivata con l’intento di migliorare il servizio. Pur essendo una delle realizzazioni più consistenti del 2010 e 2011 non c’è un solo dato che dica se il servizio è effettivamente migliorato oppure no (per una critica: vedi). Neppure una parola anche sui servizi sociali per gli anziani, che pure sono uno dei pezzi più importanti del welfare locale! Su liste d’attesa per l’accesso in casa protetta, su assistenza domiciliare, assistenza economica agli anziani non c’è una sola parola! Non una parola sul “forum dei cittadini stranieri” – una delle poche realizzazioni in tema di politiche di integrazione degli stranieri della legislatura 2004-2009, oggi miseramente abbandonato! Non un dato sull’attività degli sportelli dei “centri stranieri” (a Vignola ubicato in piazza Carducci)! Nessun dato sui reati denunciati sul territorio! Nessun dato sull’inquinamento dell’aria (vedi)! Nessun dato sul “consumo di territorio non compromesso” che pure avanza (presto si vedranno i nuovi insediamenti abitativi nell’Impresa Mancini, un’area che avrebbe dovuto essere massimamente tutelata e che invece risulterà sconvolta)! Nessun dato sul traffico automobilistico e sull’impatto della Pedemontana inaugurata nel febbraio 2009 – vedi – e che avrebbe dovuto alleggerire di traffico il centro di Vignola, cosa che non è praticamente avvenuta! E così via. Insomma, molti fenomeni importanti per lo “sviluppo” della città non sono affatto rendicontati. E le sezioni rendicontate lo sono in modo assolutamente “burocratico”, senza alcun impegno interpretativo o di valutazione dell’impatto delle politiche dell’ente locale. Anche sulla sbandieratissima “ciliegia moretta” non c’è un dato che faccia capire se tutto questo can-can di marketing abbia qualche chances di produrre un risultato minimamente tangibile oppure no. Che il bilancio di missione del comune di Vignola sia impostato in questo modo non è però un caso. E’ invece la conseguenza di una “cultura politica” spaventosamente misera e che rifugge ogni momento di vera trasparenza e rendicontazione! L’incapacità di rendicontare e di rendere leggibile l’effetto delle politiche dell’ente locale sulla città fa semplicemente il paio con l’incapacità di progettare e poi realizzare politiche ambiziose per dare più futuro a questa città ed ai suoi abitanti. Tutto si tiene.

La traversa in alveo nel fiume Panaro, a valle del ponte Muratori (foto del 12 novembre 2011). Nel bilancio di missione 2011 nessuna informazione sullo stato del fiume, sulle baracche lungo il percorso sole, sul famigerato “contratto di fiume”!

[3] L’assessore Romina Bertoni ha dimostrato anche stavolta di non essere in grado di produrre un documento di rendicontazione minimamente dignitoso. Non c’è motivo per sperare che la terza edizione (quella riferita all’anno 2012) possa superare i vistosi limiti delle prime due, se non si cambia la “cabina di regia”. Sarebbe ora, infatti, che il consiglio comunale avocasse a sé il compito che gli è proprio: di primo committente dell’operato della giunta, a cui, dunque, è in primo luogo destinato questo documento di rendicontazione. Occorre infatti che annualmente il consiglio comunale definisca, in sede di bilancio di previsione ed in modo coerente con l’allocazione delle risorse, gli obiettivi prioritari su cui chiamare la giunta alla rendicontazione. Ed ugualmente deve essere il consiglio comunale che “valida” una proposta di struttura (o di indice) del documento, specificando aree tematiche, indicatori, intervalli temporali da contemplare. Magari coinvolgendo gli stakeholder (associazioni di categoria, imprenditori, organizzazioni sindacali ed anche realtà associative), ma sempre nell’ambito di un “gruppo di lavoro” in cui mantiene una sua centralità. Questo almeno dice la legge che assegna, appunto, al consiglio comunale le funzioni di indirizzo e controllo nei confronti della giunta e dell’amministrazione. Ecco, bisognerebbe che il consiglio comunale lavorasse un po’ per riappropriarsi di queste sue funzioni. Il bilancio di missione può essere un utile punto di partenza.

Nota Qui il testo del Bilancio di missione 2011 del comune di Vignola: pdf.

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