Neve in città/2. Argomenti per un giudizio

Come era facilmente prevedibile l’emergenza neve e la sua (cattiva) gestione hanno acceso la discussione, privata e pubblica (più privata che pubblica, in verità). Su facebook, ad esempio, è stato il tema del giorno per più giorni, oggetto di diatribe infuocate (oltre che causa di invettive). Una statistica casalinga mi fa pensare che, almeno nella fascia d’età 20-40 anni, quella maggiormente rappresentata su facebook, la maggior parte dei commentatori abbiano espresso valutazioni negative sull’operato dell’amministrazione vignolese (secondo me a ragione). Ma ovviamente vi sono stati anche cittadini che invece hanno lamentato questa “eccessiva lamentazione” (a dir loro). Tra il “nevica, governo ladro!” e il “va sempre e comunque tutto bene” ci dovrà pur essere un modo per esprimere una valutazione, un giudizio non prevenuto né superficiale. Mi sembra un esercizio interessante di discussione tra gruppi di cittadini che possono avere, come è naturale, opinioni differenti. Se ovviamente c’è la disponibilità ad ascoltare le ragioni che la controparte mette in campo ed a ricercare argomenti in grado di confutare la posizione altrui. Vediamo.

La condizione di via G.Matteotti in prossimità dello sbocco su via Libertà (foto dell'8 febbraio 2012, ore 17.30)

[1] Un’osservazione, innanzitutto. L’amministrazione comunale ha comunicato sull’emergenza neve come se, a parte il primo giorno di “adattamento”, avesse svolto adeguatamente il proprio compito (potete consultare i comunicati pubblicati nella home page del sito web comunale). Innanzitutto quello di pulizia delle strade cittadine. L’amministrazione ha infatti comunicato ai cittadini il proprio impegno, come se questo fosse ottimale: “i 16 mezzi spartineve del Comune, attivi già da martedì, coprono senza interruzione notturna i 119 km di strade Comunali; per quanto riguarda lo spargimento di sale sono già stati effettuati diversi passaggi di sale, in miscela con ghiaino, al fine di essere efficaci con temperature ampiamente sotto lo zero.” In realtà non è andata così, come hanno potuto constatare i cittadini vignolesi. Molti dei quali si sono rivolti a facebook (assai più che alla stampa locale) per sbugiardare l’amministrazione. In questi giorni, infatti, la quasi totalità dei commenti rivolti all’amministrazione diceva una cosa sola: le strade non sono state pulite, che cosa aspettate per farlo? La maggior parte dei cittadini non si lamenta del fatto che le strade non erano pulite l’1 o il 2 febbraio, i giorni delle nevicate più intense, ma che una settimana dopo quasi tutte le strade siano ancora innevate! In effetti ancora ieri (martedì 7 febbraio) la quasi totalità delle strade risultava innevata. Con la sola eccezione di 5-6 strade di attraversamento. Certo, importanti. Ma limitarsi a pulire quelle (e neppure adeguatamente) ha significato ribaltare i disagi sui cittadini, pedoni ed automobilisti. A conferma dello stato disastroso di molte strade diversi cittadini hanno pure pubblicato foto che testimoniavano della mancata pulizia delle strade e, dunque, della loro condizione. Che si potesse fare meglio è confermato dal confronto con altre amministrazioni comunali che invece sono intervenute in modo efficace e con maggiore tempestività. Io ho potuto fare il confronto con Bologna, città dove lavoro (e dove è caduta una quantità di neve forse anche superiore a quella caduta a Vignola). Già venerdì mattina, 3 febbraio, la maggior parte delle strade bolognesi era pulita (vedi). A Vignola, ancora oggi, la maggior parte delle strade cittadine è ancora innevata. Facebook, dunque, è stato un potente dispositivo per fotografare la realtà vignolese, metterla a confronto con l’immagine rassicurante diffusa dall’amministrazione (va tutto bene … abbiamo fatto tutto quanto era in nostro potere …) e criticarne l’operato (o meglio: il non operato, visto che il “piano neve” è stato in larga parte inapplicato)! In un certo senso è stato uno strumento di trasparenza.

