Almanacco vignolese 2011 (prima parte)

Quali gli eventi politico-amministrativi vignolesi più importanti del 2011? Cosa possiamo aspettarci, alla luce degli eventi passati, nell’anno nuovo che inizia? Per rispondere a queste domande la formula dell’almanacco annuale può essere di qualche aiuto. Qui il mio personale collage dei fatti più rilevanti dell’amministrazione vignolese nel 2011. Un modo non banale anche per augurare un 2012 migliore.

Don Andrea Gallo in occasione della sua venuta a Vignola, per una conferenza pubblica organizzata dalla lista civica Vignola Cambia. Nella foto anche Chiara Smeraldi (foto del 13 settembre 2011)

[1] 2011. La crisi, la crisi, la crisi. Ed i giovani. Un tema generale merita di essere ricordato sopra ogni altro. La crisi economica in atto genera effetti socialmente forse poco visibili, ma che colpiscono duramente un numero crescente di persone e di famiglie, anche a Vignola. E soprattutto aggiunge effetti negativi  ad un quadro già di per sé negativo in termini di opportunità per i giovani. Un sistema scolastico impoverito (triste lascito del governo Berlusconi), ma che comunque da tempo evidenzia una performance mediocre (si vedano i confronti con i sistemi scolastici degli altri paesi OCSE, registrati ogni 3 anni dal programma PISA). Funzioni di orientamento inefficaci e meccanismi perversi di accesso all’università (vedi). Una precarietà lavorativa che rende molti giovani le prime vittime di un mercato del lavoro in contrazione. Effetti che si dispiegano anche localmente, anche se mancano analisi e studi puntuali. Evidentemente l’amministrazione comunale non vuole correre il rischio di richiamare l’attenzione sulle criticità dell’economia del territorio. Anche qui da noi il messaggio deve essere: ne stiamo uscendo bene. E’ davvero così? Chi ha il polso della situazione invita ad aspettarsi il peggio nel primo semestre 2012, quando la restrizione del credito e la riduzione dei consumi porterà alla chiusura di altre aziende. Ed i pochi dati accessibili pubblicamente su Vignola e dintorni non fanno essere ottimisti. Io, ad esempio, interpreto la crescita della popolazione vignolese, oggi determinata esclusivamente dall’immigrazione straniera, come un segno della tenuta o dell’ampliamento di posti di lavoro a bassa qualificazione (vedi). Un segno di fragilità. Ancora più pessimisti si diventa se si guarda l’inazione delle amministrazioni locali ed anche della Fondazione di Vignola: vedete voi un impegno forte per costruire un nuovo ciclo di sviluppo? Ad esempio in direzione della green economy? Manca un confronto pubblico ed un pensiero strategico sul futuro dell’economia di questo territorio. Certo, le amministrazioni locali sono solo uno degli attori di questa partita. Ma l’atteggiamento “continuista”, il pensare (come fatto anche dal governo Berlusconi) che la crisi se ne andrà per così dire “spontaneamente”, è un errore di valutazione strategica che pagheremo amaramente. O meglio, che pagheranno soprattutto i giovani di questo territorio (vedi). Per questo a loro vanno i migliori auguri del 2012. Sapendo, però, che non saranno sufficienti.

Gehard Demetz, Be Priest (foto Artefiera Bologna, 30 gennaio 2011)

[2] Gennaio: Unione o fusione dei comuni? L’anno era iniziato con una “fiammata” di “pensiero strategico”, subito smorzata dai tanti piccoli podestà locali. Mi riferisco alla proposta, avanzata da Umberto Costantini, giovane PD spilambertese, di studiare l’ipotesi della fusione di comuni nel territorio dell’Unione Terre di Castelli (vedi). “Oltre il ponte” – così aveva denominato la sua proposta (con riferimento sia ad una canzone dei Modena City Ramblers che al superamento dei confini lungo il Panaro tra Spilamberto, Vignola, Savignano, Marano). Da tempo sappiamo che l’assetto degli enti locali necessita di una revisionata. Oggi si parla di abolizione delle province. Ma ugualmente importante è l’efficientamento dei comuni. Degli 8.100 comuni italiani il 70% ha meno di 5.000 abitanti. Troppo piccoli. Occorre farli crescere di dimensione, se vogliamo da essi più servizi e più efficienza. Una prima risposta è stata quella delle Unioni di comuni. Nel 2011, in effetti, l’Unione Terre di Castelli ha compiuto dieci anni – celebrati purtroppo in modo retorico (vedi). Il 50% del bilancio del comune di Vignola, per la parte corrente, è composto da trasferimenti all’Unione. Insomma, l’Unione conta sempre più, il comune un po’ meno (i consigli comunali sempre meno). E allora la domanda posta da Umberto è: dopo l’unione dei comuni ha senso immaginare la “fusione” dei comuni? Uno (o anche più di uno) comuni di più grandi dimensioni  possono servire meglio i cittadini di questo territorio, magari anche liberando risorse dalla riorganizzazione amministrativa, per spendere di più in attività importanti come green economy o scuola? Purtroppo la proposta ha provocato reazioni scomposte (vedi). Neppure su un semplice “studio di fattibilità” si è trovato un accordo di minima. Il 2011 poteva essere l’occasione per una vera riflessione sull’esperienza fatta assieme da questi comuni negli ultimi dieci anni (cosa non ha funzionato? cosa migliorare?) e, magari, per lanciare un progetto ancora più ambizioso per il futuro (vale la pena leggersi le considerazioni dell’ex-sindaco Roberto Adani: vedi). Ma è stata un’occasione mancata. Certo, il tema è impegnativo. Ma da altre parti, proprio ai confini delle “Terre di castelli”, lo stanno affrontando, con il progetto di fusione di 5 comuni per dar vita al comune unico della Valsamoggia (vedi).

