Code di paglia. Ecco perché l’amministrazione comunale non accoglie la richiesta di progettazione partecipata del parco di via di Mezzo

All’ultimo punto del consiglio comunale del 25 maggio scorso era posto all’ordine del giorno la mozione di Vignola Cambia intitolata “Progettazione partecipata per il parco di via di Mezzo!”. La vicenda dovrebbe essere nota: dopo un po’ di tribolazioni parte finalmente la realizzazione del percorso ciclo-pedonale che andrà a sostituire l’attuale via di Mezzo (in parte), con annessa area di verde pubblico. Il progetto è stato ridimensionato per far fronte alla riduzione delle risorse (da 1 milione a 310.000 euro). Ci sarebbero buone ragioni per coinvolgere i cittadini nella progettazione del nuovo parco. Io ne ho parlato in un post (vedi) e Vignola Cambia ha tradotto quella prospettiva in una richiesta vincolante per la giunta, insomma una “mozione”. Che appunto è stata presentata e discussa nel consiglio del 25 maggio. Risultato: non se ne farà nulla. Ma come? Non è questa l’amministrazione comunale che non tralascia mai di dire di essere per la partecipazione? Non è questa l’amministrazione che ha tanta ansia di dimostrare l’impegno a promuovere la partecipazione dei cittadini da scrivere in un comunicato stampa (n.55/2010) che avrebbe convocato un “incontro partecipato (sic!) tra amministratori e cittadini”? Non è Daria Denti quel sindaco che definendo le sue priorità nella prima fase della legislatura dichiarava: “maggiore partecipazione dei cittadini, tutela del territorio, sicurezza” (Comunica, n.4, 2009, p.34). Dunque: “maggiore partecipazione dei cittadini”. Addirittura al primo posto! Eppure appena si presenta un’occasione un minimo importante – un parco da 9.500 mq – e neanche troppo impegnativa (non ci sono conflitti da gestire), l’amministrazione se la lascia scappare! No, in effetti non è così. E che questi vanno dove volge il vento e, soprattutto, la convenienza. Delle impegnative dichiarazioni di qualche mese prima (“maggiore partecipazione dei cittadini”) se ne sono già dimenticati, come capita a tutti coloro che ragionano non in base a convinzioni, ma a convenienze.  Guardiamo un attimo il castello argomentativo messo in campo per respingere una richiesta (progettazione partecipata del parco) che non fa altro che esplicitare impegni che la giunta stessa aveva affermato.

L’attuale via di Mezzo nel tratto che verrà soppresso e trasformato in parco (foto del 21 novembre 2009)

[1] In consiglio l’assessore alla pianificazione territoriale Mauro Scurani ha avanzato quella che lui ha definito una “proposta di mediazione”, che in realtà non mediava un bel niente ma spostava consultazione e partecipazione dei cittadini in un futuro non prossimo, plausibilmente nella prossima legislatura. L’intervento sul parco è previsto in due fasi. Un primo lotto, suddiviso in due stralci funzionali. Un secondo lotto rimandato nel tempo. La proposta di mediazione consisteva nel rimandare la partecipazione dei cittadini alla seconda fase, però senza certezze sui tempi. Non è improbabile che realizzato il primo stralcio il parco di via di Mezzo  stia fermo per un po’. Ma al di là di questa indeterminatezza, è chiaro a tutti che le scelte compiute nel primo stralcio (più di un centinaio di alberi da piantare, ecc.) restringono inevitabilmente i margini di scelta a disposizione degli eventuali partecipanti nella seconda fase. Insomma, non proprio una soluzione limpida e convincente. Serve dunque un secondo argomento per dire di no.

Rendering del futuro parco di via di Mezzo (foto del 7 maggio 2011)

[2] Argomento che è allora il tempo. Che non c’è più. Visto che siamo troppo a ridosso dell’inizio dei lavori. E infatti l’assessore Scurani ha detto che è urgente partire con i lavori. Non bisogna perdere un mese, non una settimana, neppure un giorno. Tutto vero. Prima si parte, meglio è. Ma l’assessore Scurani ha dimenticato di dire che il compito di redigere il progetto esecutivo è stato affidato all’architetto-progettista con delibera di giunta n.85 del 10 maggio 2010. Esattamente un anno fa! Solo che questa giunta “partecipazionista” si è dimenticata dei cittadini! In un anno a nessuno, né al sindaco, né all’assessore, né ad alcun consigliere comunale di maggioranza è venuto in mente di provare ad essere coerente con i proclami lanciati sulla partecipazione. Insomma, se il tema del coinvolgimento e della partecipazione stesse per davvero a cuore a questa amministrazione non sarebbero arrivati lunghi per mettere in campo un percorso di coinvolgimento dei cittadini nella progettazione. Servono altre prove?

