Il PD locale fa finta di non conoscere l’abc delle istituzioni

Per comprendere l’identità di un soggetto è importante guardare a quello che fa, oltre a quello che dice. Con la vicenda della nomina di Giuseppe Novembre (studente universitario e segretario dell’organizzazione giovanile del PD dell’Unione Terre di Castelli) nel consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini, di cui ho parlato di recente (vedi), abbiamo la possibilità di vedere entrambe le cose: un’azione (la nomina di una persona in una carica pubblica) e un discorso, ovvero il modo in cui, dopo che la nomina è stata resa pubblica e criticata su questo blog (vedi), il PD ha provato a giustificarla (riuscendo però solo a manifestare imbarazzo). Azione e parole ci confermano che c’è un problema di “senso delle istituzioni” nel PD e nei suoi amministratori, almeno a livello locale. Il tema è troppo importante per lasciarlo cadere. Anche perché, con le considerazioni svolte, mi trovo in perfetta assonanza con quanto detto poco tempo fa da Michele Salvati, economista, già parlamentare dell’Ulivo e, soprattutto, principale “padre teorico” del Partito Democratico (oggi un po’ disilluso, per la verità, nei confronti di questa creatura). Certo, pensare di far sviluppare il “senso delle istituzioni” in un partito italiano, anche si chiami PD, suona un po’ come una mission impossible. Sarà che sono cocciuto – oltre che convinto degli argomenti messi in campo – ma non demordo. Anche perché si tratta di mettere a punto una “grammatica delle istituzioni” ed anche episodi come questo, soprattutto perché controversi, possono aiutare a fare passi avanti a livello di consapevolezza collettiva e di prassi comune.

Vignetta di Sergio Staino alla 54a Biennale d’arte di Venezia (foto del 26 agosto 2011)

[1] Che cosa c’è che non va in quella nomina? Due cose. La prima è che lo statuto dell’ASP G.Gasparini, azienda pubblica, fissa requisiti che i candidati al consiglio di amministrazione debbono avere e che Giuseppe Novembre non ha. Di cosa si tratta? Del fatto che possono essere nominati nel cda candidati “in possesso di specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa, per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti”. Sono requisiti che Giuseppe Novembre non soddisfa, trattandosi di un semplice studente di giurisprudenza (vedi). Se così stanno le cose, perché allora proprio su Giuseppe Novembre si è appuntata la scelta del presidente dell’assemblea dei soci dell’ASP (Daria Denti, che l’ha proposto) e poi dell’assemblea dei soci (che l’ha “votato”)? Io non vedo altro motivo che la militanza di questo candidato, ovvero l’essere il segretario (coordinatore) dei Giovani Democratici dell’Unione Terre di Castelli, ovvero dell’organizzazione giovanile del PD a livello locale. Se a tutto questo aggiungiamo che in questo distretto non scarseggiano di certo le persone in possesso di specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa, dunque pienamente coerenti con il profilo tracciato dallo statuto dell’ASP, risulta dunque evidente la “singolarità” di questa nomina.

Italia in liquefazione? Installazione alla 54a Biennale d’arte di Venezia (foto del 26 agosto 2011)

