Via Libertà: si abbattono 27 alberi. Via della Partecipazione: l’amministrazione ha preso in giro i cittadini.

Incalzata dalla lista di cittadini Vignola Cambia l’amministrazione comunale è stata costretta a rivelare il progetto di “sistemazione” di via Libertà. Altrimenti col cavolo che avrebbero informato per tempo la cittadinanza! Adesso sappiamo che verranno abbattuti 27 alberi, il 16% dei 168 (o 172?) esistenti. Eppure anche l’altro ieri l’assessore Mauro Montanari andava dicendo in consiglio comunale che gli alberi da abbattere sarebbero stati al massimo 8 (otto). Ma il progetto di “sistemazione” di via Libertà la dice lunga sul modo di fare dell’amministrazione comunale. Evidenzia infatti la presa in giro della “partecipazione dei cittadini”, ovvero di Via della Partecipazione (vedi), il percorso che ha fissato le linee guida del progetto con il coinvolgimento dei cittadini. Peccato che il progetto che l’amministrazione comunale sta mettendo a punto vada da tutt’altra parte! Il tutto è stato rivelato nella terza commissione consiliare, riunitasi oggi alle 18.30. Ecco che cosa è emerso. E qualche doveroso commento.

Progetto preliminare di via Libertà: tratto davanti alla sede del Distretto sanitario e caserma dei Carabinieri (foto del 24 ottobre 2011)

Progetto preliminare di via Libertà: tratto davanti alla sede del Distretto sanitario e caserma dei Carabinieri (foto del 24 ottobre 2011)

[1] Innanzitutto il progetto. Che ha queste caratteristiche:

    • mantenimento della circolazione su via Libertà a doppio senso, con carreggiata larga 6 metri (dunque inferiore rispetto alla sede attuale);
    • realizzazione di incroci rialzati lungo la via;
    • abbattimento del 16% degli alberi presenti (oggi sono 169, dunque verranno abbattuti circa 27 alberi), non è chiaro il motivo (non si tratta di problemi di salute degli alberi visto che il perito incaricato non ha ancora consegnato la sua relazione e visto che comunque ha dato assicurazioni informali sullo stato di salute degli alberi);
    • realizzazione di marciapiedi su entrambi i lati della strada, ma non così larghi come prospettati in origine (almeno 120 cm), visto che nei punti più stretti avranno una larghezza non superiore a 90 cm (contravvenendo alle indicazioni progettuali del 2009);
    • realizzazione della superficie dell’area pedonale con materiale ghiaioso stabilizzato, drenante, rinunciando alla realizzazione di aiuole verdi a contorno degli alberi (soluzione che non è stata adottata su via Barella, in cui, invece, si è preferito abbattere tutti gli alberi esistenti!);
    • dotazione di parcheggi su entrambi i lati della sede stradale. Non verrà invece realizzata alcuna pista ciclabile, ritenendo sufficiente la presenza di una ciclabile nella parallela via Resistenza.
Progetto Preliminare di via Libertà: incrocio rialzato con via Agnini (foto del 24 ottobre 2011)

Progetto Preliminare di via Libertà: incrocio rialzato con via Agnini (foto del 24 ottobre 2011)

Il progetto prospetta inoltre alcune possibili soluzioni in merito ai danneggiamenti delle recinzioni da parte degli alberi esistenti. Non in termini di indennizzo dei proprietari danneggiati (come pure era stato ipotizzato durante Via della Partecipazione), ma invece come arretramento dei muretti di protezione e di “pubblicizzazione” di parte delle proprietà private (mediante accordo – oneroso? – con i privati proprietari) o soluzioni simili. Il progettista incaricato, Arch. Giovanni Cerfogli (architetto presso il comune di Modena), ha motivato la scelta del mantenimento del doppio senso di marcia senza riuscire ad essere convincente: ha tirato in ballo la pluralità di funzioni e servizi presenti sulla via, come se queste non potessero essere servite da una circolazione a senso unico (pensiamo a via A.Plessi o via Resistenza); ha tirato in ballo l’esigenza di contenere la velocità dei veicoli, ma la strada, che sia a senso unico o a doppio senso, avrà comunque degli incroci rialzati proprio con lo scopo di rallentare la velocità; in effetti l’unico argomento solido che invita a mantenere il doppio senso non è né la funzionalità, né la velocità, ma il fatto che mettere a senso unico via Libertà avrebbe senso nell’ambito di una revisione del Piano Urbano del Traffico (es. mettendo a senso unico anche Viale Vittorio Veneto) che quest’amministrazione non ha assolutamente la volontà ed il coraggio di affrontare. Ma non c’è alcun dubbio che volendo privilegiare la mobilità pedonale e ciclabile la soluzione “senso unico” sarebbe da preferirsi (ed in ogni caso uno dei 4 principi definiti da Via della Partecipazione prevedeva la messa in sicurezza della strada “privilegiando la mobilità pedonale e ciclistica”). Comunque sia, un confronto con i principi progettuali scaturiti da Via della Partecipazione evidenzia lo scarto tra il progetto attuale e le indicazioni date dai cittadini:

