Neve in città. Si poteva fare meglio?

Pochi temi accendono l’animo dei cittadini come i disagi creati dagli eventi atmosferici straordinari, tra i quali va sicuramente annoverata la nevicata (quasi ininterrotta) dei giorni 1, 2 e 4 febbraio. Circa 60 cm di neve caduta ad oggi, a Vignola come in larga parte dell’Emilia-Romagna. Basta fare un giro su facebook per raccogliere considerazioni infuocate, ed anche contrapposte, sulla neve caduta, i disagi creati, l’efficienza dell’amministrazione comunale nel pulire le strade, l’apprezzamento o meno sulla chiusura delle scuole e così via. A chi critica l’operato dell’amministrazione comunale per non aver adeguatamente pulito le strade (cosa vera) si contrappone chi invita a lasciare facebook per imbracciare la pala. Il dovere chiama! Ma sembra che solo una minoranza di cittadini sia disposta a rispondere. “Neve in città” è uno di quei temi da umarells e pertanto va maneggiato con cura. Anche per questo ho aspettato qualche giorno prima di scriverci sopra – e se possibile ne avrei fatto a meno. Eppure qualche considerazione sta bene fatta, anche se il tema è già stato trattato nel 2010 (vedi) e nel 2011 (vedi), in occasione di altrettante nevicate. Oggi come allora il primo dato che salta all’occhio è lo scarto tra l’immagine che l’amministrazione offre del proprio operato, es. a mezzo web, e la realtà constatata dai cittadini. Anche in caso di neve, tra il dire ed il fare c’è di mezzo …

Il municipio di Vignola sotto la neve (foto del 4 febbraio 2012)

[1] In questi giorni mi sono mosso tra Vignola e Bologna, a mezzo treno. Ho visto bene queste due realtà. Bologna è stata in difficoltà il primo giorno di neve, mercoledì 1 febbraio. Difficile dire cosa non ha funzionato nella gestione del “piano neve”. E’ vero che è caduta molta più neve di quanto anticipato dalle previsioni meteo e che il servizio di spazzamento neve era stato dato ad un diverso gestore pochi mesi prima (in precedenza era gestito da HERA), dunque si è trattato del primo “test” sul campo. Comunque sia, per questi o per altri motivi vi sono state delle vistose defaillances nell’organizzazione dell’intervento, con effetti negativi a catena sulla circolazione degli autobus e con servizi importanti (es. l’ospedale Rizzoli) isolate dal resto della città per diverse ore. A queste difficoltà l’amministrazione ha però reagito, ha definito meglio le aree prioritarie su cui concentrare gli sforzi  e giovedì 2 febbraio la circolazione degli autobus è risultata accettabile (ok i percorsi, ma corse inevitabilmente in ritardo), mentre venerdì 3 tutte le principali strade cittadine risultavano adeguatamente pulite (intendo dire che la neve era tolta dalla carreggiata e si vedeva bene l’asfalto). 950 km di strade cittadine, 186 mezzi spazzaneve impiegati (47.000 km percorsi dopo due giornate), 950 tonnellate di sale sparso (alla data del 2 febbraio), 100 spalatori impiegati (numero raddoppiato dopo la prima giornata, quando erano 50) (vedi; qui la risposta dell’assessore Luca Rizzo Nervo alle domande di attualità dei consiglieri di opposizione: vedi). Quando dunque ieri (venerdì 3 febbraio) sono rientrato da Bologna sono rimasto colpito dalla situazione vignolese, dove neppure una strada risultava pulita dalla neve! I mezzi spazzaneve hanno circolato anche da noi, ovviamente. Ma senza liberare completamente dalla neve neppure una strada. Evidentemente sono stati fermati troppo presto.