Via Libertà, in prossimità di via G.Matteotti (foto dell'8 febbraio 2012, ore 17.30)

[2] Le critiche sono state generalizzate, ma qualche voce fuori dal coro c’è stata. Su facebook, Vittorio (lo riporto come esempio, non certo come l’unico caso) afferma: “Tutta questa inefficienza io non l’ho vista. Ho solo sentito di persone che, senza motivo apparente, pretendono una strada perfettamente pulita ed asciutta”. Ed aggiunge: “Ripeto, io sono uscito prima, dopo e durante il week-end, con gomme da neve, senza alcun problema di slittamento. Inoltre ho girato anche a piedi senza particolari problemi. La rimozione della neve ha un costo, oltre che essere difficoltosa (da notare quanti sono i cortili privati completamente sgomberi da neve). Pretendere che un comune, in pieno inverno, tenga completamente sgombere da ghiaccio e neve le superfici pedonali la trovo una richiesta quantomeno assurda.” Basta non aver (personalmente) alcun problema per dire che l’emergenza neve è stata gestita al meglio? Evidentemente no. E’ tutta una questione di aspettative eccessive ed irrealistiche? Anche qui risponderei di no. Ho l’impressione che sia davvero troppo facile attribuire la responsabilità alle aspettative eccessive dei cittadini, che “pretendono una strada perfettamente pulita ed asciutta”. Per quello che vedo attorno a me la maggior parte delle persone ha compreso la portata della nevicata ed ha riconosciuto come inevitabile una certa quantità di disagio. Ma la maggior parte delle persone ha anche visto sospendere troppo presto l’intervento dei mezzi spazzaneve, ha visto le strade vignolesi lasciate innevate, ha visto l’azione insufficiente dei mezzi spargisale. Ha visto che in altri comuni (es. Modena, es. Bologna) la situazione delle strade era molto migliore che a Vignola. E questo già dalla settimana scorsa!

Via A.Gramsci, strada di accesso alla stazione ferroviaria (foto dell'8 febbraio 2012, ore 17.20)

[3] Quanto vale l’argomento “io giro bene anche con la neve, dunque non c’è problema”? Decisamente poco. Certamente questa nevicata ha richiesto che per la circolazione con l’auto ci si dotasse di gomme antineve o di catene. E qualcuno che non l’ha fatto ha aggiunto intralci ad una circolazione già sotto stress. Ma non si può pensare che lo standard della mobilità cittadina vada tarato sulla misura della minoranza maggiormente abile e “spavalda”. La popolazione della città è eterogenea: uomini e donne, giovani, anziani, bambini. Il pulire le strade in tempi ragionevolmente brevi va fatto per consentire a tutti una mobilità adeguata. Non tutti gli anziani dispongono di parenti in grado di accompagnarli sul proprio mezzo a fare la spesa o per le incombenze quotidiane. L’argomento secondo cui “pulire le strade (…) è una esigenza dannatamente secondaria, in quanto qualsiasi cittadino può sopperire autonomamente con apposite attrezzature dal costo relativo o sfruttando i mezzi pubblici” riflette dunque, chiaramente, un punto di vista molto particolare e non può essere generalizzato. D’altro canto la pulizia delle strade ha mancato anche quei luoghi e quelle strade di accesso agli edifici maggiori “generatori” di traffico. Neppure le strade di accesso alle scuole cittadine sono state pulite con tempestività in questi giorni (se non oggi, 8 febbraio; e neppure bene, si veda viale G.Mazzini)! Le strade di accesso alla stazione ferroviaria sono ancora innevate e così pure, solo per fare un esempio, la via di accesso alla chiesa dei frati Cappuccini.

Via C.Plessi, strada di accesso alla chiesa dei padri Cappuccini (foto dell'8 febbraio, ore 17.25)