  1. laddove Via della Partecipazione aveva indicato “fascia verde alla base degli alberi di almeno 150 cm laddove possibile, interrotta in caso di accesso a esercizi commerciali e abitazioni” l’attuale progetto prevede nessuna fascia verde;
  2. laddove Via della Partecipazione aveva indicato “marciapiedi di 120 cm laddove possibile su entrambi i lati”, l’attuale progetto prevede restringimenti anche a 90 cm (insomma, anche qui sarà possibile a due persone di camminare affiancate; mentre sarà improbabile far coesistere il passaggio di pedoni ed il passaggio di bici);
  3. laddove Via della Partecipazione aveva sancito il principio “salvare il più possibile gli alberi”, l’attuale progetto ne prevede l’abbattimento di 25-30 (su 169) senza che ciò sia strettamente necessario (ovvero senza che ciò sia dovuto da ragioni di salute degli alberi e/o da ragioni di sicurezza per i cittadini).

A cosa è servita dunque Via della Partecipazione?

Progetto preliminare di via Libertà: incroci con via Volpi e via Garavini (foto del 24 ottobre 2011)

Progetto preliminare di via Libertà: incroci con via Volpi e via Garavini (foto del 24 ottobre 2011)

[2] Ogni giorno che passa si apprendono dettagli nuovi che mettono in luce l’opera di mistificazione condotta dall’amministrazione comunale con “Via della Partecipazione” (vedi), il percorso di progettazione dell’intervento di via Libertà con il coinvolgimento dei cittadini. E ciò non certo per responsabilità dei consulenti di Genius Loci Sas che, pur in parte criticabili per la metodologia adottata (vedi), sono piuttosto vittime dell’operazione, quasi allo stesso modo dei cittadini partecipanti. Piuttosto, invece, per il modo “manipolatorio” con cui l’amministrazione ha condotto il progetto, prima di via Barella (già ampiamente rendicontato: vedi) e ora di via Libertà (per qualche considerazione sull’imbarazzato silenzio esibito dall’amministrazione comunale: vedi). Il tutto si potrebbe sintetizzare dicendo: “partecipate pure, cari cittadini, tanto alla fine faccio ciò che mi pare, ovvero decido io a quali degli interessi in campo rispondere” (es. privilegiamento dei commercianti rispetto agli altri “portatori di interessi”: residenti, utilizzatori, cittadini). Proviamo a vedere:

  • eravamo partiti con l’impegno, assunto dall’amministrazione al termine di Via della Partecipazione, secondo cui l’intervento di sistemazione delle due vie interessate (via Libertà e via Barella) sarebbe stato tempestivo. “All’impegno dei cittadini nel percorso partecipato deve corrispondere l’impegno dell’Amministrazione a dare immediatamente seguito agli interventi sulle due strade” – così sta scritto nel documento conclusivo del 12 dicembre 2009 (pdf). Oggi sappiamo che sono passati due anni senza che l’intervento venisse fatto partire. Ad oggi è programmato per l’estate 2012. Vedremo. Certo che come “immediatezza” non c’è male. Oggi qualcuno cerca di giustificarsi, ma non l’ho scritta io la Relazione Previsionale e Programmatica 2011 dove si afferma che l’intervento di sistemazione di via Libertà verrà realizzato entro il 2011 (vedi)!
Progetto preliminare di via Libertà: incrocio con via della Pace (foto del 24 ottobre 2011)

Progetto preliminare di via Libertà: incrocio con via della Pace (foto del 24 ottobre 2011)

