Una nuova sede per AVIS. Un ottimo progetto, una pessima collocazione

Questa sera in commissione consiliare è stato trattato un punto relativo alla nuova sede dell’AVIS di Vignola, punto che verrà portato in consiglio comunale nella seduta del prossimo 27 settembre. Il titolo è: “Realizzazione nuova sede AVIS e sistemazione delle aree adiacenti all’impianto sportivo “Ferrari” – Approvazione del progetto preliminare, della bozza di convenzione e contestuale adozione di variante specifica al PRG ai sensi dell’art. 15 comma 4) lettera a) L.R. 47/78 – Provvedimenti”. Il progetto della nuova sede AVIS è un ottimo progetto, ma ha un neo grande come una casa: la sua localizzazione all’interno del villaggio artigianale di Vignola (probabilmente un caso unico, in questa regione, di localizzazione di una sede per prelievo e donazione del sangue all’interno di una zona destinata ai capannoni per attività artigianali ed industriali). Un aspetto su cui abbiamo già richiamato l’attenzione, sostenendo che un’amministrazione comunale lungimirante avrebbe lavorato per una diversa collocazione (vedi). Questa sera in commissione erano presenti diversi volontari dell’AVIS, tra cui l’attuale presidente Federico Donini, il past-president Berselli ed il già-presidente e volontario “storico” Savio Burzacchini. Se mi metto nei loro panni non fatico a riconoscere che le critiche al progetto (come quelle che esporrò qui) possono risultare disturbanti. Per il semplice motivo che AVIS ha davanti la sfida non semplice di terminare progettazione, realizzazione e collaudo della nuova sede un secondo prima della scadenza dei termini per l’accreditamento (il 31 dicembre 2012). E’ dunque già oggi un treno lanciato verso il traguardo. E vede, appunto, come un disturbo ogni discorso che la distoglie dall’obiettivo. Ciò nonostante, il “problema” della localizzazione non può essere taciuto. Anche solo fosse destinato ai posteri, a quei donatori di AVIS che, tra qualche anno, recandosi alla nuova sede potrebbero pensare: “come cavolo è successo che hanno ficcato qui in mezzo, al centro di un villaggio artigianale, la nostra sede”? Azzardiamo, dunque.

Vista aerea della zona artigianale di Vignola. L'area cerchiata è quella oggetto della variante al PRG per consentire la collocazione della nuova sede AVIS. Dunque nel mezzo della zona artigianale!!

[1] Posso dire con certezza che gli attuali vertici AVIS avrebbero preferito una diversa collocazione per la nuova sede (es. nell’area destinata al Polo della Sicurezza e che ospiterà anche la nuova sede della Pubblica Assistenza vignolese: vedi). D’altro canto l’individuazione di un edificio in grado di ospitare la nuova sede o di un’area in cui essa possa essere realizzata ha impegnato per diversi anni l’associazione e l’amministrazione comunale (probabilmente già sotto l’amministrazione Quartieri, alla fine degli anni ’90), evidentemente senza che si riuscisse a trovare una soluzione ultimativa e percorribile. Oggi AVIS ha accettato la seconda delle due proposte avanzate dall’amministrazione comunale Denti (dopo che la prima, la palazzina passeggeri alla stazione ferroviaria, è stata scartata per ragioni di spazio insufficiente e di interferenze con l’impiantistica elettrica ferroviaria: vedi): nella zona artigianale, alla confluenza tra via del Commercio e via Caduti del Lavoro, in un’area che oggi ospita la sede del Club Ferrari ed alcuni impianti sportivi (un campo da calcio ed uno da calcetto). “Si tratta di un’area pari a di circa 12.800 mq di superficie fondiaria che ha uno sviluppo planimetrico pressoché rettangolare, e classificata nel vigente P.R.G., parte come zona omogenea di tipo G.2 – verde pubblico attrezzato di quartiere o di nucleo insediativo (art.85 N.T.A.) e parte come area destinata a parcheggio pubblico.” Così recita la relazione urbanistica (qui il pdf). Sull’area insiste anche una cabina di trasformazione dell’energia elettrica (media tensione) che però, fatte le dovute verifiche, non interferirà con le apparecchiature sanitarie. Qui la Relazione tecnico-illustrativa del progetto preliminare (pdf).