[2] Sin qui le cose già dette (su AmareVignola). Sin qui una descrizione della “singolarità” di un’azione compiuta da persone, il sindaco di Vignola, il presidente dell’Unione Terre di Castelli, ecc., nell’esercizio del loro ruolo istituzionale, ovvero di rappresentanti e “difensori” degli interessi della collettività. Ugualmente singolari, tuttavia, sono state le (poche, pochissime) dichiarazioni pubbliche a giustificazione di questa scelta. Evidentemente il PD locale si è dato la linea di non reagire, ritenendo che fosse la strategia migliore. Una puntura di spillo a cui rispondere con una semplice alzata di spalle. E soprattutto dicendo parole volte a ridimensionare l’episodio. Francesco Lamandini, ad esempio, intervistato dalla Gazzetta di Modena (sabato 3 dicembre, p.33) ha risposto: “Per legge una persona a quell’età può essere anche parlamentare o consigliere comunale. Ci sono consiglieri comunali più giovani che votano bilanci da 60 milioni di euro, mentre quello dell’ASP ne vale 6”.  Come ho già avuto modo di osservare (vedi), non è questione di età. E’ questione di requisiti (che sono richiesti dallo statuto e che invece non ci sono). Ed il confronto con chi accede a cariche elettive (sia esso parlamentare o consigliere comunale) è solamente fuorviante. Per il fatto che se uno è eletto dai cittadini è per ciò stesso legittimato ad assumere un ruolo istituzionale. Nel caso dell’ASP, invece, non si è eletti (dai cittadini). Per entrare nel cda si deve essere nominati e – come recita lo statuto – per poter essere nominati si debbono avere certi requisiti  (appunto: specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa). Questo è l’abc delle istituzioni. Impensabile che Francesco Lamandini non arrivi a comprendere questa differenza. Una differenza che è fondamentale per la salute delle istituzioni. Ma Lamandini non sembra essere solo. Anche Davide Baruffi, segretario provinciale PD, sembra faticare a cogliere questa distinzione. In uno scambio su facebook, così risponde alla mia segnalazione del caso: “Andrea, ho visto. Cosa devo commentare? La nomina nel cda dell’ASP di un ragazzo di 22 anni? Io a 24 facevo il sindaco … Sono due cose diverse, cambiano i requisiti (competenze vs. consenso [come avevo segnalato nel post]), lo so bene. Ma ti posso assicurare che è più complicato fare il sindaco.” Allora, se gli argomenti sono questi c’è da disperare. Perché in questa vicenda non c’entra l’età anagrafica, non c’entra il budget da gestire associato al ruolo, non c’entra la complessità e difficoltà del compito. C’entra solo il fatto che ci sono delle norme (fissate in questo caso dallo statuto dell’ASP) che dicono che non tutti possono essere nominati componenti del cda, ma solo persone che hanno determinati requisiti. Sono irrazionali quelle norme? No, hanno una loro ben evidente razionalità. Che è quella di accrescere le chances che al governo di queste aziende pubbliche o società partecipate vengano messe persone con capacità e competenza di alto livello. Sono un vincolo per la politica (ovvero per gli amministratori in carica, questi eletti dai cittadini) affinché usino il loro potere di nomina per selezionare le persone “migliori”, non certo quelle più “affidabili”, “politicamente affini”, “docili” o “allineate”. Ecco. Oltre all’azione, dicevamo, le parole. Ovvero gli argomenti. Argomenti che danno comunque la misura del “senso delle istituzioni” degli amministratori locali (sarebbe meglio dire: “il non brillante senso delle istituzioni degli amministratori locali”). Il fatto è che questi cattivi argomenti non solo testimoniano di uno scarso senso delle istituzioni, ma contribuiscono a riprodurre una cultura delle istituzioni di basso profilo. Mettere impropriamente a confronto il caso di un giovane sindaco eletto (dunque legittimamente chiamato a ricoprire un importante ruolo pubblico) ed il caso di un altrettanto giovane componente del cda, nominato in assenza dei requisiti fissati nello statuto (ma per “meriti” politici), significa fare un’opera di de-culturazione. Significa lavorare per indebolire una già fragile “cultura istituzionale” che da tempo caratterizza questo paese (e proprio originata dalla prassi diffusa di far prevalere gli interessi di partito rispetto agli “interessi” delle istituzioni).

