Festa degli alberi 2011. Un bilancio e qualche considerazione

La festa degli alberi 2011, ovvero la settimana di iniziative “Alberi e città”, è passata senza che nessun vignolese se ne accorgesse. O meglio, un po’ di gente ha letto sul giornale di questa manifestazione. Ma i partecipanti ai diversi eventi non hanno raggiunto, complessivamente, il numero di ottanta (lo 0,3% della popolazione vignolese). E’ stato, insomma, un evento esoterico. Per pochi intimi. Poco più di venti sono stati infatti i partecipanti ai seminari sugli orti (e che c’entrano gli orti con gli “alberi in città”?). Circa venticinque (inclusi assessori e relatori) i partecipanti all’incontro, peraltro molto interessante, su “Impatto dei microcambiamenti climatici sul Verde Urbano”. Cinque i partecipanti alla mostra fotografica, di cui uno è l’assessore Mauro Scurani (a cui si aggiunge “l’amichevole partecipazione” di Massimo Trentiguest star?). I numeri non dicono tutto, non c’è dubbio. Ma è sempre bene partire da lì. Avendo seguito (e partecipato) con attenzione all’edizione 2011 della festa degli alberi promossa dall’amministrazione comunale vorrei tentare un bilancio e sviluppare qualche considerazione. Peraltro l’idea della festa degli alberi in città era stata avanzata proprio su questo blog nel gennaio 2010 (vedi). Inoltre in occasione dell’incontro di venerdì 11 novembre l’assessore Mauro Scurani mi ha pure offerto il caffè (come ha fatto con gli altri 22-23 partecipanti) – ed ha pagato di tasca sua (segno che alla cosa ci crede). E’ giusto, dunque, ricambiare con un commento all’iniziativa. Ed io lo faccio con piacere.

Una delle foto della mostra "Alberi in città". La foto è di Alice Beccati (foto dell'11 novembre 2011)

[1] “Ci piace pensare che nei prossimi anni riusciremo a fare sempre meglio, esplorando le tante potenzialità di questo affascinante tema, con l’aiuto di tutti quelli che sanno che gli alberi sono una compagnia indispensabile per la nostra esistenza e una presenza fondamentale in qualunque scenario futuro” – questa la dichiarazione dell’assessore all’ambiente Mauro Scurani a L’Informazione di Modena (p.19) del 6 novembre scorso. Un concetto – quello del “in futuro potremo far meglio” – che riflette il riconoscimento che, con la festa degli alberi a Vignola, ancora non ci siamo visto che anche l’edizione 2011 (la seconda) è risultata un evento per pochissimi intimi. Un concetto – quello del “in futuro potremo far meglio” – che l’assessore ha ribadito anche nell’introdurre l’incontro dell’11 novembre. E che aveva premesso, in verità, anche alla prima edizione del 2010. E che, temo, ribadirà di nuovo all’apertura dell’edizione 2012. Per un semplice motivo: manca un collegamento tra quello che l’amministrazione comunale fa nel resto dell’anno (gli altri 358 giorni) ed il messaggio che si vorrebbe dare con la festa degli alberi in città. Che rimane dunque un evento spot, sospeso a mezz’aria. Senza radici. Ed anche senza grande credibilità. Quando risulterà evidente che, sul tema alberi in città, l’amministrazione comunale ci lavora seriamente per tutto l’anno, allora forse quelle “comunità” disperse di cittadini impegnati a migliorare la conduzione del verde privato o del verde pubblico avranno un motivo per “riunirsi” e partecipare agli eventi pubblici dedicati agli alberi ed al verde urbano. Oggi questa “comunità” non c’è per un semplice motivo: l’amministrazione comunale ha fatto di tutto, in questa prima metà della legislatura, per non crearla. Anzi, per disperderla laddove qualche embrione si veniva a manifestare, come la vicenda di via Barella e di via Libertà ha testimoniato (vedi).