  • eravamo partiti con l’iniziativa di tutela degli alberi, dei tigli di via Libertà. L’iniziativa, promossa da Stefano Corazza e straordinariamente partecipata, denominata “Non in mio nome” (vedi). La mobilitazione dei tantissimi cittadini vignolesi (almeno uno per albero!) aveva richiamato l’attenzione sul valore degli alberi in città e sull’esigenza di tutelare il patrimonio arboreo esistente. Questo impegno era dunque stato assunto e “ufficializzato” da Via della Partecipazione – e questo esito non era affatto scontato. Sappiamo che i tigli di via Libertà sono in buona salute, nonostante le scarse cure ricevute nel tempo e la costante assenza di manutenzione. Tra l’altro solo in questi giorni (vedi) siamo venuti a sapere che sugli alberi della via esisteva una perizia datata 2007 che tuttavia non è stata messa a disposizione dei partecipanti di “Via della Partecipazione” (altro che partecipazione informata!), evidentemente perché si sperava di poter procedere con l’abbattimento (altrimenti perché?).
  • eravamo partiti con un processo partecipativo “inclusivo”, a cui erano invitati tutti i cittadini, senza alcuna distinzione di categoria. Abbiamo invece appreso dalla stampa (ribadito poi questa sera in commissione) che nel corso dell’estate l’amministrazione ha realizzato alcuni incontri “riservati” ad alcuni esercenti della via (quelli aderenti a Confesercenti), con cui sono state messe a punto alcune soluzioni (es. estensione dei parcheggi, restringimento degli spazi a disposizione di pedoni e cicli, soppressione delle aiuole verdi) poi assunte in sede di progetto preliminare (ora in corso di redazione). Insomma, quando si avvicina il momento del progetto vero si passa dalla partecipazione allargata (tutti i cittadini sono invitati, dunque anche gli esercenti) alla partecipazione “pesata”, ovvero “che conta”, dove dunque alcuni possono avere voce in capitolo, mentre altri no perché non sono invitati. Eppure, l’abbiamo già fatto notare, il comune di Vignola ha spudoratamente assunto una frase di Aristotele sull’uguaglianza dei cittadini a proprio motto (campeggia sul sito web del comune: “La democrazia ha origine nell’idea che coloro che sono eguali sotto un qualsiasi rispetto sono eguali sotto tutti i rispetti; essendo egualmente liberi, gli uomini pretendono di essere assolutamente eguali”). Ma se gli incontri più importanti sul progetto si tengono a porte chiuse, invitando solo alcuni “portatori di interessi” (che ovviamente si preoccupano esclusivamente di difendere i loro interessi, non certo quelli di tutte le categorie interessate: genitori con figli che passano per la via per andare alle vicine scuole Muratori, residenti, ciclisti, cittadini che preferirebbero poter usare la bici anziché l’auto, ecc.), è chiaro che è violato proprio questo principio di uguaglianza. Insomma, c’è qualcuno che è “più uguale” di altri. In modo neppure velato l’amministrazione riconosce che ci sono cittadini di serie A (alcuni esercenti aderenti ad una associazione di categoria) e cittadini di serie B (tutti gli altri). E nessun esponente della maggioranza – neppure quei consiglieri del PD che, avendo speso una vita ad insegnare filosofia (sic), dovrebbero essere in grado di intendere le parole di Aristotele – che si renda conto delle vistose contraddizioni che emergono da questo progetto “partecipato” (o meglio: manipolato).
Progetto preliminare di via Libertà: incrocio con via C.Plessi e via Matteotti (foto del 24 ottobre 2011)

Progetto preliminare di via Libertà: incrocio con via C.Plessi e via Matteotti (foto del 24 ottobre 2011)

