Terremoto nella bassa modenese

Dal 20 maggio scorso il terremoto ha martoriato diversi paesi della bassa modenese. Oggi nuove scosse hanno colpito ancora Mirandola, Medolla, Cavezzo, San Felice sul Panaro, Finale Emilia e gli altri comuni limitrofi. E’ la prima volta a memoria d’uomo che il terremoto si avverte così forte anche a Vignola e questo ci fa sentire coinvolti. Quello che è successo in questi giorni è stato raccontato da Internet, dalla stampa, dalla televisione. Dal punto di vista sismico lo racconta la mappa riportata qui sotto, estratta da un rapporto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – vedi.

E’ importante partecipare ai soccorsi e contribuire con beni e denaro a sostenere le popolazioni colpite, secondo le possibilità di ciascuno. Per raccogliere risorse da devolvere alle persone colpite dal terremoto è attivo un conto corrente intestato a “Provincia di Modena Interventi di solidarietà”, codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693. Per donazioni pro-terremotati indicare la causale “terremoto maggio 2012” (vedi). Tra le tante iniziative vignolesi di solidarietà segnalo quella del Bar Acquarello, in Corso Italia, che per tutta la settimana dal 28 maggio all’1 giugno devolve l’intero importo dei caffè venduti alle persone colpite dal sisma. Ricordo anche che a Camurana, a nord di Medolla, a poche centinaia di metri dall’epicentro di oggi, risiede don Giuseppe Monari, classe 1926, già parroco di Vignola dal 1980 al 2001. Gli auguriamo di stare bene pur in questa drammatica situazione.

Aggiornamento del 31 maggio 2012:

Foto della pieve di Camurana, a nord di Medolla, dopo le scosse di terremoto del 29 maggio 2012 (foto di Davide Mantovani)

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6 Responses to Terremoto nella bassa modenese

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ringrazio Nicola Fioraio che mi ha informato che Don Giuseppe Monari, già parroco di Vignola, sta bene, anche se la chiesa di Camurana, presso cui risiede, è crollata a seguito delle scosse del 29 maggio. Con le scosse del 20 maggio era crollato il campanile e la chiesa era stata solo danneggiata. Una foto della chiesa di Camurana, dopo il terremoto del 29 maggio, è visibile in questa pagina web (a metà pagina circa):
    http://www.modenaonline.info/it/2012/05/29/terremoto-10-morti-parroco-travolto-e-ucciso-dal-crollo-della-sua-chiesa-13044

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    L’iniziativa del Bar Acquarello è andata a buon fine. Leggo su facebook che sono stati raccolti 1.380 euro pro-terremotati: 1.192 euro come valore dei caffé “venduti” nell’arco di una settimana, a cui si aggiungono altri 188 euro di donazioni da parte dei clienti. Complimenti ai titolari, anche perché si tratta di un’iniziativa di un esercizio pubblico (non di un’associazione di volontariato). Che dimostra, in tal modo, che si può “fare impresa” con un occhio alla solidarietà. Bravi! Ovviamente molte altre sono state le iniziative di solidarietà vignolesi a favore dei cittadini della bassa modenese colpiti dal terremoto. Confesso che ciò che mi ha colpito, assieme alla molteplicità di iniziative, è stata la loro “frammentazione”. Una miriade di conti correnti sono stati attivati per la raccolta fondi, facendo sorgere qualche dubbio sull’efficienza di questa “macchina” degli aiuti. In effetti spontaneità e libera iniziativa contraddistinguono questa prima fase di mobilitazione. Non basta il c/c presso la Provincia di Modena o quello della Protezione Civile. Ogni realtà associata si è mossa autonomamente: banche, associazioni di volontariato, partiti, ecc. Ciascuno ha predisposto un proprio “canale” d’aiuti, un proprio conto corrente. In pochi hanno convogliato gli aiuti verso i canali istituzionali. Nell’Italia dei micro-campanili e della miriade di realtà, micro o macro, associative questo sembra inevitabile. Anche se forse non è necessariamente la soluzione migliore. Ma una volta raccolti i fondi come verranno impiegati? Ci saranno sprechi o piuttosto un uso oculato ed efficiente delle risorse? Insomma, come verranno spesi i soldi della ricostruzione? Ecco. Non sarebbe male poter contare su strumenti di trasparenza su questo fronte. Ci sta lavorando, molto opportunamente, Riccardo Luna e colleghi. Con un progetto che hanno chiamato “protezione civica” – Internet al servizio della trasparenza circa l’impiego dei fondi raccolti per la ricostruzione. A me sembra un’ottima idea. “metta tutto in rete, assessore, i messaggi, le idee, i soldi promessi e quelli spesi, i progetti. Fate partecipare alla ricostruzione i migliori architetti, ingegneri e geologi del paese. Potete diventare un modello di ripartenza, siete una regione ricca non solo di soldi, ma di talenti, di cultura, di disponibilità a lavorare assieme e a darsi da fare senza aspettare nessuno. Fatelo.” – questo il consiglio dato. Non c’é dubbio che farebbe terribilmente bene a questo paese! Qui il post completo di Riccardo Luna:
    http://www.ilpost.it/riccardoluna/2012/06/04/protezione-civica/