[4] Può dunque l’amministrazione sottrarsi all’obbligo della pulizia delle strade? Magari per spendere un po’ meno nell’applicazione del piano neve (sapendo, però, che in tal modo scarica “costi” sui cittadini)? E soprattutto: può sottrarsi ai propri obblighi nel momento in cui invita i cittadini, i privati ad adempiere ai propri doveri? L’amministrazione comunale, infatti, “ricorda che i frontisti hanno l’obbligo della pulizia dei propri accessi”. Ricorda, inoltre, “che i cittadini proprietari di alberature devono togliere la neve dai rami che sporgono direttamente su strade e aree di pubblica, procedendo anche alla potatura degli stessi quando rappresentino causa di pericolo.E perché mai i cittadini dovrebbero sentirsi impegnati verso questi “doveri”, se l’amministrazione comunale per prima rinuncia al suo dovere di una adeguata pulizia delle strade? In molti hanno lamentato il “venir meno” del senso civico che spinge il singolo individuo a fare la propria parte, il proprio dovere a beneficio della collettività. Ed in effetti in diversi casi i frontisti non hanno pulito accessi né marciapiedi. Sono comportamenti che vanno scoraggiati, mentre invece vanno promossi ed incoraggiati i comportamenti pro-collettività, quelli a favore dei “beni pubblici”. Insomma occorre contrastare chi si comporta da free rider. Ma se è l’amministrazione che per prima viene meno al suo dovere?

Le condizioni di viale G.Mazzini (foto dell'8 febbraio 2012, ore 17.20)

[5] Tra fiammate polemiche del tipo “nevica, governo ladro” ed i fans a tutti i costi dell’amministrazione comunale è dunque possibile ricavarsi un sentiero per un giudizio fondato. Non c’è dubbio che la formulazione di un giudizio sull’operato degli amministratori comunali è non solo possibile, ma doverosa per chi vuol essere cittadino. L’essere cittadini, anziché sudditi, significa anche questo. Certo, sentirsi vincolati allo svolgimento del proprio dovere civico. Ma anche esprimere un giudizio sull’operato di chi governa la città.

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13 Responses to Neve in città/2. Argomenti per un giudizio

  1. Takky ha detto:

    Mi sembrava argomentassi troppo per essere un “cittadino medio”.. :). Qui Vittorio, solo per precisare che me ne guardo bene dall’elogiare l’amministrazione comunale ma volevo solo vedere se, chi critica tanto, poi sa di cosa sta parlando. E, non fosse stato per il tuo intervento, la discussione sarebbe stata esattamente poco costruttiva e superficiale.
    Come ho detto nella discussione, criticare con “Complimenti alla Denti per la gestione dell’emergenza neve” non è costruttivo, non aiuta il cittadino e non aiuta l’amministrazione. Da casa mia lo spazzaneve è passato anche ieri, il sale ed il ghiaino ci sono e si vedono, ma ci si muove ancora sullo strato di neve compatta che invece è assente su altre strade, come mai? Prima di avanzare qualsiasi critica io devo avere una risposta a questa domanda. Prima di lanciare un sasso voglio assicurarmi di colpire il bersaglio giusto.

    • Martina ha detto:

      Non si capisce bene il filo del discorso, sig. Takki…
      Il comune di Vignola è un comune ricco, che spende e spande per iniziative che non interessano o coinvolgono i cittadini più pragmatici (chi se ne frega della filodiffusione a Natale, del torneo di burraco o delle fontane), i soldi ci sarebbero ma al nostro sindaco piace di più apparire che “fare”.
      Quando andavo a scuola pulivano le strade e si prendeva la corriera per Modena, mai un giorno di chiusura.