Via Resistenza (foto del 4 febbraio 2012, ore 12.14)

Ancora adesso (ed oggi, sabato 4 febbraio, la neve ha ripreso a cadere) tutte le strade cittadine hanno un fondo di diversi centimetri di neve schiacciata e compattata. Alcune strade (es. via Resistenza e viale Mazzini, non proprio “strade secondarie”) sono segnate da profondi solchi nella neve compattata, così da rendere la circolazione ancora più difficile. Appena un po’ meglio è la situazione in via A.Plessi ed in via Cesare Battisti. Tutte le altre strade sono in condizioni disastrose. Inevitabile che lo fossero il primo giorno di neve. Imperdonabile che lo siano ancora oggi. Eppure sul sito web del comune si annuncia che “è stata eseguita la pulizia con il “Grader”  e contestuale miscela di sale e ghiaino nelle strade principali: via per Spilamberto, Circonvallazione, via Plessi, Corso Italia, Via C. Battisti, Ponte Muratori, Pedemontana (a cura della Provincia) e zone extraurbane di Via per Sassuolo (a cura della Provincia). Nelle altre strade, inaccessibili al “Grader”,  continua la pulizia con mezzi meccanici e la contestuale posa di miscela” (così oggi 4 febbraio). I cittadini, però, toccano con mano una realtà diversa. Come documentano anche le foto, nessuna strada vignolese risulta adeguatamente pulita! Il confronto con Bologna riduce la “soggettività” di queste osservazioni. Ci consente di capire, infatti, che era possibile fare meglio. Che pure a fronte di un evento “straordinario” come questo (e non adeguatamente previsto) ci sono amministrazioni comunale che fanno meglio ed altre che fanno peggio. Misurare la performance non solo è possibile, ma è doveroso. E dal confronto con Bologna l’amministrazione comunale di Vignola non ne esce bene. 119 km di strade comunali, 16 mezzi spazzaneve impiegati (ma evidentemente fermati troppo presto): questi i dati ad oggi noti della situazione vignolese. A Vignola, dunque, 1 mezzo spazzaneve ogni 7,4 km; a Bologna 1 ogni 5,1 km. Certo, anche altri comuni limitrofi non sembrano esibire una performance entusiasmante (il comune di Spilamberto, ad esempio, è stato citato come esempio di criticità della viabilità in un servizio sull’emergenza neve nazionale del TG2: vedi). Ma questa non è certo una scusante. Benchmarking si fa con i “primi della classe”, non con gli ultimi. Altrimenti difficile innescare processi di miglioramento.

Viale G.Mazzini alla confluenza con via G.B.Bellucci (foto del 4 febbraio 2012, ore 12.04)

[2] Italiani. Popolo di santi, poeti, naviganti, letterati. Ohibò. Mancano gli spalatori. E’ questo l’altro aspetto dell’emergenza neve. Tutti noi vorremmo continuare la vita di tutti i giorni come se la neve non fosse caduta e qualcuno si dimentica pure di quei “doveri civici” che dovrebbero mobilitare all’azione in queste condizioni non ordinarie. Ma lamentarsi del senso civico in diminuzione non basta. Anche qui un confronto tra l’amministrazione comunale di Vignola e quella di Bologna ci dice qualcosa. Nella propria comunicazione istituzionale sull’emergenza neve il comune di Vignola ha richiamato gli obblighi dei cittadini: “i frontisti hanno l’obbligo della pulizia dei propri accessi” (e i marciapiedi?); “i cittadini proprietari di alberature devono togliere la neve dai rami che sporgono direttamente su strade e aree pubbliche”, se necessario procedendo alla potatura. Sarebbe interessante sapere quanti controlli e quante “esortazioni” del genere ha effettuato la polizia municipale (la segreteria del sindaco ce lo farà certamente sapere in un prossimo comunicato stampa!). Perché non c’è dubbio che il “senso civico” va accompagnato. Basterebbe in molti casi una “spinta gentile” (vedi), prima ancora che sanzioni. Il ruolo di “catalizzatore” che amministratori ed operatori comunali possono svolgere è importante. Invece nulla di tutto ciò. Pur a fronte di una pessima performance esibita, l’amministrazione si è però premurata di ricordare ai cittadini che “dalla giornata di martedì sono attivi nel piano neve anche gli 8 profughi ghanesi”! E’ un “dettaglio” interessante, visto che ci informa delle priorità che l’amministrazione assegna alla propria comunicazione istituzionale. Ed il “lavoro” dei profughi ghanesi deve essere qualcosa di assolutamente prioritario da comunicare! Sia chiaro: si tratta di una buona cosa. Ciò che colpisce, però, è l’enfasi che viene posta su questo dettaglio oggettivamente di scarsa rilevanza ai fini della performance nella gestione dell’emergenza neve. A Bologna, invece, si sono premurati di mobilitare i volontari (senza distinzione di nazionalità), cercando di valorizzare e mobilitare la disponibilità “civica” presente in città. Lo stesso è avvenuto a Forlì, sotto la guida diretta del sindaco Balzani. Per pulire marciapiedi e strade secondarie l’amministrazione bolognese ha organizzato squadre di volontari-spalatori. In 350 hanno risposto all’appello (vedi). In una realtà di “piccolo paese” come Vignola un tale appello avrebbe certamente prodotto una risposta più che proporzionale, ma nessuno, nell’amministrazione, se ne è preoccupato. Per un’amministrazione che cerca consenso con improbabili “medaglie” al volontariato (vedi) si tratta di una dimenticanza illuminante.

