Sega e sega … in via Portello, di Stefano Corazza

La sega continua a imperversare per Vignola. In attesa dei preannunciati tagli-ai-tigli di Via Libertà (vedi) da pochi giorni è stato “eliminato” un gigantesco sambuco in Via Portello di fronte all’ingresso  della piscina. Le sue dimensioni e la sua vetustà (era lì probabilmente da non meno di 40 anni!) possono essere intuite da quelle della ceppaia che ho fotografato. Assieme a lui sono stati tagliati diversi altri arbusti e alberelli che crescevano su una ripida piccola sponda  a fianco della strada contribuendo peraltro alla sua stabilità.

La ceppaia del sambuco segato in via Portello (foto del 12 giugno 2012)

Dico subito che poiché abito nelle vicinanze vedevo spesso e amavo quel sambuco monumentale che forniva a quella strada, resa “deserto” rovente da auto parcheggiate e da altri interventi di taglio in anni recenti nell’area di sponda sotto al “mostro” Marmi, una grande ombra e soprattutto, quest’anno come sempre, un meraviglioso e fresco profumo di primavera con la sua abbondante fioritura e un ricovero e bacche a cince e pettirossi. La considero perciò non solo una perdita personale, ma anche di tutta la comunità ed in special modo di quella parte che apprezza natura e bellezza.

Segni del passaggio del motosega in via Portello (foto del 12 giugno 2012)

Mi sono domandato chi poteva avere effettuato quei tagli e perché. Ho formulato tre ipotesi e sarebbe bello se qualcuno che leggesse questo blog  potesse dirmi se una di esse ha colto nel segno o se esista una motivazione con qualche maggiore consistenza e fondamento di quelle che con la mia poca fantasia ho esaminato.

  • E’ stato il Comune: per “garantire sicurezza” al transito automobilistico e/o per rendere più agevole un ulteriore posto di parcheggio (ma qui non è neppure segnato un posto macchina) e/o per fare pulizia (si ricordi quanto è successo nei pressi del sottopasso pedonale sotto la Rocca)?
  • E’ stata Hera: per facilitare il transito del camion che svuota i cassonetti della raccolta rifiuti differenziata qui ricollocati (dal Parcheggio in fondo alla discesa in cui si trovavano)  a meno di 50 metri da  altri cassonetti (a loro volta ricollocati più distanti dagli abituali utilizzatori)?
  • La terza ipotesi è per la verità ancora più vaga e si basa sul fatto che l’esempio ripetuto della sega comunale possa innescare fenomeni di emulazione nei singoli privati  che armati di una bella e rapida sega a motore si improvvisino “pulitori”.  Non sarebbe  comunque più grave la colpa del privato  rispetto a quella della istituzione dato che sia i privati che Hera dovrebbero sottostare ad autorizzazioni e controlli del Comune e che il Comune stesso non può permettersi di continuare ad agire sulla base di istanze tanto settoriali quanto conflittuali con una valutazione sistemica del verde presente in città.

Ringrazio in anticipo chi darà soluzione al mio dilemma.
Stefano Corazza

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7 Responses to Sega e sega … in via Portello, di Stefano Corazza

  1. GB ha detto:

    Approfitto di questo articolo per dire una cosa che mi gira in testa da molto tempo.
    Faccio una premessa. Mi piace questo blog…ogni tanto lo frequento…le notizie sono curate ed argomentate. Io non ho molto tempo libero e sono contento che ci siano persone che dedicano tempo e forze ad analizzare problemi e notizie della nostra amata Vignola!
    Detto questo voglio andare contro corrente…IO DELLA STORIA DEGLI ALBERI NON NE POSSO PIU’…non parlo di questo caso ma in generale…tutte le volte che si taglia un albero succede la fine del mondo! Mi chiedo se sono davvero questi i problemi a cui dedicare tempo ed energia…il paese è pieno di problemi molto più importanti sia di tipo economico che sociale! Il periodo è di forte crisi economica, i negozi del centro chiudono, le imprese sono in difficoltà, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese e noi ci interroghiamo sul sambuco in via del Portello.
    Davvero non capisco!
    Ragazzi gli alberi ricrescono…hanno un loro ciclo di vita…si coltivano e si sfruttano anche come materia prima e rinnovabile.
    Se si tagliano ne possiamo sempre ripiantare altri.
    Guardate come si circola in via della pace…via libertà e viale vittorio veneto con macchine parcheggiate da tutti i lati, enormi bus che passano a una velocità improponibile e gente che gira al centro della strada perchè i marciapiedi sono rovinati dalle radici degli alberi! E’ molto pericoloso, ripeto, è molto pericoloso! Cosa facciamo? teniamo gli alberi a prescindere o possiamo pensare a strade più sicure anche se con qualche albero in meno?
    Mi dispiace ma davvero non capisco questa difesa incondizionata degli alberi…sembra una di quelle cose un po’ ipocrite per sentirsi tutti più buoni! E la sicurezza delle strade?…bene adottare gli alberi ma chi adotta e difende l’anziano che inciampa sui marciapiedi dissestati o la signora traballante in bici lungo viale vittorio veneto con un bus che le sfreccia vicino?
    Scusatemi ma non riesco a capire…I problemi sono altri!

