Almanacco vignolese 2011 (seconda parte)

Prosegue la rassegna dei principali eventi politico-amministrativi vignolesi del 2011, almeno secondo l’opinione di chi scrive. Altri 7 “quadri” per concludere la rassegna dell’anno appena trascorso: dall’audit civico sulla ferrovia Vignola-Bologna (a luglio) fino al piccolo scoop sull’avvicendamento Lamandini-Denti alla presidenza dell’Unione Terre di Castelli. E per concludere una nota sul PSC, oggetto misterioso. Anche con l’augurio che il 2012 sia un anno migliore!

Tavolo e panchine in uno dei parchi vignolesi: parco E.Berlinguer in via Ragazzi del '99 (foto del 10 dicembre 2011)

[1] Luglio: La lente degli utenti sulla qualità della ferrovia Vignola-Bologna. Il 22 e 23 luglio l’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” (vedi) ha realizzato la prima esperienza regionale di “audit civico” (vedi) applicato ad un servizio ferroviario – la ferrovia Vignola-Bologna – grazie all’azione di una “squadra” di 9 utenti-soci. E’ il primo caso di mobilitazione dei cittadini per valutare la qualità del servizio (qui una rassegna fotografica della linea in 200 scatti: vedi). Sotto analisi le 17 stazioni della linea, monitorate tramite una dettagliata check list. Ora anche le rappresentanze degli utenti dispongono di un quadro sistematico della situazione da far valere nei confronti delle autorità (Regione, FER Srl, enti locali) per chiedere un impegno concreto al miglioramento del servizio (vedi). Punto per punto. Ad esempio: rendere il servizio ferroviario sulla Vignola-Bologna pienamente accessibile ai disabili (ora 4 stazioni della linea non lo sono). O migliorare le informazioni agli utenti. E, magari, installare finalmente un’emettitrice automatica di biglietti alla stazione di Vignola! I risultati dell’audit civico sono serviti per un primo confronto con la provincia di Bologna il 15 dicembre, uscendone confermati (peccato per la scena muta dei rappresentanti dell’amministrazione di Vignola, tra cui il vicesindaco Mauro Montanari). Appuntamento al 2012.

Uno dei nuovi treni ATR220 (ancora diesel, però!) alla stazione di Vignola (foto del 27 ottobre 2011)

[2] Agosto: Vogliamo parlare della Fondazione di Vignola? Lo spunto d’agosto non è un evento, ma semmai un non-evento. La Fondazione di Vignola è una delle realtà più importanti del territorio (assieme alle amministrazioni comunali e ad un ricco tessuto associativo) in tema di valorizzazione territoriale e di “risposta” ai bisogni delle comunità di riferimento (in primo luogo Vignola, Spilamberto, Savignano e Marano). Eppure, singolarmente, tali comunità di riferimento non sono minimamente coinvolte per contribuire a definirne le linee d’azione. Anche la rendicontazione sull’operato è priva di un vero momento pubblico di confronto e dibattito. Eppure qualcosa da dire ci sarebbe. Serve più trasparenza sulle erogazioni effettuate (vedi). E servirebbe anche un lavoro (es. di modifica statutaria) per de-politicizzare le nomine negli organi di vertice (vedi). Mentre non sarebbe neppure male intervenire per ridurre i costi di tali organi, oggi decisamente eccessivi (nel 2010 pari a 215.000 euro, sindaci revisori inclusi; mentre le erogazioni sono di circa 1,8 milioni di euro all’anno). Entro l’aprile 2013 avrà luogo un cambio significativo dei vertici della Fondazione (a causa del vincolo dei due mandati). L’attuale presidente Giovanni Zanasi ha fatto sin qui un buon lavoro, ma sarebbe opportuno mettesse mano, nell’ultimo anno e mezzo del suo mandato, ad alcune innovazioni (anche statutarie) per garantire più trasparenza, più apertura alla comunità (e meno ai partiti) nelle nomine, più coinvolgimento delle comunità locali nel definirne gli obiettivi strategici. Possibile che la crisi economica più forte dal 1929 non porti ad una revisione delle priorità? Possibile che la Fondazione non possa giocare un ruolo più forte nella costruzione di un modello di sviluppo locale più agganciato al futuro? Sono solo due quesiti che nel 2011 non hanno avuto risposta. C’è speranza che accada nel 2012?

