Festa degli alberi o festa agli alberi? Il cattivo marketing ambientale dell’amministrazione Denti.

“Intorno a questa festa, per questo secondo anno, siamo riusciti a costruire un bel programma di iniziative”: come ad esempio l’evento “Dal fusto al truciolo”. La mostra “Segature”. E il mercatino del legno di tiglio per camino. Sono alcuni degli eventi della settimana “Alberi e città” del comune di Vignola, in programma dal 5 al 12 novembre. Scherzo. Ma non troppo. Non tanto sul programma, che potete vedere qui (pdf). Ma sul senso dell’iniziativa di un’amministrazione che con gli alberi non scherza, come abbiamo visto in questa prima metà della legislatura. Ricordiamo i principali “eventi”: 56 alberi tagliati nel 2009 sui viali alberati in città; circa 40 sulla salita del “Gessiere” (vedi); 27 tigli in via Barella (vedi); circa 30 nell’area del “dancing” al Castello (vedi); alcuni esemplari di “bagolari” su Viale Vittorio Veneto (vedi) e, da ultimo, due “bagolari” in testa a viale G.Mazzini (vedi). Adesso hanno annunciato il taglio di 25-30 tigli in via Libertà (vedi). Certo, ne sono anche stati piantati di alberi. E’ stata ripristinata la pratica, prescritta per legge, di un albero per ogni nuovo nato (vedi). Il risultato lo potete vedere al “Parco dei nuovi nati” (quello sulla sommità della salita del Gessiere, lungo la strada per Castelvetro): delle piantine praticamente invisibili sono state messe a dimora in diversi punti (peraltro senza un progetto complessivo) ed una parte di queste si sono seccate in quest’estate calda e secca (visto che il personale del servizio verde pubblico era impiegato ad affiggere i festoni di Bambinopoli, piuttosto che dar acqua agli alberi). Altri alberi sono morti nelle poco curate zone di verde pubblico della città, anche in questo caso per mancanza di acqua e manutenzione. Che questa conduzione del verde pubblico venga ad essere celebrata con la “festa degli alberi in città” è davvero stupefacente. Va inoltre registrato che questa amministrazione comunale opera secondo il principio evangelico “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”. Con l’assessore Mauro Scurani (ambiente) che pianta alberi e l’assessore Mauro Montanari (lavori pubblici) che li sega. Uno all’insaputa dell’altro. Il fatto è, però, che vengono segati alberi di 30-40 anni e vengono piantate piantine striminzite che non reggono neppure pochi mesi. Un “bilancio” del verde – che non c’è – dovrebbe aggiornarci sul saldo ambientale. Comunque, volendo prendere sul serio il tema “alberi e città”, come abbiamo provato a fare in questi anni, vediamo di ragionare ancora una volta sul marketing del verde urbano, a cui questa iniziativa appartiene.

Alberi in sofferenza per carenza d'acqua nel parco "Giardino d'Europa" (zona Tunnel) a Vignola (foto del 17 settembre 2011)

