Alloggi ERP (case popolari): a Vignola calano invece di crescere

Le politiche per la casa vivono un periodo difficile in Italia, specie a seguito dei tagli drastici imposti dal governo di centrodestra. Mi riferisco, in realtà, a quel pacchetto di misure volte a sostenere l’accesso ad un’abitazione in affitto alle famiglie economicamente meno dotate: dai “contributi per l’affitto”, all’edilizia convenzionata (in affitto), alle cosiddette “case popolari” (alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica – ERP). In alcuni casi, però, a politiche nazionali che penalizzano questo fronte d’intervento sociale si aggiungono politiche locali che vanno nella medesima direzione. E’ quanto sta succedendo a Vignola con l’amministrazione Denti. Il progetto recentemente approvato di trasformazione di 4 alloggi ERP “sfitti” (sic) in strutture di servizio per l’Azienda Casa di Modena (per realizzarvi lo sportello di ACER Modena sul territorio) va in questa direzione, riducendo il numero degli alloggi ERP a disposizione in un periodo di crisi in cui invece l’azione di un’amministrazione (se è vero che si tratta di un’amministrazione di centrosinistra) dovrebbe essere tesa ad aumentarne la disponibilità. Questo, in effetti, è quanto stanno facendo molti altri comuni della provincia di Modena. Proviamo a capire cosa succede.

Il complesso "Villa Roma", ristrutturato e dal 2000 contenente alloggi ERP. Ultimo intervento di Edilizia Residenziale Pubblica realizzata a Vignola (foto del 12 giugno 2010)

[1] Con il comunicato stampa n.129 del 16 novembre 2011 (qui il pdf) l’amministrazione comunale di Vignola ha annunciato l’avvio della “ristrutturazione” di 4 alloggi ERP in via dei Cappuccini (dietro al comando della Polizia Municipale). “Gli alloggi, sfitti da diversi anni, verranno trasformati da 4 a 2 e utilizzati dall’Unione Terre di Castelli e dal Comune di Vignola come sede ACER. (…) Il costo complessivo dell’intervento, che terminerà nel 2012, è di circa 175mila euro e viene finanziato in parte dalla Regione (che destina all’Unione un contributo di 82mila euro) e in parte dal Comune di Vignola che non utilizza fondi propri, ma fondi ACER, ossia derivanti dai canoni di locazione pagati mensilmente dai cittadini che risiedono in alloggi di edilizia popolare”. Che dire? Se l’attivazione di uno sportello ACER sul territorio è certamente cosa positiva, non è convincente la soluzione individuata. Innanzitutto per una questione di localizzazione: l’ubicazione individuata non facilita l’accessibilità del nuovo sportello, essendo assai poco visibile (e perché poi non integrare lo sportello ACER nel nuovo front office del “welfare locale” presso le ex-Barozzi, in Piazzetta Ivo Soli?). Ma soprattutto perché la sua realizzazione è pagata con la soppressione di 4 alloggi ERP, di cui invece c’è assai bisogno. E’ vero che i vecchi alloggi erano davvero sottodimensionati e poco dignitosi (plausibilmente risultavano sfitti perché non a norma), fatto che però avrebbe dovuto portare ad un intervento di ristrutturazione per ricavarvi due miniappartamenti da assegnare ad utenti in lista d’attesa (sempre più affollata). E contestualmente a ricercare una diversa soluzione per l’ubicazione dello sportello ACER. E’ significativo, inoltre, che si sia scelto di usare i proventi dei canoni di locazione per finanziare la realizzazione degli spazi da dedicare a sportello per l’utenza, piuttosto che per ampliare anche solo di 2 unità il patrimonio di alloggi ERP. Il fatto è che Vignola sconta già una sottodotazione di alloggi ERP in rapporto alla media provinciale. Come ha certificato la Relazione socio-economica preliminare al PSC, al 31 dicembre 2005 Vignola aveva 147 alloggi ERP, pari a 1,56 alloggi per 100 famiglie residenti (allora 9.421), contro 2,02 alloggi per nucleo famigliare della provincia di Modena (valore medio). Da allora il numero delle famiglie vignolesi è cresciuto (ora sono 10.398 al 31 ottobre 2011), mentre gli alloggi ERP sono diminuiti di 4 unità (ora pari a 143 alloggi). Ne consegue un rapporto di 1,38 alloggi ERP ogni 100 nuclei famigliari. Si tratta di un valore che non solo diminuisce in rapporto alla media provinciale, ma che risulta assolutamente insufficiente per rispondere alla domanda di alloggi a basso canone d’affitto per i nuclei famigliari economicamente più svantaggiati (che, peraltro, sono in crescita).

Il complesso "Villa Roma" a Brodano, oggi contenente alloggi ERP (foto del 12 giugno 2010)

[2] A fine luglio di quest’anno ACER Modena ha presentato il programma triennale di realizzazione di nuovi alloggi ERP (2011-2013). Sapendo che il comune di Vignola risulta sottodotato rispetto alla media provinciale e rispetto ai bisogni, ci si sarebbe aspettati di vedere inserito nel programma delle nuove realizzazioni ACER un qualche intervento su Vignola. Invece non è così. Il programma presentato da ACER prevede un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro per realizzare 134 appartamenti, di cui 98 nuovi e 36 recuperi. Nessuno di questi viene realizzato a Vignola. Sono altri i comuni che si sono mossi per incrementare il loro patrimonio di alloggi ERP: 59 a Modena (di cui 35 nuove costruzioni e 24 recuperi; ed il Comune di Modena già oggi ha 3,3 alloggi ERP ogni 100 famiglie); 18 a Fiorano; 15 a Mirandola; 12 a Pavullo; 11 a Savignano; 7 a Castelnuovo; 6 a Camposanto; 3 a Spilamberto; 3 a Sassuolo (che pure già oggi ha più di 3,3 alloggi ERP ogni 100 famiglie). Dunque anche tre comuni dell’Unione Terre di Castelli vedono incrementare il loro patrimonio di alloggi ERP (Savignano, Castelnuovo e Spilamberto). Non così, invece, il comune di Vignola. Evidentemente l’incremento delle opportunità abitative per nuclei familiari in condizione di disagio non è cosa meritevole dell’attenzione degli amministratori locali.

Mulino di Tavernelle subito dopo l'acquisto da parte di ACER Modena-Comune di Vignola (foto del 31 marzo 2004)

[3] Non è però sufficiente evidenziare il fatto che anche l’ultimo “piano triennale” di ACER sia risultato, per l’amministrazione comunale di Vignola, un’occasione mancata. Il fatto è che su questo fronte la situazione risulta da tempo stagnante. Anzi, con l’ultimo intervento annunciato dal comune di Vignola, addirittura in regressione (-4 alloggi ERP). E’ il caso di ricordare che l’ultima inaugurazione di alloggi ERP a Vignola risale all’anno 2000, con la messa in funzione di 12 alloggi realizzati all’interno del complesso “Villa Roma”, a Brodano, dimora ottocentesca ristrutturata da ACER (operazione condotta dall’amministrazione guidata dal sindaco Gino Quartieri). Da allora il patrimonio di alloggi ERP del comune di Vignola è fermo a 147 unità, anzi, oggi, scende a 143. Nonostante il bisogno (testimoniato dalle centinaia di famiglie vignolesi in lista d’attesa per un’assegnazione – che per la stragrande maggioranza di esse non arriverà mai) l’amministrazione Denti ha evitato ogni impegno volto ad incrementare il patrimonio di “case popolari”.

Mulino di Tavernelle: ancora in attesa di ristrutturazione e di un progetto di utilizzo (foto del 9 giugno 2009)

[4] In realtà nel corso degli anni dell’amministrazione Adani (1999-2009) un’operazione volta ad incrementare il patrimonio ERP era stata effettuata. In effetti il 30 marzo 2004 il complesso “Mulino di Tavernelle” è stato acquistato da ACER Modena, con il concorso del Comune di Vignola, per realizzarvi 10-14 appartamenti ERP (nella prima parte del ‘900 il Mulino era già divenuto sede di più unità abitative). L’intervento avrebbe consentito il recupero e la riqualificazione del complesso secentesco anche con soluzioni innovative dal punto di vista energetico (installazione di una piccola turbina idroelettrica per generare energia dalla forza idrica del canale che passa sotto il Mulino). Il progetto è stato accantonato dalla nuova amministrazione Denti (vedi) e ad oggi è solo certo che non verrà destinato alla funzione per cui è stato acquistato (ma al tempo stesso non è nella disponibilità dell’amministrazione comunale essendo stato acquistato all’85% con risorse ACER). La scelta di trasformare l’antico complesso “Mulino di Tavernelle” in alloggi ERP può essere “discutibile”. Personalmente rimango convinto che fosse un’opportunità importante per recuperare un complesso edilizio che, per quanto meritevole, difficilmente avrebbe potuto vedere un intervento diretto dell’ente locale (pensiamo alla difficoltà che si ha oggi nel finanziare il recupero del più importante “Palazzo Barozzi” nel centro storico di Vignola). Tuttavia è legittimo che una nuova amministrazione sviluppi programmi diversi – a condizione che sia effettivamente in grado di garantire il recupero del Mulino e la sua assegnazione a funzioni qualificanti, oltre che a garantire comunque un incremento (sostanzialmente equivalente) del patrimonio di alloggi ERP. Ad oggi sappiamo per certo che quest’ultima condizione non sarà soddisfatta dall’amministrazione Denti nel corso di questa legislatura, visto che nessun intervento è contemplato su Vignola dal piano 2011-2013 di ACER. Per il resto resta solo da ricordare che la stessa ACER sta realizzando un intervento di recupero equivalente a quello di Mulino di Tavernelle nella vicina Spilamberto. Nel settembre di quest’anno, in effetti, ACER ha annunciato l’avvio dei lavori all’ex Ospedale Santa Maria degli Angeli di Spilamberto. Metà del complesso sarà dedicato ad alloggi ERP, l’altra metà al futuro museo archeologico. Come recita il comunicato stampa di ACER, “nel complesso, oltre agli alloggi ERP, saranno ricavati al pianterreno e ai piani superiori diversi spazi al servizio del museo: sale espositive, uffici, aule didattiche. «Si tratta – spiega Vito Tedeschini, presidente di ACER – di un edificio storico che per le sue caratteristiche peculiari richiede un intervento molto attento, che rispetti e valorizzi l’identità di questo luogo»”. Tutto condivisibile. E allora? Non si poteva fare altrettanto a Mulino di Tavernelle?

Mulino di Tavernelle: ancora in attesa (foto del 26 luglio 2010)

[5] Ovviamente della vicenda della mancata crescita del patrimonio ERP (anzi della sua diminuzione!) non trovate nulla nelle “rendicontazioni” promosse dall’amministrazione comunale. A testimonianza che si tratta di propaganda, ovvero di materiali volti a mettere in luce solo i dati positivi, non anche quelli “critici” o negativi. Ad esempio non trovate una parola (non una parola!) sulle politiche per la casa nell’opuscolo (di propaganda!) “Forse non tutti sanno che …”. Anzi la parola “casa” non è neppure citata! Eppure molti comuni della provincia di Modena (e tra questi in testa il Comune di Modena) vedono da tempo un dibattito acceso su come sviluppare politiche per la casa in grado di rispondere ai crescenti bisogni abitativi di un numero sempre maggiore di famiglie in difficoltà. Invece a Vignola il tema è stato cancellato dall’agenda politica. Ecco. Forse è importante richiamare l’attenzione su questo.

Nota. Chi scrive è stato assessore alle politiche abitative nella legislatura 1999-2004, con il sindaco Roberto Adani (vedi). Nel corso di quegli anni, come si ricordava, si è provveduto all’inaugurazione degli alloggi ERP di Villa Roma ed all’acquisto di “Mulino di Tavernelle” per realizzarvi 10-14 alloggi ERP ed un centro di attività ricreative e culturali (nell’ampia sala di circa 180 mq a piano terra). Sono stati inoltre incrementati gli alloggi di “emergenza abitativa” (portati da 7 a 9; oggi risultano tutti dismessi). Si è data attuazione, nel 2000, al programma nazionale dei “contributi per l’affitto”. Inoltre, per la prima volta, è stata trasferita ad ACER la gestione dei 39 alloggi ERP di proprietà comunale (la restante parte era di proprietà della stessa ACER), attivando anche esperienze innovative di “mediazione dei conflitti” nelle non semplici situazioni dei condominii “popolari” (anche queste cancellate dalle amministrazioni successive). Si è anche provveduto ad una riorganizzazione interna con il passaggio della funzione ERP ed emergenza abitativa dall’Ufficio Tecnico (settore edilizia privata) al settore welfare locale, secondo un disegno che puntava a considerare le politiche abitative come una componente delle politiche di contrasto al disagio sociale.

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One Response to Alloggi ERP (case popolari): a Vignola calano invece di crescere

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Dopo aver letto AmareVignola (so da tempo che Mattia Monduzzi della segreteria del sindaco è un lettore affezionato; prima o poi gli consegnerò personalmente il premio al “primo” lettore) il comune di Vignola ha rettificato, correggendo un errore contenuto in un proprio comunicato stampa. Con il comunicato n.137 dell’1 dicembre 2011 l’amministrazione comunale ha rettificato quanto scritto nel precedente comunicato (n. 129 del 16 novembre) in merito alla destinazione degli alloggi ristrutturati in via dei Cappuccini. Vedi:
    http://www.comune.vignola.mo.it/allegati/3336/Ristrutturazione%203%20alloggi%20in%20via%20Rossini.pdf
    Secondo la nuova versione non verranno destinati ad uffici ACER, ma verrà mantenuta la destinazione ad alloggi ERP (case popolari). I 4 alloggi, dopo la ristrutturazione, diventeranno 2 (così si diceva nel primo comunicato; il secondo non chiarisce questo aspetto). Se le cose vanno così il progetto ha una sua logica ed in effetti è quello che auspicavo nel post. Il numero degli alloggi ERP a Vignola diminuisce di “sole” 2 unità: da 147 a 145 (non a 143). Le altre considerazioni sullo stato delle “politiche per la casa” a Vignola non vengono toccate: il tema, nonostante la crisi economica in atto che fa sentire i suoi effetti sulle capacità economiche delle famiglie, non è in agenda al comune di Vignola. Nel piano triennale di ACER non c’é infatti nessun intervento di ampliamento del patrimonio ERP che riguardi Vignola (c’é invece per Spilamberto, Savignano Castelnuovo). Mulino di Tavernelle rimane un patrimonio “congelato”, teoricamente disponibile per alloggi ERP, ma fermo dal 2004 quando fu acquistato. Dunque altri comuni, mostrando maggiore sensibilità sociale, aumentano l’offerta di alloggi destinati l’affitto ed a basso canone. Il comune di Vignola, invece, risulta in altre faccende affacendato. Un’ultima considerazione sul comunicato stampa sbagliato. Ma c’é qualche assessore che prima che l’ufficio stampa emetta il comunicato lo legge? Sembrerebbe di no. Dopo il “pasticcio” sulle analisi chimiche dell’acqua della casa dell’acqua un altro flop dell’ufficio stampa. Tempi duri. Comunque: buon lavoro!

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