Viale Vittorio Veneto (foto del 4 febbraio 2012, ore 12.32)

[3] Un’ultima considerazione va dedicata ai mezzi di trasporto pubblico ed in particolare al treno Vignola-Bologna. Nella situazione di crisi del servizio ferroviario nazionale (molti treni soppressi a causa neve, tutti gli altri con ritardi più o meno grandi) la ferrovia Vignola-Bologna non ha affatto sfigurato. Poche sono state le corse soppresse in questi giorni (alcune serali mercoledì 1 febbraio, più le corse Bazzano-Bologna). Ed anche per quanto riguarda i ritardi, a parte il pomeriggio di mercoledì 1, le cose non sono andate male. In queste situazioni di emergenza la performance peggiore non l’ha avuta il servizio (certo, avvantaggiato dal fatto che si tratta di una linea locale, diretta e semplice, di soli 32,7 km), ma l’informazione all’utenza. Dell’emergenza neve, infatti, la prima informazione che trovate nel sito web di FER Srl risale a venerdì 3 febbraio (vedi). Non proprio just-in-time! E tra l’altro rimanda ad un servizio informativo – il servizio “chiamatreno” – che si rivela scarsamente affidabile proprio nelle situazioni critiche! In molti casi le corse sono annunciate come “regolari” anche quando sono invece in ritardo! Questo servizio viene ancora oggi presentato come “sperimentale”, dopo un anno e mezzo che è in funzione – una delle tante lamentele da tempo sollevate dall’associazione degli utenti (vedi). Anche l’azienda regionale, dunque, ha qualche problema di performance, sebbene in questa emergenza abbia fatto un figurone in confronto a Trenitalia. E’ comunque vero che ancor più in questa situazione di emergenza climatica la ferrovia Vignola-Bologna ha garantito, per Vignola, un’importante opportunità di collegamento con il capoluogo di regione. Insomma, questa nevicata del febbraio 2012 è probabilmente un evento eccezionale, non facilmente ripetibile (ne siamo sicuri?). Eventi di questo tipo costituiscono un importante test della capacità di tenuta e di “reazione” della nostra organizzazione sociale. Sono anche segnali importanti sull’esigenza di “aggiornare” alcuni aspetti del nostro modo di vita. Certo è, come mi sembra di aver documentato, che anche l’amministrazione comunale di Vignola ha bisogno di “cambiare passo” anche nella gestione di queste criticità. A me questo sembra assolutamente chiaro. Confesso, però, che sono scettico sulla sua capacità di farlo. Mi sembra che, anche in questa occasione, l’investimento maggiore sia andato nella comunicazione e nel marketing. Solo che in questo caso sono in tanti i cittadini che hanno toccato con mano una realtà diversa da quella narrata dall’amministrazione comunale!

