Solidarietà per i terremotati. Ma anche trasparenza

Non era scontato, ma nei giorni successivi alle scosse di terremoto che nei giorni 20 e 29 maggio hanno colpito la bassa modenese (e le aree limitrofe nelle province di Bologna, Ferrara, Mantova e Rovigo) si è aperta una grande mobilitazione di solidarietà. Istituzioni, associazioni, imprese, cittadini … ed anche forze politiche hanno iniziato una straordinaria raccolta di fondi e generi di necessità per le famiglie e le aziende colpite dal terremoto. Una risposta davvero straordinaria, segno di un grande civismo. Siamo nella fase iniziale del post-terremoto e questo avvio fa ben sperare in una rapida ed efficiente ricostruzione. Ma è importante accompagnare questo movimento della solidarietà con uno sforzo altrettanto importante sul versante della trasparenza. E’ la proposta avanzata nei giorni scorsi da Riccardo Luna, giornalista esperto di web e blogger, che invita ad usare il web per garantire il massimo della trasparenza sull’impiego dei fondi per la ricostruzione post-terremoto. Proposta interessante che meriterebbe di essere raccolta.

La pieve di Camurana, nel comune di Medolla, danneggiata dal terremoto del 20 maggio e poi crollata a seguito di quello del 29 (foto del 2 giugno 2012)

[1] L’iniziativa del Bar Acquarello (vedi) è andata a buon fine. Leggo su facebook che sono stati raccolti 1.380 euro pro-terremotati: 1.192 euro come valore dei caffé “venduti” nell’arco di una settimana, a cui si aggiungono altri 188 euro di donazioni da parte dei clienti. Complimenti ai titolari, anche perché si tratta di un’iniziativa di un esercizio pubblico (non di un’associazione di volontariato). Che dimostra, in tal modo, che si può “fare impresa” con un occhio alla solidarietà. Bravi! Ovviamente molte altre sono state le iniziative di solidarietà vignolesi a favore dei cittadini della bassa modenese colpiti dal terremoto. Impossibile darne conto senza dimenticare qualcuno. La sera di mercoledì 6 giugno presso il “Mercato Contadino” di Vignola (piazza Maestri del lavoro, dove c’è l’edicola di Brodano) lo staff del mercato contadino in collaborazione con l’associazione benefica di Finale Emilia “Aggiungi un posto a tavola” ha promosso una grande borlengata e tigellata. L’intero ricavato della serata è stato devoluto  a favore del  comune di Finale Emilia. L’intero ricavato dalla rappresentazione teatrale dello spettacolo comico andato in scena al teatro E.Fabbri  di Vignola ieri sera, venerdì 8 giugno, è stato finalizzato all’aiuto ai terremotati. Doveva servire per sostenere l’attività in Congo a favore dei bambini “di strada” da parte dell’associazione Un sorriso non basta Onlus, sarà invece impiegato per la ricostruzione. Anche gli organizzatori di Jazz in’ It annunciano che il 50% degli incassi delle tre serate musicali vignolesi (15-17 giugno) sarà destinato ai terremotati. Bene ha fatto l’amministrazione comunale di Vignola a sostenere queste meritevoli iniziative (oltre che a destinare alcuni suoi tecnici ed operatori PM all’intervento nelle zone colpite). Un plauso! Il PD dell’Unione Terre di Castelli, a sua volta, ha appena organizzato una cena al bocciodromo di Castelvetro: 400 i partecipanti e 9.000 euro incassati e destinati a sostegno delle zone colpite dal sisma (vedi). E la lista civica Civicamente Bazzano, con l’aiuto di cittadini anche dei comuni limitrofi, ha organizzato una raccolta di generi di necessità poi consegnati, grazie alla Protezione Civile, nei luoghi del terremoto (il secondo viaggio a Sant’Agostino, Ferrara: guarda il video su you tube). Ed anche i gruppi consiliari del comune di Vignola hanno devoluto per intero il loro budget per l’attività politica, 4.000 euro, a favore dei terremotati (decisione della seconda commissione consiliare del 24 maggio scorso). In diverse aziende (so per certo le aziende sanitarie pubbliche bolognesi) accordi tra amministrazione e organizzazioni sindacali hanno promosso la donazione, da parte dei dipendenti, dell’equivalente di un’ora di lavoro. E molto altro ancora si è mosso e si muoverà prossimamente.