L’attuale via di Mezzo nel tratto che verrà soppresso e trasformato in parco. In fondo sulla destra la “casa degli alpini” (foto del 26 marzo 2011)

[3] Ma la ciliegina sulla torta di questo castello di cattive argomentazioni l’ha messa Maurizia Rabitti, attuale capogruppo PD in consiglio comunale. Maurizia Rabitti è infatti intervenuta per dire che in fondo l’avvio dei lavori rispondeva a sollecitazioni dei cittadini (dichiarazione assolutamente generica: sollecitazioni di uno? due? tre o più? Ovviamente lei mica lo sapeva). Dunque l’invito al coinvolgimento ed alla partecipazione era già adempiuto – secondo lei. Sono un po’ titubante a scrivere “secondo lei”, perché non sono affatto sicuro che questa sia una convinzione vera. Temo che sia invece una convenienza  vera. Quella di difendere una amministrazione – su questo punto – indifendibile. Che una vita dedicata alla filosofia si riduca a questo è davvero triste. E di questo modo di prendersi beffa delle proposte serie non se ne può davvero più. Insomma, partecipazione … cosa? E’ già tutto “partecipato”. Maurizia Rabitti non si chiede se la decisione che stanno per assumere – niente percorso partecipato! – sia coerente o meno con i valori dichiarati (“maggiore partecipazione dei cittadini”). Non si chiede come mai il tempo che c’era, con abbondanza, per organizzare la partecipazione sia trascorso invano, senza che nessuno lo facesse (l’assessore) o qualcuno glielo ricordasse (cosa ci stanno a fare i consiglieri di maggioranza?). Ma invece si inventa il pensiero (sic!) che, in fondo, partecipazione c’è già stata … visto che le hanno detto che qualche residente ha sollecitato l’intervento. Ma anche e non concesso ci sia stata una, cinque, dieci sollecitazioni, perché non cogliere la palla al balzo e proporre ai sollecitanti (ed a tutti gli altri, che sono assai di più) di confrontarsi sul progetto? Di provare ad elaborare quelle idee-guida per il progetto che ne facciano un parco che risponde ad esigenze e desideri dei cittadini? Per usare il percorso di progettazione per creare legami sociali e le premesse per un quartiere di maggiore qualità? Invece no. Maurizia Rabitti, capogruppo PD, ha inteso ribadire che va bene così, che è meglio così, che è tutto coerente. Confesso che per me è troppo. Come sia possibile questo spregio per l’intelligenza dei pochi cittadini presenti in sala (e di tutti quelli che a Vignola risiedono e che dunque sono potenziali destinatari degli “argomenti” dell’amministrazione) non me lo spiego. Se non per quei meccanismi dei giochi di ruolo che Stanley Milgram e Philip Zimbardo hanno illustrato nei risvolti più impensabili. Ti assegnano un ruolo e tu lo interpreti senza null’altro considerare. Ma così la politica diventa la negazione di se stessa. Perde la capacità di parlare oltre il confine dei propri fans. La verità diviene qualcosa di “totalmente altro”.
Insomma alla domanda: “partecipazione, perché no?” l’assessore Scurani ed il gruppo consiliare PD hanno offerto tre risposte fasulle: non ora, forse più avanti; adesso non c’è più il tempo; la partecipazione di fatto c’è già stata. Vignola Cambia ha proposto, a sua volta, una diversa mediazione: si proceda con i lavori di livellamento del terreno e di realizzazione del percorso ciclo-pedonale e, visto che la piantumazione degli alberi non avverrà prima dell’inverno, si avvii contestualmente un percorso di partecipazione alle scelte di progetto per il parco (perché non fare un vialetto alberato? Davvero il bosco urbano? Improponibile un’area con orti urbani, curati? Ecc.). Nulla di fatto. Non se ne farà nulla. Che dire? In tema di partecipazione dei cittadini hanno la coda di paglia (per qualche altro argomento sul tema: vedi).

