Per pensare la Vignola del futuro è bene coinvolgere sin da subito i cittadini. Un comunicato stampa

La macchina per definire il futuro di Vignola e del territorio circostante è in moto da un anno. Precisamente dal 15 luglio 2010 quando l’Unione Terre di Castelli deliberò il nuovo incarico per la redazione del Piano Strutturale Comunale, comunemente detto PSC (vedi). Si tratta del documento che sostituisce il vecchio PRG, come previsto dalla legge regionale n.20/2000 sull’urbanistica, e che disegnerà la pianificazione della città fino al 2025. Un anno di lavoro, riflessioni e documenti che sino ad ora hanno coinvolto solo i 5 sindaci dell’Unione ed i tecnici incaricati. E’ giunta invece l’ora di portare la riflessione ed il dibattito fuori da queste ristrette stanze.

Foto aerea di Vignola: zona della stazione ferroviaria (foto di Sergio Malguzzi)

E’ giunta l’ora di coinvolgere i cittadini dei 5 comuni, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, le tante realtà associative che quotidianamente operano per migliorare la realtà locale. Non bastano le battute più o meno estemporanee di qualche sindaco sui giornali locali: ultimo è stato il sindaco di Vignola su Il Resto del Carlino del 14 giugno prima e del 21 giugno, con un’intervista, poi. Bisogna mettere a disposizione dei cittadini i documenti sul PSC che da mesi sono pronti, anche se manca ancora l’approvazione ufficiale delle giunte. Se si vuole per davvero fare una discussione seria con la città e cogliere questa occasione per mobilitare le energie diffuse e l’intelligenza locale ci vuole il coraggio per aprire una fase di reale partecipazione, anche anticipando gli atti ufficiali. Senza costringerla in forme e tempi striminziti, così da adempiere solo formalmente all’obbligo di legge di coinvolgere i cittadini. Oggi infatti la consultazione dei cittadini nella predisposizione degli strumenti di pianificazione territoriale è un obbligo di legge, fissato dall’articolo 8, punto b della legge regionale n.6/2009 (vedi). Si proceda allora ad aprire il dibattito, a fare informazione, a far circolare i documenti dei tecnici già prima della conferenza di pianificazione, ad usare le tecnologie web per richiamare l’attenzione dei cittadini sulle decisioni importanti o critiche, a promuovere consapevolezza verso uno sviluppo “sostenibile”. Oggi solo su questo blog è accessibile, in anteprima, il Documento preliminare del PSC e lì è iniziata la discussione (vedi). Che però va decisamente allargata. Facciamo un esempio: 28.000 residenti a Vignola nell’anno 2025 sono troppi? E non ci arriveremo comunque anche senza fare nulla, considerando solo i diritti edificatori già assegnati e l’occupazione degli appartamenti oggi sfitti? Dobbiamo davvero rinunciare all’industria meccanica che pure ha contribuito a dare ricchezza al territorio? Come vogliamo declinare la “green economy” in questo territorio? Non devono essere i sistemi di mobilità, in primo luogo la ferrovia, a determinare le nuove localizzazioni insediative nel territorio? E così via. Facciamo in modo che trasparenza e partecipazione non siano solo parole di facciata usate dalle amministrazioni per fini di marketing politico (come è stato sino ad ora: vedi). Oggi questo territorio ha davanti una grande opportunità: quella di coinvolgere i propri cittadini nel pensare a come vorremmo la città, il territorio, l’economia nel 2025. Vediamo di non farne un’occasione mancata.

