Il centro storico di Vignola sta diventando un ghetto?

Il centro storico di Vignola è un luogo che ospita una residenza equilibrata nella composizione sociale” – così recita il testo con cui l’amministrazione comunale presenta gli incontri con i cittadini residenti nell’ambito del “Patto di cittadinanza per il centro storico di Vignola” (qui il pdf). E’ vero? Assolutamente no. E l’amministrazione comunale lo sa bene, anche perché l’allarme è stato lanciato qualche anno fa (nell’aprile 2008) su questo blog (vedi). Riconfermato nel febbraio 2010 (vedi). E viene ulteriormente confermato oggi. I dati dell’anagrafe comunale certificano infatti che il 53,4% dei residenti del centro storico sono stranieri. Questa la situazione al 31 marzo 2012. Un dato che è cresciuto nel corso di questi quattro anni passando dal 42,6% del 2008 al 49,3% del 2010. Fino a raggiungere il 53,4% di oggi. Il centro storico di Vignola sta progressivamente diventando, da un punto di vista abitativo, un “ghetto”. Ed è una condizione assolutamente da scongiurare. Sia per il centro storico, sia per gli stranieri. Ma se l’amministrazione comunale non riconosce il problema, anzi lo nega, potrà mai mettere in cantiere un programma adeguato per contrastare questo fenomeno, assieme agli altri elementi di “degrado” che lo caratterizzano? Certamente no.

Percentuale di residenti stranieri sul totale della popolazione residente in tre diverse aree della città (aprile 2008, febbraio 2010, marzo 2012).

[1] Come sappiamo da tempo è in crescita la popolazione straniera a Vignola, come in larga parte dell’Emilia centrale. I residenti stranieri erano l’11,9% al 31 dicembre 2007. Oggi sono il 17,1% della popolazione complessiva (erano il 16,9% al 31 dicembre scorso: vedi). La crescita un po’ rallenta, ma non si ferma, nonostante la “grande crisi”. Riempiono gli spazi non occupati nel duale mercato del lavoro italiano. A loro “spettano”, in altri termini, i “cattivi lavori” che gli italiani rifuggono. Lo stesso avviene sul fronte degli alloggi. Essendo più economici, avendo affitti più bassi, gli alloggi di minore qualità sono occupati prevalentemente da famiglie straniere e sono invece in larga parte rifiutati da quelle italiane. E’ così che si è determinata una concentrazione insediativa nelle aree abitative meno qualificate. Tra cui il centro storico di Vignola. Non si tratta dunque di una “equilibrata” distribuzione residenziale come l’amministrazione comunale vorrebbe far credere! Se così fosse tutte le aree di Vignola vedrebbero una presenza di residenti stranieri attorno al 17%. Invece ci sono vie cittadine in cui i residenti stranieri sono più del 70% (es. via J.Cantelli, via G.Soli, via G.Fontana – in centro storico; in via G.Bruno nel “centro fuori le mura”) ed altre in cui sono del tutto assenti. Questa distribuzione, tuttavia, non è casuale. In alcune aree urbane si registra una forte concentrazione. L’approccio ecologico all’analisi urbana, sviluppato dalla scuola sociologica di Chicago (vedi), ha insegnato a leggere i “modelli insediativi” sottostanti a queste particolari distribuzioni nell’area urbana dei più importanti gruppi sociali, tra cui i cittadini stranieri. Come evidenziano i dati il centro storico (“entro le mura”) ed anche l’area circostante (“centro fuori le mura”) evidenzia la concentrazione di stranieri residenti più alta di tutta la città. Oltre a ciò i dati evidenziano che questa concentrazione sta crescendo anno dopo anno! Nell’area “dentro le mura” medioevali la percentuale degli stranieri sul totale dei residenti è passata dal 42,6% (aprile 2008), al 49,3% (febbraio 2010), al 53,4% (marzo 2012). In quattro anni c’è stata una crescita di più di dieci punti percentuali! La stessa crescita (undici punti percentuali) si registra nell’area esterna al centro storico, ma immediatamente adiacente (ovvero quel quadrilatero composto all’incirca tra Corso Italia, via C.Battisti, via G.B.Bellucci, via M.Pellegrini) – un’area che per comodità chiamiamo “centro fuori le mura”. In questo caso la percentuale degli stranieri sul totale è passata dal 30,9% (aprile 2008) al 36,3% (febbraio 2010) al 41,7% (marzo 2012).E’ un trend positivo, questo? Assolutamente no. Evidenzia anzi un grave problema. Innanzitutto dal punto di vista dei cittadini stranieri, visto che esso è originato dalla mancanza di alloggi dignitosi a basso prezzo, stante la rinuncia ad una seria politica per la casa da parte dell’amministrazione comunale di Vignola (vedi). Molte famiglie residenti in centro storico si trovano dunque ad abitare in alloggi insalubri e fatiscenti e per questo a basso prezzo. Ma si tratta di un problema anche dal punto di vista della città e del centro storico, visto che l’integrazione dei nuovi cittadini si realizza nelle relazioni “molecolari” tra italiani e stranieri (anche di vicinato abitativo) e questa è resa assai più difficile dall’alta concentrazione di famiglie straniere.

