Si arriva a un punto che la misura è colma, di Roberto Adani

Si arriva a un punto che la misura è colma. Va bene assumersi ogni responsabilità e colpe relative ad un PRG che non hai fatto. Ho dovuto chiudere mio malgrado la sola fase delle osservazioni proponendo l’accoglimento di quelle che la precedente amministrazione si era già impegnata a portare in consiglio con parere favorevole, mediando con le nuove forze politiche presenti in maggioranza. Pazienza. Capita, a fare il sindaco, di dovere agire e dare continuità ad atti amministrativi precedenti. Poi arriva una fase di grande boom del settore edilizio e il PRG che doveva durare 20 anni rischia di essere bruciato in alcuni anni. Pazienza ancora, le regole sono regole, una volta fissati i diritti edificatori diventano intoccabili. Pazienza per il “sindaco basta cemento”. Pazienza per il fatto che non ci sia stato nessuno di nessuna forza politica, per verità nemmeno del partito a cui appartengo, a dire che c’erano anche gli altri, che tutte le decisioni sono state vagliate da tutti i partiti della maggioranza e che sono state regolarmente approvate dai consigli comunali. Pazienza se sono rimasto solo a dire che qualcosa nel vecchio piano andava cambiato. Pazienza se i partiti della maggioranza non hanno gradito che i sindaci uscenti volessero approvare a fine legislatura e il più in fretta possibile un nuovo PSC, anche se questo aveva l’obiettivo di fermare l’ulteriore consumo di territorio. Pazienza per le ville a Campiglio, gli attici al Mulino Marmi e – “notizia” di qualche giorno fa – ben 7 appartamenti. Pazienza che nessuno al mondo riesca a dirmi dove sono tutte queste ville, continuo a vivere in un appartamento alle Corti e il mutuo da 250.000 euro si è ridotto a 200.000 in questi 8 anni, ma ce ne sono ancora parecchi da pagare. Pazienza se l’altro giorno un vecchietto inchioda la bicicletta mentre accompagno mia figlia a scuola a piedi e, come se avesse visto un fantasma, mi dice: “ma cosa fa lei qui?” Io ingenuo: “porto mia figlia a scuola”. E lui: “ma perché, abita qui?” Scuote la testa e dice: “impossibile” e se ne va. Porto la bimba a scuola, torno a casa e non me lo ritrovo davanti alla porta che mi dice: “volevo controllare” e poi aggiunge “ma lei lo sa che proprio tutti dicono che lei vive in una villa a Campiglio?” L’unica cosa che sono riuscito a dirgli è stata : “guardi se la fa stare meglio, se riesce a individuare la villa, per tranquillizzarla ci vado a stare per un mese”. Pazienza!

Le aree del piano particolareggiato di iniziativa privata denominato “Tortigliano” nei pressi di Santa Maria Rotonda (quadratino rosso).

Pazienza che siano passati due anni dalla scadenza del mandato e ancora si parla di aree edificabili senza che abbia mai fatto una variante, eppure mi risulta indispensabile una variante per rendere edificabile un’area. Pazienza che nonostante abbia ordinato la demolizione e successivamente acquisito al patrimonio del comune il capannone di Galassini, escusso le fidejussioni, qualcuno non ci veda ancora chiaro. E dire che quando andammo all’agenzia del territorio regionale non sapevano fare la procedura perché non era mai capitato che un comune arrivasse in fondo all’acquisizione di un bene abusivo. Sono andato in procura decine di volte a denunciare le cose che non mi tornavano, ho cercato di dare ai giudici tutto il supporto possibile, ho fiducia nella giustizia, ma c’è ancora chi non capisce perché non mi abbiano rinviato a giudizio. Impossibile che sia onesto! Ho cercato per primo, quando tutti tacevano, di avvisare il territorio che il pericolo di infiltrazione mafiosa era reale, ma ho rischiato di sporcare l’immagine del territorio e comunque era tutta una copertura. Non ho capito: invece di mandarmelo in una busta me lo dovevano tirare in fronte un proiettile perché fosse convincente? Finito il mio mandato, dopo dieci anni e in piena crisi economica mi sono reinventato una professione senza l’aiuto di nessuno. Ho fatto il sindaco dieci anni senza contributi, ma pazienza.

Santa Maria Rotonda in Tortigliano, sulla collina ad ovest di Vignola (foto del 31 maggio 2010)

Ieri prendo Il Resto del Carlino e a proposito di un piano particolareggiato sotto Santa Maria Rotonda leggo l’assessore Scurani: “operazione ereditata dall’amministrazione Adani, via libera dovuto perché tutto era in regola, ci sarà molto verde”. Ho finito la pazienza, mi dispiace. Le aree oggetto del piano in questione sono state rese edificabili all’adozione del 1998! L’assessore all’urbanistica che ha redatto e adottato l’attuale PRG era Mauro Scurani. Non gliene faccio una colpa, ma io potrei dire che in quegli anni non risiedevo nemmeno a Vignola, ma a Parma, ma cerco di mantenere il buon gusto e il senso di responsabilità di chi deve amministrare e gioca con le regole date finché non riesce a cambiarle. Poi l’assessore aggiunge: “L’attuale amministrazione può limitare solo le nuove iniziative edilizie”. Non capisco, il piano è stato presentato nel 2009, con l’attuale amministrazione, mi sembra una nuova iniziativa anche se pianificata, stai a vedere che alla fine, aveva ragione Adani, non puoi negare la possibilità di edificare se il PRG lo prevede già. Comunque, l’area è diventata edificabile nel 1998 con l’adozione del PRG, assessore Mauro Scurani, il piano è stato presentato e approvato dall’attuale amministrazione, tra i lottizzanti c’è il candidato a sindaco del PDL alle elezioni comunali del 2009.  Tutto legittimo, ma l’unico che non c’entra nulla è il sottoscritto. Ma soprattutto comunico su questo Blog, che leggono tutti anche se non lo dicono, che ho esaurito la pazienza e pretenderei una rettifica e magari, chissà, una scusa.

Roberto Adani

P.S. Per essere precisi, perché non si sa mai: il consiglio approvò un’osservazione che semplificava gli abbinamenti tra comparti, ma edificabili erano prima ed edificabili rimasero dopo.

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22 Responses to Si arriva a un punto che la misura è colma, di Roberto Adani

  1. Roberto Adani ha detto:

    Voglio dire per onestà di avere già avuto stamattina l’opportunità di avere un chiarimento con Mauro Scurani, D’altra parte non ho mai avuto dubbi che Mauro fosse una persona onesta e seria. L’articolo sul Carlino è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne ho approfittato invece per augurargli di riuscire a chiudere nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile un PSC che ponga realmente uno stop al consumo di territorio e che con altrettanta forza avvii una importante fase di riqualificazione urbana. Buon Lavoro

  2. sergio smerieri ha detto:

    Spero che Adani non si offenda, ma a volte mi fa un po’ tenerezza. In fondo spero che, come fanno i politici ultimamente, mi ringrazi per le domande perchè gli permetteranno di rispondere. I suoi post, i suoi distinguo, le sue storie personali, i suoi figli, il suo mutuo, la sua pallottola, il suo lavoro lontano e il suo scrivere come se fosse una povera vittima di qualche congiura. Userò un paragone leggero (per non fare paralleli con altri politici incompresi tipo Bassolino per intenderci o la ex sindachessa di Savignano per fare un esempio più vicino alla nostra realtà), ma Adani sembra uno di quegli allenatori che retrocedono con uno squadrone che doveva vincere il campionato e danno la colpa all’arbitro, al guardalinee, alla sfortuna…un misto tra Lippi in Sud Africa 2010 e Trapattoni in Corea per capirci. E invece no, stiamo parlando del decennale sindaco di Vignola, nonchè presidente dell’Unione, nonchè AD di Vignola Patrimonio (da lui fondata) … ci capiamo? Un uomo comunque di potere e/o di possibilità; un uomo che ha preso delle decisioni, non uno che le ha subite. Un uomo che ha fatto crescere all’interno del suo mandato l’attuale sindaco. Un uomo che ha gestito il nostro territorio anche in periodi di vacche grasse. E invece ci troviamo di fronte, dopo appena due anni, a L’INCOMPRESO! Nessuno, credo nessuno, è in grado di valutare quanto avrebbe preso alle elezioni se avesse potuto ricandidarsi, ma di fatto…e forse qui il PD glielo fa pesare…ha dilapidato un patrimonio elettorale, poi la Denti ci può aver messo del suo…pari al 70 % (mio voto incluso) ma le intenzioni di voto dei vignolesi sono state chiare: bocciato! “Adani smettila di ingrassare i borghesi- Sindaco basta cemento”: queste sono alcune scritte trovate a Vignola alle quali si aggiungono questi luoghi comuni : basta piazze schifose, baste rotonde costose e progetti megalomani, ecc. ecc.
    Nel suo DIECI, da lui stesso chiamato LA VIGNOLA DI ROBERTO ADANI, non un titolo a caso, non la Vignola dei vignolesi, non la città che amo…no no.. LA VIGNOLA DI ROBERTO ADANI, come se fosse un Gonzaga o un Estense o un periodo storico a cui fare riferimento, l’ex sindaco parla della visione della città… sul fiume! Un delirio… parla del fiume come se lui avesse fatto qualcosa per
    salvaguardarlo…o per renderlo vivibile per i cittadini. Adani ma lei l’ha visto il fiume Panaro com’è messo? E se l’ha visto cosa dice? Parla di una città che dovrebbe indurre un ragazzo vignolese a non “invidiare ” Amsterdam o Parigi… la prima domanda che le faccio è: ma queste cose le pensa davvero o gliele ha suggerito uno di quei bravi ghostwriter che assumete per le campagne elettorali?
    LA VIGNOLA DI ROBERTO ADANI? IL SENSO DI INFERIORITA’ CON LONDRA? MA LEI SI RENDE CONTO DI COSA SONO A LIVELLO COMUNICATIVO QUESTE COSE?
    La mia critica quindi non è rivolta a se il PSC o il PRG o la confrenza dei servizi fosse giusta o sbagliata, ma al come ha governato…con che metodo, con quale condivisione. Io non dico che i cittadini hanno sempre ragione o idee sempre buone ma posso dire che Adani ha tenuto i cittadini lontani e ignoranti dal mondo delle decisioni e delle scelte. E così sta facendo la Denti. E quindi Adani che domande si pone? Di cosa si stupisce? Le faccio un elenco di cose che i cittadini le rinfacciano così nel prossimo post avrà argomenti di cui parlare: la piazza trasformata in parcheggio, piazza Braglia…uno scandalo sia economico che funzionale
    (a maggior ragione se l’abbiamo pagata con fondi europei), mancanza di marciapiedi OVUNQUE, spreco di risorse nella realizzazione delle rotonde, chiusura scuola Barozzi e progetto megalomane di polo scolastico, cementificazione selvaggia, impoverimento o poca stimolazione della agricoltura in genere, in particolare la ciliegia; spese assurde per progettare la città europea a Vignola; ipotesi di grattacieli e parchi sovradimensionati, centro culturale ex-Bassoli … non si giustifica quella spesa; concessione di appalti a CPL per la centrale a biomasse con strascico di via Barella e via Libertà. Un centro storico fatto di materiali costosissimi, poco adatti e neanche un po’ pedonalizzato.
    Questo è quello che i cittadini pensano di lei … se vuole, e se Paltrinieri pubblicherà quato post, ha la possibilità di spiegare. Ma non faccia la vittima e neanche l’ingenuo: primo perchè non lo è, secondo perchè se vuole può sempre partecipare a un dibattito pubblico e spiegare le sue ragioni perchè questo è quello che arriva a noi cittadini. Un’ultima domanda, una curiosità: che lavoro fa lei adesso? Chi è il suo datore di lavoro, se possiamo saperlo? Può anche rispondere che sono cose personali, sia chiaro!
    Sergio Smerieri, un cittadino qualunque

    ps: se ho sbagliato qualcosa, segua il consiglio di Buffone…guardi la luna!

    • Roberto Adani ha detto:

      Cominciavo a preoccuparmi di essere stato dimenticato, da voi dico, e invece no, vi siete ricordati di me e siete ancora piuttosto attenti. Comincio da Sergio che mi dava del tu e faceva molto l’amico fino all’ultimo giorno del mio mandato, mai neanche accennando alla sua sofferenza e al suo disappunto. Comunque sappiate che sono un tipo che non tace se ritiene si stia dicendo una cosa non vera, specie se sul mio conto e che esprimo le opinioni sulle cose che mi interessano, tra l’altro lo faccio su un blog, mi firmo e tutti sono poi liberi di leggere o meno, di offendere o discutere in forma anonima o firmandosi. Non vedo il problema. Io guarda Sergio l’ho fatto sempre, ho sempre fatto incontri pubblici, ho sempre incontrato i cittadini o i loro comitati, ho discusso, a volte ho cambiato idea io, a volte hanno cambiato idea loro, a volte siamo rimasti su posizioni differenti nessuno mi ha mai accusato di non aver rispetto delle persone. Ho sempre motivato le scelte sulla base di argomenti approfonditi, non ho mai detto a nessuno, io sono il sindaco e decido io. In verità a questi incontri ti ho visto poche volte, legittimo, ma non puoi affermare che non ci sono stati. Certo alla fine di confronti anche accesi ho preso le mie decisioni e le mie responsabilità. Mi piace però quando tutti si assumono le proprie. E’ una mia responsabilità l’approvazione e l’attuazione di un piano del traffico che ha realizzato tante piste ciclabili, ha rifatto tanti marciapiedi, ha abbattuto tante barriere architettoniche e ha sostituito tanti semafori con tante rotonde. Il merito è in realtà da condividere con un assessore realmente in gamba che si chiama Francesco Galli. Ho lavorato parecchio per la realizzazione della biblioteca, ma il merito va in gran parte a una persona seria e capace che si chiama Giorgio Cariani. E voglio ricordare con un assessore alla cultura straordinario che da un mese è diventato assessore all’istruzione a Rovereto, Gianna Sirotti, complimenti, vedi che riusciamo a esportare anche qualche bravo politico. Ho cercato di fare del mio meglio perchè si realizzasse un teatro ma qui il merito va quasi tutto a Ermanno Fabbri, ho lavorato veramente tanto perchè si realizzasse la pedemontana per cominciare a togliere il traffico dal centro ma decisiva in realtà è stata una persona veramente in gamba che si chiamava Paola Manzini. Ho lavorato tanto per far ripartire un treno per Bologna che pur con tutti i problemi che Paltrinieri giustamente sottolinea è una bella opportunità per questo territorio, e qui un pezzo importante del merito va a Giancarlo Muzzarelli. Rinnovato quasi tutto il patrimonio scolastico e aumentato inmodo molto significativo i posti all’asilo nido con l’aiuto di una persona molto competente come Paltrinieri. Potrei continuare molto a lungo, ma poi farei undici, o dieci e lode, certo in modo poco dispendioso visto che il blog di Paltrinieri mi ospita gratis, ma ne tengo un pò anche per i prossimi post. Vedi potrei citare molte altre persone, molto importanti con cui ho lavorato splendidamente specie dentro al comune e all’unione, guarda dimenticavo l’Unione, la più importante d’Italia, ti piace come espressione? Non li cito perchè non gli voglio portare male, ma sai cosa c’è Sergio che io ho lavorato con assoluta onestà e con grande rispetto delle persone, mettendoci tanto impegno e lavoro e quindi devi sapere che ho la coscienza a posto. Certo se tornassi indietro rifarei perfino piazza Braglia e non sai quanto mi piace vederci i bambini farci il bagno nonostante il divieto. Cosa vuoi la forza delle cose fatte in buona fede ti permette di rispondere e discutere sempre, con chiunque poi si può rimanere di opinioni diverse. Non mi piacciono i tuoi toni, ma sono gli stessi della campagna elettorale e anche delle recenti amministrative. A me questo modo di intendere la politica per cui c’è il nemico da abbattere, del tutto giusto o del tutto sbagliato, di affermazioni perentorie supportate da nessun dato o da dati di fatto spesso falsi, non mi piace. Ci mancava solo che dicessi che Vignola era diventata zingaropoli e poi era completa. Tra parentesi spiegami una cosa, ma molte delle cose che critichi sono o state fatte o progettate nel mio primo mandato, molte altre facevano parte del mio programma elettorale. Dimmi perchè mi hai votato dopo il primo mandato!
      Si può essere assolutamente critici o delusi ma non credi sia necessario un pò più di pacatezza e di equilibrio? Detto questo non è finita qui ti continuerò a rispondere, mi dispiace questo tono astioso, ma avrai le tue ragioni. Dimenticavo, vuoi sapere cosa faccio, immagino perchè ritieni impossibile che un uomo come dici tu di potere, non abbia le giuste spinte o raccomandazioni. Su questo argomento crescono gli ascolti quindi chiedo una quota dei diritti a Paltrinieri. Allora sono rimasto socio della mia società e qualcosa faccio per loro nel campo della pianificazione ambientale, poi il lavoro più importante è per il tribunale di Trento. Sto facendo un lavoro molto interessante per un progetto di una rete d’imprese europea, in cui c’è di Vignola Centro Alesatura, e coinvolgendo il Levi anche una rete scuola imprese in cui i ragazzi fanno scuola in azienda. Prima che cominci a pensare come avrò fatto a lavorare con costoro, ti dico che da due anni lavoro gratis, perchè le cose che mi piacciono molto non sempre hanno bisogno di essere pagate. Sto cominciando un master alla Luiss per manager di reti, mi piace l’idea di continuare a studiare. Lavoro per una società di Pescara che lavora per molte società in campo energetico soprattutto delle rinnovabili. Poi pensa che ho proposto a CPL e ad alcune associazioni di categoria un progetto per un piano regolatore delle rinnovabili e della riduzione dei gas serra da proporre al sistema delle imprese e anche ai comuni (fuori dall’unione ovviamente). Perchè CPL, perchè son riuscito a fargli vincere il bando del teleriscaldamento e gli voglio regalare anche questo progetto. Scherzo ovviamente, in realtà CPL è una bellissima impresa che dà lavoro a tanti giovani, età media del settore ICT 34 anni, anzi cerca ingegneri giovani e nella bassa fa fatica a trovarne quindi se qualcuno è interessato…è una delle imprese italiane che più investe sul fotovoltaico, l’eolico, e in misura minore anche sulle biomasse (come sapevate). Non vende energia e quindi non è certo tra i monopolisti di questo mercato, vende servizi energetici, costruisce reti gas metano e realizza impianti sulle rinnovabili. Spero sia interessata a questo progetto assieme ad un azienda americana che non avendo mai lavorato in Italia spero non costituisca un problema. Ma il progetto più interessante l’ho proposto a Paltrinieri. aprire una galleria d’arte a Vignola, arte a km zero, l’artista più importante è il sottoscritto, dipingo, ma potrebbero servirci fotografi… è il progetto a cui tengo di più e per diventare mediamente famoso sarei disponibile a qualche compromesso con il potere, intanto sono partito da Paltrinieri che mi sembra ben piazzato…non è che ho sbagliato cavallo? Mi permetto di scherzare perchè non posso pensare che tu sia finto, “incazzato” sì, ma finto dimmi di no. Ciao Roberto