Ci sono margini per riportare il progetto più vicino alle indicazioni fornite in origine dai cittadini? Dall’insieme dei cittadini, residenti, esercenti che hanno preso parte a “Via della Partecipazione”? Lo vedremo presto, anche se (in chi ha visto all’opera questa amministrazione) prevale lo scetticismo. Ad oggi si è nella fase di definizione del progetto preliminare a cui seguirà la redazione del progetto esecutivo. Terminato il progetto preliminare l’amministrazione non potrà sottrarsi ad un momento pubblico di confronto, ma ovviamente a quel punto i giochi saranno già fatti. In larghissima parte. In ogni caso una cosa deve essere evidente ai cittadini vignolesi, interessati o meno al progetto. Una cosa deve essere riconosciuta. Ovvero che è grazie all’azione della lista di cittadini Vignola Cambia che un po’ di informazioni sul progetto sono ora disponibili. Questa amministrazione ha infatti assunto come modo di fare quello dell’opacità: fino all’ultimo i cittadini sono tenuti all’oscuro delle intenzioni e dei progetti dell’amministrazione (ne volete una prova: che cosa sapete della centrale di cogenerazione e della rete di teleriscaldamento in corso di approntamento?). Meno informazioni, meno cittadini che consapevolmente prendono posizione e possono giudicare. Questo è uno dei tratti distintivi dell’amministrazione Denti. Per avere oggi, quando oramai il progetto preliminare è concluso, queste informazioni Vignola Cambia ha dovuto prima predisporre una mozione che impegnava l’amministrazione comunale ad informare i cittadini sull’avanzamento del progetto entro il 30 settembre. Impegno sancito dal consiglio comunale nel luglio scorso, ma bellamente disatteso da sindaco e giunta (vedi). E qualcuno ha ancora dubbi sullo scarso senso delle istituzioni di questo sindaco? E poi di nuovo alla carica con una “domanda di attualità” presentata nell’ultimo consiglio comunale dell’11 ottobre scorso (vedi). E finalmente è arrivata una prima risposta. Tirati per la giacchetta non una, ma due volte. E questi vorrebbero presentarsi come coloro che applicano il principio di trasparenza all’azione dell’amministrazione? Verrebbe da rispondere come il principe De Curtis: «Ma mi faccia il piacere!».

Eravamo partiti da qua: l’iniziativa “Non il mio nome”. Un cittadino per ciascuno dei 172 alberi di via Libertà (foto del 18 luglio 2009)

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11 Responses to Via Libertà: si abbattono 27 alberi. Via della Partecipazione: l’amministrazione ha preso in giro i cittadini.

  1. stefano C ha detto:

    Segati!
    Tigli e cittadini!
    Fatti fuori
    eliminati
    impediti di esistere
    gli uni come tigli
    gli altri come cittadini!
    E’ davvero il nostro destino?
    Non è più tempo di parole
    troppe ne sono state dette
    e sono passate inascoltate.
    Saremo là quando ci proveranno
    lo sappiano
    saremo là quando DEMONZO
    manderà i segantini
    saremo là ad abbracciare i nostri tigli eponimi.
    Ci segherete insieme?

    Stefano Corazza

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Certo che il senso dell’ironia non manca al comune di Vignola. “Sette giorni dedicati agli alberi ed al futuro del verde urbano” – prossimamente in programma a Vignola. Saranno sette giorni a segare alberi in città, temo. Dopo via Barella, il Gessiere, il boschetto al Castello, viale Mazzini … adesso pensano di tagliare 27 alberi in via Libertà. Approfondiamo. “Intorno a questa festa, per questo secondo anno, siamo riusciti a costruire un bel programma di iniziative”: come ad esempio l’evento “Dal fusto al truciolo”. La mostra “Segature”. E il mercatino del legno di tiglio per camino (tratto dal programma della settimana alberi in città del comune di Vignola). E’ proprio la “festa agli alberi”! Ironia a parte, la situazione è davvero paradossale. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”. Questo principio evangelico è all’opera anche nell’amministrazione di Vignola, con l’assessore Scurani che pianta alberi e l’assessore Montanari che li sega. Uno all’insaputa dell’altro. Il fatto è, però, che vengono segati alberi di 30-40 anni e vengono piantate piantine striminzite che non reggono neppure pochi mesi, come successo quest’estate al cosiddetto “Parco dei nuovi nati”, dove molte piantine messe a dimora qualche mese prima si sono seccate perché nessuno ha provveduto ad innaffiarle (essendo il personale impegnato per due settimane a stendere i festoni di Bambinopoli). Che questa conduzione del verde pubblico venga ad essere celebrata con la “festa degli alberi in città” è davvero stupefacente.

