Parco di via di Mezzo. Si concludono i lavori, rimangono i problemi

L’amministrazione comunale annuncia con un comunicato stampa (pdf) l’imminente fine dei lavori del parco di via di Mezzo (qui una presentazione del progetto: vedi). Nel seguire la vicenda io ero rimasto all’incontro pubblico, sebbene scarsamente pubblicizzato e dunque scarsamente partecipato, del 14 settembre 2011, quando l’assessore all’ambiente Mauro Scurani affermò l’intenzione di tener conto delle diverse osservazioni critiche emerse (vedi). Le cose invece sono andate diversamente. “Entro la fine di maggio” – così recita il comunicato stampa – i lavori saranno conclusi (magari anche un po’ dopo). Ma nessuna modifica è stata apportata al criticabile progetto messo in campo dall’amministrazione Denti. Ricapitoliamo.

Il parco di via di Mezzo in fase di ultimazione (vista dal lato Nord) (foto del 18 maggio 2012)

[1] Nel commentare l’incontro di presentazione del progetto del 14 settembre 2011 scrivevo: “l’incontro di mercoledì sera ha confermato i punti di fragilità dell’attuale progetto. Ed ha evidenziato la bontà delle proposte di modifica formulate da Vignola Cambia (e che nell’occasione ho esposto). Su questo – sembra paradossale – tanto l’assessore quanto la progettista hanno convenuto. Le indicazioni per il miglioramento del progetto sono state date, dunque. Non è affatto scontato, però, che l’amministrazione comunale le recepisca” (vedi). E’ avvenuto esattamente così. Recepimento zero. E’ dunque lecito chiedersi a cosa serva “confrontarsi” con l’attuale amministrazione o, da un diverso punto di vista, cosa ci stia a fare l’assessore Mauro Scurani in questa giunta. Stupefacente è anche la mancanza di una “risposta”, da parte dell’amministrazione, alle osservazioni raccolte – segno di scorrettezza e di scarsa considerazione verso quelli che l’allora candidato a sindaco Daria Denti aveva definito i suoi “datori di lavoro”. Confesso che per me non è una sorpresa. Osservo con discreta attenzione e continuità l’operato di questa giunta da quando si è insediata e se non riesce a sorprendermi, di certo non in negativo, è solo perché ho inteso assai presto che non era il caso di avere aspettative elevate. La vicenda del parco di via di Mezzo è solo l’ennesima conferma. Il progetto ha evidenti limiti che nel giro di qualche anno risulteranno evidenti a tutti (a questo punto non c’è da attendersi correttivi, né è da mettere in conto un “secondo stralcio”). L’amministrazione è stata costretta al confronto con i cittadini – compito che essa ha svolto in modo del tutto rituale e senza alcuna convinzione (vedi). Dimostrando così che verso il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni della città nutre un interesse … solo a parole! Eppure nel programma di legislatura di questa maggioranza si trova scritto: “Il nostro modo di fare politica è quello di ricercare il coinvolgimento dei cittadini nel definire le cose da fare e nel coinvolgere tutte le energie disponibili nella realizzazione dei progetti” (p.1). Ed anche: ci impegniamo “per un’amministrazione in cui (…) si mantengano i percorsi di progettazione partecipata per gli interventi nei quartieri e nelle scuole” (p.23). Promesse elettorali. Promesse da marinaio.

Rendering del parco di via di Mezzo. Perché nella realtà i parchi non sono mai così? Si noti anche l’ultima riga con l’indicazione della fine dei lavori: autunno 2011 (sic). (foto del 18 maggio 2012)

[2] Sin dall’inizio l’analisi del progetto ed il confronto con la situazione degli altri parchi vignolesi (vedi) ha messo in luce alcune criticità.