  3. Ramingo ha detto:

    E’ cosa comune addossare le colpe al mondo. Gian Paolo Pansa, oggi quasi passato alle destre, sostiene che Sofri non c’entrava nulla con l’omicidio Calabresi.E forse è vero.
    Tuttavia fu immerso in un clima di odio, di violenza dal quale poi venne fagocitato.
    Dieci anni son tanti. Chiamarsi fuori, oggi, è abbastanza antistorico. Mi ricorda Tremonti che oggi dichiara ‘ accidenti! ma la tassazione delle imprese, è troppo alta!’
    Chi c’era, c’è.

    • Roberto Adani ha detto:

      Guarda Ramingo io le responsabilità per le decisioni che ho preso nei miei dieci anni me le prendo tutte, ammetto anche a posteriori qualche decisione sbagliata ma avessi avuto la sfera di cristallo, ribadisco buona fede e impegno.
      La mia onestà invece non è una merce disponibile per chiacchiere da bar, se qualcuno ha un solo esempio, un sospetto un dubbio, un dato per cui non sia stato assolutamente onesto, faccia una cosa, se non è sicuro o ha timori, lo scriva in forma circostanziata per quanto anonima su questo blog, altrimenti vada in procura che io ho sperimentato come una procura seria e vedrà che verranno sicuramente condotte le indagini necessarie. Per il resto non assumo responsabilità che non sono mie, metre assumo anche volentieri meriti e demeriti delle decisioni a cui ho partecipato, nel caso specifico un area andata in piano nel 1998 o meglio mi assumo anche io la mia parte assieme a tanti altri, fino all’ultimo dei cittadini. Quindi ti assicuro che non mi chiamo fuori sono pienamente dentro dal 1999 al 2009 e in quota a parte prima. Ma le mie eredità nel bene e nel male non sono opinabili sono definite con atti amministrativi pubblici.

  4. zapata ha detto:

    Oohhh! e un fragoroso applauso si levò dal loggione. Di sollievo.

    Scusi, ma lei non sarà quel Buffone che…..favorisca i documenti, si faccia riconoscere. E fu così che Buffone, noto lazzarone, fu beccato dallo sceriffo alla frontiera di Tavernelle mentre tentava di entrare clandestinamente nel territorio di Vignola per spiare una KIA. Sergiosmer, noto cacciatore di “tajalamera”, secondo me viene da Serravalle e quindi non vanta alcun diritto di metter lingua negli affari interni di Vignola. Parola di zap!
    Scherzo, perchè credo che ce ne sia estremamente bisogno.
    Io credo che su Adani, se non è stato detto tutto, da lui e da altri, ormai non c’è più niente da scoprire. R.A. in ogni suo intervento ci ricorda costantemente che quello che non ha fatto, lo avrebbe fatto perchè c’era già il progetto pronto. Il migliore dei migliori s’intende. Vuoi un parco, ecco fatto, Central Park, anzi meglio. Pensa, siamo andati perfino in Svizzera! E pensare che a Modena ci sono parchi che non hanno niente da invidiare ai parchi cinetelevisivi o da agenzia turistica. Il parco della Resistenza, per esempio. A Vignola abbiamo avuto un architetto, Cesare Leonardi che ha progettato parchi molto belli, ha pubblicato uno studio eccezionale sulle piante. Consultato? Altri, lo attaccano su vari fronti, dai più seri e documentati fino alle vere e proprie asinate che escono da bocche clandestine, “trotiste” & C.
    Io sottoscrivo quanto scritto da Sergio, ma vorrei aggiungere che il nostro “eroe” ha agito per dieci anni, e non era solo. Con un opposizione, credo inesistente, balbettante. Forse è stato il Sindaco più contestato e discusso in assoluto. Bisogna dargliene atto. Ma basta!
    Come tanti che hanno smesso una professione e continuano a raccontarti che loro……bla,bla…e pretendono sempre di dar lezione. Ci vuol pazienza. Ma è un difettino molto diffuso, credimi. Tra chi ha fatto politica, poi non si contano!
    Viviamo in un paese pieno di fenomeni. Lui si è cucito addosso l’uniforme, la striscia tricolore. Deve ancora svegliarsi. Trattiamolo bene.
    Due parole su Dieci, poi basta. Fossi stato amico di R.A. lo avrei vivamente sconsigliato di pubblicare un cosa del genere, presentata in quel modo. Quello era un consuntivo di fine legislatura, quindi legittimo. Ma, visto che il Comune ha anche un Centro Stampa,(sgangherato e obsoleto), perchè non fare una cosa interna, seria, citando tutti quelli che hanno lavorato con te,e non una cosa propagandistico-trionfalistica dove ci sei solo tu. Falla anche col “ciclostile”, poi se vuoi fare un libro, “Dieci di R.A”, vai in tipografia, vai sul sito di Lulu, su Il mio Libro, te lo confezioni e con una cifra inferiore a quella che hai speso, scrivi quel che vuoi e rischi anche di venderlo. Ma è un consiglio ancor valido! E aggiungo, vista la semplicità, perchè non fai un blog e ci racconti la tua esperienza, la tua storia, quel che ti pare…..perchè io credo che sotto l’uniforme ci sia un umano, fallo uscire…forza Roberto e lascia perdere le carte d’identità, siamo tutti cittadini del mondo, nostra patria è il mondo intero……
    ciao, zap

    Un merito a Roberto Adani va riconosciuto ed è quello di buttarsi nella mischia, di discutere, di stimolare, di bisticciare, anche. Almeno sul blog. Quanti altri, sindaci, assessori, consiglieri, oppositori &C lo fanno? Pochi, molto pochi. Non scrivono nemmeno nei loro blog e nei loro spazi. Poi si riempiono la bocca di nuove tecnologie, internet…

    • Roberto Adani ha detto:

      Caro Zap, avevo scommesso con Paltrinieri che avresti scritto per primo e mi hai fatto perdere. Guarda per il Sig Buffone non metto in discussione il diritto di parola, non sono d’accordo con la sua descrizione della scuola vignolese, e mi infastidiscono le sparate gratuite, specie se si è poco credibili per attacchi e giudizi sul piano etico e si hanno secondi fini che non si dichiarano con trasparenza. Vedi io dico quello che penso, mi firmo, discuto volentieri anche con chi rimane anonimo, ma mi auguro di farlo con onestà, se ho offeso qualcuno sono qui per scusarmi. Sulle tue affermazioni, una cosa è vera sono di Tavernelle e da piccolo mi piaceva un sacco una colt 45 tutta in metallo luccicante fantastica. Può darsi che un pò di sceriffo mi sia rimasto dentro, ma sono sempre stato dalla parte dei buoni e della giustizia.
      Con i miei sistemi sono arrivato a 50 anni, e non sono pochi da queste parti. Tu quanto camperai? Zapata
      O preferisci.
      Sai il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi.Zapata
      E in ultimo vado a memoria
      quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto
      ma alla fine è l’uomo con il fucile che muore che è lo stesso che affermava senza pietà
      Quando si vuole uccidere un uomo bisogna colpirlo al cuore caro Zapata.
      Ma Zapata
      Quando si spara si spara… non si parla!
      E se continui a parlare ricordati
      Non basta una corda a fare un impiccato.
      Caro Zapata facile per te ma…
      Il mondo è diviso in due, amico mio: quelli che hanno la corda al collo e quelli che la tagliano. Solo che il collo dentro la corda è il mio, sono io che rischio, perciò la prossima volta voglio più della metà.
      Comunque
      Prepara tre casse. Zapata una per te, una per Sergio e una anche per Paltrinieri non voglio testimoni. Già che ci sono anche Zingaro o come cavolo si chiama
      E chi volesse ancora scrivere post sull’argomnto sappia che
      Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque.
      ma
      Era proprio necessaria quella strage? Ti avevo detto solo di spaventarli.
      Chi muore è molto spaventato!
      Qualcosa non va, ragazzo?
      Niente vecchio… non mi tornavano i conti. Me ne mancava uno.
      Mi firmerò il monco d’ora in poi Zapata.