  3. Alessandro ha detto:

    Credo comunque, che l’impronta ormai “classica” che ha assunto l’amministrazione, e che si allinea pedissequamente a quella che proviene dai palazzi “più alti”, non sia altro che un banale e semplice studio sull’attitudine e l’inclinazione del cittadino (inteso come singolo o come aggregazione) all’interessarsi o meno di questioni che lo riguardano direttamente.
    L’amministrazione attuale, meglio di chiunque altra capace di inoltrarsi del marketing più perverso e subdolo ( c’entreranno gli studi Economici del Sindaco?), non credo sia sprovveduta sulla crescente disaffezione dei cittadini non solo verso la politica, ma verso le faccende quotidiane che li riguardano direttamente; se poi condiamo il tutto con la dilagante ignoranza e la mancanza di conoscenza sulla importanza degli alberi non solo intesi come corredo urbano o come fonte di scambio CO2 / Ossigeno, ma anche come fonte di vibrazioni benefiche per l’uomo, ecco che il quadretto che ne esce è quello di una amministrazione che sfoggia finta democrazia, fregiandosi di boutade come “Via della Fondellizzazione” e fingendo di farsi intimorire dalla pletora di cittadini sprezzanti del pericolo e a difesa del loro alberello adottato
    .
    Quando l’acqua si calma, e le increspature delle onde tendono ad appiattirsi, ecco che rispunta il solito e vero e unico valore che conta : “Pecunia non olet”
    Non è una frase ad effetto come quella proferita da Aristotele, ma diciamo che Vespasiano ha partorito qualcosa di molto più diretto e di incredibilmente reale e attuale se trapiantata ai giorni nostri. E’ il denaro che muovo tutto, inclusa l’amministrazione che non ha , ne può avere, ne potrà mai avere, impeti di filantropia o di interesse volti al BENE COMUNE.
    Dopo la via partecipativa c’è la via degli accordi chiari e decisi, discussi a tavolino con persone che abbiano sempre e comunque voce in capitolo. ( e non mi si venga a dire che anche per il PRG questo discorso non vale)

    Io credo che le cose inizieranno veramente a muoversi e a prendere una virata decisiva quando le persone, una volta rese edotte di quanto è in gestazione agli illuminati dei che sono stati delegati di compiere faccende in nostro interesse, inizieranno a precipitarsi copiosamente in comune, infilandosi nel primo ufficio disponibile e riversando la loro auspicabile tracotante rabbia verso chiunque capiti a tiro.
    Magari si potrebbe condire con qualche gesto eclatante tipo: ” sai cosa faccio con la mia tessera del pd? la strappo e poi la mangio!”

    In sostanza intendo dire che finché l’amministrazione non riceverà pressioni ( su tutti i temi, incluso quello in oggetto) forti e decise da parte dei cittadini in tutti i modi possibili e immaginabili, continuerà a dare ascolto ai 3 gatti che, forti del potere economico, impongano i loro comodi e le loro scelte. Attenzione, va ricordata una cosa molto importante, ossia che le scelte costruite sempre e solo sull’interesse economico quasi sempre non si curano di eventuali danni o disastri che queste andrebbero a comportare.
    I negozianti della via, piuttosto che perdere i parcheggi, sarebbero disposti a vedere ogni giorno davanti alle loro vetrine, cadere o scivolare bambini o portatori di handicap rovinare a terra pesantemente per colpa dei passaggi impossibili, questo è, e non bisogna fingere che non sia così (altrimenti i progetti differirebbero sensibilmente).
    Sto cercando per quanto possibile di informare le persone su questa succosa novità che attende via Libertà, ma come sempre la reazione è floscia e tiepida : ” tanto ormai hanno deciso che ci vuoi fare?”.
    E’ questo su cui la politica, grande o piccola che sia, gioca in prima linea, ed è su questo che si può veramente fare la differenza riuscendo a risvegliare nei cittadini la basilare ed elementare comprensione del fatto che ognuno è proprietario di ciò che calpesta a Vignola.
    Ne è proprietario in una maniera diversa rispetto al proprio appartamento, orto, giardino o campo che sia, ma è pur sempre proprietario. Se il cittadino proprietario decide in concomitanza con la stragrande maggioranza dei cittadini di Vignola che quella strada deve diventare a fiori anzichè nero pece asfalto, questo è ciò che deve essere, non quello che l’amministrazione pensa di fare.
    Visione utopistica? di utopistico nel mio discorso c’è solo la volontà di sperare ancora che i cittadini si sveglino dal letargo e dalle loro poltrone calde piazzate davanti a una televisione… per il resto tutto è altamente fattibile, anzi, lo è necessariamente.