  2. Stavolta rimango anonimo ha detto:

    Il tema è di responsabilità. Se un amministrazione sente il dovere e ravvisa come propria la responsabilità della sicurezza sulle strade, deve agire di conseguenza. Dirà con ragione ai propri cittadini che ha aumentato l’addizionale IRPEF per garantire un adeguata pulizia delle strade in occasione di un importante emergenza. Vignola ha un territorio molto limitato ed è una cittadina ricca, deve fare molto meglio di Marano. Bazzano, Crespellano etc. Ma se si schivano le proprie responsabilità in ogni occasione sperando che tenga il “non abbiamo soldi” prima o poi arriva un evento della natura, che evidenzia tutta la tua impreparazione e inadeguatezza. Pagherai con gli interessi la tua ignavia*, il tuo dolce far niente diventerà improvvisamente amaro e i cittadini comincieranno a pensare che hanno necessità di un politico capace di assumere decisioni, di rischiare, di rispondere, di sbagliare anche, ma capace anche di riconoscerlo e di rimediare. Quindi un consiglio al sindaco di Vignola, spenda ciò che si deve, tutte le imprese edili sono ferme, li assoldi con pale picconi, camion, e faccia ciò di cui la città ha bisogno, dica ho dormito fin ora, ma ora mi sono svegliata, con un po’ di umiltà chieda aiuto, invece di ordinanze, faccia appelli, chieda aiuto, che a volte chiedere aiuto è segno di intelligenza, chieda ai cittadini di mobilitarsi, altrimenti comunque come lo chiuderà il bilancio, con che coraggio chiederà ai cittadini un sacrificio. Questa nevicata poteva essere un occasione d’oro per far capire ai cittadini, quanto inadeguati siano i singoli di fronte alle emergenze, e quanto invece possano essere forti le comunità, quanto sia importante pagare le tasse al comune, perchè senza, i costi individuali diventano molto più alti delle imposte. Vorrei chiedere ai commercianti del centro se pesa più sul loro bilancio l’IMU o la chiusura per 4 giorni dei negozi, vorrei chiedere agli operai quanto gli è costata in babysitter o in permessi non retribuiti la chiusura per 4 giorni delle scuole, immagino molto di più di 20 euro/anno di addizionale IRPEF comunale. Era una bella occasione per far crescere questa consapevolezza, chiamare i genitori e chiedergli se si assumono maggiori rischi e costi chiudendo le scuole o rimanendo a casa dal lavoro se si può o sballotando i propri figli di nonno in nonno, come se davanti alla casa del nonno il ghiaccio si fosse sciolto miracolosamente, era l’occasione per dimostrare che i luoghi pubblici sono più sicuri di quelli privati nel momento dell’emergenza. Non condivido questa nuova moda per cui le case private sono più sicure dei luoghi pubblici, e anche le procure si preoccupano di indagare, non se hai garantito sicurezza nei luoghi pubblici, ma se hai chiuso le scuole allla prima allerta meteo. Considerato che mediamente ce ne sono due o tre a settimana, se non ci fosse qualcuno che si assume la responsabilità di decidere, sarebbe sempre tutto : chiuso per paura. Ma dalla protezione civile, ai prefetti, ai sindaci, tutti sono preoccupati di una sola cosa: Chi rimane con il cerino in mano? La risposta è semplice, se non lo tiene in mano il sindaco, è il cittadino a bruciarsi. Ecco perchè se si vuole un sindaco all’altezza bisognerebbe pagarlo in relazione alle proprie capacità e responsabilità, se si pretende giustamente una città civile, bisogna investire risorse e tempo. Se si paga e si riduce il sindaco ad un medio impiegato, poi non bisogna meravigliarsi troppo se si comporta come un medio impiegato. Ecco perchè non mi appassiona questo gioco al ribasso. Meno soldi, meno impegno, meno capacità, meno politici, meno indennità = niente responsabilità.
    Certo la politica per prima ha avviato questo gioco , i risultati però sono davanti agli occhi di tutti, non si gira più, sarebbe ora di ripartire.

    *Ignavi: Questi dannati sono coloro che durante la loro vita non agirono mai né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte.

    • Takky ha detto:

      Se la butti sul politico non posso che darti ragione ma la colpa è davvero tutta del loro schivare le responsabilità? Adesso che ha provato i disagi il cittadino sarà sicuramente disposto a pagare per avere strade pulite ma se il pagamento fosse stato richiesto prima come avrebbe reagito? Il comune sarebbe stato tacciato di mala gestione e di aver richiesto ancora più soldi in un periodo in cui già ce ne sono pochi. La colpa, in fondo, è di una politica figlia del compromesso prima che dell’agire necessaria per mantenere il consenso. Perché, in fondo, siamo gente che chiede ma non rispetta.

    • Martina ha detto:

      clap clap
      Questo si che è un commento costruttivo, mi vedo d’accordo in tutto.