[1] “Sette giorni dedicati agli alberi ed al futuro del verde urbano” – questo il sottotitolo della manifestazione “Alberi e città”. La prima edizione, nel 2010, è passata del tutto inosservata (vedi). Praticamente assente la partecipazione dei cittadini. Temo la stessa cosa avverrà per questa seconda edizione. Il problema, in effetti, sta nella capacità di eventi di questo tipo di “parlare alla città”. Se guardiamo al programma infatti vediamo innanzitutto la mostra fotografica “Alberi in città”, un’iniziativa voluta dall’assessore all’ambiente, Mauro Scurani, che è anche appassionato di fotografia. Un’analoga mostra fotografica era nel programma anche della prima edizione del 2010 ed i visitatori si sono contati sulle dita di due mani. Lo dico con affetto nei confronti di Scurani, ma non vorrei che ci propinasse una mostra fotografica sugli alberi ogni anno solo per soddisfare la sua passione. Forse ad un assessore è richiesto qualcosa in più. Nel programma vedo anche una presentazione del “censimento delle alberature di Vignola” (vengono presentati i dati su Viale Vittorio Veneto; sarebbe stato decisamente più di attualità presentare quelli di via libertà); una relazione dell’assessore sul “patrimonio varietale autonomo” (ma forse era autoctono); due iniziative sulla conduzione degli orti realizzate da AIAB (ottima cosa, ma avrebbe avuto chiaramente un senso diverso a fronte della realizzazione di qualche “orto urbano”: vedi); il coinvolgimento degli amici Romagnoli e van de Vate che pure su questo blog hanno scritto alcuni postvedi (si parlerà di nuovo dell’esperienza olandese, un dejavù, come nel 2010); un po’ di marketing del PAES con tanto di passerella per l’assessore provinciale Stefano Vaccari, con cui su AmareVignola ci siamo confrontati in merito alla qualità del PAES vignolese (vedi) e che di questi tempi viene esibito a Vignola (era presente pure all’inaugurazione della “casa dell’acqua”: vedi) come a ribadire che il vero segno delle politiche ambientali è dato dalla presenza dell’assessore provinciale all’ambiente. Insomma, la mia impressione è che anche questa iniziativa è pensata soprattutto con l’occhio del marketing politico ed assai poco invece con l’intento di lasciare segni duraturi sulla cultura ambientale di questa città. Per dirla tutta: all’amministrazione Denti basta dire “abbiamo fatto anche questo”, per sentirsi a posto e per dimostrare alle elezioni del 2014 che non c’è comune più “verde” di Vignola. Ovviamente, senza alcuna preoccupazione circa gli effetti, i risultati, il cambiamento introdotto. So che sono ripetitivo e noioso, ma qui sta la differenza tra l’amministrare sotto forma di marketing e l’amministrare con serietà. Anche per questo motivo, anche la seconda edizione scivolerà via senza alcun effetto sulla città. Perché è di nuovo una pensata spot senza alcun collegamento con i processi reali che, in campo ambientale, caratterizzano questo nostro paesotto di provincia. Ma non è che non sia possibile fare diversamente (e meglio). Provo a lanciare qualche spunto in vista della terza edizione (nel 2012).

Tre esemplari di gingko biloba in evidente sofferenza (certo, non da quest'anno!) nel parco "Giardino d'Europa" a Vignola (foto del 17 settembre 2011)