E' questo l'evento vignolese più importante del 2011? L'apertura del nuovo McDonald's? (foto del 12 febbraio 2011)

[3] Febbraio: Che fine ha fatto il progetto cogenerazione-teleriscaldamento di CPL Concordia? Con una delibera della giunta municipale del 28 febbraio è riemerso – appena, appena – il progetto della centrale di cogenerazione e della rete di teleriscaldamento (vedi). Impostato dall’amministrazione Adani il progetto è stato smontato e rivisto dalla nuova amministrazione, come al solito attraverso un percorso tortuoso pieno di stop-and-go (vedi). Tutto da vedere se abbia acquistato in razionalità. Fatto sta che di questo progetto ancora oggi i cittadini vignolesi non sanno nulla (vedi). Eppure nel 2011 la conferenza di servizio dovrebbe aver chiuso i lavori ed il progetto impatterà pesantemente sulla città, anche solo in termini di lavoro di posa dell’impiantistica. CPL Concordia rimane l’ente realizzatore e gestore di un’opera realizzata in project financing e che dunque non dovrebbe essere ostacolato dalle norme sempre più stringenti del “patto di stabilità”. Per quello che si sa la centrale di cogenerazione ha “perso” la parte alimentata a biomasse. Sarà una centrale a gas metano. E da qui partirà la rete di teleriscaldamento a servizio di diversi edifici pubblici, ma con possibilità di servire anche utenze private. E i lavori impattanti su via Libertà? Ho come l’impressione che nel 2012, all’improvviso, il tema salterà nuovamente fuori. Forse causando anche qualche preoccupazione.

Via Libertà dovrà essere percorsa dalla rete di teleriscaldamento di CPL Concordia. Chi ne sa qualcosa (foto del 19 dicembre 2009)

[4] Marzo: 150 anni dell’Unità d’Italia, iniziative locali senza un progetto. Il 17 marzo, anche sul territorio dell’Unione Terre di Castelli, hanno preso il via le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Già guardando il programma si capisce che si è trattato di un’occasione mancata (vedi). Ma anche a posteriori il giudizio non cambia: vedi. Risulta evidente la mancanza di una regia vera e di un vero progetto. Ogni comune ha fatto per sé (e poi il tutto è stato ficcato nell’unico programma di Unione). Nessun evento pensato a servizio dell’intero territorio (mentre una mostra itinerante e “partecipata” – realizzata anche con le testimonianze di quell’epoca ancora conservate presso qualche famiglia – non sarebbe stata male: vedi). Il programma che ne è risultato è dunque un affastellamento di iniziative senza capo né coda. Dallo spritz patriottico alla mostra di arte contemporanea “Italia Italie”, a Castelvetro – un vero flop: neppure 500 visitatori (vedi)! Cerimonia dell’alzabandiera presso le scuole vignolesi, qualche conferenza di storia locale, menù tricolore in qualche ristorante, alcune mostre. Anche la mostra vignolese “Una storia da incorniciare. Il Risorgimento italiano illustrato dai pittori dell’800” è risultata insignificante rispetto al compito di dare un po’ più di consapevolezza storica della partecipazione di Vignola al Risorgimento (vedi). E dire che nessuno più del Centro di documentazione Mezaluna era titolato per riportare in luce, attraverso documenti e testimonianze, i vignolesi in carne ed ossa che hanno contribuito a “fare l’Italia” (a partire dai volontari garibaldini). Invece, in corso Garibaldi a Vignola, l’amministrazione non si è neppure presa la briga di togliere la polvere al busto del generale!

