Ombre … sul cortile della scuola Barozzi (3° episodio), di Stefano Corazza

Per la terza volta nel giro di pochi mesi Stefano Corazza interviene in merito all’inadeguatezza del cortile della scuola primaria J.Barozzi, usato – lo ricordiamo – da bambini di 6-10 anni. Questo il percorso. Prima con una lettera aperta all’amministrazione comunale per evidenziarne l’inadeguatezza e per sollecitarne la sistemazione (peraltro promessa dall’amministrazione stessa) (vedi) – lettera scritta dopo aver constatato l’inutilità delle sollecitazioni verbali e le proposte di collaborazione dei genitori. Poi di nuovo con una seconda lettera aperta per sollecitarne l’intervento che l’amministrazione comunale aveva annunciato per l’estate, ma che non era ancora stato realizzato ad inizio anno scolastico (vedi). Infine ora con questo resoconto su un intervento sì realizzato, ma in modo pedestre. Un resoconto che è anche una riflessione sulla non volontà o incapacità della nostra amministrazione comunale di prendere sul serio le questioni poste dai cittadini. Autoreferenzialità della politica, la si potrebbe definire. O più semplicemente eccessivo scadimento delle capacità politico-amministrative. Istituzioni usate come scudo anziché come strumento di servizio e di collegamento con la società ed i suoi problemi. Sta di fatto che il cittadino, anziché sovrano, si trova prigioniero.

Foto 1. L’area cortiliva della scuola J.Barozzi come risulta dopo la “sistemazione”. Si nota il cordolo. Che doveva essere rimosso (foto dell’11 ottobre 2011)

Curioso quello che può succederti frequentando un blog. Scrivi che vuoi preservare l’esistenza di alberi in città e sulle sue strade perché sono un bene comune che produce benefici per tutti e viene fuori una signora che ti dà del prevaricatore antidemocratico. Se poi dici che gli alberi li vuoi “ascoltare” o addirittura “abbracciare” allora sei “psicolabile” o “fanatico” oppure: “perché non ti occupi piuttosto degli immigrati?” o “occupati della vendita del mio appartamento!” oppure “pensa alla strada dove abiti tu!”. Chiedi di sistemare una bella strada alberata e adibirla in prevalenza a una mobilità sostenibile per pedoni, biciclette, carrozzine e carrozzelle ed ecco qualcuno che ti accusa di impedire la mobilità di un disabile. Vuoi un’adeguata qualità del cortile di una scuola? O sei un “genitore iperprotettivo” o un “polemico fine a se stesso” o peggio un “egoista” perché tuo figlio frequenta quella scuola. Curioso. Ma in fin dei conti accettabile. Interpretiamo diversamente dall’interno della caverna le ombre della realtà (dice Platone) e le nostre priorità individuali ci appaiono divergere spesso in modo consistente. Abbiamo poi, come membri di una comunità, poca abitudine alla discussione e al confronto nel merito delle questioni. L’insieme delle opinioni è, in qualche modo, istruttivo del carattere di una società, della sua etica, dei suoi valori. Infine è proprio grazie alla “blogosfera” e ai social networks che sembra ricostituirsi lentamente e faticosamente, e non senza contraddizioni, qualche forma di comunicazione civile.

Foto 2. Nel cortile permangono zone di terra battuta, dove ovviamente NON si solleva polvere al passaggio dei bambini (foto dell’11 ottobre 2011)

Ciò che invece mi risulta intollerabile è l’approssimazione, l’arroganza e la prevaricazione delle istituzioni nei confronti dei cittadini ch si permettono di considerare la democrazia come un esercizio e un impegno quotidiano e non un gesto (mettere una scheda nell’urna) da compiere ogni tanto. Che invece di apprezzare idee e contributi che giungono dai cittadini li rigettano infastiditi. Che credono che la propaganda, le finte aperture, interventi abborracciati, una burocrazia tanto incapace quanto insindacabile possa surrogare vere soluzioni a problemi reali. Per questo sono qui ancora a parlare del cortile della scuola elementare Jacopo Barozzi. Non perché io sia paranoico (qualcuno sarà senz’altro pronto a pensarla così), ma perché la vicenda merita di essere seguita fino in fondo per il suo carattere paradigmatico di un rapporto tra cittadini e istituzioni deviato e inaccettabile della incapacità e insipienza cui può portare l’autoreferenzialità di una istituzione pubblica.