Vista aerea dell'area (zona omogenea di tipo G2) in cui si trovano 2 impianti sportivi e sedi associative e dove verrà ubicata la nuova sede dell'AVIS (rettangolo giallo).

[2] Perché questa collocazione è tutt’altro che convincente? Per due ragioni. Innanzitutto per ragioni che attengono alla mobilità. La collocazione proposta è tale da rendere necessario, per chiunque voglia recarvisi, l’uso dell’automobile. La nuova sede non potrà infatti, proprio per la sua collocazione, venire servita da mezzi pubblici (mezzi di linea extraurbani od un futuro sistema di mobilità urbana). Inoltre non è oggi  servita da piste ciclabili, mentre la lontananza dal centro urbano e dai principali luoghi di interscambio (stazione ferroviaria e autostazione) rendono praticamente impossibile l’accesso a piedi. La nuova sede, dunque, fungerà da generatore di traffico automobilistico, quando invece lo sviluppo urbanistico della città dovrebbe avvenire realizzando quelle soluzioni che facilitano l’uso del mezzo pubblico (a discapito dell’automobile). Dal punto di vista del sistema della mobilità la collocazione prevista è dunque irrazionale. A questo primo argomento (che ritengo di primaria importanza) si unisce quello che sottolinea la collocazione di un’attività di tipo sanitario in una collocazione incongrua, perché destinata ad attività produttive ed artigianali. E’ chiaro che non si tratta di una collocazione ottimale. Considerando questi due aspetti – mobilità ed urbanistica – dobbiamo osservare che la collocazione proposta dall’amministrazione comunale è decisamente infelice e segna un handicap significativo nello sviluppo della città. Sono convinto che ciò risulterà evidente tra qualche anno, alla prova dei fatti.

Alle spalle della cabina di trasformazione dell'energia elettrica si trova l'area destinata ad accogliere la nuova sede dell'AVIS di Vignola (foto del 19 febbraio 2011)

[3] In commissione consiliare sono state espresse diverse valutazioni rispetto a questo tema della collocazione. Accanto a valutazioni critiche, si è registrata anche una posizione diciamo “agnostica”: se va bene ad AVIS va bene anche a noi consiglieri comunali (che rappresentiamo o dovremmo rappresentare gli interessi della collettività). Questa posizione è discutibile (anche tralasciando il fatto che AVIS stessa, avesse potuto scegliere, avrebbe scelto diversamente) perché un’associazione di volontariato non è tenuta ad avere competenze o “visioni” di tipo urbanistico. Che dovrebbe invece avere chi siede nell’istituzione pubblica come consigliere od assessore.  Ma più discutibili di tutte (ed anche bizzarre) ho trovato le argomentazioni dell’assessore all’urbanistica Mauro Scurani (di solito più ponderato). Scurani ha proposto argomenti a favore di una tale collocazione al tempo stesso (a) decentrata e (b) incassata in una zona artigianale. A favore di una collocazione decentrata ha rimarcato i “vantaggi” di una collocazione lontana dal “centro storico” (citando le difficoltà del giovedì, giorno di mercato). Scurani però trascura che tra “centro storico” e villaggio artigiano c’è un’ampia fascia di territorio urbanizzato in cui la sede AVIS poteva trovare adeguata collocazione, senza doverla necessariamente collocare alla periferia della periferia di una zona artigianale! Tutte e tre le localizzazioni alternative proposte a suo tempo in un ragionamento su questo blog (vedi) si trovano all’esterno del perimetro del mercato del giovedì, ma in posti assai più facilmente raggiungibili a piedi od in bici ed in futuro facilmente servibili da mezzi pubblici (anzi, con l’attuale ridisegno dei percorsi dei bus extraurbani, anche la seconda delle tre aree sarebbe già oggi servita dal trasporto pubblico via bus). Si tratta di (1) zona ospedale, tra via A.Plessi e via G.Mazzini, nell’area dell’ex-distributore AGIP già destinata a servizi pubblici (sanitari) sulla base di una recente variante al PRG; (2) la casa (oggi abbandonata) di proprietà dell’Azienda USL alla confluenza tra via Circonvallazione e via N.Sauro (quella del cimitero) – la proprietà dell’azienda sanitaria avrebbe potuto favorire un accordo a tre tra azienda, amministrazione comunale ed associazione; (3) zona “polo della sicurezza”, in una delle aree libere da edifici oggi non più previsti (tipo il nuovo magazzino comunale, cassato con la revisione del progetto realizzata dall’amministrazione Denti). Ovviamente affinché la prima o la seconda di queste tre aree potessere effettivamente essere candidate ad ospitare la nuova sede AVIS andava fatto un lavoro di “preparazione”, raggiungendo “accordi” che l’attuale amministrazione ha trascurato (questa sarebbe “la politica”, in verità). Ma l’assessore Scurani ha prodotto anche un secondo argomento, che a me pare decisamente bizzarro. Asserendo che i “nuovi concetti urbanistici” (che verranno declinati nel prossimo PSC) sono improntati ad un principio di “mixité”, ovvero ad un mescolamento di funzioni (anche nelle tradizionali aree produttive-artigianali). Non solo, appunto, funzioni produttive, ma anche funzioni residenziali e funzioni di servizi collettivi e pubblici. Solo che, in primo luogo, in una certa misura già oggi è così, tant’è che nella zona artigianale vignolese sono presenti tutte e tre queste funzioni, tra cui anche “verde pubblico attrezzato” ed impianti sportivi. Nessuna novità, dunque. Ed in secondo luogo occorrerebbe poi spiegare ai cittadini perplessi davanti al nuovo PSC il perché prendersi la briga di de-localizzare le attività produttive dell’area di Brodano, giudicate incongrue, piuttosto che lasciarle lì in virtù della “mixité” che già oggi garantiscono! In terzo luogo, poi, bisogna considerare che un conto è collocare in queste aree uno o più impianti sportivi ed anche una sede associativa (che all’uso di quei servizi è legata). Altro è collocare funzioni sanitarie (ambulatori per la donazione del sangue) in un contesto “produttivo”, tra carrozzai, taglialamiere, aziende metalmeccaniche, aziende di lavorazione carni. Questa interpretazione della “mixité”, foss’anche moderna (??), è assai poco convincente. Non basta dire “mixité” per essere legittimati a mischiare tutto con tutto. Questo mi sembra davvero un pensiero debole.