  3. Ormai rimango anonimo ha detto:

    Se fosse stato chiesto prima, te lo dico con certezza, molti cittadini avrebbero protestato, lo avrebbero fatto i sindacati, dicendo, anche giustamente, che non si poteva gravare sui soliti, sarebbero insorte le associazioni di categoria, dicendo che il commercio è già in profonda crisi, ma soprattutto sarebbero stati i partiti a non approvare, per paura di perdere consenso, sobrietà! la neve si scioglierà! Hai ragione Takky, però un sindaco e una classe dirigente si misurano sulla capacità di raggiungere un compromesso ai livelli più elevati possibili, che vada oltre gli interessi individuali e i mal di pancia e risponda a bisogni collettivi, a volte addirittura di chi non è ancora nato o non ha rappresentanza, anche questi devono essere tenuti in conto nel compromesso e ancora di più i tanti i tanti cittadini perbene silenziosi in questi frangenti, che non sono rappresentati da coloro che hanno paura di perdere una tessera, un associato o un voto, che cercano quindi compromessi al ribasso per non scontentare nessuno, ma sono coloro che capiscono e comprendono le ragioni del prossimo, su questi bisogna fare leva in modo che tornino a pesare, nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni. Certo per fare questo si devono scontentare e far pesare meno i peggiori e premiare i migliori. Ma se a contare è il merito, il senso civico, l’equilibrio, la responsabilità, i furbi prima o poi o si adeguano o rimangono esclusi. Serve però coraggio, perché è un lavoro lungo, non è detto si raccolga immediatamente il consenso, magari bisogna aspettare una bella nevicata…ma alla lunga arriva. Alla lunga … serve una politica che guardi un po’ lontano, almeno fino al prossimo inverno. Bisogna avere fiducia, mentre scrivo, sotto casa, nell’ora più calda del giorno, stanno passando due spazzaneve, uno dietro l’altro…potenza del blog di Paltrinieri!

  4. zapata ha detto:

    Si può sempre far meglio. Ma è necessario essere capaci, competenti ed esperti di quel che si fa. Una rarità in questo paese.
    Dove tutti sanno far tutto. Poi quando va male si tira fuori dal cilindro l’esperto, il tecnico, i tecnici. Il professor Monti. E ci sentiamo tutti Monti. Compresi i politici in vacanza.
    Per la neve è la stessa cosa. Esperti di niente che improvvisano competenze che non hanno e allora si piantano nella neve.
    Vignola non è peggio di Bologna, Zocca, Spilamberto o qualsiasi altro posto.
    Ma far cadere ogni responsabilità ai “dilettanti allo sbaraglio” è troppo facile. Perchè siamo un pò tutti responsabili (come per l’evasione fiscale). Qualcuno un pò di più. Tanto di più!
    Come tutti quei commercianti molto bravi ad organizzarci ogni tipo di festa pur di vendere, che a malapena tolgono la neve davanti all’ingresso del negozio. Perchè non organizzano “badilopoli” ?
    Le banche non sono da meno. Pulire di questi tempi costa!!! Unipol Banca, la banca di Fassino e D’Alema e anche la mia, inaccessibile, un piccolo varco fatto coi piedi e se vuoi attraversare Cesare Battisti sulle strisce pedonali al semaforo, non puoi. Un muro di neve.
    Il tutto di fronte al comune.Gli esempi si sprecano. Come le rotaie di ghiaccio in via N. Sauro.
    L’educazione civica non è più materia scolastica, quindi non si può pretendere tanto dai cittadini. La famosa coscienza degli anziani è ormai scomparsa da decenni.
    Gli spalatori sono un ricordo dei più anziani. Una volta i comuni li usavano, come anche i privati . Oggi resta il ricordo di pochi.
    Andrea Paltrinieri riporta:
    “L’amministrazione comunale, infatti, “ricorda che i frontisti hanno l’obbligo della pulizia dei propri accessi”. Ricorda, inoltre, “che i cittadini proprietari di alberature devono togliere la neve dai rami che sporgono direttamente su strade e aree di pubblica, procedendo anche alla potatura degli stessi quando rappresentino causa di pericolo.” E perché mai i cittadini dovrebbero sentirsi impegnati verso questi “doveri”, se l’amministrazione comunale per prima rinuncia al suo dovere di una adeguata pulizia delle strade?”
    Caro Andrea se i frontisti pulissero i propri accessi non farebbero altro che il proprio dovere e sicuramente i cittadini pedonalizzati potrebbero spostarsi con minor disagio. Scrivere “E perché mai i cittadini dovrebbero sentirsi impegnati verso questi “doveri”, se l’amministrazione comunale per prima rinuncia al suo dovere di una adeguata pulizia delle strade?” è come scrivere “perchè mai i cittadini che evadono le tasse devono sentirsi in dovere di pagarle se chi governa amministra malamente?
    Non molto elegante.
    Avrei voluto difendere questi amministratori e i loro tecnici, ma non ci riesco.
    Se voglio le strade pulite devo cambiare città. Come per la sanità, vai dove ci sono le eccellenze e le capacità!
    Un ragazzo Tunisino che lavora a Spilamberto e parla dell’estremo disagio sulle piste di ghiaccio, candidamente mi chiede : ma non possono pulirle le strade?
    Risposta :chiedilo al Sindaco : sindaco@comune.vignola.mo.it