La biblioteca Auris vista dalla Chiesa dei P.P. Cappuccini (foto del 4 febbraio 2012, ore 13.34)

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9 Responses to Neve in città. Si poteva fare meglio?

  1. Daniele ha detto:

    Certo Paltrinieri tutto ben detto e dettagliato su questo evento atmosferico “straordinario”, sicuramente si poteva fare meglio, ma è altrettanto vero che non è proprio facile in certe situazioni, la mia unica considerazione è che non c’è molta” cultura” della pulizia del proprio marciapiede o della propria entrata in cortile e ci sarebbe da parlare per giorni, ma sia le persone che i comuni della “bassa” avrebbero da imparare da comuni collinari o di montagna sul come si fa a essere reattivi e a rendere la situazione piu’ agevole anche con meno mezzi e fondi……. Consideriamo anche le automobili a Vignola: molti girano senza catene o gomme termiche (l’importante è avere le catene in macchina per non prendere una multa) e si gira con le gomme estive, vedendo la circolazione a rilento e macchine fuori strada, sbandamenti vari. Come fanno a Zocca nel circolare tranquillamente con piu’ neve e salite, avvallamenti? Forse è il caso di farsi la domanda e pensare se sono bravi loro o negligenti noi (pensando che l’iportante è evitare una contravvenzione, senza tener conto della nostra sicurezza e di quella degli altri). Certo si poteva fare meglio e potevamo fare meglio.

    Daniele

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Daniele, aggiungo un paio di testimonianze. “Ieri [venerdì 3/2] tornando da Modena, dove le strade erano pulite, facendo le basse da Vaciglio sulla stessa strada pulitissima (si vedeva perfettamente l’asfalto grigio) fino al cartello San Lorenzo (comune di Castelnuovo Rangone) da lì in poi 20 cm di ghiaccio e neve… il cambio di competenza da Modena all’Unione è stato traumatico!!!!!” “Vignolese da Spilamberto in poi perfetta. Anche la Gherbella era pulita come in primavera. Arrivati a Vignola un disastro.” Sono due commenti di amici presi da facebook. Insomma, l’emergenza neve non è come la notte in cui tutti i gatti sono neri. Alcune amministrazioni comunali (es. Modena, Bologna) hanno lavorato meglio di altre (es. Vignola, Spilamberto). A parità di condizioni. Questo è il tema. Qui da noi sembra che non ci fossero scorte adeguate di sale. Quando l’emergenza ne ha imposto l’uso era troppo tardi per l’approvvigionamento. Sembra che il “razionamento” nell’impiego dei mezzi antineve sia stato imposto dal tentativo di contenere la spesa. Ma sarebbe meglio dire: dal tentativo di scaricare silenziosamente i costi sui cittadini: automobilisti e pedoni. Poi come tu evidenzi anche qualche cittadino non ha messo in atto comportamenti adeguati. E qui è bene richiamare tutti ad una maggiore attenzione e ad un maggiore “senso civico”. Il fatto di essere una comunità, con gli obblighi che ciò comporta, ogni tanto va ricordato.