2 Responses to Per pensare la Vignola del futuro è bene coinvolgere sin da subito i cittadini. Un comunicato stampa

  1. Stefano Barbieri ha detto:

    guarda guarda… questo articolo va proprio nella direzione della nostra iniziativa che stiamo promuovendo in questo momento… approfitto quindi dell’occasione per rilanciarla anche qui…
    martedì 5 luglio, presso il bar Acquarello, verrà inaugurato uno spazio pubblico dove chiunque potrà esprimere la propria opinione a riguardo dei temi che ruotano attorno all’essere cittadino e uomo di questo tempo, una replica dello speakers corner di Hyde Park a Londra e di quello che va “in onda” regolarmente in piazza Nettuno a Bologna (il cui padre putativo e altri personaggi che lo sostengono parteciperanno alla nostra prima assoluta)… forse è il modo più elementare e semplice di cercare di coinvolgere i cittadini ma credo che sia necessario anche questo vista la pluridecennale abulia civica che caratterizza la popolazione italiana (in particolar modo alla” periferia dell’impero”)… inizialmente sarà un momento più di domande che di fattive risposte… credo che per scuotere le coscienze e motivare gli individui ad essere partecipi sia necessario prima riflettere, pubblicamente, faccia a faccia, sullo status quo e subito dopo cercare di dare una risposta (senza retorica, senza bandiere, ma col cuore e il coraggio che sono necessari nei momenti difficili) a tutte le domande conseguenti e inevitabili: perché il sostantivo “politica” è così avversato dalla maggioranza dei cittadini ? perché una delle grandi conquiste della nostra società, la libertà di esprimere la propria opinione, è sentita poco ed esercitata con ancora meno convinzione ? perché dal dopoguerra ad oggi la partecipazione diretta alle cose pubbliche è andata scemando sempre più fino a livelli prossimi al totale disinteresse ? perché la sensazione di non contare niente è così diffusa ?… perché per 16 lunghi anni gli italiani hanno snobbato il più alto strumento di democrazia che la nostra costituzione (ottenuta col sangue, quello vero, dei nostri padri!!!) ci offre: il referendum… cosa ci impedisce di sentire il reale valore del nostro voto, delle nostre opinioni ? da dove viene la paura, la rinuncia ad esprimersi e lottare per le cose in cui si crede ? cosa abbiamo di diverso dalle altre popolazioni mediterranee che in questi ultimi tempi hanno preteso e ottenuto (a carissimo prezzo) grandi cambiamenti ? ogni paese, ogni situazione è diversa ma a nostro modo non siamo stufi di come viene gestita la res publica italiana ? di lamentele e proteste se ne sentono ovunque tutti i giorni e sembra che la maggioranza degli italiani ne abbia abbastanza ma allora cosa ci impedisce dallo scendere in piazza in massa critica per dire che ne abbiamo abbastanza e pretendere un cambiamento ? non ne abbiamo davvero abbastanza forse ? siamo davanti ad una svolta o c’è ancora spazio per deleghe in bianco alla stessa gente, agli stessi centri di potere, che da lunghissimo tempo dirigono questo paese nel modo che è sotto gli occhi di tutti ? cosa è necessario per cambiare ? cosa possiamo fare per coltivare le nostre speranze, per risollevare il nostro orgoglio, la nostra dignità, per contare di più, noi Cittadini ?
    parliamone ! tutti ! senza esclusioni, senza bandiere, senza remore ! è ora !
    AGORA’ lo speakers corner di Vignola, martedì 5 luglio ore 19 al Bar Acquarello – per chi ha qualcosa nella pancia e vuole tirarla fuori, per chi non si è ancora arreso e vuole dire la sua, per chi vuole confrontarsi e ascoltare idee, per chi ha ancora speranza e vuole sentirsi vivo…

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Stefano, iniziativa bella e coraggiosa quella del Bar Acquarello! Certo non semplice in una realtà di gran provincialismo come Vignola. Vi auguro che funzioni! Da parte mia posso solo suggerire di “integrare” Internet nello speakers corner. Filmando gli interventi e mettendo i video di quelli più interessanti ed efficaci su you tube. Ed anche al fine di dare continuità alla discussione: solo Internet, con la sua asincronicità, consente di sviluppare una discussione (tra l’altro anche a distanza) con interventi distribuiti nel tempo. Comunque sia, ottima iniziativa! In bocca al lupo!

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