Foto 3. Formazione di buche nel manto ghiaioso (foto dell’11 ottobre 2011)

Eravamo arrivati alla seconda lettera aperta indirizzata ai rappresentanti istituzionali il 16 Settembre 2011 (vedi). L’Assessore Mauro Scurani mi risponde (questa volta) immediatamente (vedi). Nel suo scritto, ispirato da una trasparente impotenza, manifesta “amarezza” e “disagio” per la situazione e “comprensione per la tua reazione”; esprime accordo e sostegno all’idea di un percorso partecipato tra personale della scuola, genitori, scolari per la sistemazione definitiva del cortile. Uno scritto amichevole, cortese, ma, mi viene da chiedergli: cosa ci fa in giunta? L’Assessore Montanari invece, mi risponde il 21 Settembre (vedi) descrivendo l’intervento, già illustrato (quando?) a “Direzione Didattica, coordinatrice, personale docente” e definito “spartano” “per ragioni evidenti [???] di scarsa disponibilità economica” (ivi), che sarebbe stato completato tra il 12 e il 16 Settembre: (in sintesi)

  • abbattimento alberature (una vera e propria mission per Montanari e i suoi tecnici);
  • rimozione cordoli;
  • stesura di ghiaia.

Foto 4. Uno dei cordoli ancora presenti, nonostante l’assessore Montanari assicuri, nella lettera del 21 settembre, che il 16 settembre “si è proceduto … alla rimozione dei cordoli” (foto dell’11 ottobre 2011)

Nel frattempo, il giorno 20 Settembre, come preannunciato, mi sono rivolto all’Azienda USL per chiedere una verifica di agibilità e sicurezza del cortile (vedi) considerando che anche dopo l’intervento “spartano” annunciato da Montanari la situazione del cortile non fosse migliorata, anzi … Quale sia la situazione ad oggi è già stata da me e da altri genitori di alunni delle Barozzi descritta a parole su questo blog (vedi), ma è utile a tutti, per farsene una idea più chiara, la serie di immagini fotografiche a corredo di questo post (scattate il giorno 11 ottobre 2011).

Foto 5. La ghiaia, inevitabilmente, deborda sul marciapiede utilizzato per il passaggio dei carrelli con le vivande (foto dell’11 ottobre 2011)

Questa deve essere dunque, con buona approssimazione, anche la situazione che il dirigente dell’Azienda USL che ha effettuato il sopralluogo del cortile (in tempi abbastanza rapidi, occorre riconoscerlo) ha osservato, dato che la mia richiesta è del 16 Settembre e la sua risposta è datata 17 Ottobre (vedi). La prima domanda che mi viene in mente è: ma davvero il tecnico della AUSL è entrato nel cortile? E se sì: come ha fatto a non vedere che i cordoli di separazione dei vialetti dalle aree in terra battuta non sono stati rimossi,  come invece afferma, ma solo coperti di ghiaia? Risulta dalle testimonianze dei genitori presenti all’incontro del 29 Settembre che la permanenza di tali cordoli sotto lo strato di ghiaia sarebbe dovuto, a detta dell’Assessore Montanari, ad un “errore dell’impresa che ha eseguito i lavori” da risolvere al più presto. Però il Dirigente AUSL non li ha visti! E non ha visto anche altre cose,  ad esempio:

  • le buche lasciate dalla rimozione dei cordoli delle aiuole situate nel lato EST del cortile oltre lo stradello asfaltato (con margine in cattive condizioni) di accesso (vedi foto 9);
  • le botole in aggetto nella stessa zona (vedi foto 9);

Foto 6. La situazione del cortile ghiaiato (e del marciapiede … ghiaiato anch’esso!) in prossimità delle scale (foto dell’11 ottobre 2011)