La “maschera” del Berlusconismo, videoinstallazione alla 54a Biennale d’arte di Venezia (foto del 26 agosto 2011)

[3] Argomenti analoghi sono stati utilizzati da Michele Salvati per trattare della “questione morale” nel PD in un articolo sul Corriere della Sera del 6 agosto scorso (pdf). Vale la pena leggersi l’intero articolo per comprendere le riserve e le critiche sulla prassi che ancora oggi caratterizza il PD, avanzate da chi ha avuto un ruolo di primo piano nel promuovere la nascita di questo partito. Si chiede Salvati “che cosa fa [il PD] per opporsi a comportamenti che illegali non sono (nomine improprie, incarichi ingiustificati, enti inutili o dannosi, remunerazioni esorbitanti), ma che creano costi eccessivi o riducono l’efficienza delle pubbliche amministrazioni di cui i politici sono responsabili?”. Per la realtà locale questa (piccola) vicenda fornisce una risposta: non solo non fa nulla per contrastare questa deriva, ma anzi la promuove! Anche Salvati con il suo articolo intende promuovere una discussione nel PD, affinché si instauri (finalmente) una prassi più rispettosa delle istituzioni. Forse egli si pone un obiettivo anche troppo ambizioso, ma non c’è dubbio che ciò che egli prefigura vada continuamente messo a confronto con la prassi quotidiana, di tutt’altro segno: “Quando osserveremo che in numerosi comuni e regioni governati dal PD (…) a capo di un ente pubblico il partito propone un amministratore politicamente più vicino al centrodestra, perché dopo un vaglio accurato risulta il più idoneo a coprire l’incarico, vorrà dire che la discussione avrà prodotto buoni effetti.” Non so se nelle sue parole Salvati abbia messo volontariamente un po’ di provocazione. E’ certo però che, come testimonia la vicenda vignolese, tanto le azioni, quanto le parole (le argomentazioni usate e che testimoniano della cultura istituzionale di amministratori e politici locali) del PD locale sono ancora assai lontane da quell’ideale. Per un partito che si era proposto di dare un’idea diversa del fare politica (ricordate? “non un nuovo partito, ma un partito nuovo”) è il segno della resa. E’ bene prenderne atto.

PS. Segnalo, per l’accuratezza con cui riporta la vicenda, il bell’articolo di Daniele Montanari su Modena Qui del 6 dicembre 2011 (pdf).

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5 Responses to Il PD locale fa finta di non conoscere l’abc delle istituzioni

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Due ulteriori informazioni sulla vicenda della nomina di Giuseppe Novembre all’ASP G.Gasparini. (1) La nomina è avvenuta il giorno 22 novembre, in occasione dell’assemblea dei soci dell’ASP. Io ne ho dato notizia per primo, rendendo pubblico il fatto, il 26 novembre:
    https://amarevignola.wordpress.com/2011/11/26/nominato-il-terzo-membro-del-cda-dellasp-g-gasparini-nellinteresse-del-partito-o-dei-cittadini/
    E’ singolare che gli uffici stampa del comune di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli (principale “azionista”) così solerti nel comunicare al mondo anche l’iniziativa più banale, in questo caso siano stati zitti. Un’evidente prova di imbarazzo. Insomma, la notizia non era proprio da comunicare. Era meglio non far sapere della nomina. Così mentre il PD modenese esulta – giustamente – per la nomina di Maria Cecilia Guerra a sottosegretario del governo Monti (è infatti persona di competenze riconosciute), il PD vignolese tace imbarazzato per la nomina di Giuseppe Novembre nel cda dell’ASP G.Gasparini. (2) Seconda considerazione. La nomina di un componente del cda in sostituzione dell’ex-presidente Mauro Salici (dimessosi ad inizio anno) è stata all’ordine del giorno di tutte le assemblee dei soci tenutesi da febbraio ad oggi, fino a quella del 22 novembre, in cui la nomina è stata effettuata. Potete controllare le lettere di convocazione dell’assemblea dei soci sull’albo pretorio dell’ASP. La nomina del nuovo componente (tecnicamente “surroga”) era all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci già del 24 febbraio. Poi di nuovo il 16 giugno, poi ancora il 28 giugno, poi il 25 luglio, infine il 22 novembre. Questo per dire che l’assemblea dei soci dell’ASP ha avuto a disposizione DIECI mesi per trovare un degno sostituto del presidente dimissionario. Avrebbe potuto, visti i tempi a disposizione, farsi mandare il CV da tutti i laureati dell’Unione Terre di Castelli o adottare qualsivoglia metodo di selezione, al fine di mettere nel cda una persona con le “specifiche e qualificate” competenze tecniche e amministrative. Ma ovviamente non ce n’é stato bisogno! Le migliori competenze le aveva già “in casa”, incarnate nella persona del segretario dei Giovani Deemocratici dell’Unione Terre di Castelli. Figurarsi! Rimane solo una cosa da ribadire a tutti i cittadini di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli: prendere nota e ricordarsi di questo episodio di malamministrazione.