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao GB, innanzitutto grazie per aver espresso il tuo dissenso. Provo a dire qualcosa in merito. (1) Via Libertà, via della Pace, viale Vittorio Veneto. Io, Stefano ed altri siamo convinti che occorra intervenire per sistemarle, rendendole così finalmente sicure per i pedoni (incluse mamme e papà con carrozzine e passeggini; inclusi disabili in carrozzina), ma che sia possibile farlo senza dover abbattere gli alberi. Per questo abbiamo partecipato al percorso di “progettazione partecipata” su via Libertà dando il nostro contributo in tal senso. Tra l’altro condiviso dalla maggior parte dei cittadini e riconosciuto come fattibile dai progettisti. Convinta che ciò sia fattibile la lista di cittadini Vignola Cambia sta proponendo un intervento “leggero” di sistemazione di via Libertà, così da rispondere finalmente alle giuste esigenze dei cittadini senza spendere una fortuna (dunque riuscendo finalmente a realizzare l’intervento per intero). Rispetto a questa impostazione l’amministrazione comunale ha fatto scelte diverse, ad esempio in via Barella. Personalmente ritengo che occorra fare il possibile per salvare il patrimonio verde della città. Quando non è possibile, ad esempio per via di alberi compromessi o ammalati, è giusto procedere a sostituzioni. Ho in parte anche opinioni diverse rispetto a Stefano. Ritengo infatti che per interventi di riqualificazione e “recupero estetico” possa essere opportuno sacrificare qualche albero. Io, ad esempio, vedrei bene un intervento di recupero della visuale sulla Rocca di Vignola, anche abbattendo ulteriori alberi:
    https://amarevignola.wordpress.com/2010/10/10/riqualificare-gli-spazi-attorno-alla-rocca-di-vignola-una-modesta-proposta5/
    Non è dunque una difesa assoluta, quella del verde. E’ piuttosto il riconoscimento della sua importanza per la qualità della vita in città. E’ bene comunque ricordare che proprio Vignola Cambia, in campagna elettorale, ha sollevato con forza il tema della condizione dei marciapiedi vignolesi con un video realizzato grazie ad Enzo Cavani:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/19/vignola-citta-europea-anche-per-i-disabili/
    (2) Siamo tutti consapevoli del fatto che i problemi sono tanti, ed oggi pure drammatici (crisi economica, terremoto). Ma uno dei nostri problemi è anche un rapporto diciamo un po’ “disinvolto” con l’ambiente. Urge una correzione di rotta altrimenti a noi e, soprattutto, alle più giovani generazioni la terra presenterà il conto. Oggi l’effetto serra avanza e tutti si attendono una crescita della temperatura media del pianeta di qualche grado al 2050. Con effetti disastrosi. Per fare questo servono tante cose, ma una di queste (necessaria) è un cambiamento dei nostri stili di vita. Meno, molto meno consumo di combustibili fossili e più “sobrietà” e “sostenibilità”. In tutto ciò sta anche una maggiore attenzione al nostro patrimonio verde. La nostra cultura è ancora improntata alla convinzione che potremo “recuperare” più avanti, magari confidando nell’innovazione tecnologica. Forse invece è opportuno riconoscere che occorre cambiare qui ed ora. Che tocca già a noi. Ed uno di questi ingredienti è riconoscere la fragilità dell’ambiente ed iniziare a tutelarlo con maggiore convinzione. Io non scrivo di alberi e loro difesa – non ne ho le competenze. Stefano Corazza, invece, lo fa volentieri, evidentemente anche per una questione di sensibilità personale. Io però pubblico volentieri questo suo “bollettino di guerra” perché mi rendo conto che ancora per troppi cittadini gli alberi sono un impiccio (io l’ho toccato con mano nelle accese discussioni su via Barella e via Libertà) e comunque possono essere abbattuti senza troppi scrupoli. Qualche scrupolo è bene invece porselo. Così come sarebbe bene cercare di capire quale contributo danno alla qualità della vita in città. E pure sarebbe importante riconoscere che l’abbattimento di un albero “adulto” non può facilmente essere compensato (nonostante in alcune occasioni non si possa che procedere così). In ogni caso sarebbe una buona cosa redigere annualmente un “bilancio verde” della città. Ci aiuterebbe tutti ad apprezzare meglio l’importanza di questo patrimonio. Tollero dunque la ripetizione del tema, confidando che anche ciò possa aiutare a mettere meglio a fuoco la posta in gioco. Che, come ci ricorda Marcovaldo di Italo Calvino, siamo noi:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/11/29/marcovaldo-di-italo-calvino-riflessioni-sulla-natura-nella-citta/

