Il punto di vista degli utenti sulla ferrovia Vignola-Bologna: pubblicato il Rapporto dell’audit civico 2011

Il 22 e 23 luglio scorso, l’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” ha realizzato la prima esperienza regionale di “audit civico” applicato ad un servizio ferroviario, grazie all’azione di una “squadra” di 9 utenti-soci. L’audit civico è una metodologia di valutazione della qualità dei servizi in cui i cittadini-utenti giocano un ruolo attivo (vedi). I cittadini-utenti, cioè, diventano i valutatori del servizio e ne analizzano una serie di aspetti nel modo più oggettivo possibile. Come nelle usuali metodologie di audit la valutazione avviene utilizzando una check-list in cui sono contemplati i diversi aspetti del servizio rilevanti al fine di determinarne la qualità complessiva. Il Rapporto dell’audit civico 2011 è stato presentato alla stampa nella giornata di ieri, sabato 5 novembre 2011 alle ore 11, presso il municipio di Bazzano (BO) (qui il testo in pdf del Rapporto).

Un momento della conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'audit civico 2011 (Bazzano, 5 novembre 2011)

Principali risultati e richieste di miglioramento. Il Rapporto contiene una scheda dettagliata con la descrizione della situazione di ciascuna delle 17 stazioni della linea (è esclusa la stazione di Bologna Centrale, al momento interessata da un importante intervento di ristrutturazione). Ciascuna scheda si conclude con una elencazione degli interventi di miglioramento ritenuti necessari. Alcuni problemi, tuttavia, sono particolarmente importanti e/o generalizzati. Evidenziamo di seguito queste situazioni e le corrispondenti richieste di intervento migliorativo:

  1. Nonostante la messa in funzione dei nuovi treni ATR220 (accessibili ai disabili) il servizio rimane non completamente accessibile ai disabili visto che in alcune stazioni i dispositivi per l’accessibilità non sono funzionanti. Nelle stazioni di Bazzano e Crespellano non funzionano gli ascensori di collegamento tra il sottopassaggio ed il marciapiede di accesso al binario. Le stazioni di Savignano Mulino e Casalecchio Palasport, pur essendo a binario unico, presentano percorsi di accesso non a norma. L’associazione chiede pertanto di rendere il servizio pienamente fruibile alle persone con disabilità, procedendo il più rapidamente possibile e comunque in tempo per la messa in esercizio dei nuovi treni elettrici (previsti al 2013). Risulta anche importante procedere al superamento dell’attuale disposizione che richiede la “prenotazione/segnalazione” telefonica dell’accesso al servizio di persone con disabilità;
  2. Oggi la mobilità collettiva tramite bus e quella ferroviaria sono debolmente integrate. Lo testimonia, ad esempio, la mancanza di informazioni sul servizio bus presso le stazioni ferroviarie (e viceversa). Lo testimonia anche la scarsità di punti di “raccordo” tra i due servizi (fanno eccezione poche stazioni tra cui Bazzano, Crespellano, Pilastrino). Occorre invece sviluppare un adeguato sistema di informazione sul sistema “integrato” dei trasporti pubblici: treno e bus extraurbano (e urbano). Coordinare, oltre che il sistema degli orari dei diversi mezzi, anche l’ubicazione delle fermate e soprattutto un’informazione puntuale sulle opportunità del sistema a beneficio dei passeggeri (informazioni su orari e fermate bus presso le stazioni ferroviarie; informazioni su orari e ubicazione stazioni presso almeno le principali fermate bus);
  3. L’attuale sistema di comunicazione all’utenza, pur articolato in più mezzi (servizio Chiamatreno; pannelli informativi a display; altoparlanti; bacheche), risulta inadeguato e necessitante un radicale intervento di modernizzazione. Gli attuali display elettrici consentono la visualizzazione di stringhe di testo troppo limitate e risultano spesso difficilmente comprensibili, quando ad esempio segnalano la soppressione di corse. Gli altoparlanti non sempre sono funzionanti e comunque vengono usati solo per le comunicazioni di emergenza, quando invece dovrebbero essere usati per l’informazione di routine, ad esempio sui treni in arrivo. Il servizio Chiamatreno, attivo da oltre un anno sulla linea, deve finalmente uscire dalla fase di “sperimentazione” e migliorare la tempestività dell’informazione in occasione di corse soppresse. Le bacheche oggi risultano o troppo piene o vuote. Il loro utilizzo va ripensato e riorganizzato, inserendo anche informazioni facilmente accessibili sul da farsi in situazione di emergenza (es. quando una corsa è soppressa), sui diritti degli utenti (carta del servizio, come fare un reclamo, ecc.) e sulle associazioni di rappresentanza dell’utenza. Quest’ultimo è un intervento praticamente a costo zero che potrebbe migliorare di molto l’informazione all’utenza on site.
  4. Deve essere evidente l’impegno per promuovere l’uso della bicicletta e dunque a facilitare chi si sposta utilizzando bici più treno. Occorre dunque realizzare tettoie di protezione delle rastrelliere per bici (oggi presenti solo in un numero limitatissimo di stazioni) e prevedere l’attivazione del servizio di bike sharing presso la maggior parte delle stazioni che oggi ne sono sprovviste (oltre che potenziare la rete delle piste ciclabili comunali così da servire ogni stazione della linea). A tal fine risulta importante anche superare in tempi rapidi l’attuale disposizione che richiede la prenotazione del servizio di trasporto bici;
  5. Forti criticità si rilevano anche nelle stazioni, dove spesso si trovano edifici ed aree degradate. Le vecchie palazzine passeggeri sono inutilizzate ed in condizioni di degrado a Vignola, Savignano Comune, Savignano Mulino e Muffa. Occorre un progetto di riqualificazione di questi edifici, così che possano essere utilizzati come sedi di associazioni o per attività commerciali (la stazione di Bazzano è l’unica della linea che ospita un bar). Anche presso la stazione di Casalecchio Garibaldi vi sono stanze inutilizzate che dovrebbero essere impiegate per offrire servizi sociali o commerciali. Il miglior modo per evitare che le stazioni diventino dei “non luoghi” (Marc Augé), una sorta di terra di nessuno dove risulta troppo facile compiere atti di vandalismo e dove si percepisce un forte senso di insicurezza, è quello di renderle vive. Occorre inoltre anche attivare sistemi di videosorveglianza (oggi sono presenti videocamere non funzionanti) e garantire adeguati sistemi di illuminazione dei percorsi di accesso (particolarmente critica è la situazione della stazione di Ceretolo e di Savignano Mulino). In aggiunta occorre lavorare per dare più “qualità” a questi luoghi, ad esempio tramite decorazione delle pareti tramite “murales”, predisposizione di bacheche a disposizione degli utenti per piccoli annunci, installazione di pannelli informativi temporanei a tema (arte, cultura, turismo, opportunità della città, ecc.), attività di “animazione” curate dalle associazioni eventualmente ospitate nelle palazzine-passeggeri, ecc.