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Zapata, provo a rispondere alla critica. Indubbiamente ogni anno che passa diminuiscono i cittadini che si sentono impegnati in questi “antichi” comportamenti civici, a cui appartiene lo spalare la neve sui marciapiedi, garantire gli accessi, spargere sale, ecc. Quali mezzi abbiamo per fermare questo declino e magari per invertire rotta? Quali mezzi abbiamo noi come cittadini e quali mezzi hanno gli amministratori? L’esempio, innanzitutto. Il coinvolgimento, in secondo luogo. Mi è piaciuto molto quello che ha scritto “stavolta rimango anonimo”: l’invito all’amministrazione affinché “chieda aiuto alla città”. E’ coinvolgimento. Ma perché un tale appello abbia qualche chances di successo bisogna davvero essere credibili, ovvero bisogna dimostrare (con i fatti) che si fa la propria parte. Dimostrare che l’amministrazione ci mette davvero il massimo dell’impegno. E’ andata così? Assolutamente no. Anzi, ho quasi l’impressione che di fronte al disimpegno dei privati (che rinunciano al proprio dovere civico) l’amministrazione comunale abbia chiuso entrambe gli occhi, in una sorta di patto tacito. Per cui le due “controparti” tollerano le inadempienze l’uno dell’altro. Occorre invece rompere questo circuito vizioso. Questa spirale discendente, al degrado civico. E per farlo l’amministrazione comunale poteva fare una mossa, come di nuovo ben ricorda “stavolta rimango anonimo”. Ma le cose non sono andate così. Questo è chiaro a tutti. L’ho ricordato nel precedente post. Alcune amministrazioni comunali (Bologna, Forlì) hanno lanciato un appello ai cittadini, ottenendo la risposta di qualche centinaio di volontari-spalatori. A Vignola nemmeno quello. So bene che non avrebbe ribaltato l’immagine della città coperta dalla neve. Ma sarebbe stato comunque “terapeutico” per una comunità dai legami sempre più laschi.

  5. dunnangall ha detto:

    …finalmente nevica di nuovo. All’occorrenza un po’ di bufera. Quindi ? Dove vi posso vedere protagonisti in spalatura neve in qualità di frontisti ? Dai facciamo una bella foto e la mettete su feisbol (come mi disse un bel dì mio zio quasi ottantenne..). Ho l’impressione che siete tutti un po’ troppo su sti lavori qua’ facebook twitter e tutta stà roba e per niente sul pezzo. L’Amministrazione qua, l’amministrazione là ecc… Perchè pensavate in qualcosa di meglio? Sicuramente poteva anche andare peggio, certo è che tanta gente non vedeva l’ora di due fiocchi per snocciolare le solite menate. Ma che v’aspettavate di vedere Monduzzi Donazzi col badile a spalare la ciclabile? O magari la Basile a sparger sale sul cassone dell’Ape del Comune? Certo che una Denti con la ramazza a farsi fotografare davanti al comune nell’intento di liberare il piazzale avrebbe fatto invidia al romano. Paltrinieri come spesso capita c’azzecca e nulla da eccepire sulle sue puntualizzazioni a riguardo, anche se un paio di considerazioni focalizzate più sull’indecenza delle pedonali, dei passaggi agli incroci e delle ciclabili me le sarei aspettate. Facciamo un po’ meno i maestrini e mettiamoci meno problemi sullo stato delle strade che più o meno sono state e saranno percorribili a Vignola come altrove, anche io ho verificato sin dal primo gg di neve che il giro delle poiane mica tanto era organizzato bene, ma sempre per non essere i soliti criticoni ci s’attrezza con tanta calma, attenzione e buon senso e ci si alza un po’ prima e si parte. Ma sulle pedonali e sulle ciclabili praticamente impercorribili mica vi vedo così incavolati, forse perchè vi piace troppo avere la macchina sotto il sedere ma vorrei ricordarvi che con la neve il mezzo migliore per girare sono le proprie gambe, buoni scarponi da montagna, ben coperti e via specialmente per chi non deve migrare per lavoro in luoghi non serviti dai mezzi. Il fatto è che in questi giorni ho l’impressione che tanta gente s’è data malata, se n’è stata in casa al calduccio, manco ha spalato davanti al cortile e s’è attaccata alla rete a far chiacchiere. M’è capitato di girare in questi gg e veramente, sapete qual’è la vergogna vera, è che a spalare la neve ci stanno tutti tranne i giovani, i ragazzi, le belle generazioni dell’italia di domani, i trentenni. Assenti non solo dalle scuole (chiuse…ma perchè? …forse perchè i genitori non sarebbero riuciti a portarceli in macchina fin lì davanti…) o dal lavoro…ma quando c’andavo io a scuola mai si chiudevano per neve una settimana e nemmeno gli uffici pubblici erano chiusi (…vabbè lasciamo stare questi…), ma cosa stiamo diventando, dei terrorizzati della vita? Di cinque o sei gradi sotto lo zero e di mezza gamba di neve? Penso sempre che prima ognuno deve fare la propria parte poi, ma poi dopo che l’ha fatta per un bel po’…, puo’ criticare e fare valere le proprie ragioni. Detto questo…
    Saluto Said il mio amico del Marocco che passa di casa in casa con il suo bel badile, di cortile in cortile, e che per 10 €urini ti ripulisce tutto alla perfezione, il vialetto per € 5. Saluto i rifugiati che questo autunno hanno ramazzato dalle foglie il cortile della scuola di mio figlio e che ora l’hanno ruipulito dalla neve…se dovevamo aspettare che lo facessero i ragazzi della Denti, come la bella porcheria dell’anno scorso, stavamo freschi.
    A domattina, alle ore 05,30 tutti in strada a spalare così alle ore 07.30 dopo una bella doccia bollente siamo tutti pronti per iniziare una buona giornata.
    Saluti

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Dunnangall, spero non ti sembri strano, ma ho condiviso per intero quello che hai scritto. Solo un punto non mi convince. Ed è un punto importante, che riguarda il senso dell’essere cittadini (e non sudditi). Tu dici: “Penso sempre che prima ognuno deve fare la propria parte poi, ma poi dopo che l’ha fatta per un bel po’…, puo’ criticare e fare valere le proprie ragioni.” E’ la sequenza che non mi convince. E’ il fatto che sembra che un cittadino non abbia diritto di parola (e di critica) se prima non ha dimostrato qualcosa (oggi spalando neve, domani …). Essere cittadini (e non sudditi) significa avere diritti e doveri. Contemporaneamente. Insistere sui doveri è legittimo ed importante. Ma al cittadino che chiede la parola richiedere l’esibizione del curriculum (con l’elencazione dei doveri adempiuti) mi sembra arrogante. Ribadisco: non intendo minimizzare il lato dei doveri, ma neanche farne qualcosa da esibire per poter accedere all’agorà. Perché l’essere cittadino implica sin da subito (non solo dopo aver dimostrato qualcosa) il diritto di parola sugli affari della città.

  6. Rosanna ha detto:

    Concordo pienamente con quanto scritto da Martina e posso aggiungere che in tanti anni raramente ho assistito ad un disinteresse così evidente della Amministrazione per i bisogni dei cittadini. Mi ha meravigliato la faccia tosta del segretario del PD nel momento in cui difende in modo acritico, con articolo sul Carlino, l’operato, o meglio non operato, della nostra Amministrazione come se noi vignolesi fossimo tutti dei minorati o ciechi. E’ chiaro che non è esemplare il senso civico dei vignolesi (lo sipuò riscontrare vicino ai cassonetti della spazzatura e sulla ciclabile di via Resistenza o nelle piccole aree verdi) ma questo non autorizza chi ci governa a fare altrettanto.
    Che fine hanno fatto le entrate relative alla tassa di scopo? Tanto visto l’andazzo della doppiezza dei nostri amministratori potevano utilizzarli per ripulire Vignola. Rosi

  7. Per lunedì 20 è prevista una nevicata piuttosto intensa (anche se dovrebbe esaurirsi in giornata): speriamo che questa volta la gestione sia adeguata.

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