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2 Responses to Code di paglia. Ecco perché l’amministrazione comunale non accoglie la richiesta di progettazione partecipata del parco di via di Mezzo

  1. mauro smeraldi ha detto:

    Caro Andrea,
    credo che i nostri amici PD siano in buona fede. La capogruppo consiliare crede davvero che i cittadini siano stati coinvolti nel progetto e siano tutti felici dell’operato dell’amministrazione. L’assessore Scurani, preoccupato dall’urgenza di iniziare i lavori, crede davvero di potere “spostare” la partecipazione dei cittadini a una fantomatica fase 2.
    Giovedì sera, all’iniziativa PD contro il nucleare, Andrea Burzacchini, che vive e lavora a Friburgo, ha svolto una splendida relazione sul cammino fatto dalla sua città sulla strada della qualità della vita, dell’uso delle energie rinnovabili, di una mobilità sostenibile, ecc… Ha parlato anche di due condizioni necessarie per ottenere risultati significativi: il coraggio degli amministratori e la democrazia intesa come partecipazione dei cittadini alle scelte. Ha aggiunto che non si può prescindere dalla chiusura al traffico dei centri storici. Tutti hanno applaudito con entusiasmo, perchè sono convinti di essere coraggiosi, democratici, e di non essere riusciti a chiudere il centro storico al traffico per difficoltà insormontabili.
    Poco importa se gli amministratori vignolesi hanno paura anche della loro ombra e in due anni non abbiano compiuto (nonostante le ripetute sollecitazioni di Vignola Cambia) una che una scelta minimamente coraggiosa. Ricordi le proposte di modifica dello statuto comunale, della composizione delle commissioni consiliari, della gestione di Vignola Patrimonio, degli emendamenti al bilancio, ecc…?
    Peccato che la democrazia di cui parlano non preveda il coinvolgimento dei cittadini, l’unico strumento con il quale si può sperare di superare lo scollamento tra rappresentati e rappresentanti, e di recuperare una coesione sociale e una solidarietà fra la gente ormai ridotte al lumicino anche al nord dell’Italia. Paradossalmente l’unica legge di cui gli amministratori vignolesi non temono la disapplicazione è la legge regionale sulla partecipazione.
    Peccato infine che Vignola sia una delle poche città senza un centro storico libero dalle auto. E dire che le dimensioni del nostro centro storico sono davvero ridicole rispetto a quelle di tante altre città, ove si riesce a vivere e a fruire del centro senza auto e rumori.
    Tu credi che con questo PD si possa collaborare e costruire qualcosa? La mia opinione è che sia necessario esplorare, costruire e percorrere strade nuove. Come a Savignano.
    Il consenso di Vignola Cambia, in questi primi due anni di legislatura, non si è ridotto. Anzi la mia sensazione è che sia aumentato e non possiamo disperderlo e consumarlo rincorrendo un partito che ci ha solo fatto perdere tempo ed energie. Perchè non è capace di mettersi davvero in gioco nel confronto con altre forze politiche. Ciao