  3. stefano corazza ha detto:

    Ringrazio Andrea Paltrinieri perché “tollera” la presenza degli alberi sul suo blog da me ripetutamente proposta. Andrea tollera meno gli alberi sotto la Rocca e tollera di più la presenza di tende e baracche nello stesso posto, ma del mio dissenso con lui su questi temi ne faccio oggetto di conversazioni e mail esclusivamente personali.
    Quanto alla ripetitività del tema degli alberi da me proposto lo faccio perché penso ( e non certamente da solo, basta conoscere minimamente alcune strategie europee come quella per la biodiversità o quella per l’ambiente urbano o l’iniziativa per le green infrastructures, etc.) che dalla loro presenza (sono organismi viventi che esplicano funzioni multiple, non solo “legna da ardere”) derivi gran parte della qualità della vita anche in una piccola città come Vignola.
    Quanto alla mia insofferenza per “i problemi sono altri” e la conseguente mia sbrigativa replica deriva dal fatto che (l’ho già accennato su questo blog) la ricorrenza di questa “obiezione”(?) è stata sistematica (anche se controversa, dato che ho ottenuto invece anche ampio sostegno) ogni volta che ho introdotto un argomento diverso: dalla difficoltà della mobilità dei disabili nelle vie di Vignola (il video da me ideato e realizzato con Enzo Cavani e Sergio Smerieri), alle condizioni del cortile di una scuola, dagli ulivi del teatro (vedere oggi le loro condizioni) ai tigli di Via Libertà.

    PS. “Si parva (?) licent”… secondo un recente report della Provincia di Modena il Comune di Vignola è al penultimo posto tra tutti i Comuni dalle Provincia nel rapporto mq di verde urbano per abitante con quantità che non arrivano ad un terzo di quelle dei comuni più virtuosi!

  4. Luciano Credi ha detto:

    Stamattina commessa della COOP dopo avermi riconosciuto come candidato consigliere per la Denti, nel 2009, ha cominciato a lamentarsi del sindaco a causa del taglio alberi (oltre ad altre cose, quali spalata neve, buoni spesa per extracomunitari, utilizzati non per acquisto pane, ma per ricaricare telefonini …).
    Boh alla fine mi domando, ma quelli del PD non vorranno anche farsi la critica a se stessi, per non lasciare ad altri questo privilegio?
    Dai che scherzo sperando che se vado alla festa dell’unità al Bettolino non mi trattino male…
    “amici” del PD sono amico!!!

  5. Devis Bellucci ha detto:

    Ciao a tutti. Pur non entrando nel merito, io sono stato testimone casuale dell’abbattimento. Passavo, tornando a piedi verso casa. Mi pare, ma è passato un po’ di tempo e quindi non posso giurarci, che il camioncino e gli operai addetti al taglio fossero comunali e non di Hera. Naturalmente, come ho detto, non ci giurerei. Quando sono passato stavano tagliando i rami. Non pensavo che sarebbero arrivati al tronco.

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