  3. Rosanna ha detto:

    Non è la prima volta che in caso di nevicate la zona di Vignola si presenta come un paese in cui nevica ogni trent’ ANNI E QUINDI c’è carenza di preparazione. è questa una scelta voluta o un disinteresse per i cittadini? Mi piacerebbe usare un termine non molto elegante” se ne fregano” se anche qualcuno incorre in incidenti o in disagi.Del resto tutto l’aspetto di Vignola non è che sia tanto curato, basta fare un giretto fuori da viale Mazzini per vedere.
    Rosanna

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ancora oggi (lunedì) in serata la maggior parte delle strade vignolesi risulta completamente innevate, ricoperte di neve compattata! E’ questa la situazione di viale Mazzini, via Resistenza, via Libertà, viale V.Veneto – che di certo non sono strade secondarie. Ed è anche la situazione di tutte le altre strade vignolesi, tranne pochissime eccezioni (Corso Italia pulito a metà; via A.Plessi e via C.Battisti così così). Via G.B.Bellucci è stata pulita ieri solo nel tratto tra via C.Battisti e via A.Plessi. Il tratto che prosegue verso la stazione ferroviaria vede ancora il fondo coperto di neve ghiacciata. E’ evidente a tutti che la gestione dell’emergenza neve è stata disastrosa. Evidentemente i mezzi spazzaneve sono stati fermati troppo presto e si è evitato di completare la pulizia delle strade principali! Probabilmente per contenere la spesa, in questo modo, però, scaricando i costi del disagio neve sui privati. A Modena ed a Bologna la maggior parte delle strade sono pulite da venerdì mattina. A Vignola sono ancora coperte di neve 3 giorni dopo! Ovviamente il gelo di oggi non aiuta la pulizia. E le previsioni danno ancora neve verso il fine settimana! Sono gli effetti di una “miscela” di incompetenza e di incapacità di servire per davvero la città.

  5. Unicode ha detto:

    “Miscela”……. avevo uno CIAO, si ….si chiamava proprio così, della Piaggio che “andava a Miscela”. La composizione(benzina-olio) non ricordo se era “3” oppure “4”. Ricordo, però, che consisteva nel mettere insieme parti di olio e parti di benzina nel serbatorio del motorino perchè, dopo una breve corsa, si avviasse il motore. Inizialmente la miscelazione avveniva “a mano”…. una bottiglia con l’olio e l’altra con la benzina( a quei tempi era “normale”), poi……… in automatico direttamente alla stazione di servizio. Ovviamente, miscelando i due diversi componenti, il prezzo finale era sempre più alto del singolo elemento. Il risultato, però era sempre positivo: il motorino partiva e faceva il suo dovere! L’Unione Terre di Castelli, Vignola con essa, miscela ma non parte! Via N.Sauro, Via Bontempelli, Via Cornadura………. un disastro……… nonostante le proteste e le richieste d’intervento……….. Spazzaneve con le lame alzate e quando le abbassavano servivano per accumulare montagne di neve davanti alle rampe dei garage……………… e per finire…….. dal 2011 è già aumentata l’addizionale Irpef Comunale e Regionale per effetto della manovra “salva Italia” e ciò in attesa di quella “salva Unione” e “salva Vignola”.
    Un carissimo saluto alla Sindaca di Vignola neo Presidente dell’Unione Terre dei Castelli, a seguito dell’abdicazione del Presidente Lamandini.

  6. Adam Clayton ha detto:

    Oggi è una settimana che Zona Artigianale e Via Barella (competenza della ASFALTI VIGNOLA, secondo il Piano Neve sul sito del comune http://www.comune.vignola.mo.it/allegati/3444/PIANO%20Neve%202011_pubblicazione.pdf) sono coperte da uno strato di 15 cm di neve e ghiaccio. solo che ora si sono formati pericolosissimi solchi e buche. Inoltre, sempre da una settimana, manca l’illuminazione pubblica. Veramente una vergogna.

  7. Francesca Calligaro ha detto:

    Che ricordi la neve!