[2] Se pensiamo alla disinvoltura con cui l’amministrazione comunale Denti ha segato alberi in città nei due anni e mezzo in cui ha operato (almeno 160, ma altri si annunciano in via Libertà) risulta oggettivamente difficile ritenere credibile l’amministrazione mentre propone la settimana “Alberi e città”. Non che gli alberi non vadano tagliati: quando ammalati, quando costituiscono un problema per la sicurezza, o anche per realizzare interventi importanti sulla città. Ma un’amministrazione comunale che, nonostante gli interventi di abbattimento che realizza, vuole credibilmente produrre una “cultura degli alberi in città” ha il dovere di (a) rendere pubbliche le motivazioni che stanno dietro alla decisione di abbattere (o di tenere) un albero; (b) rappresentare pubblicamente il valore del “bene” che si perde con l’abbattimento (ed impegnarsi a compensarlo, con nuove piantumazioni). Quando dico “rendere pubbliche” intendo pubblicamente accessibili con facilità e nel tempo. Ovvero mettere a disposizione quelle informazioni che consentono ai cittadini di controllare l’operato dell’amministrazione e verificare il rispetto dei principi ambientali che essa enuncia. Non è questa, però, la prassi sin qui seguita dall’amministrazione comunale di Vignola. Lo si è visto sin da subito con “Via della partecipazione”, il percorso di progettazione partecipata di via Libertà e via Barella, dove – essendo in gioco la vita di 172 alberi nell’una e di 27 nell’altra – l’amministrazione si è guardata bene dal fornire ai partecipanti qualsiasi informazione sul “valore” degli alberi in questione (per una “supplenza”: vedi). Come è possibile prendere una decisione razionale in merito senza avere chiaro qual è il contributo che gli alberi danno alla qualità della vita urbana? Questo tema è un tema che non può essere trascurato. Come posso rappresentare adeguatamente il valore di un albero in città? Il valore degli alberi nella città? L’informazione chiara, corretta, credibile è il primo dovere di una amministrazione amica degli alberi in città. I modi per farlo sono diversi e vanno usati tutti. E con continuità. Serve innanzitutto un “bilancio” del verde e degli alberi in città, un documento (poche pagine, per carità!) che potrebbe essere redatto annualmente ed in cui riportare i dati (stimati) del contributo che gli alberi in città danno (a) all’assorbimento della CO2; (b) alla mitigazione climatica; (c) all’estetica della città; ecc. Senza timore di evidenziare i “disagi” che pure possono arrecare (le foglie, quando cadono, bisogna pur raccoglierle) ed anche i costi della cura e della manutenzione. Ma servono anche azioni informative più puntuali e quotidiane. Il Comune di Castelnuovo, sotto l’amministrazione Alperoli, è diventato famoso per aver disseminato la città di poesie. Vignola potrebbe diventarla disseminando la città di informazioni ambientali: questo albero … questo viale alberato … questa siepe … garantiscono tot assorbimento di CO2, ecc. … esercita una funzione importante per il tuo benessere e la tua salute. E altro ancora. Insomma, oggi manca un vero e proprio “sistema informativo” sugli alberi in città ed i benefici che arrecano agli abitanti. Sarebbe compito di un assessore all’ambiente dedicarvi un po’ di energie alla progettazione ed all’implementazione (meglio se a livello di Unione Terre di Castelli), magari per non passare alla storia semplicemente come quello delle mostre fotografiche.

Un albero del parco vignolese "Giardino d'Europa". La foto è del 17 settembre 2011

[3] L’informazione è importante, ma da sola non basta. Per una semplice ragione: oggi di informazione ce n’è anche troppa. Quello che scarseggia è l’attenzione. Ripeto ciò che scrisse Herbert A. Simon nel lontano 1984: “la ricchezza di informazioni crea scarsità di attenzione”. Il vero problema, anche per l’amministrazione comunale di Vignola, è dunque come ottenere attenzione su questi temi (sempre ammesso che lo desideri). Creare attenzione è indubbiamente più difficile che offrire informazione. Per questo, assai spesso, l’informazione prodotta (anche dall’amministrazione) risulta del tutto inefficace. Se fossi l’assessore all’ambiente del comune di Vignola mi preoccuperei di questo. Dunque mettere in piedi un vero “sistema informativo” sui temi ambientali e sul verde in città. Ma anche sfruttare le occasioni che creano attenzione, per avere qualche chances in più per la ricezione delle informazioni sui temi ambientali. Quali sono? Non è difficile individuarle. Si tratta in primo luogo dei “conflitti”. I conflitti – ad esempio quelli che sorgono quando si deve decidere del futuro del patrimonio verde che sta in città (es. via Barella, via Libertà, ecc.) – sono un potente fattore di creazione di attenzione. E come tali vanno utilizzati per promuovere l’acquisizione di nuove informazioni e dunque di formazione di nuove conoscenze. Certo, i conflitti sono anche produttori di “distorsione” della percezione (con le parti in causa che si accusano reciprocamente di manipolazione di informazioni ed intenzioni), ma l’amministrazione deve, se vuole sviluppare un’azione efficace, assumersi questo rischio e dimostrare, nel tempo, affidabilità e coerenza delle proprie posizioni. Un modo di fare che è agli antipodi rispetto a quello di un’amministrazione come puro marketing. E si vede. In pratica si tratta di offrire buona e credibile informazione sul valore degli alberi in città ogni qualvolta gli alberi in città diventano la posta in gioco tra opposte fazioni. Magari offrendo anche una figura terza (che potrà agire anche contro l’amministrazione), come una sorta di “difensore civico” del verde urbano e dell’ambiente. Se è chiaro che la posta in gioco delle società occidentali è lo stato dell’ambiente, del pianeta terra (e tutti gli osservatori competenti scommettono che “andremo a sbattere”, ovvero che non riusciremo a fermare per tempo il riscaldamento del pianeta), forse qualche innovazione “istituzionale” di questo tipo andrà messa in atto.

