Relazione sul (cattivo) stato dell’ambiente a Vignola. Edizione 2011

Ogni volta che un’amministrazione comunale pubblica dati relativi ad un settore delle politiche locali (economia, ambiente, sociale) fa una buona cosa. Sia perché informa i cittadini su aspetti importanti della vita locale. Sia perché dimostra di preoccuparsi di acquisire conoscenze che possono essere utili per l’impostazione delle politiche locali. Ciò che spesso colpisce nell’operare delle amministrazioni locali è infatti la scarsa rilevanza del momento conoscitivo nell’impostare i programmi amministrativi e nel definire gli obiettivi perseguiti (vedi). Molto spesso è così anche per il comune di Vignola (pensiamo all’indisponibilità di un’analisi sistematica sul principale e cruciale tema di questi anni: la crisi economica ed il suo impatto sull’economia e sul mercato del lavoro locale). Dunque è da salutare positivamente l’impegno a raccogliere, organizzare e rendere pubblici i dati sullo “stato dell’ambiente” a Vignola. Certo è che se analizziamo il lavoro fatto emergono con forza anche motivi di perplessità e di insoddisfazione. Vediamo.

Il fiume Panaro a monte del ponte della ferrovia. Sono evidenti i segni della profonda erosione (foto dell'11 ottobre 2009)

[1] La Relazione sullo stato dell’ambiente del comune di Vignola, datata dicembre 2011, segue a dieci anni di distanza la precedente edizione (2001), promossa dall’allora assessore all’ambiente Monica Maisani. Entrambi i rapporti sono stati realizzati da ARPA (sezione provinciale di Modena), in larga parte anche dalla medesima équipe. La Relazione 2011, meno ricca ed articolata della precedente, si pone l’obiettivo di effettuare un nuovo check-up dell’ambiente vignolese a dieci anni di distanza. Che cosa è cambiato? In meglio od in peggio? Non è facile rispondere e, paradossalmente, la Relazione 2011 fa il possibile per schivare l’onere di una risposta. Che in effetti non è data in modo chiaro su nessuna delle aree tematiche trattate. E’ singolare, ad esempio, la mancanza di un capitolo conclusivo in cui tentare di tirare le fila degli andamenti delle diverse “componenti”  ambientali. E’ ugualmente singolare, inoltre, la mancata individuazione di un qualche indicatore complessivo – sul tipo, ad esempio, dell’impronta ecologica – per tentare di valutare la sostenibilità ambientale del “modello insediativo” vignolese. E’ singolarissima, infine, la mancanza di riferimenti alle programmazioni in corso di elaborazione (leggasi PSC: vedi) che, ad esempio, prevedono il raggiungimento per Vignola di una popolazione di almeno 28.000 abitanti (da qui al 2020-2025). Una tale crescita demografica, con gli andamenti dei “fattori ambientali” evidenziati nella Relazione 2011, è auspicabile o anche solo sostenibile? Purtroppo la Relazione 2011 non dice nulla in proposito, come se fosse stata commissionata non dagli amministratori del comune di Vignola, ma da marziani che guardano alla nostra città da una certa distanza e con un interesse del tutto astratto.

Uso del suolo a Vignola. Confronto anni 1994, 2003, 2008 dati Carta uso del suolo (Regione Emilia-Romagna). Fig. 1, cap. 6, Relazione 2011.

[2] La Relazione 2011 è suddivisa in 7 capitoli corrispondenti ad altrettante aree tematiche, a cui si aggiungono un’introduzione ed un’appendice con riferimenti normativi:

  1. Contesto;
  2. Atmosfera (clima, qualità dell’aria, gas climalteranti);
  3. Rifiuti;
  4. Acqua;
  5. Ambiente Urbano (mobilità, consumi energetici, rumore, radiazioni non ionizzanti);
  6. Suolo;
  7. Ambiente e Salute.

Vediamo in estrema sintesi gli aspetti più interessanti (almeno secondo la mia opinione).

