Incontro sul Patto di cittadinanza per il centro storico. Il resoconto di Mariangela Bertolla

Mettere insieme residenti, commercianti, proprietari immobiliari, rappresentanti di categoria per parlare del Centro storico di Vignola, non è un’impresa da poco. La voglia di parlare e di ascoltare le idee degli altri non è mancata, ieri dalle ore 18 alla Sala Cantelli alla riunione convocata dall’amministrazione comunale nell’ambito del progetto per un Patto di cittadinanza per il centro storico di Vignola (qui il pieghevole in pdf). Le analisi fatte, le problematiche sollevate hanno più unito che diviso, solo quando si parla di auto, chiusura o no delle vie del centro le idee divergono. Tutti d’accordo: ci vuole un grande progetto per il piccolo centro storico raccolto dentro le antiche mura. Un  progetto che veda il centro come volano per il rilancio della vocazione turistica di Vignola di cui i residenti vanno fieri: pulizia costante e restyling dei centri di accesso a partire dal tunnel che collega il parcheggio di via Zenzano con Piazza dei  Contrari (vedi), cartellonistica adeguata, punto di informazione turistica,  locali pubblici aperti la domenica anche a mezzogiorno, incentivi per attività commerciali legate a prodotti tipici.

Il porticato in via Soli, in centro storico a Vignola (foto del 13 aprile 2012)

Occorre disincentivare il passaggio delle auto che, spesso a velocità sostenuta, utilizzano le strade del centro come mezzo per evitare la strozzatura e il semaforo di Corso Italia. E’ necessario controllare le soste e regolamentare il passaggio dei camion dei fornitori che spesso distruggono gli specchi agli incroci, schiacciano le grondaie….
Ma le telecamere funzionano? Si può migliorare il controllo nelle parti più a rischio?  Eliminare il rumore notturno delle auto, proviamo a chiudere il centro di notte? E poi controllare gli orari dei locali notturni, limitare il rumore, non incentivarlo con iniziative discutibili, vedi chiusura  di via Barozzi,  nelle notti estive, per trasformarla in una spiaggia!!
Promuovere iniziative, anche da parte dei cittadini stessi, per migliorare la conoscenza reciproca, anche con l’intento di far convivere le persone provenienti da tante diverse parti del mondo. La Cantelli può diventare un Centro Civico? Facciamo festa non solo nelle grandi occasioni.
La raccolta dei rifiuti “porta a porta” funziona, ma  la raccolta differenziata può aumentare non abbassando la guardia, informando e andando a cercare i cittadini dove si trovano, oltre che favorendo la comprensione delle regole agli stranieri. E altro ancora. Insomma man mano che si procedeva usciva un modello di città partecipato, solidale, accogliente.

Ricostruzione del borgo di Vignola alla metà del XVI secolo. Si tratta dell’area dell’attuale “centro storico”

Ma gli amministratori presenti, che sono venuti a proporre il patto di cittadinanza chiedendo ai residenti di segnalare ai vigili chi parcheggia negli spazi riservati ai disabili o  chi non raccoglie le “deiezioni canine”, hanno colto la portata delle richieste? Se la sentono di dare segnali forti? Di dare finalmente risposte alla petizione sottoscritta da più di 100 cittadini legati per residenza o lavoro al centro (qui il testo)? Esercitare la democrazia è un fatto complesso che richiede capacità di ascolto, di sintesi e di proposta e soprattutto bisogna crederci,  crederci e ancora crederci.

Mariangela Bertolla

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3 Responses to Incontro sul Patto di cittadinanza per il centro storico. Il resoconto di Mariangela Bertolla