Logo della Fondazione di Vignola (foto del 17 giugno 2010)

[3] Settembre: Progettare (meglio) nuovi parchi, manutenere (meglio) quelli esistenti. Il 15 settembre, dopo un forte pressing da parte della lista di cittadini Vignola Cambia (vedi), finalmente l’amministrazione comunale ha presentato pubblicamente il progetto del nuovo parco di via di Mezzo, annunciato sin dal marzo 2009 (vedi). Emergono subito diverse criticità (vedi): (a) inadeguatezza dell’impianto di irrigazione (anche perché si pensa di utilizzare esclusivamente acqua dell’acquedotto!); (b) collocazione degli alberi tutti concentrati in un boschetto urbano, lasciando il resto del parco come landa desolata d’estate sotto i raggi del sole; (c) mancanza di “dispositivi” sociali di controllo, cura, manutenzione. Com’è tipico di questa amministrazione dopo di allora del progetto non si sa più nulla. Una prima parte dei lavori sono già stati realizzati. Ma che si voglia fare un intervento di qualità, ovviamente pur controllando la spesa, ad oggi non c’è traccia. D’altro canto il 2012 è stato un annus horribilis per i parchi pubblici vignolesi (per una rassegna fotografica: vedi). Certo, colpa della siccità estiva. Ma colpa anche della trascuratezza del servizio di cura e manutenzione del verde pubblico. Tanto che nelle prime due settimane di settembre il personale incaricato della manutenzione del verde e dell’irrigazione è stato impiegato per affiggere i festoni di Bambinopoli. Intanto, però, nei parchi pubblici diversi alberi morivano per la mancanza d’acqua. Ed anche i parchi di più recente realizzazione evidenziano segni di degrado (vedi). Come s’era detto a “Via della Partecipazione”: manutenzione, manutenzione, manutenzione! Possiamo augurarci che il 2012 vada meglio?

Lavori in corso del "primo stralcio" del parco di via di Mezzo (foto del 23 ottobre 2011)

[4] Ottobre: Meno “cemento” in campagna? Il 25 ottobre il consiglio comunale approva la variante alle norme edilizie in zona agricola. Obiettivo assolutamente condivisibile è quello di mettere un freno alla “cementificazione” della campagna vignolese. Visto che negli ultimi dieci anni ne sono successe davvero di tutti i colori (vedi). Oggi un puntuale resoconto di quanto avvenuto è stato redatto dal dirigente del Settore Urbanistica del comune di Vignola (anche questo richiesto e ottenuto da Vignola Cambia): prendetevi dieci minuti e leggetelo (vedi). Ne vale la pena. Poi chiedetevi anche dove stanno le responsabilità. Bene dunque che oggi l’amministrazione comunale cambi decisamente rotta, consentendo interventi di ampliamento o nuove costruzioni solo quando funzionali all’attività agricola (e svolte da agricoltori a titolo principale). Ma non è il caso attendersi da queste norme un rilancio dell’agricoltura locale (come qualcuno in consiglio comunale, un po’ troppo enfaticamente, ha ipotizzato). Anche i dati dell’ultimo censimento dell’agricoltura evidenziano, anche a livello locale, come d’altronde in provincia, regione ed in tutto il paese, una situazione di sofferenza. Insomma, per il rilancio dell’agricoltura serve altro. Magari anche una riorganizzazione del rapporto produttore-consumatore, estendendo di scala l’esperienza dei Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS) (vedi). Insomma un vero “mercato contadino” sarebbe proprio un bel progetto per il 2012!

Uno dei tanti casi di "demolizione e ricostruzione" in zona agricola, intervento realizzato nonostante il divieto imposto dalla L.R. n.20/2000 (foto dell'1 settembre 2011)

[5] Novembre: Nomine trasparenti? L’uomo di novembre è Novembre, non c’è dubbio. Nel senso di Giuseppe Novembre, giovane segretario dei Giovani Democratici dell’Unione Terre di Castelli, che il 15 novembre è stato nominato componente del consiglio di amministrazione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona G.Gasparini pur non avendo i requisiti richiesti dallo statuto (vedi). Il sindaco di Vignola, Daria Denti, ha la faccia tosta di dire al consiglio comunale che la nomina risponde all’esigenza di rinforzare le “competenze giuridiche” del consiglio. E per far questo nulla di meglio di metterci uno studente di giurisprudenza! Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’importante, per certe nomine, è la tessera di partito. Al diavolo il merito, le competenze e pure lo statuto (che prevede specifici requisiti: vedi). La nomina viene rivelata da questo blog (vedi), altrimenti sarebbe passata in assoluto silenzio. L’assessore alla trasparenza, intanto, dorme (vedi).