La chiesa di Camurana, nel comune di Medolla (foto del 2 giugno 2012)

[2] Confesso che ciò che mi ha colpito, assieme alla molteplicità di iniziative, è stata la loro “frammentazione”. Una miriade di conti correnti sono stati attivati per la raccolta fondi, facendo sorgere qualche dubbio sull’efficienza di questa “macchina” degli aiuti. In effetti spontaneità e libera iniziativa contraddistinguono questa prima fase di mobilitazione. Non basta il c/c presso la Provincia di Modena (vedi), quello della Protezione Civile o della Banca d’Italia. Ogni realtà associata si è mossa autonomamente: banche, associazioni di volontariato, partiti, ecc. Ciascuno ha predisposto un proprio “canale” d’aiuti, un proprio conto corrente. In pochi hanno convogliato gli aiuti verso i canali istituzionali. Nell’Italia dei micro-campanili e della miriade di realtà, micro o macro, associative questo sembra inevitabile. Anche se forse non è necessariamente la soluzione migliore. Ma una volta raccolti i fondi come verranno impiegati? Ci saranno sprechi o piuttosto un uso oculato ed efficiente delle risorse? Insomma, come verranno spesi i soldi della ricostruzione? Ecco. Non sarebbe male poter contare su strumenti di trasparenza su questo fronte. Oggi siamo nella fase della mobilitazione per la raccolta fondi – una mobilitazione straordinaria. Ma si tratta solo della prima fase del lungo ciclo degli aiuti e della ricostruzione. Il risultato di questo impegno straordinario sarà determinato non solo da quanto denaro o da quanti generi di necessità si raccolgono ora e nei mesi a venire. Ma anche dalle modalità del loro impiego, dall’efficienza ed efficacia del loro utilizzo. Per questo è importante preoccuparsi sin d’ora di garantire le migliori condizioni per ottenere il miglior risultato (e nei tempi più rapidi possibile). E per fare questo una condizione necessaria, certo non sufficiente, è la trasparenza. Trasparenza sulle modalità e sui tempi dell’impiego delle risorse pubbliche e private (frutto, queste, di donazioni) raccolte. Il web, anche in questo caso, potrebbe aiutare assai. Riccardo Luna, assieme ad altri, ha dunque proposto un progetto denominato “protezione civica” – Internet al servizio della trasparenza circa l’impiego dei fondi raccolti per la ricostruzione (vedi). A me sembra un’ottima idea. “metta tutto in rete, assessore, i messaggi, le idee, i soldi promessi e quelli spesi, i progetti. Fate partecipare alla ricostruzione i migliori architetti, ingegneri e geologi del paese. Potete diventare un modello di ripartenza, siete una regione ricca non solo di soldi, ma di talenti, di cultura, di disponibilità a lavorare assieme e a darsi da fare senza aspettare nessuno. Fatelo” – questo il consiglio dato ad uno degli amministratori di un comune colpito (vedi). Trasparenza totale sull’impiego dei fondi raccolti. Sarebbe un segno di grande importanza per questo paese. Sarebbe un modo per alimentare un rapporto di fiducia, da tempo traballante, tra cittadini ed istituzioni pubbliche.

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4 Responses to Solidarietà per i terremotati. Ma anche trasparenza

  1. maria ha detto:

    sarebbe troppo bello

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Una buona notizia. La Regione Emilia-Romagna ha raccolto gli inviti a garantire la trasparenza nell’impiego dei fondi tramite un apposito applicativo web. Qui il comunicato rilasciato il 28 gennaio 2013:
    “E’ stata presentata a Roma la piattaforma web che permette di seguire la destinazione di ogni euro donato e l’avanzamento dei progetti per la ricostruzione. Il presidente Errani: “Manteniamo fede ai nostri impegni e proponiamo un’esperienza unica in Italia”. Per il capo della Protezione civile Gabrielli “questo dovrà diventare per tutti il modo di procedere”.
    Il nuovo portale risponde alla domanda fondamentale che si fa ogni cittadino: dove sono finiti i soldi che ho donato dopo il terremoto? I 14,4 milioni raccolti tramite gli sms? E quelli dei grandi concerti di Campovolo e Bologna? Sul sito si dà conto anche delle cifre, grandi e piccole, giunte sul conto corrente aperto dalla Regione Emilia-Romagna.”
    Tutte le informazioni sul sito:
    http://www.openricostruzione.it/

  3. concetta viavattene ha detto:

    vorrei partecipare , fare un gesto essere sicura che i fondi arrivano
    a quelli che ne hanno bisogno

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Questo post è relativo al terremoto nella bassa modenese del maggio 2012. Proprio per garantire la doverosa trasparenza in merito all’impiego dei fondi (statali, regionali, frutto di donazioni private) la Regione Emilia-Romagna ha realizzato il sito web Open Ricostruzione che offre informazioni sull’impiego dei fondi. Allora il presidente della giunta regionale era Vasco Errani che è anche l’attuale commissario per la ricostruzione dopo il sisma 2016 avvenuto tra Lazio, Umbria e Marche. E’ una buona esperienza volta proprio a dare maggiore fiducia ai tanti cittadini che vogliono contribuire alla ricostruzione:
      http://www.openricostruzione.it/
      1,5 miliardi per 2.008 interventi a programma:
      http://www.openricostruzione.it/lista_interventi/?

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