La condizione di via G.Soli, in centro storico a Vignola, dove i residenti stranieri sono il 70,2% di tutti i residenti (foto del 5 aprile 2010)

[2] E’ una novità tutto ciò? Assolutamente no. Che ci sia un problema dovuto all’eccessiva concentrazione in centro storico di residenti stranieri è noto da tempo. Tanto ai cittadini del centro storico, quanto all’amministrazione comunale. Veniva ad esempio riconosciuto dall’amministrazione Adani: “Non vi è dubbio che nel Centro storico si debba, nel migliorare le sue condizioni di abitabilità, diversificare l’insediamento sociale e quello delle attività economiche raggiungendo un equilibrio ed un livello qualitativo superiore all’attuale” – così ha scritto Roberto Adani nella Relazione Previsionale e Programmatica 2009. Già allora prospettava, per completare l’importante lavoro di riqualificazione urbana realizzato nel 2007-2008 in metà delle vie e dei portici del centro “dentro le mura”, l’istituzione di “un vero e proprio tavolo per il centro storico”. Ed un articolato programma di intervento basato su di un Piano operativo per la sicurezza urbana del Centro storico di Vignola (vedi). E già allora io commentavo: “Ma dobbiamo dirci con grande chiarezza che l’unica politica efficace (e risolutiva) è quella che, tramite interventi di riqualificazione, porta ad una crescita del costo degli affitti. Che non significa fare di tutti gli appartamenti oggi esistenti appartamenti di lusso, ma certamente modificare il mix che oggi vede una troppo forte preponderanza di alloggi di bassa qualità.” (vedi; al punto 3) E poi ancora: “Sappiamo che perché il processo di riqualificazione urbana e sociale del centro storico si completi occorrono tempi medio-lunghi, una decina d’anni o più. Il Piano operativo per la sicurezza consentirà di reggere in questo periodo, ma sulla riqualificazione infrastrutturale non possiamo indugiare se vogliamo raggiungere l’obiettivo.Peccato che l’amministrazione Denti, appena insediata, abbia cancellato tutto ciò. Ed abbia atteso due anni prima di tornare ad occuparsi del centro storico di Vignola (qui una rassegna fotografica che ne documenta la condizione: vedi). In ogni caso, se si continuerà a negare che in centro storico a Vignola c’è un problema insediativo (tra gli altri) sarà impossibile conseguire dei risultati importanti in termini di riqualificazione e rilancio.

Le condizioni di via Bonesi, in centro storico a Vignola, dove i residenti stranieri sono il 63,9% del totale (foto del 19 marzo 2011)

[3] Questi sono i dati. Il resto è aria fritta o, se volete un termine politicamente corretto, marketing politico. La crescita della concentrazione degli stranieri tra i residenti del centro storico evidenzia un problema (la pessima qualità di molti alloggi) ed è essa stessa un problema (un ostacolo al dispiegamento dei fattori di integrazione presenti naturalmente nella società). Perché negare la realtà? Perché raccontare che “il centro storico di Vignola è un luogo che ospita una residenza equilibrata nella composizione sociale”? Non è così. Il primo requisito per affrontare seriamente un problema è riconoscerne l’esistenza. Ma indubbiamente l’amministrazione Denti difetta di serietà. Proprio in merito al centro storico ne abbiamo già avuto prova (vedi). Purtroppo.

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5 Responses to Il centro storico di Vignola sta diventando un ghetto?

  1. Luciano Credi ha detto:

    Salve,
    Beh anche nel quartiere dove sono residente a Vignola (non domiciliato) che non è nel centro storico, è un luogo che non ospita una residenza equilibrata nella composizione sociale, il 70% degli abitanti sono immigrati…
    Ma questo è naturale sono case vecchie dove nessuno vuole investire, soprattutto a causa della mancanza di parcheggi nelle vicinanze dell’abitazioni e poi già negli anni 80 se uno parcheggiava di fronte ad abitazione senza nessun garage (su suolo comunale) vi erano spiacevoli tagli gomme, ora la persona sospettata di tali cose non abita più lì e certe cose non avvengono più.
    I vecchi sono morti ed i figli hanno affittato agli immigrati, in quanto anche a causa dell’episodio narrato nessuno voleva abitare più lì.
    La domanda che mi pongo quando c’erano questi tagli gomme, le persone che dovevano vigilare cosa facevano? Ora non mi ricordo come si chiamassero i vecchi e i nuovi comandanti dei vigili urbani, forse non abitavano neanche tanto lontano da questa via…
    Ma al signore sospettato nessuna indagine, dove era chiaro il coinvolgimento almeno con lettere minatorie lasciate sui parabrezza… Ma era amico di tante persone quindi indenne di aver portato il quartiere in tali condizioni!!!