      • Antonio Buffone ha detto:

        Non toccatemi Zapata! Almeno quanto ad ironia è molto più gradevole dello Sceriffo!
        I moralisti si sa predicano la castità ma praticano i piaceri della carne!Adesso a Vignola abbiamo chi decide che siano i buoni e chi i cattivi!
        Certo non basta una corda per fare un impiccato così come non basta un proiettile in busta per fare di qualcuno un eroe dell’antimafia. Dove era lo sceriffo quanto il suo terrirorio veniva infiltrato massivamente dalla mafia?
        Era tutto preso a fare appalti e cementificazione. Le viene in mente che quanto meno ha una culpa in vigilando?
        Poi un giorno si sveglia e guarda un po’ scopre di essere attorniato da mafiosi!
        Tutti, caro Adani nella vita abbiamo primi, secondi e terzi fini. Chi non ne ha?
        Un consiglio: si dia alla critica cinematografica vedo che è bravo! Quanto alla politica lei ha fatto il suo tempo!

      • Roberto Adani ha detto:

        Battuta sgradevole per battuta sgradevole sig. Buffone in termini di peccati della carne lei mi batte di sicuro, e in termini di buste nella mia c’era un proiettile e non è una cosa gravevole nella sua c’era qualcosa d’altro. I buoni e i cattivi nel senso dello sceriffo invece li decide la legge e nel suo caso ha già deciso.

  5. Luciano Credi ha detto:

    Condivido con Adani che la Sirotti sia un assessore straordinario…

    Ma tutti a Rovereto? ha vinto il concorso là in comune anche donna avvocato delle nostre parti (molto tempo prima di avere Sirotti come assessore di Rovereto chiariamoci), che fu il pomo della discordia “amorosa” da cui partirono liste civiche anche fuori Vignola (ma anche a Vignola, vedi Zocca “2050”… e amica comune di…

    E poi la Sirotti ha una grande cultura… ma Adani deve andare al nocciolo delle cose, la Sirotti cosa che non sa forse o non dà importanza credo che abbia un punto di vista anche cattolico… Quindi forse è più idonea a Rovereto che non a Vignola (con punto di vista iperlaico della giunta Denti, al di là del fatto che ci siano anche catt…, non voglio essere frainteso come forse lo sono stato durante la cena che ho fatto con Stefano Santachiara il giornalista che ha scritto l’interessante articolo su Adani stesso sul Fatto), in cui oltre al MAC si fanno anche attività culturali sull’annunciazione della vergine, con visite guidate nei musei, a vedere pale d’altare…

    Insomma stiamo parlando incosciamente anche su come organizzare una società migliore, partendo dalla famiglia, quindi bisogna capire anche che cosa s’intende in Italia, in genere con la nozione di nucleo fam… Insomma è ancora egemonia della chiesa… ?

    Cosa c’entra in tutto questo l’attuale giunta?

    Ma forse non tiene troppo in considerazione la mentalità nazional popolare… tenta di parlare a volte fuori luogo un inglese ostentato…

    Comunque al di là di tutto sono sicuro che Adani prima di mettere di nuovo la Denti in giunta ci penserebbe ben 2 volte. Chiariamoci io in diverse occasioni ho provato amicizia e stima per lei, ma effettivamente è una personalità fortissima che vuole spesso primeggiare ed è appoggiata culturalmente da ottimi studi universitari… nel senso anche di potere…

    Io sarei d’accordo nel cercare nel portare avanti un punto di vista che sia più vicino alle persone, come è avvenuto attraverso la grande partecipazione delle liste civiche nel 2009… Ora penso che questo non sia più possibile sopratutto dopo le ultime amministrative (2011 la Lega per esempio è in fase discendente)… Io penso che siamo costretti in un modo o nell’altro a sforzarci nel cercare di capire cosa propone l’attuale giunta.

    Quando a volte faccio la distinzione, forse apparentemente fuori luogo fra laici e credenti è perchè (ho passato la mia infanzia in ambienti ipercattolici -anche se di sinistra-, io ora non sono molto credente ma certi modi di fare di quella cultura mi sono rimasti…) per laurearmi in storia dell’arte ho dovuto comprendere che dietro la politica c’è la comunicazione, e prima della televisone l’immagine che meglio rappresentava i cittadini erano le pale d’altare, come quella di Santa Cecilia a Bologna di Raffaello, dove il dipinto che stravolse nel 1513 il modo di vedere dei bolognesi, era un compromesso culturale fra potere laico e comunità…

    E poi per anni mi sono dovuto sopportare le prediche di una sorella laureata in filosofia morale, che tral’altro credo che abbia l’età della figlia della Sirotti.

    Quello che dico apparentemente non ha molto senso, ma poi alla resa dei fatti noi Italiani siamo sempre gli stessi, tutti cominciano a distaccarsi ora da Berlusconi, solo dopo che su di lui non si da più tanta fiducia sui valori quali la famiglia…

    Le altre cose, erano disposti a perdonargliele…

    Quindi arrivare al nocciolo delle cose?… senza fare dei giri…? la retorica? serve?