Due nuovi ATR220 (più confortevoli, più affidabili, ma anche più piccoli ed ancora con motore diesel) alla stazione di Bazzano (foto del 23 giugno 2011)

Una valutazione complessiva. L’esperienza compiuta nei primi 8 anni di funzionamento della linea (autunno 2003 – autunno 2011) evidenzia l’esigenza di fare un salto di qualità nel pensare la linea Bologna-Vignola nel suo complesso e nel coordinare le necessarie azioni di “miglioramento” facenti capo ai diversi soggetti istituzionali coinvolti: Regione Emilia-Romagna, enti locali (Vignola e Savignano e Provincia di Modena; Bazzano, Crespellano, Zola Predosa, Casalecchio, Bologna e Provincia di Bologna), FER Srl. Occorre, per così dire, un “manager” della linea o meglio una funzione forte di coordinamento sia dal punto di vista politico-istituzionale, che tecnico. Questa funzione sino ad oggi è mancata, come testimoniano le criticità del servizio ancora presenti dopo 8 anni di riattivazione della linea. Anche per sollecitare questo salto di qualità l’associazione “In prima classe per Bologna-Vignola” continuerà a chiedere con forza di poter partecipare con continuità e con piena legittimazione agli incontri tenuti periodicamente dal coordinamento degli enti locali con il gestore, FER Srl.

Cosa succede ora? Il Rapporto sull’audit civico verrà consegnato nei prossimi giorni alla Regione Emilia-Romagna (all’Assessore alla Mobilità Alfredo Peri ed ai 50 consiglieri dell’Assemblea legislativa regionale), a FER Srl, alle amministrazioni comunali coinvolte (Vignola, Savignano s.P., Bazzano, Crespellano, Zola Predosa, Casalecchio, Bologna), chiedendo a ciascun ente un impegno concreto e tempestivo al miglioramento dell’infrastruttura e del servizio. Entro l’estate 2012, una nuova edizione dell’audit civico andrà a rilevare la situazione del servizio ferroviario sulla linea Bologna-Vignola ad un anno di distanza dal primo check-up. Nel frattempo l’associazione continuerà la propria opera quotidiana di monitoraggio della qualità, di rilevazione dei disservizi e di confronto con l’azienda incaricata della gestione per promuovere l’uso del mezzo ferroviario.

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