Mappa della nuova sede AVIS (sulla sinistra) e della zona circostante con parcheggi.

[4] E allora? A questo punto mi sembra non ci sia molto da fare. L’amministrazione comunale Denti ha prima tergiversato (è in carica da luglio 2009, ricordiamolo), poi ha sbagliato completamente la prima proposta (quella presso la stazione ferroviaria: vedi) facendo perdere ulteriore tempo prezioso. In ogni caso già mesi fa ha deciso che la localizzazione della nuova sede AVIS non poteva che essere quella, nonostante fossero disponibili alternative (vedi). L’AVIS ha urgenza di procedere alla fase realizzativa per rispettare la scadenza dell’accreditamento. Ora, dunque, non vi sono chances per ragionamenti più sofisticati (e razionali) sulla collocazione. Si avrà pertanto una bellissima sede, in classe energetica A (e questo è segno di lungimiranza), con spesa stimata di circa 600mila euro (una spesa resa possibile dall’AVIS provinciale, da contributi delle fondazioni di Vignola e Cassa di Risparmio di Modena, ed anche dell’amministrazione comunale di Vignola, oltre che dall’azione di fundraising della locale associazione), per realizzare una sede “multifunzione” e così via. Rimane però una collocazione urbanistica decisamente incongrua. Vorrei sapere quante altre sedi dell’AVIS in questa regione sono collocate in una zona artigianale (in più senza possibilità di essere servita dal trasporto pubblico). Comunque, a Vignola per i prossimi 20 o 30 anni sarà così.

PS Tecnicamente la delibera prevede l’adozione della necessaria variante al PRG (non più G2, ma G1), mentre l’amministrazione stipulerà una convenzione con AVIS per concederle il diritto di superficie dell’area per 60 anni. La realizzazione della sede sarà a cura di AVIS, in parte con risorse proprie (AVIS locale e AVIS provinciale), in parte con contributi pubblici (prevalentemente fondazioni ex-bancarie) e con donazioni (in denaro, beni o servizi) da privati.