    A quanto pare si …

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Vorrei provare a “spersonalizzare” questa discussione che Roberto, con il suo post davvero molto “personale”, ha incanalato in una direzione che rischia di non essere produttiva. Ognuno di noi interviene nella discussione, sull’operato del sindaco Roberto Adani e sulla sua eredità, per portarvi una valutazione che ha già maturato. Da tempo. E magari così consolidata che risulta difficilmente scalfibile. E’ così anche per me, ovviamente, anche se cerco sempre, oggi come in passato, di usare molti colori e molte tonalità per descrivere un’esperienza che, anche solo per la durata (dieci anni), è certamente molto complessa e non facile da cogliere nelle sue diverse facce. Dico anche che per valutare correttamente occorre avere conoscenze non banali che – purtroppo – un normale cittadino di questa città difficilmente riesce a formarsi seguendo l’operato dell’amministrazione in modo non continuo, leggendo i giornali (questi giornali locali!), i comunicati stampa dell’amministrazione e raccogliendo un po’ di pareri “esperti” in giro. Il mio è solo un invito a prendere sul serio il compito del giudizio, del valutare. E prenderlo sul serio vuol dire – spero mi intendiate correttamente – anche “studiare”. Ovvero applicarsi con continuità. Seguire le decisioni ed i loro effetti in tutti gli ambiti in cui opera l’amministrazione. Impegno davvero proibitivo, la cui consistenza spero risulti evidente anche solo pensando che questo blog ha oggi circa 500 post, la maggior parte dei quali si focalizzano su una questione amministrativa. E, ovviamente, non sono certro stato in grado di affrontare tutte le questioni rilevanti. Richiamo questo “principio di cautela” (e questo impegno all’analisi) perché io nell’amministrazione Adani vedo cose buone, che hanno cambiato in meglio questa città, ed altre che invece oggi, a posteriori, risultano con chiarezza degli errori. Altre ancora potevano essere identificati degli errori sin da subito, solo che ci fosse stato un po’ più di contraddittorio e che si fossero ascoltate voci critiche che si son fatte sentire sin dall’inizio. Dico anche che per giungere a formulare un giudizio aiuterebbe adottare un approccio comparativo. Confrontiamo l’amministrazione Adani con le amministrazioni che l’hanno preceduto: Quartieri, Albertini, Galli, W.Neri (pur con le differenze intervenute con il mutamento del quadro normativo, in primo luogo l’elezione diretta dei sindaci dal ’93). Oppure confrontiamo l’amministrazione Adani con le amministrazioni di altri comuni comparabili con Vignola: Castelfranco Emilia, Formigine, Mirandola, San Giovanni in Persiceto. Ecco. Avere gli strumenti per fare questo aiuterebbe a formulare un giudizio. Lo ricordo solo perché se potessi è proprio quello che mi piacerebbe fare. Invece anche io, pur avendo accumulato una discreta dotazione di informazioni e conoscenze, mi muovo in modo ancora abbastanza impressionistico. Un altro elemento che va considerato è l’estrema fragilità dei partiti ed anche del principale partito della maggioranza nel dopoguerra (PCI-PDS-DS-PD). Molto più bravo ad organizzare la cucina ed il servizio alla Festa dell’Unità che a dotarsi di veri luoghi di discussione, ad organizzare percorsi di formazione della “classe dirigente” di domani, a produrre una vera elaborazione di idee ed obiettivi. Qui le cose migliori sulla fragilità e l’impoverimento di una cultura politica le ha scritte Salvatore Biasco (Per una sinistra pensante, Reset libri, 2009). Da tempo il PD cerca di supplire a questo infragilimento culturale con un atteggiamento in cui la “tattica” è tutto ed in cui si cerca di supplire con il marketing politico. Ma oramai parecchi elettori hanno capito il gioco. Il fatto è che partiti fragili spingono ancora di più gli amministratori ed i sindaci a fare i “decisori solitari”. E’ un circolo vizioso. Quante volte le discussioni di partito servono solo a “zavorrare” l’amministrazione, ad esercitare potere di veto. Assai raramente, invece, ad elaborare politiche di qualità. Ma insomma, tutte queste, infine, sono considerazioni di metodo. Il tentativo di dare un giudizio equilibrato dell’amministrazione Adani mi ha preso parecchio (non da ultimo anche perché ne ho fatto parte, anche se non rinunciando all’esercizio della critica). Per questo rimando ad uno dei post scritti a suo tempo, proprio quello in cui ragionavo sul “DIECI”, il bilancio di mandato del sindaco Adani:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/02/dieci-la-vignola-di-roberto-adani/
    Ma non voglio però sottrarmi ad un elenco per punti degli aspetti che non possono essere valutati positivamente: (1) il PRG. E’ vero che fu elaborato dal sindaco Quartieri e forse anche dall’assessore Scurani (o solo subito?), ma era il PRG solo di UN sindaco (il sindaco in carica), di un intero partito? di pezzi di lobbies, di gruppi ristretti o cos’altro? Certo ci fu una lunga gestazione (e dunque le strategie del 1994 si sono tradotte in scelte operative solo nel 1998) e Vignola veniva da anni di stagnazione demografica. Ma alcune scelte non sono per intero imputabili ad una debolezza di visione? Ad una sottovalutazione del rapporto mezzi/fini? Pensiamo alla “riconversione” dei magazzini della frutta. Fu gestita al meglio? O ai diritti edificatori concessi sui magazzini delle basse: quando verranno trasformati in nuova edilizia servirà anche costruire un’autostrada per far spostare tutte le automobili che quegli interventi si porteranno dietro. (2) Le norme sull’edilizia in zona agricola del 2002. Non mi è ancora chiaro come sia stato possibile adottare norme che contrastavano con una legge regionale. (3) L’abbandono del tema esperienze ed istituti di partecipazione dopo l’esperienza del “bilancio partecipato” del 2003. (4) Un eccesso di grandeur per alcuni progetti e, soprattutto, il non ri-allinearsi non appena è risultato evidente che la crisi economica del 2007 avrebbe cambiato significativamente le condizioni dell’operare delle amministrazioni (oltre che le prospettive e la qualità della vita dei cittadini). Mi fermo qui, ma ne avrei ancora. Servirebbe davvero un libro. Ci sono poi le azioni coronate da successo: ci sono e sono tante. Alcune le ha ricordate Roberto, altre sono richiamate nel post che ricordavo prima. Insomma, alla fine il tema è: riusciamo a dare un giudizio meno impressionistico che abbracci senza semplificare troppo l’operato di un’amministrazione durata 10 anni? Se oggi tengo questo blog è perché ritengo fondamentale questo compito.

  7. sergio smerieri ha detto:

    Mi spetta il diritto di replica. Parto dalla fine: non sono incazzato! Per niente. Sono deluso, come tanti che però non scrivono. Se fossi finto non scriverei, non firmerei vero? Però anche sul concetto di amicizia mi sembra che qualcosa manchi… Io con gli amici ci vado a cena, a casa loro, telefono, vado in gita… non mi risulta neppure che tu abbia il mio numero di cell. Davo del lei per non rendere la cosa troppo informale sul blog… è chiaro che se ti incontro ti dico Ciao! E ti ho votato, certo, ho votato anche la Daria Denti (al ballottaggio) ma cosa c’entra? Mi spiace se il tono è risultato più aggressivo del voluto…non ho fatto né ironie né sfottò, né sono in campagna elettorale: ho fatto un bilancio personale di quello che, a mio avviso, hai lasciato. Sai il fatto che ti ho votato non aggiunge nulla alla discussione: ci sono molti sindaci o amministratori che fanno un primo mandato super poi nel secondo, magari, non ripetono la performance…proprio come gli allenatori appunto. Inoltre, forse immodestamente, mi sono permesso di riportarti pensieri condivisi da molte persone a me vicine, miei amici. Ripeto: due piazze imbarazzanti, qualche rotonda ipercara (sottolineo che dal 1995 al 2005 le rotonde le hanno fatte ovunque, anche a Magazzino,ovunque), qualche ciclabile (sottolineo che dal 1995 al 2005 le ciclabili le
    hanno fatte ovunque, anche a Magazzino, ovunque, in tutta Europa), qualche pavimentazione…costosa e fragile e alcuni progetti in cantiere POLO SICUREZZA, POLO SCOLASTICO E CENTRALE BIOMASSA che da soli bastano ad aprire un dibattito e che mi stupisco tu non veda, non senta e che non accetti. Vedi io non credo nell’obbiettività… sbaglio? Non credo che si possa essere obbiettivi. Ma come fai a disconoscere lo scempio del Panaro (che non è certo colpa tua o solo tua), come fai a non vedere che gli anziani e le mamme con le carrozzine in via libertà o viale V.Veneto girano in MEZZO ALLA STRADA. Come fai a non vedere che gli invalidi non possono andare in centro sul marciapiede… e dici ho fatto delle ciclabili! Sì per andare al cimitero. Questo è il dato che arriva. Sai cosa me ne frega a me di galassini? Niente! Sai cosa me ne frega a me che la Sirotti è diventata assessore a Rovereto: niente! E se lo è diventata è perché ha le palle e le competenze: o è merito della Vignola di Roberto Adani? Piuttosto sarei curioso di sapere perché GAlli, che era tanto bravo, è stato rimpastato! Io ti ho votato e avevo fiducia in te e sono anche convinto della tua onestà di fondo ma sai, si cresce, si incontrano altre persone, si vedono programmi televisivi, Vendola, Wendel Berry, la Gabaneli, Grillo ti aprono un po’ gli occhi. Si
    leggono libri e si impara che ci sono altri modi, altre sensibiltà…altre visioni. E quindi si cambia, non città, si cambia mentalità. E’ vero: ho sempre partecipato poco alla vita politica della mia città, ma mi fidavo di voi, di te, dei tuoi assessori…vi avevo dato una delega votandovi… Io intanto alla sera allenavo dei ragazzi a correre dietro a una palla a spicchi… non mi restava tanto tempo…e mi fidavo. Adesso che ho conosciuto altre persone, e ho più tempo, vedo Vignola con altri occhi…guardo la collina di Vignola piena di case, gli anziani, le fontane chiuse, le auto in centro, lo sporco per terra, gli alberi. La percezione che si ha del cambiamento non è in tempo reale…avviene giorno per giorno, proprio come l’erosione del fiume, lenta, quotidiana ma inesorabile come il consumo del territorio.
    Roberto è che sto invecchiando e sono sempre più preoccupato per quello che lasceremo ai nostri figli e anche per quello che viene o non viene fatto nel presente. Questo post è troppo personale per i miei gusti, e chiedo scusa ai lettori del blog, ma mi sembra dovuto un chiarimento sulle posizioni, anche se non ho capito la battuta del museo e il poco rispetto all’amicizia VERA che mi lega ad Andrea Paltrinieri… forse era una battuta, infelice. Se vuoi che diventiamo amici però almeno una volta nella vita bisogna che mangiamo insieme le tigelle, altrimenti vuol dire che io e te abbiamo un concetto diverso di amicizia, come di paese.