I quattro diversi effetti del verde sulla qualità dell'aria. Slide di Rita Baraldi e Camilla Chieco, CNR (foto dell'11 novembre 2011)

Non è un caso che la prima “festa degli alberi” vignolese sia stata celebrata senza l’amministrazione comunale: la “festa dei tigli in fiore” di via Barella (vedi). Comunque sia, non c’è dubbio che oggi a Vignola manca il “tessuto” di attività quotidiane su cui la “festa degli alberi” dovrebbe innestarsi. Ecco. Se l’assessore Scurani vuole che l’edizione 2012 non sia, di nuovo, una festa per pochi intimi, se vuole che non sia una festa che scivola via senza alcun effetto reale sulla città, ma sia una festa di una minoranza significativa (e crescente) di cittadini vignolesi che si sentono interessati e coinvolti nella vicenda degli alberi in città, allora deve portare tutta la giunta (incluso chi oggi gli alberi li sega senza troppe preoccupazioni) a condividere un programma di lavoro fatto di molteplici ingredienti, di cui abbiamo già accennato (vedi):

  • informazioni precise e diffuse sul “valore degli alberi” (ed anche di quello specifico albero che sta lungo la via, in quello specifico parco o davanti a casa tua);
  • diffusione della pratica del coinvolgimento di gruppi di cittadini nella cura del verde pubblico (secondo la formula del “patto di quartiere”, ovvero con l’amministrazione che in cambio dell’impegno del volontariato si impegna a sua volta a realizzare specifici interventi di miglioramento su parchi, arredi, ecc.: vedi);
  • definizione di “protocolli” di intervento che, nel caso di abbattimenti, definiscano in modo chiaro, esplicito e condiviso i doveri di informazione, di argomentazione e risposta alle osservazioni dei cittadini, e di “ripristino” a cui si attiene l’amministrazione;
  • definizione di accordi con vivaisti ed operatori del settore del verde (interessante l’esperienza di Reggio Emilia di una sorta di “certificazione” fatta con il rilascio del “sigillo verde” agli operatori che si conformano a corrette regole operative di gestione del verde – es. no capitozzatura degli alberi, definizione delle specie arboree da promuovere, ecc.);
  • riconoscimento esplicito del coinvolgimento dei cittadini nella progettazione per tutti gli interventi significativi sul verde pubblico (non come nel caso del parco di via di Mezzo, in cui di questo ci si è dimenticati! – vedi). Questo lavoro non è stato fatto nei primi due anni e mezzo di legislatura ed è tutto da dimostrare che ci sia volontà e capacità di farlo nella restante metà. Ma se esso non viene fatto, allora la “festa degli alberi” rimane un evento privo di rilevanza sociale, senza una “comunità” di riferimento. E continuerà a rimanere un evento esoterico, buono solo per consentire al sindaco di fare marketing politico (“vedete? Il comune di Vignola è green, ha pure la festa degli alberi!”).

I partecipanti all'incontro "Impatto dei microcambiamenti climatici sul verde urbano" presso la biblioteca Auris, 11 novembre, ore 9.30-13.