  2. Roberto Adani ha detto:

    Chiami in campo un PD silenzioso, ma comunque per fortuna impegnato in un serio e condivisibile sforzo nel sostegno dell’attuale governo e comunque sufficientemente variegato per avere opinioni differenti, provo a dire quello che penso. La questione è un po’ più sottile, mi permetto. Fin dal 1992 Bassanini, introdusse la distinzione tra funzioni di indirizzo e gestione. Alle funzioni di indirizzo accedono gli eletti, sindaci inclusi, che si misurano e vengono valutati in competizioni elettorali. Diciamo che anche in questo caso, come dimostra l’attuale governo Monti che subentra ad una politica devastata dall’incompetenza oltre che dalla mancanza di principi morali, servirebbero competenze e grandi dotazioni valoriali. I giovani difficilmente hanno grandi esperienze, possono avere grandi valori e motivazioni, possono essere particolarmente dotati, ma tali attitudini in questo caso devono essere in misura tale da compensare la mancanza di esperienza. Io sono stato eletto in consiglio comunale a 18 anni, anche se primo degli eletti mi sono contraddistinto nei miei primi 5 anni di consiglio comunale per una davvero scarsa capacità di incidere. Dopo 15 anni di consiglio comunale sono finito a fare il sindaco a 34 anni, devo dire che ho studiato parecchio prima di potermi considerare semplicemente all’altezza del ruolo nonostante l’esperienza in consiglio e quella di diversi anni come presidente e amministratore di una piccola società con una trentina di dipendenti. Sinceramente da sindaco non mi sono mai chiesto cosa votassero i miei più stimati collaboratori. Il problema è che la questione del merito e delle competenze, la politica non lo riesce a digerire. Nelle stanze dei partiti troppo spesso sopravvivono le persone che altro non hanno fatto nella vita e che vedono come fumo negli occhi la questione delle competenze. Si può anche fare il politico di professione, ma allora bisogna studiare tanto e dimostrare con i risultati e non con la tattica le proprie capacità. Diverso invece, e torno a Bassanini è il caso della gestione, e il cda di un azienda come l’ASP per quanto di diritto pubblico è un soggetto di gestione per il quale vanno certificate le competenze necessarie. Il più incisivo a giocarsi la carta del giovanilismo nel PD è stato il sindaco di Firenze, nella convinzione che l’età e un po’ di capacità dialettica siano sufficienti per far carriera in politica. Devo dire che molti lo hanno seguito ,in tanti caratterizzati dall’essere giovani e dall’aver scambiato i partiti come l’arena tattica in cui far carriera. Devo dire per onestà che i vecchi sono stati spesso cattivi maestri. Si sono tutti comunque liquefatti al vento un governo di settantenni che cerca di salvare il paese mettendo in campo le proprie competenze. Io a 20 anni avevo già una mia società, Idea giovane si chiamava, mi ci sono mantenuto l’università, ma non ho mai detto in giro che ero un imprenditore. Può essere che Novembre abbia esperienze simili o sia particolarmente dotato. Quindi si può essere giovani ma per svolgere un ruolo di responsabilità ci vogliono anche capacità dimostrabili da 20 giorni a questa parte. Quindi se si vuole difendere una scelta ci devono essere questi argomenti a mio parere. Si dica Novembre è un giovane, ma di grande talento per questa e quella ragione e farà il presidente dell’ASP, visto che lo ha designato sempre Vignola altrimenti …

  3. sergio smerieri ha detto:

    L’esperienza è una forma di paralisi (Erik Satie).

