Daria Denti. Piccoli demagoghi crescono

Daria Denti, sindaco di Vignola, ha sentito il bisogno di far sapere a tutti i suoi concittadini, tramite i quotidiani locali, di aver aderito ad una raccolta di firme volta a chiedere la riduzione dell’indennità dei parlamentari. Anzi, a Vignola Daria Denti sarebbe la prima firmataria della petizione, subito seguita a ruota dal suo fido segretario Mattia Monduzzi Donazzi (Gazzetta di Modena del 15 dicembre 2011, p.29). L’iniziativa è promossa da un gruppo facebook che ha scelto come propria denominazione “Nun te regghe più” (65.057 membri il 17 dicembre). Il tema è importante e sarebbe bene trattarlo con serietà. Cedere alla tentazione della pura demagogia, come fa Daria Denti, significa avvelenare i pozzi della già scarsa cultura istituzionale italiana. Da chi ricopre ruoli nelle istituzioni ci si aspetterebbe altro, anche perché qualche problemino sui “costi della politica” ce l’ha pure l’amministrazione comunale di Vignola. Vediamo.

Tatjana Doll, Dummy - Respect 2, 2010 (foto Artefiera Bologna 30 gennaio 2011)

[1] Da tempo, in Italia, la classe politica ed i partiti si trovano agli ultimi posti della classifica della fiducia. Ilvo Diamanti ce lo ricorda periodicamente. Da tempo il parlamento italiano è visto da ampi strati di cittadini come un organo privo di credito ed autorevolezza – d’altro canto è chiamato in sostanza solo a ratificare disegni legge o decreti legge del governo. E questo discredito, inoltre, discende anche la legge elettorale “porcata” (come la definì il suo stesso autore, il leghista Calderoli) che ha dato alle segreterie dei partiti  il potere di decidere di fatto gli eletti in base all’ordine con cui vengono messi in lista. Da tempo, inoltre, il tema dei “costi della politica” è nell’agenda della politica italiana senza che alcun significativo passo avanti sia stato compiuto. Periodicamente, dunque il tema delle indennità dei parlamentari (ma anche quello delle auto blu, della proliferazione ipertrofica delle cariche, del permanere degli “enti inutili”, del finanziamento alla stampa di partito, ecc.) sale alla ribalta. Che si scateni una sorta di caccia al capro espiatorio è usuale nel nostro paese. Oggi questa “pulsione” è agevolata dalla situazione di crisi in cui larghe fasce di cittadini sono colpiti, sia dal lato del mercato (aumento della disoccupazione e riduzione dei consumi), sia da quello delle politiche statali (aumento delle imposizioni e riduzione dei trasferimenti), e dunque l’esigenza di maggiore equità diventa un imperativo della politica ed una bandiera della mobilitazione popolare. Che gruppi di cittadini si mobilitino sul tema dei “costi della politica” è dunque del tutto comprensibile. Così, in effetti, nasce la proposta di legge d’iniziativa popolare in questione: un solo articolo dove si dice che parlamentari, assessori e consiglieri regionali, assessori e consiglieri provinciali, ecc. “non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità (…) più della media aritmetica europea degli eletti degli altri paesi dell’Unione per incarichi equivalenti.” Nulla di male sei i cittadini si mobilitano su un obiettivo limitato (in sostanza), ma dal forte valore simbolico. Ciò che disturba, invece, è che un sindaco si proponga di “cavalcare” l’iniziativa e la usi per farsi un po’ di pubblicità, accarezzando gli umori dell’antipolitica così diffusi in questo paese.

Angelo Filomeno, Arcanum: Death of Vanity, 2006 (foto Artefiera Bologna del 30 gennaio 2011)