[2] All’incontro su clima e verde urbano dell’11 novembre Paolo Romagnoli (già ospite su questo blog: vedi) ha ribadito l’importanza, anche per promuovere una più evoluta cultura del verde urbano, della partecipazione dei cittadini. “La gente oggi vuole partecipare, vuole essere parte attiva nella gestione della città”. Parole rivoluzionarie nella stagnante realtà vignolese (vedi). Ha quindi portato l’esempio di un “quartiere sostenibile” nella cittadina olandese di Culemborg dove gli abitanti hanno preso in mano la gestione del quartiere, del verde pubblico e dell’acqua, d’accordo con l’amministrazione municipale. Anche l’assessore Scurani ha condiviso questa prospettiva. Ha infatti affermato: “il tema del coinvolgimento dei cittadini è particolarmente importante”. Affermazione sorprendente. Sorprendente da parte di chi, avendo avuto a disposizione un’occasione particolarmente adatta (come la progettazione del nuovo parco di via di Mezzo) si è dimenticato proprio del coinvolgimento dei cittadini (vedi)! Ecco. Se l’assessore Scurani vuole avere credibilità in questo suo riconoscimento dell’importanza della partecipazione dei cittadini nella “gestione” della città (e più specificamente nella progettazione e gestione del verde pubblico cittadino) allora deve portare tutta la giunta a fare ciò che il sindaco aveva annunciato ad inizio legislatura (ma che poi si è guardato bene dall’attuare): l’adozione di un “protocollo” da rispettare ogni volta che si attiva un nuovo processo partecipativo. Occorre rinfrescare la memoria? Presto fatto. Ecco quanto l’amministrazione annunciava con il comunicato stampa n.74 del 30 settembre 2009: “Il nostro intento è quello di creare una vera e propria direttiva sull’attivazione e la gestione dei nuovi processi partecipativi, in modo da qualificare, così come già accade in altri comuni d’Italia, una serie di indirizzi e criteri guida da applicare ogniqualvolta emergano questioni che coinvolgono i cittadini” (vedi). Dopo più di due anni siamo ancora in attesa! Nel frattempo c’è stata la vicenda (ancora in corso) del mancato coinvolgimento dei cittadini nella progettazione del parco di via di Mezzo, parzialmente recuperata solo per il pressing della lista civica Vignola Cambia (vedi); c’è la vicenda di un cortile delle scuole Barozzi risistemato in modo maldestro e senza alcun coinvolgimento di bambini, personale scolastico, genitori (vedi); c’é la vicenda del mancato coinvolgimento dei cittadini nella definizione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) su cui l’amministrazione ha però lavorato per un anno (vedi); c’è la vicenda, assai più complessa, ma anche di assai grande rilievo, della partecipazione al PSC su cui la giunta dell’Unione Terre di Castelli sta lavorando dall’estate 2010 senza che i cittadini abbiano avuto la possibilità di conoscere neppure il quadro conoscitivo (vedi)! Questo è quanto oggi passa l’amministrazione comunale in tema di partecipazione e coinvolgimento. Di fronte a questo quadro desolante l’assessore Scurani non può limitarsi a fare delle belle enunciazioni. Se non ha il coraggio e la capacità di spingere la giunta a rispettare gli impegni che questa si era data finirà per consumare definitivamente anche la sua credibilità. E sarà difficile, per lui, riaffermare l’importanza del coinvolgimento dei cittadini in occasione della festa degli alberi 2012!

Quartiere sostenibile a Culemborg (NL). Slide di Paolo Romagnoli (foto dell'11 novembre 2011)

[3] L’ultima considerazione su presente e futuro della “cultura del verde urbano” e della “festa degli alberi” riguarda un assente illustre alla festa 2011. Mi riferisco all’Unione Terre di Castelli. Bisogna che l’assessore Scurani si convinca che i programmi significativi, oggi, possono essere dispiegati solo a livello di Unione Terre di Castelli, non più di singolo comune. E’ per questo che è stata istituita l’Unione dei comuni di questo territorio ed è soprattutto oggi, in condizioni di difficoltà economica per gli enti locali, che essa dovrebbe essere valorizzata. Per fare ciò occorre però una capacità di confronto e di discussione politica che vada al di là del consesso dei sindaci, coinvolgendo amministratori e partiti del territorio (con adeguati momenti di “pubblicità”). Non è solo questione di risorse, ma di competenze, capacità, expertise. E’ solo portando il tema ed i progetti sul verde urbano al livello dell’Unione che c’è la possibilità di fare un salto di qualità. Purtroppo nel corso di questa legislatura l’Unione è stata usata non per sviluppare i programmi ambiziosi di cui questo territorio sente necessità, ma come cassa di compensazione dei problemi comunali (anche di bilancio). Se si intende dare più qualità alle politiche ambientali, tra cui quelle sul verde pubblico e sugli “alberi in città”, allora queste non possono più essere gestite a livello comunale. Occorre piuttosto sviluppare un ramo organizzativo dell’Unione incaricato di gestire il tema delle politiche ambientali (energia, acqua, rifiuti, sostenibilità), di interfacciarsi con HERA e ATO, di pianificare e realizzare (ricercando alleanze e collaborazioni sul territorio, tra i numerosi cittadini e realtà associative impegnate sul tema) le azioni di “educazione ambientale” o di promozione della “cultura green” (alberi inclusi). Non impegnarsi lungo questa strada significa consegnarsi all’irrilevanza. Significa continuare a promuovere eventi esoterici. Per pochi intimi. Senza capacità di incidere su cultura e comportamenti delle comunità locali. E’ bene che l’assessore Scurani ne abbia piena consapevolezza.

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