    Chiudo dicendo che nei vari incroci su via Libertà, grazie a tutte quelle belle e simpatiche macchinine sempre parcheggiati, ogni giorno si rischia la vita non vedendo un accidente mentre ci si immette su Via Libertà. Spero quindi che gli illuminati, nel mantenere i posticini per le auto abbiano la decenza di risolvere almeno, dico almeno questa mancanza.
    saluti

  4. Laura ha detto:

    Sinceramente, abito in via Libertà e sia le vostre posizioni che quelle dell’amministrazione non mi soddisfano. In realtà ho l’impressione che a tutti non ve ne interessa niente, vi interessano le vostre posizioni, le vostre convinzioni, ma non le situazioni dei cittadini. Quindi siccome io sono una cittadina e vivo in via libertà smettetela di parlare a nome mio, è legittimo che parliate a nome vostro e basta. Io vivo a primo piano di un palazzo in via libertà, sono anziana e mio marito non è autosufficiente. I tigli sono stati piantati talmente vicino a casa che fino a quando non cadono le foglie in casa mia si vive con la luce accesa tutto il giorno, d’inverno invece si vive con la luce accesa perchè è buio presto. Potreste dirmi di uscire, ma mio marito si muove in carrozzina e i marciapiedi sono impraticabili e quindi sono murata in casa. Vorrei andarmene ma ho un appartamento anni 60 che nessuno vuole e la cui vendita non mi permette nemmeno un bilocale alle Corti dove mi piacerebbe spostarmi perchè ho ancora una mamma ancora più anziana che vive là, molto meglio di me, ma anche lei ha bisogno di assistenza. Ecco mentre voi discutete a vuoto, io e mio marito ci moriamo imprigionati in via libertà, che ironia prigionieri in via libertà. La soluzione dell’amministrazione dopo 3 anni… un marciapiede striminzito in ghiaia, e immagino che non saranno i tigli che mi soffocano, altro che ossigeno, a essere abbattuti. Vedete prima della partecipazione potremmo avere il diritto di sopravvivere? Sono andata in comune più volte, dal sindaco che non mi ha mai ricevuto, ci sono problemi più seri dei miei, mi ha fatto parlare con il suo segretario, da quella specie di assessore che mi ha detto che non ci può fare nulla, all’ufficio verde che mi ha tirato fuori il regolamento e mi ha detto che il mio caso non rientra tra quelli che giustificano un abbattimento. Cosa devo dire, non ho più la forza nemmeno per far seccare una pianta, purtroppo moriremo prima mio marito ed io, degli alberi o di un marciapiede decente. Voi invece di legarvi agli alberi, fate una cosa, fate una colletta e comprate casa mia, ci mettete la vostra sede e controllate giorno e notte se arrivano le seghe. Grazie, almeno qui una si può sfogare.

    • Alessandro ha detto:

      Signora Laura, non per essere brutale, ma qui si cerca di guardare in vista delle nuove generazioni, non delle cariatidi che, seppur patrimonio valevole quanto le giovani generazioni, non possono imporre per i loro deficit le scelte futura a una amministrazione o a una collettività che deve essere proiettata nel futuro e non l’inverso.
      Sarò rimproverato per mancanza di obbiettività e disinteresse, invece le posso assicurare che anche io vivo, e ho vissuto con anziani e vivo e ho vissuto con persone portatori di handicap. Dinnanzi a problemi di questo genere, nessuno di questi avrebbe fatto prevalere i propri limitati bisogni egoistici a scapito dell’interesse collettivo, e , specialmente del giusto in senso assoluto.
      Non è discutibile il benessere che portano gli alberi al nostro ambiente, e se ognuno facesse come lei, lamentandosi dell’albero davanti a casa, o delle zanzare, o nidi di uccelli, o foglie che cadono, o luce accesa etc, non rimarrebbe che qualche campo di margherite se tutto va bene. Bisogna cercare, anche quando si è avanti con l’età, di rimanere obiettivi e pensare in maniera non eccessivamente viziata alle cose. Ho una parente che è piegata dall’età, ma ogni mattina spazza il suo cortile pieno di foglie, e non si lamenta, poichè conosce il benessere che questa pianta può darle.
      E’ altresì vero che servirebbe un supporto da parte dell’amministrazione in quanto a potatura e manutenzione in genere delle piante sul territorio vignolese, ma di certo, se ci lamentiamo per la luce che manca o per gli uccellini che nidificano, è inutile aprire qualsivoglia discorso. Laura mi dispiace ripeterlo ma in lei leggo solo frustrazione egoismo primario. Di ambo le cose Vignola e la comunità italiana farebbe volentieri a meno.