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7 Responses to Una nuova sede per AVIS. Un ottimo progetto, una pessima collocazione

  1. Alessandro ha detto:

    Dico la mia : ” (..) l’assessore Scurani ha prodotto anche un secondo argomento, che a me pare decisamente bizzarro. Asserendo che i “nuovi concetti urbanistici” (che verranno declinati nel prossimo PSC) sono improntati ad un principio di “mixeté”, ovvero ad un mescolamento di funzioni(…)

    Io, al di la delle solite e ormai stucchevoli paroline ad effetto puro marketing, vedo un grande atteggiamento dispotico da parte di questa amministrazione.
    Sarò ben felice, in questa sede o altrove, di venir smentito circa quanto da me sopra asserito.

    Non è stato forse dispotico il sistema con cui – a tutti i costi – si è voluto devastare via Barella per relegarla poi allo stato attuale di “simulacro” di Via ? In piena decadenza e mezza secca?

    Non è stato forse dispotico il sistema con cui si è proceduto per la questione “Parco via di Mezzo” ? Non è molto interessante la gara di arrampicamento sugli specchi da parte dell’amministrazione, che ultimamente sfoggia sempre motivazioni frivole e funamboliche per giustificare le continue azioni sconsiderate poste in essere, mi interessano di più i fatti, e i fatti sono che se non verrà fatto un sistema di raccolta di acque meteoriche sarà l’ennesimo insulto ecologico.

    Non è stato forse dispotico, a TUTTI I COSTI ( perchè nessuno mi toglie l’idea che già avessero in testa quella ubicazione) decidere di costruire un nuovo edificio? Poco importa che sia di classe SESTUPLA A; se abbiamo risparmio energetico da un lato e depauperamento territoriale dall’altro, a cosa mi serve la certificazione Casaklima et similia?

    Ricordo e ribadisco che in tempi non sospetti, si “misurava” la statura di una persona anche in base a quanto essa si allineava alla parola data.
    Beh oggi, istituti bancari ( con Basilea I,II e successivi) e tanti altri segmenti, misurano tutto in base a parametri scaturiti da formule matematiche, e non più quindi dall’analisi reale del soggetto che si ha di fronte, della sua statura e affidabilità. A cosa ha portato questo meccanismo? a miliardi di euro in tutta europa di insolvenze, flop economici vari, bolle speculative e via così.
    I cittadini non dovrebbero forse invece ritornare a misurare le persone anche in base alla loro coerenza e affidabilità?
    Orbene, qualcuno potrebbe farmi un breve bilancio ( che smentisca il mio totalmente negativo) su quanto il sindaco Daria Denti ha fatto in relazione alla sua promessa di ” basta consumo selvaggio territorio” ?

    Io per ora vedo solamente un trend assolutamente agli antipodi e l’idea becera e insulsa di collocare un ente di VOLONTARIATO che estrae la nostra LINFA VITALE, proprio un posto dove, ed è arcinoto, questa linfa viene inquinata da micropolveri, esalazioni inquinanti ed altro ( leggasi nanoparticelle), è INSULSA e penso che sia un insulto all’intelligenza dei Vignolesi che, se tutto va bene, penzoleranno dalle labbra di chi decanterà il rendimento in classe A del bel edificio dimenticandosi di tutto il resto.

    Mutatis mutandis

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Hai colto nel segno Alex. Se ci fossero le società di rating a valutare l’affidabilità e credibilità del sindaco di Vignola, ovvero la capacità di mantenere la “parola data”, l’avrebbero declassata mese dopo mese. Prima via Barella (ricordate: salvare il più possibile gli alberi). Tutti tagliati. Poi l’ex-mercato ortofrutticolo: faremo un percorso partecipato per la progettazione entro il 2010. Nulla di fatto: in questa legislatura non si farà nulla. Poi via Libertà: sarà fatta assolutamente entro il 2011 (invece ora asfaltano e il tutto sarà rimandato, forse al 2012). Poi il polo scolastico: lo faremo assolutamente, è un impegno preso davanti agli elettori. Non si farà, ma intanto i cittadini vignolesi hanno pagato la “tassa di scopo”. E ce ne sarebbero ancora. Ecco questo è il modo di amministrare. Contano le parole, i proclami, il marketing. I “fatti” sono una variabile dipendente.

  2. Alessandro ha detto:

    C’è però un ulteriore problema che ritengo superi in enormità, quello del dibattito da te aperto.

    Quanti cittadini vignolesi, sul totale, sono a conoscenza di tutti questi scivoloni dell’amministrazione? di queste promesse disattese e slogan farlocchi?

    Di questi cittadini vignolesi accorti ed informati, quanti di questi danno il giusto peso a questi eventi?

    Quanti di questi meditano e includono, nella propria disamina dell’attività “politica” vignolese, l’analisi ponderale dei benefici/peggioramenti delle proprie vite quotidiane?

    E’ questa la cosa che mi fa più paura..
    Quando si viene chiamati a votare secondo criteri democratici, quanti sono gli sconsiderati e menefreghisti che verranno a decidere ( e con tutta probabilità a soverchiare) il futuro di chi magari è più attento ed accorto e, con tutta probabilità, non si sarebbe orientato nel medesimo orizzonte?

    Quanti sono quelli che magari faranno un bilancio finale guardando solo agli aspetti esposti in un qualche comizio di parte o analizzando un ennesimo volantino puro marketing?
    AMMINISTRAZIONE DENTI – UN LUSTRO DI OSSIGENO PER VIGNOLA : Nuova avis.. mhh niente male bel posto; ciclabile in via c battisti….. caspita ci voleva..; giù gli alberi via barella … ehh hanno detto che pisciavano foglie; asfaltatura di via libertà… eh va beh adesso la rifaranno poi, con calma.. almeno è asfaltata; parco di via di mezzo… hai visto che roba? un central park in un paesotto ce lo invidiano tutti; ecc ecc..

    Il vignolese un pò disinteressato e facillone ( posso garantire che ce ne sono più di quanto uno possa immaginare), attento SOLO E SOLTANTO al proprio sedere, ai propri interessi lavorativi e SEMPRE E COMUNQUE economici, al proprio orticello, al proprio cortile, alla propria casa, villa , barca, auto che sia, analizzerà il tutto in maniera superficiale..
    Non saprà ad esempio che le nanoparticelle che scaturiscono da determinati processi lavorativi, ma anche e specialmente dalle automobili, che di certo in un villaggio artigianale non mancano, uccide il sangue e il corpo

    Non saprà ad esempio che dopo 3 secondi dalla costruzione della ciclabile, questa è stata divelta per potere sistemare le condotte fognarie, sistemazione a detta di un tecnico sul posto, provvisoria e palliativa, visto che è stato incamiciato il tubo ma che la situazione non sarà duratura

    Non saprà ad esempio che tutti gli alberi “pisciano” foglie e che io inizierei a preoccuparmi quando di foglie non se ne vedranno più sugli alberi, o di quanto l’aria sarà così satura da uccidere quelle piante

    Non saprà ad esempio che il central park se verrà seguito come via barella diventerà presto un ottimo scenario idoneo per un film western, secco e brullo e, nel qual caso invece apparisse come un eden, vi sarebbe uno spreco immane di risorse idriche solo per incapacità di chi ha progettato il parco e di chi ha analizzato ( in qualità di incompetente abilitato) i progetti.

    Perchè probabilmente molti vignolesi non sapranno queste cose? Beh io credo che tutti siano capaci di ragionare e di arrivare a compiere analisi più o meno approfondite dei problemi, ma a volte se non si ha uno spunto da cui partire può capitare di non vedere il problema, di non accorgersi di determinate cose o semplicemente di ” non averci pensato”.
    Ma qui si cade in un circolo vizioso… se l’auspicio del risveglio delle coscienze auspicato da Don Gallo non dovesse verificarsi, come si potrà avere la possibilità, la piacevole opportunità, di indirizzare i cittadini verso determinati ragionamenti?
    Come si potrà aprire qualche porta nelle loro menti e accendere qualche lampadina?

    Se non si riesce ad attuare questo, si cade in un circolo vizioso perchè se non c’è analisi critica nel pensiero, il consenso politico che va a formarsi sarà viziato, e di conseguenza l’espressione politica popolare sarà a sua volta viziata poichè non il reale specchio delle esigenze, bensì lo specchio dei facili pensieri superficiali di quei “molti” che soverchiano i “pochi”.

    Vignola cambia tra tutti, sta facendo un apprezzabile sforzo per il coinvolgimento dei cittadini, mi piacerebbe però che il popolo vignolese si desse una scrollata e una svegliata.. anzichè ciarlare al bar la sera, legger la gazzetta della sedentarietà ( se la leggi non stai facendo sport) o guardare la tv rai o mediaset che sia…

    Suvvia

  3. UNICODE ha detto:

    Ma mi faccia il piacere…… una battuta, questa di TOTO’, che non sfigurererebbe se fosse rivolta all’attuale amministrazione cittadina. Quì il problema è che non c’è materia in assoluto per rating o valutazioni di qualsiasi genere. A ciò si aggiunge la totale scomparsa di quello che una volta era il partito di riferimento del Sindaco in carica e che oggi non si riesce a capire dove sia finito nonostante le ricerche e le indagini commissionate a: Chi l’ha visto. O meglio. Di qualcuno hanno accertato la presenza in via Ludovico Antonio Muratori n.°3, qualcun altro è a dirigere il dibattito(si fa per dire) in qualche Consiglio Comunale, il Segretario, o presunto tale, che era stato presentato come colui che: largo…. largo….adesso ci penso io!!, si sono perse le tracce, nonostante gli scout indiani impiegati allo scopo e fatti appositamente arrivare a Vignola con regolare contratto a co.co.pro. si siano dannati l’anima, e non solo, per meritare il compenso e ritrovare lo scomparso. Altri………., mi fermo qui perchè l’elenco diverrebbe lungo e noioso. L’azione che sta portando avanti Vignola Cambia è certamente meritoria e deve continuare. La questione che io intravvedo è che in questa fase, più avanti vedremo, c’è totale assenza dei corpi intermedi vignolesi. Come, in che modo, con quali tempi e su cosa s’intende, se s’intende, aprire canali comunicativi(come minimo), creare alleanze, progettare il futuro e il superamento di questo nulla amministrativo. Siamo a Settembre, parte della manovra finanziaria è già conosciuta, sicuramente altri interventi sono all’o.d.g. da parte del Governo, Vignola Cambia pensa, come nel passato, di riunire i cittadini(positivo, ovviamente) per chiedere loro la formulazione d’interventi da tradurre in emendamenti( mai accolti) alla manovra di Bilancio del Sindaco e della sua Giunta oppure presentare una propria “manovra” di bilancio che discussa con i cittadini la porta in Consiglio Comunale e si confronta a tutto tondo?. Credo che sia, questo, uno dei modi perchè si continui a produrre e proporre un’idea progettuale(non solo) complessiva della gestione della città e del vivere insieme. Insistere……Insistere……..Insistere.

  4. Permetteremi a questo punto di lasciare un commento.
    Innanzi tutto vi ringrazio per l’attenzione che ci dedicate.
    Mi preme sottolineare una cosa importante: non ho mai visto entrare in sede un donatore che mi abbia detto “ho visto la sede Avis e sono salito!”, nessun non donatore ha idea di dove sia l’attuale sede Avis, pur passandoci davanti entrando a Vignola, nessun donatore, quando viene a donare il sangue trova parcheggio, e migliaia di donatori che vivono fuori vignola non riescono agilmente a trovare posteggio, se non nel piccolo cortile, grazie alla concessione dei residenti.
    Non commento se la collocazione scelta sia o meno sbagliata, lo scopo della sede non è apparire, ma far donare abbastanza plasma da permetterci di sottostrare alle direttive del centro trasfusionale che non partono il 31/12/2012, ma il 10/10/2010, quindi ci vedono in penoso ritardo!
    La sede è un percorso che parte nel lontano 1985 e vede progetti di tutti i colori ed in tutti i luoghi di vignola, ma mai un’amministrazione ci aveva dato spazio come quella attuale.
    Il polo sicurezza, così come era stato presentato inizialmente, sarebbe stato un ottimo luogo, sia per visibilità sia per fruibilità, ma avrebbe sicuramente avuto il medesimo problema della sede attuale: quando ci sono 60 o 70 donatori per il sangue intero la fila arriva fino all’osteria di via selmi, e di quei 70 solo 3 o 4 giungono in bicicletta.
    Per questo, e per i motivi di celerità di cui necessitiamo, un’area già urbanizzata e con un sacco di spazio per parcheggiare non ci è sembrata affatto una punizione.
    Come dite con grande sentimento, di cui vi ringrazio, l’importanza del nostro operato ci ha sempre portato a muoverci con grande slancio, quindi sarà questa la sfida per sostituire il traffico pesante con quello di donatori, anche in un villaggio dove, inizialmente, sorgevano solo imprese.

  5. vangata ha detto:

    Gentile Presidente,
    il tema in realtà è che andate a posizionare la sede davanti ad una delle poche carrozzerie rimaste, che si sono spostate dal centro perchè non riuscivano più a lavorare, allora li perseguitate poveretti, se aveste sorteggiato sarebbe andato molto meglio. Vuole che le elenchi le aree verdi alternative in cui avreste potuto collocarvi. Lascio perdere quelle ovvie e giuste, le opere di urbanizzazione del nuovo polo sicurezza mi ha detto la ditta finiranno entro l’anno e nulla vi impedisce comunque di iniziare i lavori sul lotto che da anni mi risulta destinato al volontariato, non penso che la sede la finite entro l’anno! Poi che dire dell’ex ENEL proprietà del comune immediatamente utilizzabile, oppure potreste degnamente completare la autostazione delle corriere, oppure c’e il lotto verde a fianco il poggio, oppure c’è un area verde al bettolino,
    oppure visto che la vignolese non è in serie A, potreste costruire la sede di fianco agli spogliatoi nel caduti di superga, oppure c’è un lotto alle corti di fianco alla scuola materna mago di oz, oppure piuttosto al gessiere sul fabbricato dell’acquedotto, oppure il vecchio centro accoglienza, oppure nell’area verde del centro nuoto, oppure si poteva far partire da tempo la ristrutturazione del vecchio mercato e mettervi lì, oppure visto che ormai ci hanno messo di tutto alla sipe, ma piuttosto nel capannone del comune di Galassini visto che è fallito ma oltre a lui non c’è nessuno, oppure con 600.000 compravate belli pronti almeno 300 metri quadri di uffici nuovi, al marco polo, al CITY, dove sono andati cinesi… usati e in buono stato anche 400. Ma nel vecchio villaggio artigianale in cui noi artigiani da anni ci lamentiamo che non sono stati costruiti parcheggi a sufficienza no, a meno chè non mi diciate che come quelli del Giconda che vengono a giocare di sera voi le donazioni non le facciate di notte… perchè allora cambia tutto. I volontari sono per loro natura dilettanti allo sbaraglio, ma qui mi sembra che lo sbaraglio sia diventata una malattia che ha contagiato tutta la politica, anche quella locale.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Federico (ops! nel post avevo sbagliato il nome, chiedo scusa), innanzitutto ti ringrazio del tuo intervento. Che mi consente di provare a chiarire ulteriormente le valutazioni esposte. (1) Ti chiedo per un attimo di non indossare i panni di presidente di AVIS Vignola, ma quello di un cittadino vignolese qualsiasi che dunque è interessato allo sviluppo della sua città indipendentemente dall’appartenenza o meno ad associazioni, partiti, categorie professionali, ecc. Un tale cittadino, non necessariamente esperto di urbanistica, converrà comunque che la collocazione ottimale della nuova sede AVIS (inclusiva di ambulatori prelievi, ambulatori per visite mediche, ecc.) dovrebbe avere queste caratteristiche: a) essere inserita nel tessuto urbano (così da favorire l’accesso pedonale), però non troppo prossima al centro, così da non essere ostacolata dal mercato del giovedì e dalla presenza di manifestazioni fieristiche; b) adeguatamente servita da mezzi pubblici extraurbani (bus e treno), visto che ha valenza distrettuale (e l’avrà ancora di più in futuro); c) essere collocata in un’area in cui un futuro servizio di trasporto pubblico urbano possa adeguatamente servirla (prima o poi ci si dovrà arrivare anche a Vignola); d) essere in prossimità dell’area ospedaliera o di servizi sanitari; e) essere servita da piste ciclabili (sempre per il fatto che tutti noi, pensando al futuro, vorremmo vedere più bici e meno automobili usate in città); f) avere un’adeguata dotazione di parcheggi (visto che certamente non tutti potranno spostarsi a piedi, in bici o con i mezzi pubblici). E’ chiaro che una collocazione che soddisfi tutte le condizioni non è facile da trovare. Il fatto è, però, che l’attuale collocazione (nel cuore della zona artigianale) di queste condizioni ne soddisfa solo una: l’ultima (e comunque non in modo ottimale!). Aggiungo anche che quando si fa un investimento imponente come il vostro si deve necessariamente pensare ai prossimi 20-30. Bisogna cioè pensare a come sarà quella sede, il contesto in cui sarà inserita, la città tra 20 o 30 anni. In particolare bisogna pensare ai sistemi di mobilità che vorremmo vedere nel medio-lungo periodo (ovvero con un’ottica di compatibilità ambientale, oggi non soddisfatta) e che, lo auspichiamo tutti, si diffonderanno (bici, mezzi pubblici, mezzi elettrici?). Collocare la nuova sede AVIS nel mezzo del villaggio artigiano vuol dire generare traffico con mezzi privati che invece potrebbe essere evitato (più di 3.000 “procedimenti” effettuati nel 2010). Se dunque si guarda a quella collocazione dal punto di vista della città (e tutti siamo cittadini) ne converrai che si tratta di una scelta tutt’altro che ottimale. Certo, riconosco che il tema fondamentale per AVIS è quello di avere al più presto (so che i termini sono scaduti nel 2010, ma con deroga però al 2012) una sede e mi rendo perfettamente conto che fare oggi una tale discussione è disturbante. Ma converrai che la responsabilità di ciò non è mia e neppure della stragrande maggioranza dei cittadini vignolesi che apprenderanno a breve del progetto, visto che la localizzazione è “emersa” pubblicamente solo a gennaio 2011 (perché inserita – una riga! – in un documento del bilancio di previsione del comune di Vignola) quando di fatto era già tutto deciso. Non appena ho saputo che la soluzione individuata era quella io sono rimasto allibito, proprio pensando allo sviluppo della città. Anche perché le alternative c’erano (come ricordato nel post e come ricorda in modo pittoresco anche “Vangata” nel suo commento). Nel tuo intervento scrivi: “Non commento se la collocazione scelta sia o meno sbagliata”. Però è proprio questo il tema della discussione. Infatti il progetto è ottimo, ma la collocazione pessima – come ho intitolato il post. (2) Una precisazione sulle alternative. Forse anche tu convieni sul mio ragionamento “in astratto” sulla migliore collocazione della sede di AVIS. C’erano possibilità perché diventasse “concreta” la possibilità di una diversa, migliore collocazione? Sì, c’erano. Dunque il mio non è solo un ragionamento “astratto”. C’era infatti effettivamente la possibilità di una collocazione in grado di soddisfare un numero maggiore dei criteri sopra indicati (ad esempio, proprio nell’area del “polo della sicurezza” di cui anche tu riconosci come un “ottimo luogo” – e non avrebbe di certo avuto un problema di parcheggi, se è questo che tu paventi). E’ chiaro, però, che per fare ciò occorre un’amministrazione consapevole e “che ci lavori”. Se ricostruisco il processo decisionale vedo innanzitutto una grande approssimazione ed una scarsa capacità di visione (e ciò non è responsabilità dei “tecnici”). L’amministrazione comunale , dopo avervi proposto la palazzina passeggeri alla stazione ferroviaria (con tanto di perizia dell’architetto), avervi fatto perdere qualche mese su quella soluzione poi rivelatasi impraticabile (anche per responsabilità dell’amministrazione stessa, che aveva in precedenza consentito a FER Srl di usare parte del piano terra per metterci l’impiantistica ferroviaria!) vi ha proposto solo la collocazione nell’area artigianale. La gestione dell’aspetto temporale dei processi amministrativi, su progetti complessi come questo, è fondamentale. Alcune delle alternative possibili diventano effettivamente praticabili solo se l’amministrazione ci lavora: è un’attività poco visibile, ma è fondamentale se si hanno progetti ambiziosi (come la ricerca di una collocazione ottimale). Per quello che ho visto di questa amministrazione mi aspetto che si giustifichi dicendo che non c’era alternativa. Tutto da dimostrare. Io sono convinto del contrario. Comunque, non mi resta che augurarvi buon lavoro!

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