Uno dei "bagolari" in testa a Viale Mazzini. Albero sano, ma segato ugualmente (foto del 17 settembre 2011)

[4] Il verde pubblico è importante. Ma se il tema è quello degli alberi e la città, andrà curata anche la promozione di una cultura del verde privato. Ovvero degli alberi nei giardini e negli spazi di verde privato della città. Oggi questa cultura esibisce una grande fragilità. Grande improvvisazione (e scarsa razionalità) si evidenzia sia nella progettazione che nella manutenzione del verde privato. Prevalgono i fenomeni di moda: ieri con la piantumazione coatta degli abeti (ex-alberi di Natale), oggi con gli ulivi (meglio se secolari, provenienti dalla Puglia). Prevalgono gli interventi volti a massimizzare le “economie” (e si vedono alberi non “potati”, ma “massacrati”, nonostante le prescrizioni contrarie del Regolamento del verde urbano). Davvero su questo fronte non è possibile fare nulla? Eppure non una delle iniziative della settimana “Alberi e città” è dedicata al tema. Ma, in effetti, non è tema che si completa in poco tempo. Occorre qui un lavoro costante, ma non facile, con i vivaisti di Vignola e con le aziende che lavorano nella manutenzione del verde. Occorre, con loro, creare una nuova cultura del verde. Un lavoro che non si esaurisce nell’arco di una settimana, ma che richiede anni e anni. Certo è che se l’amministrazione comunale non è in grado di offrire, anche qui, qualche “linea guida” al verde privato (dov’era Daria Denti quando nella piazza di Villa Braglia sono stati piantati tre esemplari di Gingko Biloba, di certo non varietà autoctone?), difficilmente può pensare di incidere sulla realtà. Plausibilmente il Regolamento sul verde va ripensato in quest’ottica ed anche i controlli (della polizia municipale o degli altri soggetti preposti) vanno caricati di questa funzione “educativa”. Comunque, anche su questo fronte l’assessore all’ambiente potrebbe (dovrebbe) dimostrare il proprio valore e capacità.

Due esemplari di platano in sofferenza nel parco di via Pratomavore (foto del 22 agosto 2011)

[5] Occorrono dunque “dispositivi sociali” che creano attenzione, facilitano l’assorbimento delle informazioni rilevanti, promuovono il cambiamento dei comportamenti. In un precedente post sul tema abbiamo suggerito di coinvolgere la città, tramite un bando o simili, nell’organizzare la “festa degli alberi in città” (vedi). Ma si può fare ancora altro, sempre sul versante delle “attivazioni” sociali. Vuoi smettere di fumare, di bere, di alimentarti in modo sbagliato, di giocare d’azzardo, o di assumere altri comportamenti compulsivi? Per aiutare le persone a cambiare da circa un secolo vengono messe in campo esperienze di self-help e mutual aid, valorizzando la forza del gruppo e dei legami sociali nel sostenere il cambiamento. No, non ho in mente l’iscrizione d’ufficio del vicesindaco Mauro Montanari, quello che sega gli alberi, ad un gruppo di self-help contro la sindrome da abbattimento. Mi rendo conto, però, che la diffusione di una nuova consapevolezza e nuove competenze passa non solo tramite l’opera “verticale” e diretta dell’amministrazione comunale (dall’amministrazione al cittadino), ma anche (e forse soprattutto) per quella “orizzontale” delle reti sociali di ogni cittadino. Anzi, la mobilitazione di expertise e di figure che fungano da testimonial, prese dalla “società civile”, forse è più efficace di un’azione diretta dell’amministrazione comunale. Che però potrebbe farsi promotrice di tali figure nella comunità vignolese. Ed oggi al lavoro per “piccoli gruppi” si uniscono le opportunità del web 2.0. E’ davvero così difficile individuare quegli “opinion leader” della comunità locale (studiati sin dagli anni ’40 da Paul F.Lazarsfeld!) che possono agevolare la diffusione di conoscenze e sensibilità ambientali sugli alberi in città? Le modalità possono essere davvero tante. Non è il caso di andare oltre. Di nuovo il tema è consegnato alle abilità dell’assessore all’ambiente. Buon lavoro.