  • Atmosfera (cap.2). Riporta dati relativamente a clima, qualità dell’aria, gas climalteranti. Nella parte sulla qualità dell’aria la Relazione 2011  riporta la situazione dei due inquinanti che presentano criticità: il biossido di azoto (NO2) e le cosiddette “polveri sottili” (PM10). A Vignola, la media annuale 2010 di biossido di azoto (fonte principale è il traffico veicolare) è risultata di 28 μg/m3 (il valore limite è di 40 μg/m3). Non sono riportate  serie storiche, per cui non sappiamo quale andamento hanno nel tempo i valori di questo inquinante, mentre i dati rilevati (ad intermittenza) dalle stazioni mobili evidenziano, com’è facile attendersi, una maggiore criticità nelle aree a maggior traffico (es. via Ponte Muratori), con valori anche di 78-86 μg/m3 (media annuale). Il confronto con i dati della seconda metà degli anni ’90 fa pensare ad un miglioramento della situazione nel medio periodo anche per le PM10. Ma i dati della Relazione 2011 sono già vecchi nel momento in cui vengono pubblicati, visto che si fermano al 2010. Oggi sappiamo, però, che nel 2011 si è registrato un peggioramento rispetto all’anno precedente (per le condizioni climatiche “avverse”): 60 “superamenti” della soglia di 50 µg/m3 contro i 43 del 2010 (ed i 35 “tollerati” per legge) (vedi). Nessuna conclusione certa, dunque, per gli inquinanti atmosferici più critici. Plausibilmente sono in lieve diminuzione negli ultimi anni, ma si tratta pur sempre di un valore medio che nasconde situazioni molto eterogenee (con valori più alti, per nulla rassicuranti, nel centro urbano). E non è certo consolatorio proporre un confronto con le realtà più inquinate, come la città di Modena o il distretto ceramico.

Concentrazione di PM10 (valore medio giornaliero) rilevato con centraline mobili a Vignola in occasioni diverse, nel periodo 2001-2007. Si consideri che la soglia considerata per legge è pari a 50microg/m3 (fig.12, cap. 2 della Relazione 2011)

  • Rifiuti (cap.3). Continua a crescere la produzione di Rifiuti Solidi Urbani (RSU): 16.004 tonnellate di RSU nel 2010, pari a 645 kg di RSU per abitante (in merito alla produzione pro-capite si registra un andamento altalenante negli ultimi anni). Erano 595 kg/abitante nel 2003 e 481 nel 1998. Aumenta nel tempo la raccolta differenziata (dal 30,8% del 2003 al 45,4% nel 2010), anche se Vignola rimane ancora molto al di sotto della media provinciale (52,1% nel 2010) e molto al di sotto degli obiettivi definiti dal piano provinciale (55% entro il 2010) e dalla legislazione nazionale (60% nel 2011, 65% nel 2012).

Rifiuti Solidi Urbani (RSU) raccolti. Anni 2003-2010. Raccolta complessiva (in tonnellate) e RSU pro-capite (in kg). Fig. 1, cap. 3 della Relazione 2011

  • Acqua (cap.4). Le acque del fiume Panaro nel tratto vignolese sono definite di qualità “buona”. Occorre però osservare che non si dice nulla sullo stato del fiume, che certo ha subito processi di degrado negli ultimi dieci anni (es. la profonda erosione dell’alveo nel tratto tra il Ponte Muratori ed il ponte della ferrovia). Mentre le iniziative di recupero di un “contatto” con il fiume sono da tempo in fase di stallo (vedi), come evidenzia l’ampia permanenza di zone di degrado lungo il Percorso Natura (vedi) e, più in generale, lungo il medio fiume Panaro (vedi). Ma di questo la Relazione 2011 non parla. Riporta invece i dati qualitativi e quantitativi sulle acque di falda: nel periodo 2002-2010 le rilevazione effettuate sui 3 pozzi ARPA nel territorio di Vignola rileva con continuità (unica eccezione il 2009, dove si registra un miglioramento in uno dei 3 pozzi, subito cancellato l’anno successivo) acque “scadenti” (di classe 3 e classe 4, dove la classe 4 corrisponde a “qualità pessima”) a causa della presenza di nitrati (originati dall’attività agricola) e di solventi (originati dall’attività industriale). Tutti i pozzi vignolesi utilizzati da HERA spa per alimentare l’acquedotto cittadino presentano comunque livelli di nitrati ampiamente inferiori alle soglie di legge (50 mg/litro). Decisamente più alti (ed in qualche caso anche sopra soglia) i valori nei pozzi Spilambertesi, che pure alimentano l’acquedotto di Vignola.  Lo stato chimico ed ambientale delle acque di falda è dunque ancora oggi critico.
  • Ambiente urbano (cap.5). Il capitolo tratta di mobilità, consumi energetici, rumore, radiazioni non ionizzanti (onde elettromagnetiche). Mi limito a qualche considerazione sulla mobilità. Le automobili crescono dalle 14.284 del 2004 alle 15.181 del 2009. Vignola, come peraltro la maggior parte delle città italiane, si conferma dunque “città dell’automobile”, non certo “città dei bambini e delle bambine”. Questi, considerando la fascia di età 0-14, sono infatti circa 3.800. Sappiamo dunque che a Vignola vi sono 4 automobili ogni bambino “in circolazione”! Nel 2009 si rilevano 62 automobili per abitante (79 per abitante, considerando tutti i veicoli a motore). Il dato è leggermente in calo dal 2004 (quando si registravano 64 automobili per abitante), plausibilmente in conseguenza dell’incremento della popolazione straniera, meno “motorizzata”. In realtà il dato interessante sarebbe quello relativo a quanto viene utilizzata l’automobile e gli altri mezzi per la mobilità (piedi, bici, mezzi pubblici), ma di questo la Relazione 2011 non dice proprio nulla.

