Racconto straniero (prima parte)


Il video “Racconto straniero” è stato realizzato dall’Unione Terre di Castelli nell’ambito del progetto “L’esperienza dell’altro” (correva l’anno 2003). E’ secondo me uno dei “documentari” più belli mai realizzati sui cittadini stranieri. Un racconto corale, un ritratto di persone diverse, un caleidoscopio di storie di vita. Che unisce leggerezza e profondità, e in diversi punti commuove. Merito indubbiamente di Daria Menozzi, regista. E di un’équipe affiatata che ci ha lavorato con grande passione. Elena Busani e Nicoletta Merighi, fondamentali per l’organizzazione. Salvatore Varbaro, fotografia. Sergio Smerieri, montaggio. Antongiulio Galeandro, musiche. Le interviste su cui è costruito furono realizzate nell’estate del 2003, nei luoghi di vita di alcuni stranieri residenti nel territorio dell’Unione Terre di Castelli. “La dimensione intima del racconto è valorizzata dalla scelta di filmare le persone negli interni delle loro case, i loro volti ravvicinati, le fotografie degli album familiari.” Obiettivo del progetto era quello di offrire un elemento di conoscenza non stereotipata degli stranieri immigrati sul nostro territorio. Il video venne riprodotto in VHS e DVD in qualche migliaio di copie (anche grazie ad un contributo della provincia di Modena) e distribuito a scuole, associazioni, cittadini. Ma fu valorizzato meno del dovuto, complice il cambio di amministratori con le elezioni comunali del 2004. L’Unione Terre di Castelli, infine, l’ha chiuso in un cassetto, anziché caricarlo su You Tube e renderlo pubblicamente accessibile. A diversi anni di distanza ho dunque provveduto io (qui i primi 18 minuti del video che complessivamente ne dura 34), riparando così ad un torto verso le persone che ci hanno lavorato (ricordo anche Roberta Albertini, allora responsabile dell’ufficio sociale di Vignola) e soprattutto verso quei cittadini stranieri che per consentirne la realizzazione si sono messi in gioco fino in fondo. E superando un naturale pudore hanno aperto le proprie case e messo a nudo le loro storie. In effetti l’idea di Daria Menozzi era quella di intitolarlo “Intimo straniero”. Ma infine si scelse un titolo più neutro. Comunque, oggi sta bene renderlo pubblico e farlo nuovamente circolare. Il messaggio che offre è attuale quanto allora. Nell’esperienza dell’altro ci si può rispecchiare. Si possono riconoscere attese e sogni di un futuro migliore. Anzi, si può fare l’esperienza singolare di scoprire che le aspettative “loro” e “nostre” sono in larga parte coincidenti: offrire un futuro migliore ai propri figli. Problemi e tensioni ci sono tutti. Ma questa comunità ha risorse (in primo luogo persone e “capitale sociale”) per affrontarli con intelligenza.

Qui la locandina delle presentazioni del video nei diversi comuni dell’Unione Terre di Castelli (pdf).

PS Chi ne volesse una copia può farne richiesta all’Unione Terre di Castelli – Struttura welfare locale. Potete dire che vi mando io.

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