  5. stefano C ha detto:

    Certo, ridurre tutto a caricatura o provocazione è facile. Mi piacerebbe chiedere alla signora Laura se ha mai visto le proposte fatte da molti cittadini per riqualificare Via Libertà con marciapiedi e piste ciclabili, proposte fatte proprie da molti altri cittadini. Contrapporre Voi e Io come fa lei è credo piuttosto inconcludente; nessuno può parlare a nome suo e nessuno pretende di farlo, ma è bene che si rassegni al fatto che molte persone la pensano molto diversamente da lei e avendo dedicato tempo e energie a discutere le loro idee e a proporre soluzioni non ritengono di averlo fatto “a vuoto”, ma anche nel suo interesse.
    Non le dico che avrebbe tutto da guadagnare a che Via Libertà venisse riqualificata con più mobilità ciclopedonale, più verde e meno automobili, non la convincerei; però invece di prendersela con chi vuole migliorare la situazione a beneficio di tutti cerchi di capire chi ha prodotto l’attuale degrado e chi vorrebbe spazio solo per auto e parcheggi. Se frequenta dei blog come questo sarà anche in grado di cercare nel web le valutazioni delle proprietà immobiliari su strade alberate e/o pedonalizzate o a bassa intensità di traffico…
    Già, ma come può farlo se è soffocata a morte dall’ossigeno prodotto dai tigli?

  6. Laura ha detto:

    Non ho voglia di fare polemica, sono veramente stanca, tanto nonostante critichiate l’amministrazione, siete esattamente uguali, la stessa politica che non ha voglia di ascoltare, capire. e trovare soluzioni per rispondere ai bisogni di tutti, anche degli anziani inutili come me. Spero che i giovani siano molto diversi da Alessandro, vedi io nonostante l’arteriosclerosi sono ancora capace di esprimere la mia opinione e di pensare anche in modo diverso dal tuo, ma certo che se tu sei già certo di sapere il giusto in assoluto, a me mi spaventi…cosa devo dire, spero solamente che voi non governiate mai Vignola, visto che rimango inchiodata a questa città, e visto che sia su questo blog che nelle varie riunioni avete sempre liquidato ne opinioni di molti residenti come cariatidi inutili. Mi sono andata a leggere gli interventi del Sig.Stefano, che invece non è un egoista, perchè suo figlio non può giocare in un cortile con la ghiaia, mentre io devo spingerci sopra una carozzina, se vi raccontassi cosa ho fatto da bambina, ma non avevo previsto di ridurmi così, in questa solitudine poi di comprensione. Non ho bisogno di assistenza, avrei bisogno di essere ascoltata e di avere una lontana percezione che la mia opinione conta come la vostra, ma è chiaro che non è così. Con questa tolgo il disturbo. Sarò antica, ma abbracciate ogni tanto i tanti che ne hanno bisogno che anche se non producono ossigeno sono un elemento essenziale della vita, per il resto ci si possono fare le foreste con le piante, ma se quelle di via libertà sono state piantate in modo sbagliato, vi si potrà porre rimedio. Immagino che anche voi non abbiate la casa su un albero ma di schifoso cemento.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Laura, provo a dire qualcosa sul tema (non a rispondere, visto che il suo mi sembra un personaggio un po’ costruito, per usare un eufemismo). In tutti i luoghi abitati da più persone ci sono pluralità di interessi e di opinioni. La città è sempre stato il luogo dell’eterogeneità. Come fare a decidere cosa fare? Come migliorare una via, un isolato, un quartiere? L’ascolto, il confronto, la partecipazione non consentono certo di trovare la soluzione che soddisfa tutti, visto che questa non esiste. Ma il metodo della partecipazione (la partecipazione in cui tutti hanno voce in capitolo, non quella praticata dall’amministrazione Denti) consente di riconoscere i diversi interessi in gioco ed aiuta a trovare la soluzione che meglio riesce a considerarli. Tutto qua. Questo è quello che Vignola Cambia ha chiesto fin dall’inizio. E sin dall’inizio ha richiamato l’attenzione sul “valore degli alberi” per la qualità della vita nella città. Anche la sua. Provi a immaginare quest’estate, con 40 gradi, a camminare per via Libertà senza l’ombra dei tigli. Immagino che anche lei non avrebbe apprezzato e avrebbe lamentato l’assenza delle chiome che garantiscono ombra (per avere un po’ più di luce basta una potatura ogni tanto; insista con il sindaco affinché rispetti gli impegni presi con i cittadini, tra cui quello di fare “manutenzione, manutenzione, manutenzione” alla via ed al verde pubblico). Facendo manutenzione agli alberi (non potati da anni) e sistemando i marciapiedi (dando priorità a pedoni e ciclisti, però, non alle auto!) via Libertà risulterà un luogo più accogliente anche per lei. Non le restituirà gli anni passati, ma le consentirà di vivere meglio la via in cui è ubicata la sua abitazione. E per il resto, la prego, rinunci a quell’atteggiamento qualunquista per cui “sono tutti uguali”. Glielo assicuro. Non è così. Io li ho conosciuti da vicino, gli uni (Denti & C) e gli altri (Vignola Cambia). Questi della “lista di cittadini” sono capaci di ridere. Non rinunciano all’ironia. E quando si tratta di comporre opinioni diverse e gestire conflitti è importante. Mi creda. Mi viene un sospetto, però. Non sarà mica parente del sindaco di qualche anno fa?