Veicoli circolanti, in valore assoluto e per 100 abitanti. Anni 2004-2009. Tab. 1, cap. 5 della Relazione 2011

  • Suolo (cap.6). Come altri documenti (es. il Quadro conoscitivo del PSC: vedi) anche la Relazione 2011 rileva un significativo incremento del territorio urbanizzato e, soprattutto, una “significativa riduzione delle aree agricole di maggior pregio ambientale (seminativi erborati e frutteti), inducendo ad una complessiva banalizzazione del territorio comunale” (conclusioni cap. 6). Il verde totale complessivo in città per abitante non cresce nel periodo (10,77 mq/abitante nel 2001, 10,71 nel 2010), anche se cambia in meglio la sua composizione: la componente “verde di servizio” cresce da 7,08 a 8,29 mq/ab.

Mq di verde pro-capite: confronto tra la dotazione 2001 e 2010. Fig. 4, cap. 6 della Relazione 2011.

  • Ambiente e salute (cap.7). Assolutamente deludente  il contenuto di questo capitolo, visto che si limita a trattare il tema dei pollini allergenici dispersi nell’aria e quello della diffusione della “zanzara tigre”. Non una parola sugli effetti dell’inquinamento ambientale sulle condizioni di salute! Eppure i dati epidemiologici in base a cui elaborare qualche stima, ad esempio sull’impatto della crescita delle concentrazioni di PM10 sulle patologie respiratorie, sono riepilogati proprio sul sito web di ARPA Emilia-Romagna (vedi).

[3] Come abbiamo provato ad argomentare, la Relazione 2011 soffre di una certa superficialità. Non solo non offre un quadro descrittivo completo della situazione dell’ambiente vignolese (lo abbiamo evidenziato a proposito dello stato del fiume Panaro che non può esaurirsi nello stato delle sue acque, così come in merito alla completa assenza di riferimenti sull’impatto dell’inquinamento sulle condizioni di salute dei cittadini vignolesi), ma è pure completamente priva  delle ”tracce” della domanda della committenza. Insomma, come se la giunta vignolese non fosse stata in grado di formulare neppure due o tre domande specifiche, riflettenti la peculiarità di questo territorio o gli “sviluppi” futuri (proprio mentre è in corso la definizione del PSC). L’impressione, cioè, è che sia mancato il primo fondamentale requisito per un prodotto di qualità: una chiara visione delle problematiche e degli elementi di “curiosità” da parte della committenza, ovvero dell’amministrazione comunale.  Ne è conseguito un prodotto asettico, puramente descrittivo e che, in realtà, neppure dal punto di vista descrittivo riesce ad offrire una rappresentazione completa e minimamente sofisticata. Insomma, analizzando il prodotto finale risulta particolarmente evidente che la Relazione 2011 riflette innanzitutto un problema di committenza (prima ancora che di risorse investite). Certo, le cose potevano andare anche diversamente. Ad esempio innestando un po’ di “partecipazione” proprio ai fini della formulazione dei quesiti per imbastire la domanda di committenza. Perché non attivare, anche mediante l’uso di Internet, un brainstorming collettivo, con cittadini, professionisti ed operatori dell’ambiente, associazioni ambientaliste, per mettere a fuoco l’elenco dei quesiti da sottoporre all’équipe dei tecnici incaricati della redazione della Relazione 2011? Certo, sarebbe stato opportuno fare lo stesso con il “quadro conoscitivo” del PSC, anche in considerazione del fatto che è già nella fase di analisi che si “orientano” le politiche programmatiche. Invece nell’uno come nell’altro caso l’amministrazione ha preferito un modo di procedere assolutamente autoreferenziale. Certo, un percorso anche più rassicurante, con meno rischi di “sorprese”. Ma, purtroppo, con esiti (in termini di mandato ai redattori) assai banali e deludenti.