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Leggo dall’albo pretorio dell’ASP G.Gasparini, l’azienda pubblica dei servizi sociali (anziani e disabili) del distretto di Vignola, che per il giorno giovedì 15 dicembre, alle ore 14.15, è convocata una nuova seduta dell’assemblea dei soci (lettera prot. n. 3985 del 13/12/2011). Sapete cosa c’é all’ordine del giorno? Nientemeno che la “surroga del dimissionario componente del Consiglio di Amministrazione Presidente Mauro Salici” (al punto 2)!! Ma come? Non era già stato “surrogato” con il sig. Giuseppe Novembre, della cui “specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa” (sic) abbiamo dato ampio risalto su questo blog, nella seduta del 22 novembre scorso? Cosa succede dunque? Delle due l’una: o hanno fatto un pasticcio (piccolo) nella redazione dell’ordine del giorno (che pure risulta firmato dal presidente dell’assemblea dei soci, il sindaco di Vignola Daria Denti); o hanno fatto un pasticcio (grosso) con una nomina–non-nomina–rinomina che viene rimessa in discussione o magari solo ri-effettuata (e perché?) a venti giorni dalla prima “surroga”. Insomma, in ogni caso un pasticcio nel pasticcio. Qui il testo della lettera di convocazione:
    http://www.aspvignola.mo.it/wp-content/uploads/2011/12/Convocazione.pdf

  5. Luciano Credi ha detto:

    Essere dei buoni sviolinatori è un’arte.
    Il guaio che non ho ancora capito come si fa, e poi a Vignola…
    Forse …le apparenze speriamo che ingannino perché a Vignola al di là del PD (liste civiche comprese) non tira una buona aria…
    Troppi poteri forti in una piccola realtà: la casta dei ragionieri, la casta degli avvocati, la casta degli ex vigili, la casta del ex gruppo Adams, la casta dei purosangue, la casta dei pasticceri, la casta degli immigrati con appalti di fachinaggio nelle ditte di lavorazione carni… (e poi c’è chi dice che nessuno vuol fare certi lavori… andateci voi a parlare con certi gruppi etnici delle cooperative) e quelli del PD si sono proprio bene adattati a questa realtà invece di cambiarla… troppi interessi!!!!!!!!!!!!!!
    Poi Adani la deve piantare di raccontare balle…
    Io detto da baroni universitari io avevo talento…
    Ma mai nessuno è bussato alla mia porta anzi tutto quello che ho fatto mi è stato sempre rubato…
    Lasciamo perdere lasciamo perdere…
    Io non credo che Adani avesse più capacità di me… la Denti (incapace anche di fare gli auguri a uno che lotta fra la vita e la morte in ospedale), Santi… tutti bene piazzati…
    Sinceramente andate a fanculo!!!!!
    Quando era finalista del premio dams con articoli sulla repubblica come mai nessuno mi ha aiutato a Vignola per continuare? anzi mi sono trovato le balle di Vignolaperme (fino a quando non tocccavo il PD erano accettate), quando sono arrivato primo come numero di preferenze in una delle liste della Denti perchè Montieri non mi ha fatto i complimenti?
    Sinceramente dopo 4 mesi d’ospedale in Francia per incidente se torno a Vignola faccio un casino della madonna… anche con quelli dell’ambulanza… che mi hanno chiesto 2000 euro per riportarmi in Italia…
    Mandateci Novembre al centro di traduzione in Belgio della comunità europea per una settimana chiuso, con domande incrociate per 18 ore giorno, con impossibilità di uscire… e poi parliamo di capacità…
    Adani deve piantarla di mistificare la realtà, lasciamo perdere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    L’antimafia non sa neanche cosa vuol dire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Io ho sempre lottato per l’onestà e spesso gente poco di buono mi hanno attaccato … lasciamo perdere e vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!
    Avrei troppe cose da dire…
    Se tornassi indietro accetterei i regali della destra vignolese…
    La sinistra mi ha sfruttato e poi ha fatto mangiare chi voleva…
    Vorrei avere 20 anni e l’esperienze che ho ora per non credere alle favole della solidarietà a sinistra, sarei certamente più egoista…

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