  7. Luciano Credi ha detto:

    Salve,

    io sono convinto che in via Libertà, l’amministrazione farà un buon lavoro. Inoltre, credo che l’ostilità dei cittadini, nei confronti dell’attuale amministrazione, sia dovuta anche ai modi di fare, di questi amministratori.
    La cosa che mi lascia perplesso, è il fatto che si agisce a piccoli pezzi, cioè prima via Barella, poi via Libertà… ma non c’è un vero piano di ristrutturazione, in modo organico dell’intera città.
    Viale Vittorio Veneto, avrebbe bisogno di marciapiedi, la zona del Gessiere anche, qui mai progettati nella storia di Vignola.
    Il classismo degli affari, porta Vignola ad essere differenziata in zone di serie A e zone di serie B, con relativi cittadini di serie A e di serie B.

  8. Alessandro ha detto:

    Luciano posso chiederle su cosa base le sue ottimistiche considerazioni circa la buona riuscita del progetto sopracitato?
    Suppongo prenderà come esempio l’esemplare lavoro fatto in via barella e anche la fumosa campagna per la creazione di un progetto partecipato.
    Non la biasimo, ho sentito recentemente all’estero che ci invidiavano proprio questi capolavori di intelligenza..

    • Sergio Smerieri ha detto:

      Mi sento anch’io perplesso, come Alessandro, circa un giudizio basato sulla presunta fiducia di…buona qualità del lavoro. Ci mancherebbe anche che facessero una cosa fatta male. Il problema è: faranno la cosa migliore? Anche via Barella, ad un viaggiatore occasionale, può sembrare un bel lavoro…ma è stato fatto il meglio possibile? Sono state utilizate al meglio le risorse economiche? Fra 10 anni che ne sarà di quei 20 frassinini? Detto questo provo a rispondere a Laura sul suo disagio esistenziale. Penso che ogni singolo cittadino residente in via LIbertà, o in qualsiasi altra via di ogni città, abbia un motivo di cui lamentarsi ed è per questo che andrebbe ascoltato e non solo contattato. Inoltre, e questo so che non è un concetto diffuso, via LIbertà non è solo dei residenti ma della collettività, come l’aria che respiriamo o l’ acqua che beviamo. Un albero in casa, uno in cantina, uno che rompe il muretto, uno che perde troppe foglie, uno che non fa passare la carozzina, uno che non fa vedere la vetrina, uno che ha i pidocchi, uno che ha le radici fuori, uno che non profuma come gli altri, uno che sarebbe bello se, uno che sarebbe meglio che, un altro che se fosse due metri più in là e quello che non mi fa entrare bene la macchina nuova che ho comprato… insomma questo non è progettare, non è neppure parlare: è solo autocommiserazione e individualismo collettivo.
      E comunque tutte queste cose si potrebbero e si dovrebbero sistemare o quanto meno migliorare ma… e qui c’è il mio feroce disappunto con l’Amministrazione e con quei consiglieri che votano provvedimenti a favore di due o tre lamentele, e sono rei di aver fatto FINTA di realizzare (spendendo anche parecchi soldi) un progetto partecipato e di non ascoltarne neppure l’esito e….calare le braghe per fare gli ineteressi (per un pugno di voti) di qualcuno che magari fra due anni trasferisce la sua attività o la sua residenza altrove. Bisogna pensare alla città in modo globale, come un organismo vivente e mutante. Concludo quindi con una domanda provacatoria: i 25 tigli che verranno tolti sono stati scelti in base al loro stato di salute o all’ingombro che hanno? Verranno quindi ripiantati come in via Barella o…si farà posto per parcheggi? Verrano sostituiti con alberi piantati altrove? In ogni caso è già pronto ZoccAntonaroll…il bonificatore circolare. E ricorda, con ZoccAntonaroll…non sarai mai più al verde!!!!
      PS: si può fare pubblicità sul blog?

      Questo sarà l’ultimo autunno giallo di via LIbertà. Mi spiace.

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