    Ps: Per quanto riguarda il lavoro era una semplice domanda e una curiosità visto che non lo so e che non è dato a sapere…

    • Roberto Adani ha detto:

      Ti ringrazio Sergio ho capito, avrei ovviamente da offrire una valutazione diversa dalla tua rispetto agli interventi che citi, potrei dirti che non ho mai detto di aver affrontato e risolto tutti i problemi, però mi sembra molto parziale dire che su alcune cose non è stato fatto comunque molto, scuole, asili, marciapiedi, ciclabili, barriere architettoniche etc. Puoi dire che non è abbastanza che mancano viale Vittorio Veneto, via Barella e aggiungo almeno via Plessi. Ma ho l’impressione che tu comunque rimanga della tua, dimmi se sbaglio. Scusa se ho chiamato un rapporto cordiale amicizia, l’ho detto solo perchè mi sembrava comunque sufficiente per aprire un confronto. Per dire guarda non sono d’accordo su questa cosa. Certamente i meriti della Sirotti sono tutti suoi mi faceva piacere fargli pubblicamente i complimenti.
      Galli è stato un ottimo assessore tanto capace da aver sviluppato completamente il programma, in quel momento era entrato in AMO e gli avevo chiesto di seguire il progetto di trasporto pubblico su Vignola. Purtroppo poi non c’è stato il tempo. Aveva fatto per più di dieci anni l’assessore pur con un giudizio positivo pensavo in realtà di dargli un opportunità, di togliersi un pò dalla mischia, e di fare una nuova esperienza.
      Hai presente, allora eravamo in piena polemica troppi cantieri in particolare in centro. Ma a posteriori penso di aver sbagliato mossa, non per lui che penso stia molto meglio così, ma per Vignola. Per quanto riguarda Paltrinieri in verità alludevo alla mia amicizia e dicevo semplicemente che se potessi scegliere mestiere e ne avessi le capacità in questo momento la cosa che mi appassiona di più è l’arte contemporanea, è una passione che condivido con Andrea.
      Per sdramatizzare ho fatto la battuta, “potrebbero servirci fotografi”, ma visto che non siamo mai andati a mangiare tigelle assieme non mi permetto più. ciao

  8. Elisa Baraldi ha detto:

    Toc toc….disturbo?
    Scusate ma temo che questa discussione, peraltro molto interessante, stia diventando autoreferenziale…insomma, non vorrei che diventasse un “Adani VS il Resto del Mondo”.. Forse si sta perdendo un attimo il filo e vi assicuro che leggervi spesso è veramente difficile, anche per chi si arma di tutta la buona volontà di seguirvi. Forse è per questo che, come scrive Adani (le dò del Lei, non ci conosciamo personalmente) molti leggono ma pochi lo ammettono (e, aggiungo io, ancor meno scrivono). Sarebbe bello ogni tanto leggere di politica locale (almeno questa, per carità…) con formule un po’ meno dense, giusto per non scoraggiare il lettore che desiste alla decima riga… chiamatela anche ignoranza, ma per il tanto richiamato cittadino “comune” (??) credo che divincolarsi fra molti termini e sigle che leggo non sia semplice, ma tant’è…rimango in attesa di smentita.

    Detto questo vorrei tranquillizzare Adani: che lei lo creda o no, ognuno di noi, nel suo piccolo, è soggetto a luoghi comuni e pensieri pesanti che ci vengono affibbiati dagli altri…Vuole immaginare il commento ricorrente che mi sento dire da perfetti sconosciuti quando dico che lavoro in banca? Credo che possa immaginarlo perfettamente. Quindi non se ne abbia per queste cose…sa benissimo anche lei che il mutuo e le malelingue, ognuno per il suo trascorso, pendono su tutti.
    comunque, se leggo bene le sue righe, mi sembra di intravedere più che altro lo sfogo di chi si ritiene incompreso: la capisco, capita a tutti noi, e chi amministra la cosa pubblica ha i fari puntati più di altri (o così dovrebbe). Ma dieci anni non son pochi, me lo permetta. Nel bene e nel male. Riconosciamo tutti le iniziative portate a termine che lei elencava: ma se la sua risposta al “vivace” commento di Smerieri è questa, mi lascia molto perplessa… Premessa: se si decide che se ne vuol parlare, ok, ma facciamolo fino in fondo e seriamente. Altrimenti ci diciamo che il suo incarico è terminato, ed i fatti sono sul tavolo. E posso anche capire che non le vada di discutere per l’ennesima volta le sue scelte, che, ricordiamolo, erano legittimate dalla fiducia che è stata riposta in Lei a suo tempo. Ma se scegliamo di sporcarci un po’ le mani (e, ripeto, è una scelta legittima come lo è quella di non farlo), la sua risposta a Sergio mi sembra quello di uno studente che, interrogato sul capitolo 3 di storia, inizia a parlare del 4. Mi spiego peggio: credo che il punto della discussione sia: parliamo di quelle scelte, non di altre! Sarebbe bello capire “a freddo” delle scelte che hanno portato alla costruzione del parcheggio in piazza, a piazza Braglia (lo so, anche a me piacciono i bambini che giocano con l’acqua, ma non mi sembra sia proprio il punto focale della critica alla piazza… e poi, se proprio devo dire la mia, meglio che si bagnino la testa perchè senza alberi e senza ombra in quella piazza si rischia l’insolazione…) e gli altri temi che sono stati esposti. Insomma, con toni pacati e spero più chiari possibili, VORREI CAPIRE!! E qui devo però aggiungermi all’osservazione di Sergio: la scarsa partecipazione attiva alla vita politica della nostra comunità non sempre, anzi credo, quasi mai è dettata dal disinteressamento: io credo che la gente non abbia gli STRUMENTI concettuali per potervi seguire. E non capisce se dietro a molti discorsi si nasconde l’ignoranza di chi ascolta o la volontà di chi parla a far capire il meno possibile… vorrei togliermi il dubbio, che dite?

    • Roberto Adani ha detto:

      Faccio il mea culpa per la lunghezza sicuramente eccessiva dei miei interventi. Io approfondirei con piacere tutti i temi che lei o Smerieri pone. Tutti assieme però diventano elenchi e sigle. Non mi interessa essere “riabilitato”, non devo essere votato e ho già fatto la mia esperienza. Però mi piace la verità bella o brutta che sia, e mi dispiace sinceramente vedere buttato via il lavoro di tante persone che hanno usato vi assicuro cervello e senso di responsabilità in ciò che hanno fatto. Non mi interessa influenzare scelte future, ma almeno recuperare le basi da cui partire, magari per buttarle ma con consapevolezza. Il mondo cambia molto in fretta non cambiare le proprie valutazioni sarebbe stupido. Quindi detti la rotta, definisca un tema che è interessante approfondire, o semplicemente capire meglio io le vengo dietro volentieri se ci riesco.

      • Antonio Buffone ha detto:

        Attenta Elisa! Non ponga domande fastidiose!Il Grande Inquisitore starà indagando anche su di Lei.Si informerà e Alluderà a qualche suo peccato e poi tutto finirà a tarallucci e vino ( pardon, a tigelle e lambrusco).Il Grande Peccatore , chiede scusa se per l’ultima volta richiede: dove era Adani quando la mafia si infiltrava nel suo territorio? Non ha una qualche culpa in vigilando? Perche il suo partito a tutt’oggi non lo ha collocato in un qualche incarico di prestigio?
        La smetta di fare la vittima e risponda. L’Italia è piena di amministratori che hanno ricevuto proiettili in busta. Se ne faccia una ragione, per sua fortuna non sarà mai Angelo Vassallo, non sarà mai un Francesco Fortugno, non sarà mai un Peppino Impastato, non sarà mai come Piersante Mattarella, tutta gente che la mafia la combattutta fino in fondo. Il Grande Peccatore toglie il disturbo ed il fastidio.