PS. La proposta di celebrare la “festa degli alberi” anche a Vignola era stata avanzata su questo blog il 6 gennaio 2010 (vedi). Già in quel post si invitava l’amministrazione ad articolare l’iniziativa puntando ad un reale coinvolgimento dei cittadini. Un fronte che ci sembra tuttora inesplorato.

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2 Responses to Festa degli alberi o festa agli alberi? Il cattivo marketing ambientale dell’amministrazione Denti.

  1. Alessandro ha detto:

    Gentile dott. Paltrinieri,
    sono convinto che l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente sia da considerarsi finalmente un patrimonio culturale acquisito dalla maggioranza della cittadinanza e che, pertanto, coloro che in prima persona si battono per la conservazione e la promozione dei valori naturalistici siano degni di rispetto ed ammirazione.
    L’ideale sarebbe se si riuscisse a far coincidere le giuste esigenze della salvaguardia ambientale con quelle altrettanto valide del rispetto delle regole e del buon senso.
    Come lei certamente saprà, molti anni or sono una Società aveva acquistato un lotto di terreno in via Cascinetto due ponti con l’intento di procedere alla costruzione di alcune palazzine in luogo delle stalle preesistenti affidandone la vendita ad alcune agenzie di Vignola. Sia perchè gli edifici erano stati in parte progettati con elementi prefabbricati e sia perchè erano allocati in una zona periferica e non facilmente accessibile, i prezzi di vendita al mq. erano abbastanza concorrenziali rispetto a quelli di mercato. Ne derivò che alcune famiglie, non certamente agiate e né tanto meno attratte da intenti speculativi, acquistarono, secondo le proprie possibilità, un appartamentino da un minimo di 40 mq. ad un massimo, credo, di 90 mq. impegnandosi con mutui bancari molto onerosi ed anticipando, in alcuni casi, tutte le proprie risorse. Poi la Società fallì lasciando incompiuti i lavori e lasciando allo sbando ben 10 famiglie.
    Le risparmio tutto ciò che è accaduto tra il 2008 ed oggi e cioè le difficoltà incontrate per ottenere la residenza, le condizioni di desolazione in cui si vive, le ostilità paventate dalle parti in conflitto, etc.
    Ecco ! Non le sembra che la sorte di quei cittadini non sia da salvaguardarsi e da tutelarsi almeno alla stregua degli alberi che lei giustamente difende ?
    Ringraziandola e sperando che voglia anche lei contribuire alla soluzione di un problema facilmente risolvibile in un paese civile le porgo i più cordiali saluti
    Alessandro

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Alessandro (almeno sul web diamoci del tu), seguo le vostre vicissitudini da qualche anno, specialmente tramite Modena Qui che vi dedica periodicamente attenzione. Non sono un esperto di queste controversie legali ed amministrative. So che è stato commesso un’abuso edilizio, nella realizzazione di quegli edifici (quattro, se ben ricordo; poi un altro è tuttora in costruzione), ma non so quali possono essere le opzioni oggi praticabili. Certo, mi rendo conto dell’incertezza e della frustrazione che tu e le altre famiglie coinvolte dovete provare. Comunque, a seguito di questa tua testimonianza proverò a capire cosa si può fare.

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