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Mauro, condivido in pieno la diagnosi. Se vogliamo formulare un giudizio politico di sintesi sull’amministrazione Denti dobbiamo riconoscere che si è posta l’evidente obiettivo di riconquistare consensi dopo l’esperienza del ballottaggio del 2009 (ricordiamo che al primo turno Daria Denti ha ottenuto il 44,89% dei voti – primo candidato della tradizione PCI-PDS-DS-PD a non diventare sindaco al primo turno). Questo calo manifesto di consenso va ricordato perché è da qui che parte la “strategia di recupero” dell’amministrazione Denti. Ovviamente il sindaco aveva davanti a sé diverse opzioni, tra cui, come tu ben ricordi, anche quella di compiere alcune scelte coraggiose (meno automobili in centro storico, un nuovo piano della sosta, una politica seria sui rifiuti, che significa poi raccolta porta a porta, una chiara politica energetica a favore delle fonti rinnovabili e che garantiscono no CO2 aggiuntiva, adozione della partecipazione per ogni scelta importante per la città, ecc.) sapendo che all’inizio ciò avrebbe generato qualche resistenza, ma confidando di acquisire consensi nel rendere tangibili i benefici di tali politiche per la città. E’ evidente la differenza rispetto al neo-sindaco di Bologna Virginio Merola che in campagna elettorale annuncia il progetto di pedonalizzare parte del centro storico di Bologna – scelta coraggiosa (e che non l’ha affatto penalizzato!). Questa strategia poteva anche contemplare una proposta di “confronto costruttivo” con Vignola Cambia che aveva rifiutato l’ingresso in giunta prima del ballottaggio. In tal caso il PD si sarebbe proposto di svolgere una sorta di funzione “egemonica” su tutta l’area del centrosinistra, raccogliendo gli stimoli utili provenienti anche dalle aree rimaste fuori dal governo della città. E’ evidente a tutti che non è stata questa la strada intrapresa. Io non so dire se a questo ci si è arrivati per “calcolo” (e l’unico che sa “calcolare” nel PD di oggi è il sindaco Daria Denti) o per “imperizia” o per mero “accidente” (che poi vuol dire incapacità di governare i processi politici). Prendo atto, come te e come tanti altri che osservano, che oggi si dispiega una diversa strategia. Che nei confronti di Vignola Cambia e delle sue proposte (anche quando sono “esplicitazioni” di impegni che la giunta stessa aveva preso, come nel caso della “progettazione partecipata” applicata al parco di via di Mezzo! Perché via Barella sì e via di Mezzo no? Mistero) prevede il rifiuto aprioristico. Comunque, ribadisco che è evidente a tutti il fatto che l’amministrazione NON ha scelto la strategia delle “scelte coraggiose”, del lavorare avendo in mente obiettivi a lungo-medio termine. Bisogna anche dire che l’amministrazione Denti sconta una giunta – la squadra del sindaco – di grande fragilità. Io ho l’impressione che il sindaco Daria Denti abbia sottovalutato il tema delle “competenze forti” al momento della formazione della giunta. Oggi è evidente anche ai suoi occhi che la squadra che lei si è scelta (con grande autonomia, peraltro!) è più una zavorra che una risorsa (io riconfermo qua i giudizi dati al tempo del “pagellino”: Basile 4, anzi 3; Santi n.c.; Montanari 5; Bertoni 5), proprio se uno pensa ai progetti impegnativi, quelli che imposti oggi per cambiare il volto della città tra 3-5-10 anni (anche qui un confronto con la giunta del sindaco di Bologna è illuminante). Qual è allora la strategia del recupero del consenso? Quella dell’accontentare tutti e di non “disturbare” nessuno. Diamo una risposta positiva ad ogni richiesta. Diciamo a tutti che sono bravi e che l’iniziativa che propongono è bellissima. Abbassiamo il livello del “governo” e liberiamo le tante energie presenti in città. Che facciano loro. L’amministrazione è al loro fianco: finanzierà, supporterà, darà il patrocinio, stamperà i volantini, pubblicherà la news sul sito web, ecc. Attenzione. Questa “strategia” – forse sarebbe meglio dire: questo “atteggiamento” – non è affatto negativo. Anzi! Lo diventa quando si accompagna ad una rinuncia alla parte “hard” del compito di chi amministra: governare pensando al futuro, assumere scelte scomode e coraggiose (che anche a Vignola sono necessarie). Ecco. L’amministrazione Denti si accontenta di rispondere a richieste punto-a-punto, trascurando le politiche generali (anzi su queste si abbassa il livello: è stato abbandonato il progetto di raccolta rifiuti porta a porta per la riorganizzazione dei cassonetti “proposta” da HERA). Funzionerà questa strategia? Conquisterà consensi che poi si tradurranno in voti alle elezioni del 2014? Sinceramente non so rispondere. Di certo non risponde ai bisogni della città. O, meglio, ne trascura una parte importante. Per tornare poi alla vicenda originaria, quella del parco di via di Mezzo e della sua mancata “progettazione partecipata” un commento al tuo “credo che i nostri amici PD siano in buona fede”. Buona fede molto, ma molto singolare. E’ l’assessore Scurani che ha “governato” i tempi del progetto e se oggi ritiene non ci siano i tempi per un percorso di progettazione partecipata la responsabilità è sua. Ma in realtà, se l’amministrazione volesse, lo si potrebbe fare ancora oggi. Come è stato proposto in consiglio comunale, in occasione della discussione della mozione di Vignola Cambia, i lavori di livellamento del terreno e di “smontaggio” del tratto di via di Mezzo interessato possono tranquillamente partire. E la piantumazione degli alberi non avverrà che in inverno. Dunque da giugno a settembre c’è spazio per il coinvolgimento dei cittadini. Volendo tener fede ai proclami sulla partecipazione. A me sembra che queste considerazioni NON siano contestabili.

    Suggerisco di rileggere questo post scritto subito dopo l’esito del ballottaggio:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/06/23/il-grande-freddo-analisi-del-voto-vignolese/
    Vi si parlava del “grande freddo” che la proposta Daria Denti aveva suscitato nella città. Non mi sembra che il “sentimento” sia un granché cambiato. Forse perché il collante, come provo ad argomentare sopra, è dato dalle risposte ai micro-interessi.

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