E c’è dell’altro, ma mi limito a questo perché la documentazione visiva è chiara ed esauriente. Certo non posso rinunciare ad un’altra domanda: perché nella zona EST del cortile non è stata stesa la ghiaia? Forse qui la terra battuta non produce polvere o fango, “in condizioni meteo predisponenti”, ovvio (vedi risposta AUSL). Anche il dirigente AUSL, tuttavia, sembra accorgersi che le condizioni del cortile non sono proprio ottimali. Infatti qualifica la stesura della ghiaia come appena “compatibile con l’uso dello spazio aperto come area ricreativa per i minori” (alla faccia di un  linguaggio non burocratico!) e comunque, pur nel carattere provvisorio della situazione, gli sembra che occorra “migliorare le condizioni di sicurezza” con altri interventi (ivi). Il loro elenco mette in luce ciò di cui solo l’ufficio tecnico comunale e l’Assessore Montanari non vogliono prendere atto e che il tecnico della AUSL è reticente a valutare oggettivamente: l’intervento realizzato non ha risolto i problemi precedenti ma ne ha creati di nuovi.

  • Come mostrano in modo inequivocabile le foto 5, 6, 8 e 10, la ghiaia viene, dall’uso del cortile (e non potrebbe essere diversamente data l’età e il numero dei bambini che lo frequentano), dispersa sulle diverse pavimentazioni (cemento, asfalto, autobloccanti, griglie) in cui è frammentato il cortile. Ciò provoca, sulle superfici compatte, un’effetto “sdrucciolo” accentuato dalla rotondità e dalla pezzatura di ghiaia utilizzata (vedi anche il commento  dell’ing. Luca Musolesi: vedi).
  • Il contenimento della ghiaia al di fuori delle superfici pavimentate è,  nelle attuali condizioni d’uso e organizzazione e struttura dello spazio, tecnicamente impossibile dato che ad ogni ricreazione la ghiaia verrà “schizzata” dalle attività dei bambini in ogni direzione. Di questo pare accorgersi anche la AUSL quando sollecita “vigilanza” e “manutenzione del ghiaino” (ivi).
  • Il margine dell’area ghiaiata, come le foto mostrano chiaramente, è talmente frammentato e tortuoso che i “bordi separatori” di contenimento  indicati come soluzione da AUSL ma già preannunciati  (una convergenza di intenti casuale?) da Montanari sia nella sua risposta a me indirizzata (vedi) che ai rappresentanti dei genitori il 29 settembre, costituiscono un ulteriore problema piuttosto che una soluzione. Un sommario calcolo che chiunque è in grado di fare porta a ritenere che per circondare l’area a ghiaia a contatto con le altre pavimentazioni in asfalto e in cemento sarebbero necessari almeno 100 m. di cordoli disposti con riseghe e contro-riseghe. Tali cordoli dovrebbero essere posati con un aggetto di almeno 15 cm dal piano di calpestio e solo per evitare il semplice travaso di ghiaia e non certo la dispersione dovuta al suo “schizzare”, non impedibile se non impedendo l’uso del cortile ai bambini. Di qualunque materiale siano fatti questi cordoli, gommosi o meno, oltre a ulteriormente segmentare lo spazio a terra costituirebbero ostacoli e facili inciampi per gli scolari. Dunque un ulteriore rischio.
  • I cordoli precedentemente collocati tra i vialetti e la terra battuta e non rimossi, data la continua movimentazione, dovuta all’uso, della ghiaia sovrastesa, emergono in più punti come ostacoli pericolosi (foto 4).

Foto 7. Marciapiede-corridoio appena spazzato e “bandella” da cantiere sullo sfondo (foto dell’11 ottobre 2011)