[2] Il sindaco Daria Denti ricopre oggi un ruolo nelle istituzioni. Da tempo, inoltre, ha una posizione di primo piano nel Partito Democratico dell’Emilia-Romagna. Queste sue posizioni la mettono nella condizione di disporre di ben altre leve per “fare pressione” sul tema dei costi della politica. Inoltre ha conoscenze del sistema politico-amministrativo che il “cittadino comune” non dispone. Sa che la questione delle indennità dei parlamentari (ed altri politici ed amministratori) e dei loro privilegi (auto blu, ecc.) è assai disturbante in un momento in cui si chiedono sacrifici generalizzati agli italiani. Ma sa anche che la questione dei “costi della politica” è assai più ampia: riguarda ad esempio il numero dei parlamentari, il bicameralismo perfetto, la proliferazione dei livelli istituzionali e degli enti, il fatto che spesso ruoli istituzionali sono assegnati per “meriti” di partito (cosa che lei stesso ha promosso! vedi). Sa dunque assai bene che se non si vogliono dare messaggi ipersemplificanti e dunque ingannevoli bisogna evitare le scorciatoie della demagogia e del populismo. Altri lo hanno fatto, testimoniando che il tema dei “costi della politica” può essere affrontato con serietà, senza cedere ad un “populismo ignobile e cialtrone” che troppo spesso alimenta la lotta – sacrosanta – contro la cosiddetta “casta”. Per farmi intendere segnalo la posizione espressa da Pierluigi Castagnetti, uno dei più lucidi esponenti del PD, che da tempo invita a prestare maggiore attenzione alla qualità dei parlamentari e che sul tema del costo della politica dice anche, visti i forti sacrifici richiesti agli italiani (e le responsabilità che il parlamento ha nella crisi in corso), i parlamentari debbono “semplicemente accettare una misura inferiore dell’indennità rispetto alla misura media europea” (così su Europa del 14 dicembre: vedi). Personalmente spero che l’appello di Castagnetti abbia successo. Dunque: riduzione delle indennità al di sotto della media europea. Segnalo anche la posizione di Salvatore Vassallo, anch’egli parlamentare del PD, che sulla questione ha scritto di recente un post, a commento delle numerose “sollecitazioni” ricevute da tanti cittadini (troppo spesso condite con ingiurie): vedi. Scrive Vassallo: “Quei messaggi sono frutto di una indignazione in parte comprensibile, date le difficoltà e i sacrifici a cui sono oggi sottoposte soprattutto le fasce più deboli della società italiana, in parte giustificata dalla effettiva resistenza di alcune corporazioni privilegiate che si dimostrano indisponibili a rientrare in standard tipici di altri settori. Personalmente, trovo ad esempio intollerabile e suicida la resistenza di molti miei attuali colleghi ad una riforma in senso monocamerale del Parlamento (su cui ho appena elaborato un apposito progetto di legge), così come ho sempre trovato fuori luogo le resistenze ad un drastico ridimensionamento delle Province. Questa indignazione è però anche alimentata da un populismo ignobile e cialtrone, che si annida non tanto in chi manda le mail, spesso in totale buona fede, quanto in chi, da posizioni magari ipergarantite e ben remunerate, mette in circolazione informazioni deliberatamente false, al solo scopo di accendere gli animi e darsi un tono da Robespierre.” Come fanno Castagnetti e Vassallo, chiunque siede nelle istituzioni ha il dovere di evitare scorciatoie e di dire chiaro che le indennità vanno abbassate, ma che di almeno eguale importanza sono altri provvedimenti: far funzionare le istituzioni, avere sistemi di selezione dei politici che accrescano le chances di promozione dei migliori, aumentare la trasparenza, potenziare la rendicontazione, dare al cittadino strumenti per farsi un’opinione sull’operato della politica. Chiedetevi ora: cosa ha fatto Daria Denti su questi fronti (in ambito locale) in questi primi due anni e mezzo del suo mandato da sindaco? Nulla. Ecco perché la sua adesione alla legge di iniziativa popolare (la “Nun te regghe più”) e la comunicazione a mezzo stampa di questo suo “impegno” suonano come pura demagogia!

Giuseppe Veneziano, Due di due, 2010 (foto Artefiera Bologna del 30 gennaio 2011)

[3] Arriviamo così all’ambito locale, al tema dei “costi della politica” a Vignola. Non è un tema nuovo per questo blog. Ne ho trattato in un post del marzo 2008, commentando la decisione del sindaco Roberto Adani di rendere pubblici i “costi” della politica vignolese, a partire da quelli per il sindaco (vedi). In realtà oggi come allora i costi della politica locale – se ci riferiamo alle indennità di carica di sindaco ed assessori – sono assolutamente contenuti (qui gli importi riferiti all’attuale legislatura, come stabiliti con delibera della giunta municipale n. 158 del 27 agosto 2009: pdf). Però qualche considerazione è opportuno farla:

  • nelle dichiarazioni alla Gazzetta di Modena del 15 dicembre il sindaco Daria Denti afferma: “Da parte nostra la mia Giunta, fin dal suo insediamento, si è decurtata i compensi del 10%”. Omette però di ricordare che ciò non è avvenuto per volontà propria, ma in conseguenza ad una norma di legge come ricorda la delibera di giunta citata;
  • come ricordavo nel post del marzo 2008 (vedi) a livello locale i costi della politica sono dati (tranne qualche eccezione di cui dirò tra poco) da incompetenza e incapacità, o dalla mancante volontà di affrontare i temi rilevanti (perché scomodi dal punto di vista elettorale) per il futuro della città e del territorio (pensiamo ai temi della “sostenibilità ambientale”: raccolta differenziata dei rifiuti, promozione di una mobilità alternativa a quella basata sull’auto privata, sviluppo di fonti energetiche alternative e del risparmio energetico, ecc.). Per essere ancora più espliciti: i costi della politica locale sono dati dall’avere assessori dalle dubbie capacità di visione e di realizzazione (e 4 dei 5 assessori che la stessa Daria Denti ha scelto hanno queste caratteristiche! vedi). Per essere chiari una volta per tutte: il vero costo della politica locale non sta nell’indennità di carica del vicesindaco (1.579,90 euro lordi al mese), ma nell’avere un vicesindaco che, partecipando ai tavoli interistituzionali sul Servizio Ferroviario Metropolitano fa scena muta, rivelandosi incapace di rappresentare le esigenze del territorio e degli utenti (scena a cui ho personalmente assistito all’incontro presso la Provincia di Bologna il 15 dicembre scorso);
  • appartiene alla stessa categoria dei “costi della politica” la nomina di persone dalla dubbia competenza nelle cariche istituzionali che invece prevedono esplicitamente requisiti di competenza ed esperienza – l’ultimo episodio è quello della nomina di Giuseppe Novembre, semplice studente universitario, ma segretario dei Giovani Democratici dell’Unione Terre di Castelli, nel consiglio di amministrazione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona G.Gasparini (con relativo gettone di presenza) – una nomina proposta invece proprio dal sindaco Daria Denti (vedi);
  • merita attenzione anche la vicenda della Vignola Patrimonio Srl, società costituita dall’amministrazione comunale per effettuare operazioni immobiliari e per realizzare interventi di “lavori pubblici”, aggirando così il patto di stabilità. Dalla sua costituzione (fine 2008) ad oggi tale società non ha realizzato alcun intervento significativo ed anzi, non fosse per la gestione in attivo della farmacia comunale, risulterebbe in passivo (vedi), eppure ha un amministratore unico che nel secondo semestre 2010 ha ottenuto 4.950 euro di indennità/gettoni di presenza (più eventuali rimborsi spese: pdf). Davvero occorre retribuire un amministratore di una società inutilizzata ed in perdita, non fosse per i proventi della farmacia comunale?
  • pure da noi, in verità, qualche intervento di “riduzione” andrebbe applicato. Ad esempio presso la Fondazione di Vignola compensi e rimborsi spese agli organi statutari (presidente, vicepresidente, comitato di gestione e consiglio) assorbono 150.988,22 euro (dato riportato nel bilancio d’esercizio 2010), a cui si aggiungono compensi per il collegio sindacale per 64.108,12 euro. Considerando che la Fondazione eroga 1,8 milioni di euro all’anno è evidente che le “indennità” dei vertici, pari al 10% dei contributi erogati, sono decisamente troppo elevate e potrebbero dunque essere decurtate (vedi). Per intenderci: un consigliere della Fondazione ha un gettone di 600 euro (lordi) a seduta contro i 23 euro di un consigliere comunale. Un po’ più di “sobrietà” sarebbe un segnale importante nei confronti della società vignolese. Daria Denti ha forse preso carta e penna ed ha scritto alla Fondazione per suggerire l’opportunità di ridimensionare le indennità, liberando risorse per impieghi “produttivi”? La risposta è scontata: certo che no. Eppure 3 dei 15 consiglieri sono nominati dal sindaco di Vignola e la frequentazione con i vertici della Fondazione è continua;
  • infine, neppure sul versante della trasparenza (vedi) e della rendicontazione ai cittadini (vedi) l’amministrazione Denti ha fatto alcunché. Anzi, su alcuni importanti provvedimenti in gestazione (uno su tutti: il PSC) l’opacità dell’amministrazione Denti è massima (vedi).