  • Il parco di via di mezzo, con i suoi 9.500 mq, è il secondo parco di Vignola per estensione dopo il “Parco dei nuovi nati”, quello alla sommità del “Gessiere”. E’ razionale pensare di irrigare questo parco utilizzando l’acqua dell’acquedotto? Assolutamente no. Ed in effetti il progetto originario prevedeva una vasca di accumulo dell’acqua piovana da utilizzare in prima battuta per l’irrigazione. Però questa parte del progetto è stato stralciato – e questo è un errore. I 125 alberi piantumati nel parco verranno dunque annaffiati con un impianto “a goccia”. I 1.100 mq di prato fiorito previsti dovranno essere annaffiati con regolarità (in assenza di piogge adeguate), per cui si stimano 13 interventi di innaffiatura in 45 giorni. Il tutto usando acqua dell’acquedotto! Tuttavia, rinunciare alla vasca di accumulo nella fase di realizzazione, come si è fatto, vuol dire rinunciare per sempre ad installarla (così vanno i lavori pubblici delle amministrazioni comunali)! Rinunciare ad una spesa aggiuntiva oggi (per vasca e impianto erano stimati 60-70 mila euro) significa avere maggiori costi di gestione in futuro e, soprattutto, sprecare una risorsa preziosa: l’acqua potabile!
  • Il secondo problema riguarda il lay out del parco, ovvero la collocazione del “bosco urbano” (i 125 alberi). Un solo filare di questi è stato piantumato lungo la pista ciclopedonale (ma volendola mantenere all’ombra andavano piantumati 4 filari di alberi, due per lato!). Tutti i restanti sono stati posizionati a formare una cortina sui due lati a nord e nord-ovest, lasciando completamente sprovvista di alberature la maggior parte della superficie del parco. Che si trova così nettamente diviso tra due aree: un’area a bosco (ombreggiata, ma non destinata ad attività sociali) ed un’area a prato (soleggiata e dunque inutilizzabile ed inutilizzata nel periodo estivo!). Uno dei pochi esempi di parco funzionante, invece, è il parco della biblioteca, dove i grandi alberi ombreggiano l’area riservata ad attività sociali: riposo, lettura, gioco dei bambini. E’ dunque facile prevedere che anche il parco di via di Mezzo presenterà lo stesso problema (l’assenza di adeguato ombreggiamento) che affligge la quasi totalità dei parchi vignolesi! Qui però la scelta fatta è doppiamente insopportabilmente sbagliata, visto che una diversa dislocazione delle alberature non comportava una maggior spesa! Il fatto è che l’attuale progetto è stato ottenuto per semplice “sottrazione”, ovvero togliendo una serie di elementi (arredi, giochi, piazze tematiche, fontane), dal progetto originario (vedi; qui il progetto rivisto: vedi). E così gli alberi, concentrati nel “bosco urbano”, sono rimasti qualcosa a sé stante, andando a segnare una demarcazione troppo netta tra area a prato ed area alberata.
  • Il terzo problema è la mancata adozione di misure, sociali prima che tecnologiche (ma qualche telecamera andava comunque messa!), per garantire controllo, sorveglianza e cura del nuovo parco, per evitare che, come successo ad altri nuovi parchi (si veda, ad esempio, quanto capitato al “Parco degli gnomi” inaugurato nel 2006: vedi), sia colpito assai rapidamente da processi di degrado ed incuria. Il fatto è che “dispositivi sociali” di sorveglianza e cura necessitano di “agganci” infrastrutturali: un gazebo per iniziative dei residenti, un chiosco estivo per i gelati, orti da accudire affidati ai residenti, strutture per attività di animazione, ecc. Come ho già osservato, “queste non sono cose che possono banalmente essere aggiunte a posteriori. Vanno pensate assieme al progetto infrastrutturale” (vedi). Peccato che ad oggi anche questo suggerimento sia stato lasciato cadere. Però una risposta alla domanda: “cosa fare per evitare processi di rapido degrado osservati altrove?” andrà trovata. Altrimenti nel giro di pochi anni anche il nuovo parco di via di Mezzo si troverà colpito da incuria e degrado.

Parco di via di Mezzo (foto del 30 aprile 2012)

[3] Basta davvero poca immaginazione per pensare e rendersi conto che la realizzazione del parco di via di Mezzo poteva seguire un’altra strada. Se così non è stato la responsabilità è tutta dell’amministrazione Denti. Che non ha avuto il coraggio di impostare sin dall’inizio un percorso di progettazione partecipata per il parco di via di Mezzo (vedi), nonostante i propri “impegni” (sic) assunti in campagna elettorale. E nonostante la forte insistenza di un pezzetto (però minoritario) del consiglio comunale (Vignola Cambia in testa) (vedi). Che non ha avuto il coraggio di illustrare ai residenti ed ai cittadini maggiormente coinvolti le opzioni disponibili e le conseguenze sul medio e lungo periodo. Che non ha avuto il coraggio di fare scelte lungimiranti (l’uso dell’acqua piovana e del canale interrato per l’irrigazione) e di riconoscere che dal confronto con i cittadini erano in effetti emerse proposte che meritavano di essere accolte. A questo punto, a pochi giorni dalla quasi-conclusione dei lavori, non resta che augurarsi estati fresche e primavere punteggiate con regolarità dalle piogge necessarie per innaffiare il prato ed i fiori.

Parco di via di Mezzo (foto del 30 aprile 2012)

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