Possiamo valutare in modo trasparente gli amministratori di FER Srl? E mandarli a casa se incapaci?

A fine luglio ho scritto su facebook che il CdA di FER Srl (l’azienda della Regione Emilia-Romagna che gestisce il servizio ferroviario) in questi anni ha dato “pessima prova” e che dalla qualità del nuovo management si capirà se la Regione intende seriamente rilanciare il servizio ferroviario in Emilia-Romagna (l’attuale CdA, infatti, è scaduto il 30 luglio scorso). Nel rispondermi piccato il segretario del PD dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, osservava: “mi sarei aspettato che tu aggiungessi qualcosa di più “politico”, invece che solo nominalistico”. Chiedere che nei posti di vertice delle aziende pubbliche si mettano persone di qualità (che poi vuol dire competenti e con capacità acclarate) sarebbe dunque “nominalistico”. Una risposta che segna o una grande fragilità della cultura politica o un forte imbarazzo. Sono convinto che l’assemblea dei soci (dominata dalla Regione stessa che detiene il 92% del capitale sociale) oggi si troverebbe un po’ in difficoltà nel sostenere che ai vertici di questa azienda regionale sono stati messi “i migliori” in questo settore. Così anche il PD, principale stakeholder di riferimento (ovviamente secondo la logica politica), prova qualche imbarazzo quando si tratta di misurare la performance dell’azienda e di valutare l’operato degli amministratori di FER Srl. So bene che non è così in tutti i casi di aziende comunali, provinciali o regionali, ma in questo sì. Così almeno mi hanno portato a pensare gli elementi che ho raccolto in due anni da “militante” del comitato degli utenti del servizio ferroviario Vignola-Bologna (vedi). Se come cittadino-utente fossi chiamato ad esprimere un giudizio od un voto in merito al management di FER questo sarebbe di netta insufficienza. Provo a dire perché.

Scorcio della stazione di Savignano Comune (foto dell'1 settembre 2011)

[1] Debbo prima premettere che ugualmente insufficiente sarebbe il voto che assegnerei a tutti gli enti locali (i comuni e le due province interessati dalla linea). Lo stesso farei con la Regione (per omesso controllo). Sulle responsabilità degli enti locali ho già scritto (vedi). Basti qui ricordare che all’inaugurazione del servizio (nel 2003 da Bazzano, nel 2004 da Vignola) era annunciata come imminente l’elettrificazione, la riduzione dei tempi di percorrenza, il raddoppio della frequenze delle corse. Oggi, dopo 7 anni, siamo ancora al punto di partenza, o quasi. E’ vero infatti che da fine febbraio 2011 sono in circolazione i nuovi ATR220, ma si tratta di un “ripiego” (sono belli, ma piccoli ed ancora diesel; i treni elettrici annunciati nel 2004 arriveranno nel 2013, forse). E’ vero, anche, che nel 2009 è partito pure il cantiere per la “modernizzazione” della linea (ma doveva essere terminato entro il 2010 e non lo sarà prima del 2012!), che ha già prodotto anche un restyling (?) della stazione di Vignola (e qui l’insufficienza se la merita l’amministrazione comunale che non ha saputo essere un interlocutore all’altezza per il progetto: vedi). Insomma è evidente che gli enti locali (comuni e province interessati) non hanno saputo mettere in atto dispositivi di indirizzo, di controllo e di rendicontazione in merito al servizio ed agli interventi di “modernizzazione” programmati da FER (ma attuati lentissimamente). E ciò si è tradotto in un intollerabile allungamento dei tempi, in investimenti sbagliati (a carico del precedente gestore: ATC Spa), in un programma di investimenti dalla dubbia qualità, in un servizio con evidentissime lacune nell’affidabilità e nella qualità (e queste sono oggi tutte responsabilità di FER Srl).

Il display luminoso che annuncia l'assenza di circolazione dei treni (prima parte del messaggio) alla Stazione di Savignano Comune (foto dell'1 settembre 2011)

[2] Partiamo da un episodio di “vita reale” per capire cosa c’è che non va. Giovedì 1 settembre non c’era alla stazione di Vignola il treno 11644, quello in partenza alle 6.07. Nessun annuncio attraverso gli altoparlanti. Il servizio “Chiamatreno” contattato da Vignola tra le 6 e le 6.07 annunciava tale treno soppresso. Il pannello elettronico alla stazione di Vignola riportava il messaggio “circolazione ferroviaria interrotta fino alle 6.30 treni autosostituiti”. Confidando in tale messaggio, le persone presenti hanno atteso il servizio sostitutivo a mezzo pullman, che però non è mai arrivato. Dopo mezz’ora si sono rassegnate e sono andate in centro a prendere il bus 671 per Bologna. Il secondo treno in partenza per Bologna era alle 6.46. Anche questo non c’era. Intanto il messaggio sul pannello elettronico veniva modificato: “circolazione ferroviaria interrotta fino alle 6.50 treni autosostituiti”. Io l’ho letto alla stazione di Savignano Comune (vista la tecnologia obsoleta installata il messaggio è per forza uguale per tutta la linea, non può essere differenziato stazione per stazione) dove aspettavo il treno assieme ad un altro passeggero (quest’ultimo diretto a Bologna per prendere un Frecciarossa per Salerno alle 8.23). Il fatto è che da Savignano Comune il treno deve partire proprio alle 6.50. Come intendere dunque il messaggio? Il treno ci sarà o non ci sarà? Chiamiamo il servizio “Chiamatreno”, ma questo da informazioni solo per il treno in direzione Vignola! Di quello in direzione Bologna nessuna parola (lo abbiamo sentito in due con il vivavoce)!!! Abbiamo aspettato ancora un po’, poi il mio collega di sventura ha chiamato un taxi. Io invece ho preso il treno in partenza un’ora dopo. Questo è il servizio. Riepilogando. I primi treni del mattino cancellati perché mancava l’operatore del segnalamento nella centrale di comando di Bologna (ed anche la sostituzione non ha funzionato). Il pullman sostitutivo è stato annunciato, ma non è arrivato. I dispositivi di informazione all’utenza hanno fornito messaggi ambigui (sui pannelli luminosi) o nessun messaggio (al servizio automatizzato di informazione telefonica Chiamatreno).

Il display luminoso che annuncia l'assenza di circolazione dei treni (seconda parte del messaggio) alla Stazione di Savignano Comune (foto dell'1 settembre 2011)

La sequenza degli errori è clamorosa da qualsiasi parte la si guardi. Non c’è il servizio, fallisce il servizio sostitutivo, l’informazione “di emergenza” è lacunosa o fuorviante. C’è qualcuno responsabile di questo clamoroso insuccesso organizzativo? Sì c’è. E’ il consiglio di amministrazione ed il direttore generale. Inequivocabilmente, visto che si tratta non di un caso-limite, ma dell’ennesimo episodio di disservizio conclamato (consultare la categoria “mobilità” per altri dati). Ho citato un episodio. Ma la lista degli insuccessi organizzativi è assai più lunga e variegata. Eccone un breve elenco. La messa in servizio dei nuovi ATR220 è stata annunciata per l’inizio 2010. Ha avuto luogo un anno dopo, a fine febbraio 2011 (ma molti altri problemi sono rimasti: vedi). Il servizio “Chiamatreno” è operativo da più di un anno. E da più di un anno è presentato come “servizio in fase di sperimentazione” e, soprattutto, non è affidabile (come risulta evidente nelle situazioni critiche, quando un servizio affidabile sarebbe della massima utilità). Hanno anche sbagliato non una, ma per due volte consecutive il manifesto con i codici-stazione e la sequenza delle stazioni (vedi)! La tecnologia dei pannelli informativi a led è obsoleta. Andava sostituita anni fa. I treni in servizio da Bazzano a Bologna sono costantemente soppressi (sono stati azzerati per tutto il mese di luglio e nella prima settimana di settembre). Il servizio sostitutivo a mezzo pullman è inaffidabile (come testimoniato da diversi episodi: vedi), ma anche organizzato in un modo approssimativo ed incerto (nessuno sa dove si prende). Le stazioni ferroviarie della linea (tranne poche eccezioni) sono prive di servizi adeguati, sporche, poco dignitose. La linea Vignola-Bologna da due anni è in testa alla classifica regionale per numero di corse soppresse (nel 2010 soppresse 700 corse: vedi). Le non conformità rilevate dalle squadre di controllo della Regione non sono affatto diminuite negli ultimi 5 anni, a testimonianza della mancanza di un serio programma di miglioramento (vedi). Se le cose stanno così non c’è dubbio che, dal punto di vista del funzionamento della linea Bologna-Vignola, è opportuno cogliere l’occasione della scadenza del CdA per procedere ad una sua sostituzione (assieme al direttore generale), mettendoci figure di qualità. A meno che non esistano, presso FER o presso la Regione, dati o report che evidenzino una performance positiva, in grado di contrastare la percezione che gli utenti hanno del servizio.

Informazioni sul servizio "Chiamatreno" (che non sempre funziona) e sul "numero unico" FER (che però è attivo solo dalle 8.00) (foto dell'1 settembre 2011)

[3] Ed il management? Ecco i nomi. Il presidente di FER Srl (scaduto al 30 luglio con tutto il CdA) è Gino Maioli, ex-assessore ai trasporti della provincia di Ravenna in quota Rifondazione Comunista (ma questo non è indicato nel sito web di FER: vedi). Direttore generale è Claudio Ferrari, ex-sindaco di Correggio ed ex-assessore ai trasporti della provincia di Reggio Emilia (PDS-DS) e finito sui giornali nel 2007 quando in pochi mesi passò da presidente di FER a direttore del personale (prima), a direttore generale (poi) (vedi). Ferrari è oggi anche direttore generale di ATCM (vedi). Direttore del personale e relazioni industriali è Fabio Garavina, ex-segretario della Filt-Cgil di Parma (vedi). E i manager dove sono? Verrebbe da dire. Mi chiedo se davvero un cittadino-utente riesce a vedere in queste “carriere” il riconoscimento del merito, della capacità, della competenza. Vista anche la performance che l’azienda diretta da questi manager esibisce sulla linea Bologna-Vignola. Sui criteri di nomina del futuro CdA Gianfranco Baldini ha posto alcuni interrogativi in un articolo pubblicato sul Corriere di Bologna il 30 luglio (e riportato su questo blog: vedi): “Su quali basi le istituzioni preposte (regione e quasi tutte le province, oltre a ACT di Reggio Emilia) si accingono a rinnovare i tre membri del consiglio? Perché, con l’eccezione di uno dei suoi componenti, non compaiono sul sito di FER informazioni adeguate sul curriculum, e in nessun caso sulle retribuzioni? E che dire dei risultati concreti conseguiti in questi tre anni di mandato? Tutti i cittadini, e non solo chi usa ogni giorno il treno, hanno il diritto di conoscere, per poter poi valutare come le istituzioni elettive si comportano nel momento cruciale di designazione dei dirigenti che governano questo ed altri settori”. Si tratta di un tema vero. Chi siede in giunta regionale o nell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna (come il segretario regionale PD Stefano Bonaccini) farebbe bene a prendere sul serio tale questione, perché il tema della qualità del management (pubblico e privato) è un tema di fondamentale importanza per questo paese. Come ricorda ancora Gianfranco Baldini all’articolo citato: “il problema non è (solo) lo stipendio dei politici, ma anche e forse soprattutto quello delle capacità dei manager che vengono nominati dalla politica” (vedi). Insomma, la “qualità” dei nomi non è affatto una questione “solo nominalistica”, ma è proprio politica. Deve infatti innanzitutto fugare il dubbio che non si stanno attuando nomine sulla base di ragioni diverse che la capacità dei manager stessi (di qualsiasi idea politica essi siano); dunque non per scambio politico, non per neutralizzare il potere di veto rispetto ai processi di accorpamento in atto, non per garantire un ruolo ad un politico a fine carriera (e tenerlo buono) o per altri motivi che nulla hanno a che fare con capacità e meriti (certificabili) dei manager stessi. Allora, se si vuole affrontare seriamente questo tema, si tratta di mettere in campo una serie di misure di trasparenza, di rendicontazione, di valutazione “allargata” sulla performance aziendale e sulla qualità del management. Gli strumenti non mancano, anche se nessuno di questi garantisce, da solo, esiti ottimali. Si va da strumenti sofisticati di rendicontazione (es. bilancio di missione), ad authority di controllo, a rappresentanti degli utenti nel CdA, a percorsi di controllo allargato tipo audit civico (vedi). Se gli amministratori regionali non sono in grado di innovare seriamente su questo fronte difficilmente poi potranno avere titolo per lamentarsi della crescita dell’antipolitica.

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One Response to Possiamo valutare in modo trasparente gli amministratori di FER Srl? E mandarli a casa se incapaci?

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Eletto presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini (lo stesso di cui si parla in questo post a proposito di qualità delle nomine!) promette di dimezzare le società partecipate da regione ed enti locali (diverse delle quali con bilanci gravemente in rosso). Ne riferisce questo articolo del Corriere di Bologna:

    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2015/1-gennaio-2015/dalle-terme-fiere-giungla–carrozzoni-regione-230793861169.shtml

    che inevitabilmente tratta anche della qualità tutt’altro che esaltante dei nominati ai vertici di queste società. C’é anche un passaggio che riguarda TPER (società nata dalla fusione di ATC Spa e delle attività di servizio ferroviario di FER Srl):

    “E qui si apre l’inevitabile capitolo che contraddistingue la vita delle società partecipate: la contiguità con la politica che le ha spesso trasformate in riserve protette dove collocare ex amministratori e amici a corto di poltrone. Il ferrarese Maurizio Buriani, siede nel cda di Tper (nominato dalla Regione) per 25 mila euro all’anno dopo essere stato capogruppo dei Ds in consiglio comunale. Gino Maioli, un altro membro del cda di Tper di nomina regionale, è stato consigliere comunale di Rifondazione e assessore provinciale a Ravenna.”

    Tutte queste cose Bonaccini le sa da tempo. Oggi, come presidente di questa regione, non può più far finta di non vederle (incalzato dai mass media e dopo il flop di partecipazione alle elezioni regionali). Ieri trovava il modo di difenderle, rilevando che chi metteva in discussione la qualità dei nominati esibiva un approccio “nominalistico”. Un episodio che mette in luce benissimo le qualità del neopresidente. Auguri.

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