Davide Nido, Deep n.1-11, 2011 (foto Artefiera Bologna del 30 gennaio 2011)

[4] Forse ha ragione Max Weber quando dice che nelle condizioni della “democrazia di massa” la demagogia è un tratto inevitabile di chi fa politica per professione. Lo stesso Weber, però, mette in luce il rischio che questo tratto del fare politica diventi quello predominante: ci troveremmo così davanti al tipo del “puro demagogo”. Questo ennesimo episodio vignolese suscita qualche interrogativo in merito. Perché un’esternazione proprio sul tema dei “costi della politica” degli altri? Perché accettare il quadro ipersemplificante di chi focalizza, dei problemi del sistema politico italiano, solo quello relativo alle indennità dei parlamentari e degli altri esponenti della cosiddetta “casta”? Facile rispondere. Ci sono umori diffusi e che si stanno ingrossando. E’ indubbiamente più facile lucrare un po’ di consenso elettorale accodandosi a questi sentimenti o magari cercando di porvicisi alla testa. Controprova. Nelle settimane scorse diverse associazioni hanno lanciato la campagna “L’Italia sono anch’io”, una raccolta di firme per modificare la legge sull’acquisizione della cittadinanza e consentire che i figli di stranieri nati in Italia ottengano sin da subito la cittadinanza italiana. Il comitato promotore nazionale è presieduto dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio (anch’egli del PD come Daria Denti) che su un tema non facilissimo come questo ci mette la faccia. Pur essendo un’iniziativa promossa dalla “società civile” diversi partiti di sinistra ed anche numerose associazioni stanno dando una mano alla raccolta di firme, visto che riconoscono la ragionevolezza della proposta e l’importanza del tema ai fini di una più facile integrazione degli stranieri. A Vignola questi sono circa il 17% della popolazione generale e più del 30% tra i nuovi nati. Perché dunque il sindaco Daria Denti non ha sentito il bisogno di comunicare pubblicamente la sua adesione ed anzi di mobilitare la sua stessa giunta a sostegno dell’iniziativa? E’ facile rispondere. Le iniziative volte a favorire l’integrazione degli stranieri, per quanto ragionevoli, non portano consenso elettorale. Meglio dunque astenersi e frequentare tematiche elettoralmente più promettenti. Ecco, può darsi che con queste iniziative il sindaco Daria Denti riesca ad ottenere le simpatie di qualche elettore sensibile ai richiami populisti. E’ da sperare, tuttavia, che cresca a sinistra la quota di cittadini che dell’attuale primo cittadino vignolese pensi: “Nun te regghe più”.

Matteo Basilé, Thishumanity series - Circle of sinners, 2010 (foto Artefiera Bologna del 30 gennaio 2011)

PS Dopo l’outing del sindaco di Vignola è intervenuto sulla stampa locale, criticandone la posizione, il segretario di zona della Lega Nord Luca Montanari. Con il suo intervento Montanari aggiunge demagogia a demagogia. E’ difficile prestare fede ad affermazioni come questa: “Nessuno più della Lega Nord ha fatto della limitazione dei privilegi della cosiddetta «casta» una battaglia di civiltà e di rispetto dei cittadini” (comunicato riportato da L’Informazione di Modena e Modena Qui del 17 dicembre). Innanzitutto perché non mi risulta che la Lega si sia distinta per alcuna “battaglia di civiltà”, semmai di “inciviltà”. In secondo luogo perché è stata al governo per 8 degli ultimi 10 anni. Ci fosse stato un impegno vero per la “buona politica” oggi l’Italia non sarebbe a questo punto.

Annunci

2 Responses to Daria Denti. Piccoli demagoghi crescono

  1. Buone feste ha detto:

    “La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile” Corrado Alvaro

  2. Luciano Credi ha detto:

    Ora è il momento Daria Denti, del suo staff, e del PD (ora primo partito italiano)…
    pensare che possa esserci un secondo turno nel 2014 come nel 2009 ora è impossibile…
    Certo che la domanda da porsi è ma c’è convinzione nelle idee espresse dai vincenti?
    Forse è proprio vero che la storia la scrivono i vincenti con tutte le demagogie associate…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: