Nominato il terzo membro del cda dell’ASP G.Gasparini. Nell’interesse del partito o dei cittadini?

Partiamo da qui. Giuseppe Novembre, classe 1989 (22 anni), è stato nominato componente del consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini, l’azienda pubblica che gestisce una parte importante dei servizi sociali del distretto di Vignola (vedi; qui la convocazione dell’assemblea dei soci, avvenuta il 22 novembre: pdf). Sostituisce, a poco meno di un anno dalle dimissioni, Mauro Salici, presidente dell’ASP ed ex-sindaco di Marano (evito volutamente osservazioni sulla “tempestività” della nomina di sostituzione; qui l’organigramma dell’ASP: vedi; come si vede mancano i nomi dei componenti del CdA). Tutte le volte che avviene una nomina in una carica istituzionale è salutare, per i cittadini, ovvero per coloro che da queste istituzioni sono rappresentati e che ne sono comunque potenziali utenti, interrogarsi sulla “bontà” di tali nomine, ovvero sulla “qualità” dei nominati. Che dire, dunque, di questa nomina?

Post-monument, Biennale internazionale di scultura di Carrara (foto del 4 agosto 2010)

[1] Interroghiamoci sul valore in termini di competenza che Giuseppe Novembre porta al CdA dell’ASP e chiediamoci anche quali motivazioni hanno portato l’assemblea dei soci a scegliere proprio lui, evidentemente ritenendo che fosse la persona migliore per quel ruolo di rilievo in un’azienda pubblica. 22 anni, studente alla facoltà di giurisprudenza (o magari anche laureando o neolaureato – laurea triennale), lavora presso Decathlon a Modena. Queste le informazioni desumibili dal suo profilo su facebook. Tutto qui? No, c’è dell’altro. E’ un militante dei Giovani Democratici (l’organizzazione giovanile del PD) dell’Unione Terre di Castelli. Possibile che nel cda dell’azienda pubblica che ha un bilancio di poco meno di 5 milioni di euro, serve l’intero bacino del distretto di Vignola con servizi come l’assistenza domiciliare per anziani e disabili, strutture semiresidenziali per disabili, strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, la proposta migliore per dare stimolo all’innovazione dei servizi, alla ricerca di maggiore efficienza e qualità, sia un ragazzo di 22 anni dei Giovani Democratici? Davvero solo all’interno del gruppetto dei GD sono concentrate le migliori competenze in merito ai servizi sociali di questo territorio? Prima o poi la nomina verrà resa pubblica (almeno sull’albo pretorio dell’ASP) e mi auguro che a quel punto Daria Denti, sindaco di Vignola, vicepresidente dell’Unione con delega alla pianificazione socio-sanitaria  e presidente dell’assemblea dei soci, abbia il coraggio di rendere pubblico il curriculum vitae del nuovo nominato e di argomentare pubblicamente perché egli rappresenta la scelta migliore per garantire le migliori capacità di governo dell’ASP G.Gasparini, magari facendo anche un ragionamento sull’opportunità di mettere nel CdA dell’ASP una persona legata al suo partito (PD).

Post-monument, Biennale internazionale di scultura di Carrara (foto del 4 agosto 2010)

[2] Davvero non c’è altro modo di procedere alle nomine nelle aziende ed enti controllati? Davvero non c’è modo per dare garanzia di qualità delle persone nominate, senza far sorgere il sospetto che a far premio sia l’appartenenza politica? Davvero debbono risultare così opachi i percorsi di nomina, senza informazione preventiva, senza la messa a disposizione di un curriculum che certifichi le competenze possedute e le esperienze fatte nel settore, senza argomentazioni pubbliche che giustifichino, agli occhi dei cittadini, le motivazioni della scelta? In realtà si può fare meglio. E questo lo sanno pure gli amministratori locali. Lo ha fatto da poco il Comune di Bologna, grazie alla volontà dell’assessore al bilancio Silvia Giannini ed alla disponibilità del sindaco (PD) Virginio Merola. Prima ancora di essere nominata assessore, Silvia Giannini, professore ordinario di scienza delle finanze all’Università di Bologna, aveva richiamato l’attenzione sull’esigenza di rivedere i meccanismi di collegamento tra amministrazioni comunale e “società partecipate”. In una breve nota sul sito web della rivista Il Mulino ha infatti affermato che:

  • “per le società [partecipate] che si ritiene debbano essere mantenute in mano pubblica è necessario definire in modo più chiaro gli indirizzi strategici e stabilire un forte presidio che consenta di controllare ex post l’operato degli amministratori e del management”;
  • “l’altra priorità che va subito affrontata è quella delle nomine, per le quali è urgente garantire maggiore trasparenza e garanzie di professionalità e adeguatezza dei nominati” (qui la nota per intero: vedi).

Solo che l’assessore Giannini queste cose non si è limitata a declamarle, ma le ha anche fatte. E così il Comune di Bologna, poche settimane dopo l’insediamento della giunta Merola, ha ribaltato la tradizionale procedura di nomine dei propri rappresentanti negli enti controllati e nelle società partecipate. Ha costituito un comitato (ribattezzato dalla stampa “comitato dei saggi”), composto da 3 persone autorevoli, competenti, slegate dai partiti (Prof. Renzo Costi, Prof. Luigi Montuschi, D.ssa Maria Carla Schiavina), ed ha invitato i cittadini che ritenevano di avere titolo a ricoprire i posti vacanti nelle partecipate a presentare il proprio curriculum, con una sorta di autocandidatura (qui in dettaglio la procedura e l’indicazione delle posizioni vacanti, mica bruscolini: Bologna Fiere SpA, Aeroporto SpA, CAAB scpa, istituzioni culturali e sociali, ecc.: vedi). Il “comitato dei saggi” ha quindi vagliato i curriculum proposti ed ha selezionato una rosa di meritevoli da sottoporre al sindaco per le nomine. Il sindaco ha quindi effettuato le nomine, in molti casi confermando le indicazioni del comitato, in alcuni casi decidendo diversamente (ed anche qui argomentando pubblicamente perché se ne discostava). Il tutto con la massima trasparenza possibile: i curriculum erano a disposizione dei cittadini (sul sito web del Comune) che potevano così consultarli e farsi un’opinione della qualità delle scelte compiute dal “comitato dei saggi” e delle nomine effettuate dal sindaco. Perché questa procedura “aperta” e “ad evidenza pubblica”? Una procedura “aperta” risponde all’esigenza di dare ad ogni cittadino, interessato e che ritenga di avere competenze utili alla collettività, l’opportunità di avanzare la propria candidatura. Risponde ad un principio di eguaglianza dei cittadini, di eguale opportunità di mettere il proprio “talento” a disposizione della comunità (ricordate la frase di Aristotele che campeggia in alto a destra nel sito web del comune di Vignola? Dice: “La democrazia ha origine nell’idea che coloro che sono eguali sotto un qualsiasi rispetto sono eguali sotto tutti i rispetti; essendo egualmente liberi, gli uomini pretendono di essere assolutamente eguali”. Ecco. Qui sta la differenza tra la semplice enunciazione e la messa in pratica – l’amministrazione Denti si ferma alla prima). Una procedura “ad evidenza pubblica”, ovvero “trasparente”, risponde all’esigenza di dare ai cittadini la garanzia della massima imparzialità e dell’impegno a garantire esclusivamente l’interesse collettivo (non di gruppi, lobbies o partiti). Insomma, la procedura, magari perfettibile, cerca di tradurre operativamente i principi di uguaglianza, trasparenza, valorizzazione del merito. Ovvero di massima salvaguardia dell’interesse della collettività.

Post-monument, Biennale internazionale di scultura di Carrara (foto del 4 agosto 2010)

[3] L’esperienza del Comune di Bologna merita apprezzamento. Può essere che alcuni aspetti debbano essere migliorati, ma si tratta comunque di un’esperienza unica in Italia, volta a premiare il merito e la competenza, messe al servizio della collettività. Sappiamo da tempo che i costi della politica, specie a livello locale, non sono determinati dalle indennità degli amministratori, ma piuttosto dallo scadimento delle politiche locali, conseguenza dell’abbassamento del livello degli amministratori (vedi). Ciò che i cittadini non debbono tollerare sono dunque quelle nomine che portano persone prive di forti competenze (pubblicamente accertabili) a ricoprire cariche pubbliche, in aziende pubbliche o in società partecipate. Perché ciò che ne consegue è uno scadimento delle politiche e dei servizi pubblici – senza voler entrare nella fenomenologia delle “coorti” e della “libertà dei servi” di cui parla Maurizio Viroli. Nella fase iniziale lo stesso PD aveva riconosciuto il tema, ad esempio presentando un disegno di legge che toglieva alla politica la nomina dei direttori generali delle aziende USL o prevedendo il superamento dell’attuale “lottizzazione” della RAI. Tutte cose che hanno perso spinta propulsiva – forse perché troppo “innovative” per lo stesso PD. Ma queste sono cose di fondamentale importanza, su cui è opportuno che i cittadini per primi facciano sentire la loro voce. Con un messaggio chiaro: non sono più accettate nomine fatte per fini politici; non sono più accettate nomine di persone in cui chiunque non possa riconoscere caratteristiche di competenza, professionalità, impegno al perseguimento dell’interesse pubblico. Altrimenti ci si rende complici dello scadimento della pubblica amministrazione e del sistema Italia. Contano le persone? Certamente sì. Ed i cittadini debbono esigere “persone” di qualità nei posti chiave della politica e dell’amministrazione. Forse non è un caso che l’innovazione bolognese sia stata possibile innanzitutto perché voluta da un assessore di qualità, appunto Silvia Giannini. E a Vignola? Provate ricordare. Chi è l’assessore alla “trasparenza della pubblica amministrazione”? Auguri.

Ecco un po’ di rassegna stampa sull’esperienza bolognese:

Saggi e web per dare trasparenza alle nomine – L’Informazione Il Domani, 22 giugno 2011 (pdf)

Nomine, vincono i saggi “Pubblici i curriculum” – Corriere di Bologna, 4 agosto 2011 (pdf)

Nomine, promossi e bocciati – Il Resto del Carlino – Bologna, 5 agosto 2011 (pdf)

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3 Responses to Nominato il terzo membro del cda dell’ASP G.Gasparini. Nell’interesse del partito o dei cittadini?

  1. E.T. 57 ha detto:

    Siamo alle solite, il metodo Denti colpisce ancora o forse possiamo definirlo anche il Metodo Denti – Lamandini, ma preferisco il primo perchè è quello più originale ovvero quello del controllo totale tramite persone fidate, incapaci di criticare,di tradire, ma anche a volte di gestire, tanto poi ci pensa “la mamma”.
    La ragnatela viene tessuta con abilità e sinceramente con il più assoluto menefreghismo di quelli che sono i criteri legati all’individuazione delle persone adatte a ricoprire ruoli molto importanti e fondamentali nella nostra comunità.
    Questi metodi mi ricordano tanto un personaggio che si è dimesso da poco (finalmente) a livello di Governo.
    Ma intanto tutti zitti e tranquilli in particolare nel PD, nessuno deve ostacolare le decisioni assunte
    altrimenti…. punizione.

  2. M.L, 67 ha detto:

    Poche parole, ma un ritratto perfetto della Dott.ssa Denti, complimenti E.T. 57. Ma è il silenzio attorno a tanta incapacità che preoccupa. Quando crollerà, però, certi vecchi della politica non potranno dire che non c’erano …

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Questa volta si stanno accorgendo d’averla fatta grossa. Indubbiamente un episodio di cattiva amministrazione. Il sig. Giuseppe Novembre non è neppure laureato, ma solo studente della facoltà di Giurisprudenza. Il fatto è che il comma 1, art.21 dello Statuto dell’ASP G.Gasparini recita: “L’Azienda è amministrata da un Consiglio di Amministrazione, nominato dall’Assemblea dei soci fuori dal proprio seno, composto da tre membri scelti tra coloro che non rientrano nei casi di ineleggibilità ed incompatibilità di cui all’art. 22 e in possesso di specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa, per studi compiuti, per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici pubblici ricoperti. L’atto di nomina viene assunto sulla scorta di idoneo curriculum di ciascun amministratore, conservato agli atti dell’Azienda”. Ecco, sarebbe interessante poter sentire, da parte del presidente dell’Assemblea dei soci, il sindaco di Vignola Daria Denti, quale SPECIFICA E QUALIFICATA COMPETENZA TECNICA E AMMINISTRATIVA possiede il sig. Novembre (studente di giurisprudenza!!!!). Così come sarebbe interessante sentire come mai tra le numerose persone vignolesi o residenti sul territorio dell’Unione con competenze di più alto livello rispetto al sig. Novembre non si sia cercato nessuno da nominare nel cda dell’ASP. Ecco. Vorrei qualcuno del PD che ora commentasse dicendo che questo partito intende valorizzare le “migliori energie intellettuali e morali” presenti nella comunità locale. Sarei davvero curioso di sentire il neo-segretario Daniele Mislei commentare la vicenda. Come? Arrampicandosi sugli specchi? Benvenuto nella politica reale.

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