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Qualche considerazione sui due incontri di giovedì 12 aprile dedicati al “Patto di cittadinanza per il centro storico di Vignola”, su cui è disponibile anche il resoconto di Monica Maisani sul blog di Vignola Cambia:
    http://vignolacambia.wordpress.com/2012/04/13/patto-di-cittadinanza-per-il-centro-storico-4/
    (1) La cosa stupefacente è la pochezza delle proposte dell’amministrazione comunale. Davvero stupefacente che l’assessore Bertoni (con la presenza silente dell’assessore Scurani) non sia riuscita a formulare nulla di più che parcheggio per disabili, raccolta delle deiezioni canine, impegno (senza specificare come) ad accrescere la raccolta differenziata. Tutto qui? Si pensa in questo modo di risolvere i problemi del centro storico? Invece serve assai di più: (a) sostegno agli interventi di riqualificazione edilizia (altrimenti negli alloggi fatiscenti del centro andranno a concentrarsi solo cittadini stranieri, come in effetti sta avvenendo); (b) promozione di nuovi esercizi commerciali (oggi si assiste ad un lento processo di fuga); (c) realizzazione di nuovi parcheggi a favore del centro e sistemazione del “passaggio” verso il parcheggio di via Zenzano, pre-requisito per ridurre la presenza di auto in centro (in quasi 3 anni l’amministrazione Denti non ha fatto nulla su questo fronte); (d) ripensare animazione ed attrattività del centro, per turisti, ma anche per i vignolesi.
    (2) Ugualmente stupefacente è la debolezza dell’analisi. L’attuale condizione del centro storico è il risultato di diversi elementi che vanno riconosciuti con chiarezza e chiamati con il loro nome: (a) degrado abitativo, in primo luogo (per cui il 50% dei residenti in centro storico è dato da stranieri – vuol dire qualcosa questo? È un dato preoccupante? Bisogna rispondere con chiarezza: sì!; (b) soffocante presenza delle automobili, con effetto di de-qualificazione funzionale ed estetica; (c) spazi di esercizi commerciali che, non essendo remunerativi, sono stati trasformati in garage; (d) incompleta qualificazione delle vie, dei portici e delle reti (fogne, ecc.). E così via. Nella presentazione fatta dall’amministrazione questi problemi non sono neppure stati citati! Come se non esistessero e come se non fossero chiaramente visibili a chiunque giri per il centro storico di Vignola!!
    (3) Qualsiasi sia il contenuto del “patto” è di certo impensabile stipularlo in assenza del 50% dei residenti del centro storico, che sono cittadini stranieri. Non mi risulta che ce ne fosse alcuno nei due incontri organizzati dall’amministrazione. Anche questo testimonia della grossolanità con cui l’assessore Bertoni ed il sindaco Denti si muovono.
    (4) Un’ultima cosa. Nello stile tipico di questa amministrazione l’intero progetto è contrassegnato da opacità. Non un documento di progetto, anche parziale, anche di work-in-progress, è messo a disposizione dei cittadini (cerchereste invano sul sito web del comune di Vignola, come ho fatto io oggi). Eppure l’amministrazione, come essa stessa afferma (es. Relazione al bilancio di previsione 2012), ci sta lavorando da mesi. Invece che favorire una “partecipazione informata” sindaco ed assessori preferiscono tenere per sé le informazioni sui pre-accordi già raggiunti con associazioni di categoria, associazioni e istituzioni, che pure, stando al pieghevole, hanno già “esplicitato proposte concrete e iniziative personalizzate”. Quali? Cari amministratori ce l’avete il coraggio di dichiarare i vostri programmi e l’ammontare delle risorse con cui intendete realizzarli? Non se ne può più di questo penosissimo modo di amministrare questa città. Ha ragione Monica Maisani quando nel suo resoconto afferma che, nel momento in cui i cittadini prendono la parola “scopriamo – anche se non ce n’era bisogno perché lo sapevamo già – che i cittadini sono senza dubbio migliori dei loro governanti”. Ennesima conferma.

  2. Liberata dal centro ha detto:

    Secondo me la misura è colma. Io non sono andato, e ho sbagliato, all’incontro. Ne ho lette di cotte e crude. La verità non è mai a senso unico. Però qualsiasi siano le ragioni e i torti, leggere quello che dice Modena Qui, cioè che il sindaco ‘non riceve e non riceverà’ chi ha fatto la richiesta, è il colmo. Ricordo i cartelli elettorali con l’obbligo a rispondere a tutti i cittadini. Ma è possibile non riceverli? E’ pensabile, oggi, che il primo cittadino se la dia a gambe? Si va solo dove c’è gente che applaude?

  3. Monica Maisani ha detto:

    Come ci si aspettava , dal 12 aprile ad oggi non è stato fatto alcun passo avanti sul ridondante Patto di cittadinanza. Dal giorno dell’incontro con i cittadini all’insegna dell’ “haivistoquantosiamodemocratici” tutto tace ma molto si muove, in peggio. Aumentano i negozi chiusi, come lo storico Riccò, il degrado avanza, la movida stracciona e caciarona imperversa e sui giornali di oggi cosa leggiamo? “Negozi nei garage”! L’idea mi sa che arriva fuori tempo massimo, abbiamo dei “negozi veri” vuoti da riaprire e che facciamo, riconvertiamo dei box auto in negozio? Se, oltretutto, si volesse portare avanti un progetto di riqualificazione (?) del Centro Storico , non sarebbe meglio pensare a togliere le auto dalla strada ? La destinazione dei pochi garages presenti in Centro ad attività commerciale precluderebbe in modo irreversibile questa operazione. Ma , si sa, cosa non si farebbe per quei ” quindici minuti di notorietà”!

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