  • Oltre al formarsi di buche (profonde anche 10-15 cm, vedi foto 3) nello strato di ghiaia, il suo continuo rimescolamento porta all’emersione di terra e polvere lasciando irrisolto il problema che si pretendeva di affrontare. Non è improbabile poi che le piogge provochino in questa situazione numerose pozze dato che le superfici sono poco o nulla permeabili e lo sgrondo e la raccolta delle acque quasi inesistenti.
  • La “spartana” sedicente “sistemazione provvisoria” è per giunta anche del tutto parziale data la situazione in cui versa la zona EST del cortile, di cui si è già detto (vedi foto 9).
  • Di tutti questi aspetti ha discusso e si è mostrata consapevole l’assemblea dei genitori convocata nei locali della scuola dai rappresentanti di classe il giorno 11 Ottobre u.s.. A tale assemblea hanno partecipato circa 50 genitori: una rappresentanza nutrita e significativa dato che sono circa 250 i bambini che frequentano la scuola. L’assemblea è stata determinata nel contestare la correttezza e adeguatezza dell’intervento realizzato in settembre e delle sue future annunciate  appendici ed ha con decisione richiesto un diverso e adeguato riassetto dell’area del cortile anche se solo provvisorio in attesa di una sistemazione definitiva sul quale ha convenuto di volere dare un suo apporto partecipativo. Però ciò che è evidente ai genitori, a molti insegnanti, agli scolari non lo è altrettanto per l’AUSL ed è del tutto ignorato dall’ufficio Tecnico del Comune e dall’ineffabile Vicesindaco Montanari. Il quale indirizza alla Direzione Didattica della scuola, in data 26 Ottobre, una sua lettera (vedi) in cui si mostra compiaciuto del parere della AUSL da lui ricevuto “per conoscienza” (sic!).  In margine faccio notare che la Direzione Didattica, che in questa vicenda ha brillato solo per la sua assenza, ha trasmesso immediatamente via email nota del vicesindaco/assessore e parere della AUSL a tutti i genitori, sembrandole “fare cosa gradita”.

Foto 8. Margini e manufatti (ovviamente NON pericolosi) nel cortile della scuola J.Barozzi (foto dell’11 ottobre 2011)

Vediamo un po’ cosa dice il buon Ing. Montanari nella sua lettera.

  • Il manto di ghiaia per lui non è solo “compatibile” ma anche “congruo” e ciò “emerge con chiarezza”  (Proprio come i cordoli non rimossi!).
  • Presto – dice – saranno posizionati quei cordoli già annunciati “entro poche settimane” il 21 Settembre (vedi lettera). (Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere, Sant’Agostino).
  • La ghiaia sarà mantenuta quotidianamente dal Servizio Verde Urbano (prosaicamente: questa raccontala a tua zia!).
  • Sarà fatto “ulteriore sopralluogo” per individuare ciò che (“manufatti pericolosi”) in tutto questo tempo (mesi e anni) non è stato neppure visto dai tecnici comunali. (Mi auguro che, questa volta,  gli addetti al sopralluogo prima consultino un oculista).

Foto 9. Il lato est dell’area cortiliva con terra battuta (NON polverosa) e botole (NON pericolose) (foto dell’11 ottobre 2011)

Per Montanari dunque tutto va bene e novello Monsieur Panglosse ci dice che “Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. C’è anche la ciliegina sulla torta! … O il veleno nella coda? Mi aveva scritto il 21 Settembre: “La seconda fase, migliorativa, sarà inserita nel progetto di sistemazione dell’ex via Marconi  [?? Sic!] che sarà sviluppato attraverso un percorso partecipativo” (vedi lettera). Ora apprendiamo che esiste già e verrà presto approvato “il progetto di Via Galilei” (ah, ecco!), che è già stato “condiviso” con “il dirigente scolastico” (pochi, ma buoni!) e che la giunta si impegna “a definire giochi e arredi con il personale della scuola” (i genitori sono cattivi e fastidiosi e restino senza giochi!). E così  (presto e bene!) abbiamo liquidato il progetto “partecipato” e la sua “condivisione”.

Foto 10. Un esemplare di “griglia ghiaiata” nel cortile della scuola J.Barozzi (foto dell’11 ottobre 2011)

Viviamo tutti in una caverna, ma molti hanno quel poco di esperienza  del mondo reale necessaria a capire che lì fuori c’è qualcuno che gioca con le ombre. “…[l’uomo] viene costretto a contendere nei tribunali o in qualunque altra sede discutendo sulle ombre della giustizia o sulle copie che danno luogo a queste ombre e a battersi sulla interpretazione che di questi problemi dà chi non ha mai veduto la giustizia in sé.” ( Platone, La Repubblica, libro VII)

Stefano Corazza

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2 Responses to Ombre … sul cortile della scuola Barozzi (3° episodio), di Stefano Corazza

  1. Elisa ha detto:

    Salve, lei è un genitore della scuola di cui parla qui sopra? Se si avrei bisogno di farla un paio di domande, la ringrazio per l’attenzione…..

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