Rifiuti Solidi Urbani. Quantità complessiva raccolta (ton.), quantità pro-capite (kg), raccolta differenziata: anni 20903-2010. Tab. 1 e 2, cap.3 della Relazione 2011.

[4] La Relazione 2011 è stata presentata pubblicamente il 23 febbraio scorso al teatro Cantelli, di fronte a pochissimi intimi (20 presenti), come troppo spesso succede per le iniziative promosse dall’assessore Mauro Scurani. Ma questa scarsa partecipazione non deve essere intesa come segno della completa disattenzione dei cittadini vignolesi verso i temi ambientali, visto che è mancata completamente la pubblicizzazione dell’evento. E questo fatto ci introduce alla questione: che progetto di utilizzo c’è dietro alla redazione della Relazione 2011? Lasciamo da parte l’utilizzo di quei dati per l’impostazione di politiche e programmi d’intervento. Sui temi più importanti (mobilità, rifiuti, inquinamento dell’aria, acque) le criticità (ed i dati) sono noti da tempo. E ciò nonostante non si è visto alcun impegno significativo da parte dell’amministrazione vignolese nella prima metà della legislatura. E’ interessante, invece, ragionare sulla Relazione 2011 come strumento di comunicazione nei confronti della cittadinanza.  Anche da questa particolare angolatura, però, emergono elementi di perplessità. Ne cito uno. Nel momento in cui è stata resa pubblica la Relazione 2011 è già vecchia! I dati sono infatti aggiornati al 2010. In alcuni casi addirittura al 2009 o ad anni precedenti. Già oggi sono disponibili i dati del 2011 (es. demografia: vedi, ma anche inquinamento dell’aria: vedi). Altri lo saranno nel giro di qualche settimana. Uno strumento di valenza comunicativa come questo non può permettersi di uscire già vecchio. E non può permettersi di diventare rapidamente obsoleto. Pena il finire in un cassetto e mancare l’obiettivo per cui è stato pensato (ammesso e non concesso che sia stato pensato per aiutare i cittadini vignolesi ad acquisire una maggiore consapevolezza ambientale). Dal punto di vista dell’efficacia comunicativa è indubbiamente più adeguato un apposito sito web, piuttosto che un singolo documento. E’ singolare, dunque, che nel 2011 si pensi ad un documento (statico), piuttosto che ad uno strumento comunicativo web (dinamico), ovvero aggiornabile annualmente. Il formato web avrebbe consentito anche di assicurare una adeguata accessibilità ai dati da parte della stragrande maggioranza dei cittadini (ed in qualsiasi momento). Certo, un siffatto progetto avrebbe dovuto essere realizzato a livello di Unione, così da poter beneficiare di “economie di scala” e da poter supportare l’innesto delle politiche ambientali a livello di Unione (es. iniziative di contrasto dell’inquinamento dell’aria, gestione rifiuti, tutela delle acque di falda, depurazione, promozione della mobilità sostenibile, promozione delle corrette fonti energetiche rinnovabili, ecc.). Il fatto che le cose siano andate diversamente significa che siamo di fronte all’ennesima “occasione mancata” (e varrebbe la pena tenerne conto così da evitare la reiterazione di rendiconti celebrativi sullo stato dell’Unione: vedi) e che su tali snodi strategici (il rafforzamento delle politiche ambientali e la loro dislocazione sul livello dell’Unione Terre di Castelli, anziché sul livello comunale) non ci si può affidare alla semplice buona volontà di un assessore bene intenzionato, ma politicamente debole (se dietro a sindaci ed amministratori esistono partiti di maggioranza è in queste cose, ovvero sui programmi “strategici”, che dovrebbero vedersi all’opera). Insomma, la Relazione 2011 ci offre una visione d’insieme (ancorché incompleta) sullo stato dell’ambiente a Vignola. Ma se si scava sotto la superficie del documento emerge il profilo di un’occasione mancata.

PS La Relazione sullo stato dell’ambiente è stata pubblicata sul sito web del Comune di Vignola il 21 marzo, dopo “solo” un mese dalla sua presentazione pubblica. Eccola dunque nella versione in un unico file (pdf) (23 marzo 2012).

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