      • Roberto Adani ha detto:

        Sig. Buffone la mafia si infiltra nel modenese tra gli inizi degli anni ottanta e gli anni novanta. Io avevo tra i 15 e vent’anni e ho visto gli effetti dell’eroina su molti giovani Vignolesi. Nel 2004 esce uno studio della regione “Criminalità organizzata e disordine economico in Emilia-Romagna” di cui consiglio la lettura. A Pag. 248 dice “Una parte della droga veniva da Milano dove Gaetano Fortugno era in contatto con due grossi personaggi di origine calabrese che trafficavano in eroina. Un’altra parte arrivava dalla sicilia. Una terza fonte di approvvigionamento, la più consistente arrivava direttamente dalla piana di Gioia Tauro. A quanto pare la droga che arrivava dalla Calabria e che veniva poi spacciata sulla piazza di Modena era fatta arrivare a Vignola che rappresentava il terminale dei viaggi compiuti dai camion calabresi che portavano droga al nord” D’altra parte a Vignola con il commercio della frutta i camion che andavano e venivano dal mercato di Milano si confondevano bene. Due pagine dopo “I fratelli Fortugno rimarranno impigliati nel gennaio del 1990 in una grossa operazione di polizia che riguardava 108 persone coinvolte in un grosso traffico di stupefacenti tra Modena e Bologna. Assieme a loro verranno arrestati a Castelvetro Francesco Bini, a Vignola il calabrese Rocco Giuffrè” Poi c’è il crotonese Vincenzo Gumari dal 1988 risiedeva a Bologna, dove possedeva un appartamento e svolgeva ufficialmente l’attività di consulente assicurativo e finanziario. Noto a Crotone con il nomignolo di Amsterdam, Gumari in realtà era già conosciuto come trafficante di droga dalle forze di polizia che proprio a Bologna, nell’estate del 1989, lo avevano fermato con due etti e mezzo tra cocaina ed eroina, una pistola e diversi proiettili. Si era messo in testa di importare direttamente cocaina da quella città e di fare concorrenza all’eroina, A quell’epoca sul suo capo pendeva anche un mandato di cattura emesso dal giudice Giovanni Falcone per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti al quale era riuscito a sottrarsi finché non era stato sorpreso dalla Mobile bolognese. Vincenzo Gumari Amsterdam fu ucciso, all’età di 35 anni, la sera del 12 agosto 1992 a Vignola, piccolo centro del modenese. Vignola compare nel libro in queste occasioni, ma a me è bastato per cominciare a preoccuparmi. Nessuno e dico nessuno mai ha inviato in comune nemmeno una lettera anonima per segnalare alcunchè, a citare certi nomi i cittadini scappavano. Cominciai ad avere voglia di capire meglio dopo che uno mi disse che gli aveva detto un altro, che glielo aveva riferito un altro ancora. che c’erano camionisti calabresi che lavoravano nel terrore. Nel terrore di cosa a Vignola. Premetto di essere andato innumerevoli volte in procura e alla DDA di Bologna a raccontare le mie proccupazioni. Non evitai neanche di guardare anche all’interno, mi arrivò un proiettile in busta. Mi fecero sapere anche che se fossimo stati in zone in cui un omicidio non fa tanto rumore, non mi sarebbe arrivato per posta. Mi presentarono anche il conto, un extracomunitario con una vecchia panda che investe te, tua moglie o i tuoi bambini sulle striscie pedonali costa 500 euro, mentre un albanese che con un gommone in una notte arriva, fa quello che deve fare e torna 800, bisogna tener conto della benzina.
        Io decisi di fare ancora più rumore e di coinvolgere i cittadini in un ragionamento su questi temi, i cittadini parteciparono numerosi e convinti e a proposito di partecipazione e informazione dei cittadini è una cosa di cui sono orgoglioso ringrazio veramente di cuore la stragrande maggioranza di vignolesi brava gente.
        Falcone diceva “Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso
        perche non si dispone di alleanze, perchè si è privi di
        sostegno.” A me dai cittadini non è mai mancato questo sostegno, molti però mi accusarono di infangare questo territorio e ancora oggi sono sicuro che molti provino fastidio per quello che sto scrivendo. L’autore di quello studio era il professor Enzo Ciconte, veramente un caro amico, che invitai molte volte a Vignola a parlare di questi temi e per fortuna molti hanno poi tenuto vivo l’interesse negli anni successivi, domani sera andate in Biblioteca a sentire una delle tante iniziative organizzate da quelle fantastiche donne della libreria dei contrari. Le donne sono sempre le più oneste, caparbie e coraggiose, anche io se non avessi avuto vicino mia moglie in questa vicenda…In quelle iniziative io citavo sempre questa storia riportata nel libro: Il 29 ottobre del 1979 giungeva come soggiornante obbligato a Spezzano Rocco Antonio Baglio da Gioia Tauro. Nel 1982 , chiede alla questura di riottenere la patente. L’episodio in sè potrebbe apparire di scarso significato. I carabinieri di Fiorano diedero il loro parere: ” durante il periodo di soggiorno Baglio non aveva dato adito a comportamenti scorretti, nè aveva frequentato persone giudizialmente controindicate, anzi si era messo a lavorare, commerciante, autotrasportatore, edilizia. Parere positivo. Baglio appariva come un uomo che si era lasciato alle spalle il suo passato.
        I carabinieri di Gioia Tauro interpellati dissero: “Baglio pur essendo domiciliato a Fiorano continua a tenere rapporti con l’organizzazione di Polistena , per cui la sua pericolosità non è cessata. I carabinieri di Fiorano non avevano fatto i conti con il fatto che la massima aspirazione dei mafiosi al Nord è l’anonimato e l’invisibilità. Devono essere conosciuti solo nel loro mondo. I mafiosi sono arrivati e si sono fermati nella maniera più discreta possibile senza produrre allarme sociale. Ecco perchè non è stato banale parlarne e comunque l’ho fatto tra i primi, onestamente mi viene in mente solo un altro nome in quegli anni : Massimo Mezzetti, e non a caso ha ricevuto anche lui un proiettile. Chiesi su quei temi un comitato sull’ordine e la sicurezza, Prefetto, forze dell’ordine, presidente provincia e sindaci capo distretto, mi fu detto che creavo allarme sociale, che io la mafia non l’avevo mai vista e non sapevo come era fatta, che a nessuno a Modena presentandosi ad uno sportello bancario veniva negato un prestito, che il periodo dei soggiornanti era finito, e comunque se ne erano andati tutti. Baglio in quegli anni apre diverse società, ottiene fidi, qualche direttore di banca chiede informazioni, nessuno segnala nulla però. A Torre Maina qualche anno dopo viene trovato un piccolo deposito di armi: 18 razzi RPG, 18 cariche di lancio, 40 bombe di vario genere, 1 fucile d’assalto, una pistola mitragliatrice, oltre 500 cartucce di vario calibro. Le custodiva un camionista che lavorava per la moglie di Baglio. Il camionista era stato minacciato, lui e i suoi 5 figli e quindi aveva eseguito e non aveva denunciato. Baglio sarà in seguito condannato per quel fatto. Poi c’è la storia di Renato Cavazzuti, un bancario che dice di essere entrato nel traffico della droga dopo che Baglio, con un attività tipicamente usuraia gli aveva tolto tutto quello che possedeva. Aveva accumulato un debito di un miliardo. Denunciò il fatto, ma senza ottenere risultati. A quel punto, raccontò Cavazzuti, non gli restavano molte alternative: ” O facevo tutta la vita il pezzente, mi ero rovinato e mettevo sul lastrico la famiglia, o facevo il delinquente.” E farà il delinquente e lo farà a grandi livelli a proposito che a Modena i soldi non si negano a nessuno, figuriamoci ad un direttore di banca. Comunque tranquilli, se ne sono andati tutti, leggo sul giornale di ieri, a proposito di un indagine su un appalto a Serramazzoni: “Anche se l’accusa di corruzione resta da dimostrare – in Procura vige il massimo riserbo circa gli indizi raccolti – gli incontri del primo cittadino con Baglio sarebbero provati.” Stiamo parlando di Rocco Antonio Baglio. Lei sig. Buffone lo chiede a me dove ero mentre la mafia si infiltrava, io ero qui a cercare con le mie scarse risorse e conoscenze di difendere la città in cui vivo, anche se le assicuro che fino a quel momento non mi era mai capitato di dovermi guardare intorno quando vado a recuperare l’auto e mia moglie ha spiegato ai miei figli, che a differenza di quanto gli hanno detto a scuola ad educazione stradale, non è vero che sulle striscie pedonali hai la precedeza, passi quando non ci sono auto, specie se Panda, all’orizzonte, di certo non ero intento a distrarre a mio profitto i soldi delle tasse dei cittadini di questa regione.
        Sentite scusate per la lunghezza ma fate finta che sia una novella, certe cose vanno raccontate per capire, io intanto dopo quanto ho scritto vado a controllare la buca delle lettere.

  9. sergio smerieri ha detto:

    E invece se vuoi, andiamo a mangiare le tigelle insieme ! Perchè è li che si discute: non in consiglio comunale, non al bar… io sono disponibile e sono anche disposto a cambiare idea…l’ho fatto altre volte…così mi racconti perchè alcune cose non le hai fatte e mi accusi di toni Morattiani nel mio semplice esposto e/o elenco di chiarimenti che ti riscrivo per la terza volta: piazze, Panaro, marciapiedi (aggiungo per esempio l’attraversamento di fronte all’ex mulino marmi),centro storico coi pietrini costosi e l’operazione ex Bassoli e la mancanza dell’unica vera e grande rotonda necessaria che è quella di via montanara-via libertà…Perchè vedi, tu sdrammatizzi e fai bene..ma io a mangiare con te e (magari) Paltrinieri vengo davvero volentieri… così possiamo fare un confronto sulla base di un rapporto di cordiale amicizia in divenire. Aspetto data, ora …ma il ristorante lo scelgo io eh !

