Neve a Vignola: febbraio 2012

Le intense nevicate avvenute anche a Vignola nel periodo tra martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio sono state indubbbiamente un evento eccezionale. Ma non più eccezionale di quello che, negli stessi giorni, ha colpito Bologna (96 cm di neve). A Bologna però già venerdì 3 febbraio il 50% delle strade cittadine (più importanti) erano libere dalla neve. Le altre sono state progressivamente liberate nei giorni successivi. A Vignola la gestione dell’emergenza neve è stata invece assai meno efficiente (vedi). Come testimoniano queste foto. Le scuole sono state riaperte definitivamente martedì 14 febbraio, ma nessun intervento sistematico di pulizia degli accessi era stato organizzato. Solo oggi, ad esempio, i mezzi meccanici sono intervenuti per pulire via Libertà a fianco delle scuole elementari J.Barozzi!

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2 Responses to Neve a Vignola: febbraio 2012

  1. zapata ha detto:

    Diciamo la verità, alla neve e al ghiaccio eravamo già allegramente abituati, a camminare tra le auto dimenticandoci l’esistenza dei marciapiedi e delle ciclabili, belle e ghiacciate. E’ stato uno sballo.
    Abbiamo risparmiato e ci siamo divertiti e ci divertiamo ancora.
    Qualcuno ha pensato di mantenere il fondo ghiacciato del cortile del Comune o via Paradisi, per Bambinopoli. Ottima idea!
    Perfino il vicesindaco Montanari ha sperimentato l’emozione dello scivolo sul ghiaccio comunale, non si sa se per verificare la “pulizia adeguata” stile Mislei, per verificare l’efficienza del Pronto Soccorso o solamente per far divertire il sindaco Denti che dalla finestra sorrideva. Comunque sia, auguri sinceri al vicesindaco Montanari…..e a tutti quei cittadini scivolati allegramente.
    Non nevica sempre, godiamocela!!!!
    Ciao, zap

    Ho volutamente escluso i più deboli, perchè allora il discorso sarebbe stato molto, troppo serio. Ma si sa, che avevano già enormi difficoltà anche senza neve. Per ricordare e non dimenticare e per favore, non indignamoci, incazziamoci : ” Vignola 2009 – Volete fare un giro?”

    Nemmeno una ciclabile pulita, prima le auto, please……

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nel libro Marcovaldo, di Italo Calvino (sottotitolo: le stagioni in città), c’é un bellissimo capitolo dedicato alla neve in città (“La città smarrita nella neve”) ed al senso di libertà che essa induce. Nella città ricoperta di neve e per questo bloccata Marcovaldo sperimenta una nuova libertà, la libertà dalle costrizioni della mobilità cittadina e dagli spazi compartimentati a tal fine (le auto in strada, i pedoni sul marciapiede, ecc.). “Nelle vie cittadine ogni differenza tra marciapiedi e carreggiata era scomparsa, veicoli non ne potevano passare, e Marcovaldo, anche se affondava fino a mezza gamba ad ogni passo e si sentiva infiltrare la neve nelle calze, era diventato padrone di camminare in mezzo alla strada, di calpestare le aiuole, d’attraversare fuori delle linee prescritte, di avanzare a zig-zag.” E’ così che Marcovaldo “sentiva la neve come amica, come un elemento che annullava la gabbia di muri in cui era imprigionata la sua vita.” La neve sospende dunque l’organizzazione sociale e le sue costrizioni … ma non per troppo. La gente deve comunque andare a lavorare (gli ospedali, ad esempio, non si possono fermare; ma anche le fabbriche non possono fermarsi a lungo … e neppure i servizi alle imprese, il trasporto pubblico, chi fa manutenzione …), le scuole debbono riprendere la loro attività e così via. E’ vero che tornare, per un po’ … qualche giorno, padroni dei propri tempi e degli spazi cittadini è un’esperienza anche entusiasmante … ma è necessariamente di breve durata. E comunque non è concessa a tutti (anche Marcovaldo il giorno della nevicata si reca al lavoro, seppure a piedi … ed il magazziniere-capo, Viligelmo, lo mette a spalare: “Davanti alla ditta la spalatura del marciapiede spetta a noi, cioé a te”). I ritmi della vita urbana si possono allentare, ma non possono essere fermati. Non per tutti. E’ vero che abbiamo perso lo sguardo incantato con cui Marcovaldo guarda alla “natura” in città, tra cui sta pure la neve. E sarebbe salutare recuperare tale capacità di guardare alla vita con gli occhi di un bambino, di prendere con ironia (ed auto-ironia) queste situazioni di sospensione del tradizionale ordine urbano. Ma allo stesso tempo l’organizzazione della nostra vita e delle nostre città, essendo basata su di un livello più elevato di divisione del lavoro, richiede che, seppure a regime ridotto, l’organizzazione sociale continui a funzionare. E’ comunque un tema su cui ogni riflessione è salutare. Può essere, infatti, che la “modernizzazione” sia andata un po’ troppo oltre. Anche su questo fronte. Anche per questo personalmente ritengo il libro di Calvino ancora stimolante a quasi cinquant’anni dalla sua uscita:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/11/29/marcovaldo-di-italo-calvino-riflessioni-sulla-natura-nella-citta/
    Per tornare un attimo alle immagini. Guardiamo alla città con gli occhi dei “soggetti più deboli”, come suggerisce anche Zapata. Ed ai loro problemi di mobilità. I disabili, ma anche gli anziani, od i bambini. I marciapiedi di viale Vittorio Veneto sono ancora oggi ostruiti dalla neve. I pedoni, tra cui i genitori che accompagnano i figli alla scuola elementare ed alla scuola dell’infanzia, non possono far altro che camminare direttamente sulla sede stradale. Ma viale Vittorio Veneto è anche la via più trafficata dagli autobus. Qualche problema si pone. Da tempo dico che parlare di “città dei bambini e delle bambine” è pura ideologia. Le nostre sono piuttosto città delle automobili (e Vignola non fa eccezione). Così come l’organizzazione del “piedibus”, per quanto interessante, coinvolge un numero piccolissimo di studenti e famiglie (ed è tutto da dimostrare che senza di esso tali persone non sarebbero comunque andate a scuola a piedi). Se si vuole, correttamente, promuovere la mobilità pedonale occorre organizzare diversamente anche l’intervento in caso di neve. E’ molto più importante garantire percorsi pedonali protetti (e puliti) che ogni evento o manifestazione spot, di cui pure questa amministrazione va fiera. Il fatto è che i marciapiedi puliti non vanno sui giornali (e non dico che spetti all’amministrazione pulirli, ma un’amministrazione intelligente si fa promotrice di una mobilitazione dei cittadini per pulirli!). E che invece troppo spesso la politica oggi ricerca visibilità sulla stampa, come se questo fosse il principale metro del suo ben operare.

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