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Un applicativo che illustra la sequenza delle scosse. Impressionante.
    http://quakeback.delegno.it/#45.223,10.415|44.2,12.406|2|20/05/2012|15/06/2012|5000

  4. franco ha detto:

    Rimane il dubbio di un grave e criminale contributo al sisma con il Fracking che nessuno sembra considerare? La solita omerta’ dei poteri e stampa alla faccia della trasparente democrazia che non cè?

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Non sono un esperto in materia e non ho seguito puntualmente il dibattito che si è scatenato in rete sul fracking come possibile origine del terremoto. Mi sembra, tuttavia, che gli esperti abbiano escluso la possibilità di un nesso tra l’intervento dell’uomo alla ricerca di idrocarburi e lo scatenarsi del sisma. Ricercando su Internet apprendo che “il centro nevralgico del sistema gas italiano, dove convergono la rete dei gasdotti e il sistema degli stoccaggi, si trova a Minerbio, a una trentina di chilometri da Finale Emilia, dove appena a nord è stato localizzato l’epicentro del terremoto del 20 maggio. Sotto a Minerbio c’è il più grande sito italiano di stoccaggio di gas”. Dunque qualcosa di analogo al deposito di gas di Rivara, da pochi giorni bocciato definitivamente dal Ministero dell’ambiente, esiste già a pochi km di distanza:
    http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_giugno_08/terremoto-emilia-stoccaggio-gas-fracking_ed5c1ac4-b0a7-11e1-b62b-59c957015e36.shtml
    Poi è vero che per fare chiarezza il presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha richiesto il pronunciamento di un gruppo di esperti sul nesso tra fracking e sisma. Se ne occuperà la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna:
    “Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha aderito alla richiesta del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, di esaminare la possibile relazione tra attività di esplorazione finalizzata alla ricerca di campi di idrocarburi e incremento dell’attività sismica, attivando la “Commissione internazionale sulla previsione dei terremoti per la protezione civile”.”
    http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_com.wp;jsessionid=572F36645020BEBCFD2C97D4BAD5F703?contentId=COM33912
    L’impressione è che Errani abbia voluto disinnescare una possibile fonte di polemiche. Il tema era stato sollevato dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle:
    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2012/06/terremoto-vogliamo-la-commissione-dinchiesta.html
    In conclusione: qui un video con le precisazioni degli esperti INGV, che mi sembra escludano il fracking o le altre tecniche di ricerca di idrocarburi come possibile causa di un terremoto così intenso, vasto e ripetuto, come si è registrato in Emilia-Romagna:
    http://ingvterremoti.wordpress.com/2012/07/07/terremoto-in-pianura-padana-catastrofe-o-terremoto/

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La Regione Emilia-Romagna ha realizzato, come si auspicava in uno dei commenti sopra (e come richiesto da numerosissime parti), un sito web di rendicontazione dell’impiego delle donazioni raccolte per la ricostruzione post-terremoto. E’ un segno importante di trasparenza che, accanto all’impegno straordinario nella ricostruzione, traccia un percorso che non potrà non fungere da modello in situazioni del genere. Massima trasparenza – total disclosure. Se adeguatamente sollecitate le istituzioni possono reagire e comunicare in modo efficace nell’ottica del cittadino (e, nel caso specifico, delle centinaia di migliaia che hanno donato pro-terremotati). Il sito web della Regione può essere migliorato sotto diversi aspetti, ma la realizzazione è comunque del tutto apprezzabile.
    http://www.donazionisisma.it/

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