  10. Roberto Adani ha detto:

    Tocca a Paltrinieri organizzare il duello… all’ultima tigella.
    Paltrinieri decidi quando e porta un orologio da taschino. Il monco

  11. mauro smeraldi ha detto:

    Sarò breve, perchè, come ricorda Elisa Baraldi, il dibattitto sta diventando decisamente autoreferenziale e personalistico. Anzi non era neppure mia intenzione intervenire, ma forse è giusto rispondere alle sollecitazioni di Andrea che auspica un dibattito sulla nostra città che vada oltre le valutazioni su una persona. Rispetto alla quale dico subito che non ho dubbi sulla sua onestà intellettuale e sui pericoli che può avere corso nella sua attività amministrativa (vedi pallottola).
    Al riguardo invito tutti a partecipare all’incontro di venerdì sera con il Procuratore Ingroia, massimo esperto di infiltrazioni mafiose.
    Ci sono scelte fondamentali che non sono condivisibili nell’amministrazione Adani:
    1) mancata chiusura del centro storico alla circolazione. Da anni è un obiettivo che andava raggiunto a tutti i costi, superando qualsiasi ostacolo vero o presunto
    2) annientamento della “Piazza” di Vignola, che, tre l’altro, ha comportato la rinuncia ad eliminare o limitare la circolazione nel centro
    3) eccessivo utilizzo del suolo per l’edificazione, in assenza di incentivazioni per le ristrutturazioni e i recuperi.
    Poi ci sono gli errori politici. E non mi riferisco solo all’appoggio al neo sindaco, che si è rivelato una toppata clamorosa. Ma più in generale all’indifferenza e/o all’impotenza di fronte al fenomeno ddella disaffezione dei cittadini (anche elettori del PD) nei confronti della politica e dei politici. Le liste civiche sono nate per favorire i pochi cittadini ancora pazienti nella voglia di partecipazione, nella voglia di conoscere le cose, di contare qualcosa, di costruire insieme qualcosa. L’amministrazione di Roberto Adani, checchè lui ne dica, è rimasta lontana dalla gente. Chiusa in una visione tecnocratica delle cose, nella convinzione che con l’aiuto di alcune persone “brave” si possano risolvere i problemi del “popolo”. Se poi i cittadini non partecipano e non conoscono le cose poco importa. Ciò che importa è che le cose vengano fatte bene. Come per la vicenda del Teatro, portata a termine senza coinvolgere la città. Il PD si ritrova composto solo da alcuni rappresentanti, che non rappresentano più nessuno, e che tuttavia sono convinti di rapperesentare tanti. E i più sono convinti di avere anche ragione. Come D’Alema che ha dichiarato che il PD ha vinto le ultime elezioni.

    • Roberto Adani ha detto:

      Caro Mauro cerco di essere sintetico ma le questioni che poni non sono di poco conto.
      1) Centro storico. Il centro storico è un entità molto delicata per diversi aspetti, bisogna agire con gradualità, perchè i progetti funzionano solo se vi partecipano residenti, proprietari e commercianti. Al di là che il risultato piaccia o meno si è cercato di fare investimenti pubblici per indurre investimenti privati. Via Barozzi, la prima su cui si è intervenuto, grazie ad alcuni commercianti e proprietari attivi, ha funzionato abbastanza e quasi tutti i piani terra sono oggi occupati da negozi o pubblici esercizi di buona qualità. Anche i proprietari sono intervenuti in alcuni casi. Le altre vie hanno stentato di più e ci sarebbe bisogno di un ulteriore intervento di sostegno. Non parlo se mettere il ciotolo o l’asfalto, non è rilevante. Parlo di azioni per far vivere il centro tipo la Pomposa dove pur con i ciotoli si è fatto un bel recupero.
      Facemmo diversi incontri con residenti e commercianti per la chiusura al traffico. I più contrari erano i residenti i quali affermavano che senza il passaggio sarebbe diminuita la sensazione di sicurezza, soprattutto in tarda serata. Sinceramente avevamo stressato parecchio il centro sia con i cantieri che con alcuni provvedimenti tipo raccolta porta a porta. Stavamo installando telecamere e quant’altro e decidemmo di andare con calma. Abbiamo ascoltato i cittadini residenti, probabilmente sbagliando, io sono convinto che il traffico in centro vada fortemente limitato fino ad arrivare alla chiusura in alcuni momenti. Ma bisogna essere certi che tutte le componenti del centro sopravvivano e non vivano il provvedimento come una penalizzazione.
      Quei pochi irriducibili che hanno deciso di abitare in un centro in cui io ad esempio ho vissuto molto bene vanno difesi. La riqualificazione del centro è un percorso delicato e antieconomico. Tra comprare e ristrutturare non tornano i conti e quindi ci sarebbe bisogno di una forte iniezione (milioni di euro non decine di migliaia) di contributi per far tornare all’equilibrio.
      Il parcheggio in corso Italia che tu critichi serviva a supportare con posti auto vicini le ristrutturazioni del centro storico. Serviva a poter togliere auto dalle strade del centro. Comunque quasi 200 auto invece di essere nelle strade del centro sono sottoterra. La città più bella è quella che nasce dal sovrapporsi nel tempo degli interventi per migliorarla e adeguarla. Il parcheggio è solo uno stadio intermedio, una volta realizzati parcheggi sotto il mercato ortofrutticolo, si potrebbe liberare la superficie dalle auto e andare verso una zona verde o forse meglio una piazza verde, il workshop dei ragazzi delle università di architettura aveva proposto un anfiteatro di terrazze verdi, lascio a voi immaginare la soluzione, io vorrei sottolineare che è impossibile affrontare un processo dall’inizio alla fine senza compromessi, altrimenti non ti segue nessuno. Anche il parcheggio in corso italia nasce da una proposta degli anni 90 di circa 100 famiglie di residenti e commercianti del centro storico. Per dire che dipingere tutto come bianco o nero…ci sono anche i grigi e le soluzioni di compromesso tra i diversi bisogni che a volte scontentano un pò tutti ma sono le uniche possibili. Alla soluzione ottimale spesso si arriva per successive approssimazioni. Rimane che il traffico in centro va regolato e io non sono riuscito a farlo. Ho finito lo spazio al resto ti rispondo ma con gradualità.

  12. Antonio Buffone ha detto:

    Grazie sig. Adani per la sua risposta e la sua analisi locale sulla mafia. La domanda che le ponevo in modo diretto era per mettere in evidenza un aspetto che mi pareva trascurato nella discussione apertasi sul blog e di cui le contestazioni che le venivano fatte, in tema di gestione di opere pubbliche e di scelte urbanistiche, non tenevano conto. Mi riferisco all’ulteriore difficoltà, che immagino lei abbia tovato nella sua attività amministrativa, rappresentata dagli interessi mafiosi sul mattone e gli investimenti pubblici. Un grande magistrato, uno dei più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta Nicola Gratteri (Calabrese) afferma ” Dove ci saranno cantieri, ci saranno mafiosi o gente che ne tutela gli interessi” ( La Malapianta, pag.118 – Editore Mondadori).Mi scuso pertanto con lei e la sua famiglia se ho aperto ferite e ricordi dolorosi ma la domanda andava posta. Anche per ricordare a lei e a me stesso come dietro i nomi e cognomi,i ruoli sociali e gli errori delle persone vi sia una vita un po’ più complessa che obbliga a volte a scelte in contrasto con i valori in cui si crede.
    Ma tornando al tema del blog vorrei completare la sua analisi. La droga è stata solo l’inizio e i capitali accumulati con il suo traffico solo dagli anni settanta in poi “trovano opportunità di investimento nei processi di corruzione dell’economia e della pubblica amministrazione” ed a partire da quegli anni “si manifesta pienamente la presenza di organizzazioni criminali al Nord”( Cito ancora Nicola Gratteri). Se così stanno le cose, e ne abbiamo conferme dalle cronache di tutti i giorni, occorre una maggiore attenzione nella programmazione e nella gestione degli investimenti pubblici soprattutto a livello locale. Occorre realizzare opere che a Vignola e ai Vignolesi siano di effettiva utilità, siano sempre più condivise e discusse dai cittadini, come affermano i tanti frequentatori del blog, e che soprattutto non siano calate dalla politica Alta (l’Europa,Roma,la Regione). Le opere pubbliche vanno fatte perchè servono ai cittadini e il loro finanziamento deve esserne il mezzo non mai il FINE. Quante volte da Sindaco il sig. Adani si è sentito dire :presto presenta un progetto che ci sono quei tali finanziamenti! Altre volte magari i progetti e i progettisti se li è già trovati belli ed impacchettati! Allora capisco la sua solitudine.Ma la sua città oltre che difenderla dalla mafia doveva difenderla anche da certi politici. Ci vuole raccontare un’altra novella? La saluto.

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