Edifici in rovina nell'area ex-SIPE (foto del 16 giugno 2011)

[6] Dicembre: Verso l’avvicendamento Lamandini-Denti al vertice dell’Unione Terre di Castelli. Anche l’evento di dicembre è un piccolo scoop, anche se di immediato interesse solo per gli “addetti ai lavori” del circuito politico-amministrativo locale (ma vorrei argomentare che non è così). Riprendendo voci circolanti, il 2 dicembre ho pubblicato un post su AmareVignola dove riporto la notizia che a breve il presidente Francesco Lamandini (sindaco di Spilamberto) lascerà la carica a Daria Denti (sindaco di Vignola) (vedi). Gli interessati, contattati dalla Gazzetta di Modena, confermano, balbettando qualcosa sulle presunte ragioni di questo avvicendamento. Che ovviamente non riflette le esigenze dell’istituzione, altrimenti il percorso sarebbe stato ribaltato: prima si fa un’analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza e si definisce una strategia per il futuro; poi magari si cerca la persona che meglio può incarnare il “nuovo corso”. Riflette invece le esigenze di carriera di una persona. Insomma, uno dei tanti modi di bistrattare le istituzioni. Se le cose andranno davvero così, auguri! Ne avremo tutti un gran bisogno.

Tatjana Doll, Dummy - Respect 2, 2010 (foto Artefiera Bologna 30 gennaio 2011)

[7] 2011. PSC, ovvero il futuro di questo territorio deciso nelle segrete stanze. Un secondo tema generale deve essere ricordato. E’ quello della pianificazione territoriale secondo le norme della legge regionale n.20/2000. L’Unione Terre di Castelli (i 5 comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto, Vignola) hanno iniziato il percorso per il Piano Strutturale interComunale (PSC) nel 2006, ma siamo ancora lontani dalla meta. Con il cambio di legislatura, infatti, e soprattutto con il cambio di 4 sindaci su 5, tutto è tornato in altomare, dopo che il primo atto formale era compiuto, con l’approvazione del Documento preliminare nell’ottobre 2008 (vedi).  Nel luglio 2010 il percorso si rimette in moto (vedi): ripartono gli incontri tra i sindaci, i tecnici comunali ed i progettisti. Si annuncia l’approvazione del nuovo Documento preliminare (il documento programmatico con cui si apre la conferenza di pianificazione) per l’inizio 2011, poi per l’autunno dello stesso anno. Oggi sappiamo con certezza che i tempi si sono allungati – disaccordo tra i sindaci? – e si va al 2012. Sono dunque passati 6 anni dalla decisione dei 5 comuni di redigere assieme il PSC. Altri comuni stanno già lavorando al secondo PSC. Qui da noi, invece, facciamo fatica a concludere il primo! Nel frattempo la legge regionale (L.R. 6/2009, art.8) ha introdotto l’obbligo di “consultazione dei cittadini”, pur senza specificare con quali modalità (vedi). Dopo un anno e mezzo di lavoro sul PSC (nelle “segrete stanze”) il comune di Vignola non ha ancora dato alcuna informazione ai propri cittadini, né ha avviato alcun momento di “partecipazione”. Quel poco che si sa discende dalla pubblicazione della bozza del Documento preliminare (documento “riservato”, non certo “segreto”) su questo blog (vedi), a cui l’Unione Terre di Castelli ha reagito con una querela contro ignoti! I nodi sono diversi. Per giustificare l’esigenza di costruire ancora case sono state elaborate previsioni demografiche in modo metodologicamente discutibile (vedi). Anche l’impegno a potenziare le case a basso costo (social housing) verrà usato per richiedere nuove costruzioni (mentre nessuna indagine seria è stata condotta sugli alloggi sfitti) (vedi). Intanto il destino dell’area dell’ex-SIPE, sino a poco tempo fa considerata strategica per l’intero territorio (fatto che aveva giustificato la compartecipazione dei comuni di Vignola e Savignano nella gestione dell’area), è stato riconsegnato per intero al solo comune di Spilamberto, come se il destino di un’area di 500mila mq (demanio incluso), ancora da bonificare (vedi), non impattasse sul territorio più vasto! Ovviamente di tutto ciò ne sentiremo parlare a lungo nel 2012. Auguri, dunque!

2 Responses to Almanacco vignolese 2011 (seconda parte)

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Pensavo di inserire il tuo blog nella mia blogosfera e fare il reblog automatico dei tuoi post nel mio blog, ovviamente solo poche righe con il link del tuo blog, in modo che chi è interessato al post può leggerlo solo cliccando sul link che lo porta nel tuo blog.
    Attendo cortesemente di sapere se mi autorizzi a farlo, grazie buon lavoro e cordiali saluti.
    P.C.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Certo, sei autorizzato. Se lo ritieni utile o intertessante procedi pure. Buon lavoro e cordiali saluti anche a te.

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