Il busto di Giuseppe Garibaldi, nella via omonima a Vignola, messo a ricordo della venuta a Vignola dell'eroe dei due mondi il 6 novembre 1859. E dargli una spolverata? (foto del 29 ottobre 2011)

[5] Aprile: Una donna, polacca, uccisa. Il 28 aprile scompare Anna Teresa Urbaniak, 48 anni, cittadina polacca, residente a Vignola. Il suo corpo viene ritrovato lungo il “Percorso Sole”, il sentiero attrezzato che costeggia il Panaro in direzione Marano, diversi giorni dopo, il 6 maggio. Anna Teresa era una “badante”, ovvero una donna che forniva privatamente assistenza a persone anziane. Una delle tante “badanti” che nell’ultimo decennio sono venute a Vignola lasciando un paese dell’Est Europa. Ecco, forse questo spiega la freddezza con cui molti cittadini hanno vissuto la vicenda. Difficile però spiegare la freddezza dell’amministrazione vignolese e del primo cittadino, Daria Denti. Non una parola di cordoglio (vedi). Solo dichiarazioni a ribadire che Vignola rimane una città sicura ed a rintuzzare gli attacchi della Lega Nord. Per quello che vale: un pensiero in ricordo di Anna Teresa. Amen.

Donne dell'est Europa a Vignola. Qui un annuncio "cerco lavoro" (foto del 14 maggio 2011)

[6] Maggio: Si mobilita la società civile. Si era iniziato, in verità, a febbraio, con la manifestazione per la dignità delle donne “Se non ora quando?”, nelle principali città italiane (vedi). Poi è stata la volta della mobilitazione contro una gestione privatistica del bene pubblico acqua, in vista del referendum del 12 e 13 giugno (su acqua pubblica, nucleare, legittimo impedimento). Un movimento “dal basso” che, per la prima volta dopo 15 anni, ha consentito il raggiungimento del quorum. A Vignola animato soprattutto dai cittadini della lista Vignola Cambia (vedi) che il 15 maggio ha organizzato un incontro pubblico partecipatissimo con Ugo Mattei, uno degli estensori dei quesiti referendari sull’acqua (vedi) e poi, il 13 settembre, un ancora più partecipato incontro con don Andrea Gallo (vedi). Un quadro politico che sembrava congelato si è rimesso in moto. Il 2011 ha mandato numerosi segnali di uno spostamento di “opinione” dell’opinione pubblica. Diversi gli ingredienti di questa onda lunga: timore per gli effetti della crisi; scontento per il berlusconismo; crescita della voglia di partecipare, di far sentire la propria voce; più acuta consapevolezza dei guasti del liberismo economico. Non è scontato che questa spinta porti per davvero ad una trasformazione profonda dell’economia e della società (neppure è scontata l’applicazione operativa dei referendum sull’acqua! vedi), nonostante strati crescenti di cittadini (ma ancora minoritari) lo ritengano indispensabile (vedi). Per questo anche a livello locale occorre continuare a promuovere il cambiamento! Una speranza per il 2012.

Mobilitazione vignolese per il referendum contro la gestione affidata ai privati dell'acqua bene comune (foto del 9 aprile 2011)

[7] Giugno: Patto dei sindaci in salsa vignolese. Il 21 giugno il consiglio comunale di Vignola ha approvato il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), atto conseguente al cosiddetto “patto dei sindaci” che il comune di Vignola, assieme a diversi altri comuni ed alla provincia di Modena, aveva sottoscritto un anno prima (29 giugno 2010) (vedi). C’era dunque un anno di tempo per coinvolgere la città nella definizione del programma di azioni che dovrà portare, al 2020, alla riduzione del 20% delle emissioni di CO2 (il principale gas con “effetto serra”) a Vignola. Invece nulla. Ma non solo non si è cercata la partecipazione dei cittadini (che sono poi quelli che dovrebbero mettere in atto almeno parte dei “comportamenti virtuosi” richiesti in tema di risparmio energetico, mobilità sostenibile, nuovi stili di consumo, ecc.: vedi), anche il documento prodotto dal circuito tecnico-politico locale è risultato decisamente raffazzonato. Tanto che il mio pronostico è chiaro: il piano delle azioni dovrà essere significativamente rivisto già al primo check biennale (nel 2014) se davvero si vuole centrare l’obiettivo. AmareVignola ha ospitato la replica alle mie critiche dell’assessore provinciale all’ambiente Stefano Vaccari (vedi). Contro-replicate a sua volta. Insomma, c’è da recuperare capacità di “pensiero strategico” e capacità di realizzazione. Nel 2011 hanno difettato. E nel 2012?

(prosegue)

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