  2. Luciano Credi ha detto:

    Quello che voglio dire è che a volte l’amministrazione si trova in difficoltà anche di fronte al cattivo comportamento dei residenti non stranieri, nel caso appena raccontato vorrei dire che non è intelligente mettere cassette della frutta per occupare parcheggi, anche se fa parte di una delle tante cattive abitudini italiane dei quartieri popolari, dove vigili, sindaci fanno quello possono…

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Innanzitutto una precisazione: come riportato nel post sono davvero poche le vie in cui gli stranieri sono più del 70% dei residenti. Si tratta di via J.Cantelli, via G.Soli, via G.Fontana, via G.Bruno. Luciano, se non stai in una di queste la percentuale è inferiore. Questo, almeno, dicono i dati dell’anagrafe comunale. Veniamo, invece, a qualche considerazione più interessante, ad esempio relativamente alla “replica” (sic) dell’assessore Maria Francesca Basile (su Il Resto del Carlino di oggi, 17 aprile). Che in perfetto stile “pravda” cerca di minimizzare. Tirando in ballo il censimento ancora in corso e la prevedibile cancellazione di qualche centinaio di persone (“in gran parte stranieri”) che, forse, non risiedono più da noi. Mettiamo anche che dopo la cancellazione post-censimento la percentuale degli stranieri in centro storico scenda di qualche punto percentuale. Sarebbe cambiato qualcosa? No di certo. Rimarrebbe infatti il dato di un’anomala concentrazione di stranieri tra i residenti del centro storico. Gli stranieri a Vignola sono il 17% della popolazione. In centro storico sono 3 volte tanto. Nella zona circostante sono poco meno di 3 volte tanto. E sono concentrati in quest’area perché qui gli affitti sono più bassi che altrove, evidentemente a causa della minor “qualità” degli alloggi. E’ questo dato che va riconosciuto, innanzitutto, e che richiede interventi appropriati. Interventi che non possono essere che di riqualificazione del patrimonio edilizio del centro. Sono argomentazioni che ho già svolto nei post sul tema del 2008 e (soprattutto) del 2010. L’assessore Basile farebbe bene a fare ciò che fanno le persone serie: riconoscere i problemi, chiamandoli con il loro nome. Se manca questa capacità di essere intellettualmente onesti è assai improbabile che si sia poi in grado di impostare le adeguate politiche. Ed è, purtroppo, proprio quanto l’assessore Basile ha dimostrato in questi tre anni di mandato come assessore a Vignola. Appena la città sarà riuscita a voltare pagina non la rimpiangeremo di certo.

  4. stefano nadalini ha detto:

    Concordo pienamente l’analisi letta sul giornale e riportata sopra.
    Di sicuro alla giunta non interessa nulla del centro: ma non doveva essere il ”salotto” di Vignola nel programma della Denti ??!!
    Come vedi quando le verità sono oggettive, non c’è destra o sinistra che tenga !!
    Nadalini Stefano

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Non molto dissimile dalla situazione vignolese è quella di Spilamberto, come testimoniato nel corso di una recente iniziativa della locale sezione di Italia Nostra:

    “Gli italiani che risiedono nel Centro Storico di Spilamberto sono 532, poco più del 50% della popolazione complessiva ( 955) che qui abita. E fra gli stranieri il numero degli uomini (255) è largamente superiore a quello delle donne (168). Sono i dati principali che emergono da uno studio condotto da Italia Nostra e presentato venerdì 7 giugno nella Sala del Torrione. Erano presenti come relatori: Dante Pini, Presidente della Sezione Italia Nostra delle Terre dei Castelli, l’Architetto Stefano Corazza e Giovanni Losavio, Magistrato e Presidente della Sezione di Modena di Italia Nostra.

    I numeri parlano chiaro: se scomponiamo le statistiche sopra riportate sulla base dell’età anagrafica, si scopre che a Spilamberto in Centro Storico vivono fianco a fianco soprattutto anziani italiani e giovani stranieri. Con una tendenza, l’aumento delle presenza multietnica appunto, che si è sempre più intensificata a partire dagli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.”

    Qui il resoconto dal blog La Carbonara:
    http://www.lacarbonarablog.it/?p=26759

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