    Caro Andrea, che bei ricordi la neve!!!
    Ricordo che quando ero bambina cominciava a nevicare già a fine Ottobre e ai primi di Novembre, per poi smettere a Marzo – Aprile. Ricordo che, durante la settimana dedicata ai cari defunti, si andava al cimitero alla sera per coprire i crisantemi perché la neve o il ghiaccio non li rovinassero. Ricordo che al mattino si ritornava sulle tombe per togliere il nylon o la carta dei giornali perché i fiori potessero abbellire le tombe. Era compito di noi bambini avere cura dei fiori. Se durante la notte nevicava al mattino ci divertivamo a lasciare le nostre impronte nel manto che ricopriva il cimitero. Ricordo che a scuola avevamo un portascarpe collocato sotto agli attaccapanni dove tenevamo le pantofole che dovevamo mettere perché non si poteva stare a scuola con le scarpe da neve da Novembre ad Aprile.
    Ricordo che le maestre ed i maestri, durante la ricreazione, ci facevano stare in cortile a giocare con la neve o a costruire i nostri pupazzi che, per il freddo, rimanevano tali e quali per tutta la stagione. Diventavano veri e propri monumenti! C’era una gara per portare carote per i nasi, bottoni per gli occhi ed indumenti vecchi per i vestiti: i nostri pupazzi avevano persino la giacca!
    Sai com’è, faceva troppo freddo da noi …
    Che ricordi la neve!!! Ne veniva almeno un metro alla volta, per parecchie volte a stagione. Di notte noi bambini lasciavamo le imposte aperte e, al buio con solo gli occhietti fuori dalle coperte, guardavamo estasiati lo spettacolo della neve che scendeva a large falde, illuminata dal lampione delle nostre vie. Ricordo il “varsor”, cioè il fendineve, che passava ad aprire le strade e lasciava cumuli di neve ai lati della strada, alti, molto più alti di me e di mio fratello. Era un mostro, ai nostri occhi, il “varsor”! Dietro al “varsor” il camion spargi sale o ghiaia. Ricordo gli uomini del paese che si aiutavano fra loro ad aprire stradelli per entrare nelle case prima di andare a lavorare nelle fabbriche di occhiali. Ricordo anche che nelle vie in discesa delle strade meno trafficate i nostri genitori ci lasciavano battere le piste per gli sci e lo slittino. Addirittura, con la prima nevicata, ci aiutavano a batterle. La ghiaia e il sale veniva messo solo nelle principali vie del paese: la strada per arrivare dal dottore e al municipio, naturalmente la strada per la scuola (noi bambini ci arrabbiavamo molto per questo perché la strada per la scuola era in salita e poteva diventare una bella pista da slittino. Ci chiedevamo sempre perché “quelli del comune” non capissero questa cosa), le strade di accesso ai negozi, alla chiesa e al cimitero.
    I carabinieri, invece, erano sulla statale che era sempre pulita perché, prima che cominciasse a nevicare, spargevano il sale. Verso Natale o i primi giorni di Gennaio le mucche partorivano i loro vitellini e noi bambini venivamo svegliati, anche se ciò accadeva nel cuore della notte, per andare a salutare il nuovo arrivato esattamente come si fa con le mamme che hanno appena partorito.
    Era una festa! Partecipava all’evento tutta la borgata. Si camminava fra i corridoi di neve alti fino alle finestre del piano terra che si formavano fra il marciapiedi e la strada.
    Hai presente un presepe?
    Poi la mamma faceva il vin brulè con le mele (te lo consiglio) e, dopo averlo fiammeggiato per eliminare l’alcool, lo dava anche a noi bambini. Ricordo anche il periodo passato in città, a Belluno, durante gli anni della scuola superiore, una città delle dimensioni di Vignola. Ricordo che al pomeriggio ci si trovava tutti in Piazza Martiri a tirarci le palle di neve! Che divertimento!
    Lo spettacolo della neve, perché di spettacolo si trattava, è, ancora oggi, un ricordo indelebile, così come lo sono le montagne da dove io provengo.
    Come poter dimenticare le Tre cime di Lavaredo o i Cadini di Misurina, o dimenticare il Paterno o il Sorapis, come dimenticare il Cridola, il Montanel e gli Spalti del Toro che si stagliavano alti davanti alle finestre della mia casa. Anche il Santo Padre Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno scelto questi luoghi per le loro vacanze! Davvero indimenticabili!
    Caro Andrea, di inverni così ne ho vissuti venticinque, perché gli altri ventiquattro li ho trascorsi a Vignola, anche se ricordo, comunque, le vacanze di Natale a casa dei miei.
    Sai cosa non ricordo?
    Di avere mai perso un giorno di scuola, anche quando ero a studiare a Belluno.
    Non ricordo nemmeno le strade sporche e nemmeno di avere mai fatto tanta fatica a percorrerle a piedi. Eppure le nevicate erano abbondanti! Il metro di neve era una consuetudine tutte le volte che nevicava.
    Sarà per l’età che non ricordo?
    Che peccato invecchiare!
    Sai, l’altro giorno mio fratello mi ha chiamato e mi ha fatto una domanda:
    “ Ma come fate a bloccarvi con 70 centimetri di neve?”
    Caro Andrea, non ho saputo rispondere … Ho quasi provato vergogna perché dopo ventiquatto anni che vivo a Vignola, mi sento un pochino Vignolese…
    Mi hanno detto che era perché mancava il sale.
    Non conosco le ragioni per cui la nostra città, come altre in Italia, sia rimasta bloccata, non voglio nemmeno farne una questione politica o scaricare le colpe su questa o quella amministrazione.
    Torno ai ricordi. A quando papà mi insegnava che “i giorni della merla” erano i più freddi dell’anno e potevano arrivare nevicate abbondanti, a quando mi diceva che “quando gli alpini partivano per il campo invernale, a Gennaio/Febbraio, si potevano verificare nuovamente nevicate abbondanti, o a quando mi insegnava che “par la Candelora, dell’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento, quaranta dì se torna in dentro” o a “San Sebastian” con la viola in man”.
    Forse i cambiamenti climatici hanno annullato tutto ciò?
    Ma oggi abbiamo le previsioni meteo con tanto di aggiornamenti ora per ora!!!
    Sai, caro Andrea, ho dato una personale risposta alla domanda di mio fratello :
    “Forse hanno ragione a dire che è mancato il sale. Credo sia mancato nella testa di molti”.
    Meno male che questa neve ha ravvivato in me ricordi tanto belli!!!
    Ciao Andrea, alla prossima!
    Saluta la tua famiglia da parte mia.

    Francesca Calligaro

    Dimenticavo: hanno detto che oggi arriva il “Blizzard”, quel vento gelido che viene dal Nord … Non è che tutta questa questione ha fatto “girare le eliche” (come diceva il mio povero babbo) a più di una persona in giro per l’Italia?

  8. Stefano ha detto:

    Non è affatto vero che le ferrovie non abbiano sfigurato, tutt’altro: giovedì scorso, invece di arrivare a Bologna, il treno per Bologna delle 17.48 ci ha lasciati a Casalecchio Garibaldi. Sabato ben cinque treni sono stati soppressi. Complimenti agli autobus dell’Atac e dell’Atc, che ho visto circolare quasi in ogni condizione climatica.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Stefano, non ho i dati precisi, ma essendo parte dell’associazione degli utenti della linea Vignola-Bologna ho, grazie alle segnalazioni di molti associati, il polso della situazione. In questi ultimi giorni sono state soppresse le corse Bazzano-Bologna e viceversa (10 corse al giorno). Delle altre 33 corse giornaliere poche ne sono state soppresse. Ad occhio circa il 5%-10%. Sono ovviamente aumentati i ritardi ed in alcuni casi, visto che il tratto Casalecchio-Bologna è su binari RFI e non FER, vi è stato una soppressione di quel tratto, come è capitato a te. Alcune corse, soprattutto quelle serali, hanno poi sistematici ritardi, anche consistenti. Ma pure gli autobus di linea, anche se magari senza soppressioni, hanno avuto ritardi notevoli. E se faccio un confronto con Trenitalia – questo è quanto dico nel post – questa linea FER ne esce certamente bene.

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