Primo maggio a Vignola. Interrogativi sul futuro del lavoro

“Bisogna cambiare un’agenda politica che scarica i problemi della crisi su lavoratori, pensionati, giovani”. Sono parole di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, pronunciate oggi a Marsala alla festa del lavoro. La crisi ed il futuro del lavoro sono state al centro degli interventi anche della manifestazione vignolese. Una manifestazione unitaria – CGIL, CISL, UIL assieme – in un momento non facile delle relazioni tra le tre organizzazioni sindacali. Ma, giustamente, come è stato ricordato dal palco vignolese, in un giorno come questo l’unità è un atto dovuto verso i lavoratori. Resta dunque un messaggio preoccupato per la crisi economica (che ancora morde) e per il futuro dell’occupazione in questo territorio. Diversi gli amministratori locali presenti: il sindaco di Vignola, Daria Denti, quello di Savignano, Germano Caroli, di Marano, Emilia Muratori, l’assessore di Spilamberto, Daniele Stefani. Anche la manifestazione odierna, davvero molto partecipata, ci lascia alcuni interrogativi sul futuro dell’economia di questo territorio. Dunque sulle prospettive occupazionali delle giovani generazioni (vedi). Forse anche qui non sarebbe male aprire un dibattito pubblico, allargato, sulle politiche per lo sviluppo locale. Un dibattito sull’agenda della politica locale: si sta facendo abbastanza per uscire dalla crisi?

Ingresso degli amministratori locali, sindacalisti, politici nell'ex-mercato ortofrutticolo di Vignola in occasione della festa del lavoro (foto dell'1 maggio 2011)

[1] Partiamo dai dati riportati nei documenti ufficiali. “Successivamente alla fase di piena crisi e alla conseguente diffusione della contrazione dell’occupazione sull’intero territorio provinciale, oggi il mercato del lavoro registra anche nel nostro distretto una fase di rallentamento della perdita di posti di lavoro che coinvolge il territorio provinciale sostanzialmente nella sua totalità.” Così nel “Bilancio di missione 2010” presentato pochi giorni fa dal comune di Vignola (vedi). Continua a ridursi l’occupazione, anche se la velocità di contrazione del mercato del lavoro sta rallentando. Nell’ultimo anno (il 2010) i cali dell’occupazione sono “contenuti” (p.16). Non è ripresa a crescere l’occupazione, ma solamente rallenta la crescita della disoccupazione. D’altro canto – lo rileva l’autorevole (ed indipendente) fonte de LaVoce.info – “la ripresa c’è, ma è ballerina” (vedi). Ma soprattutto è maledettamente lenta! La lentezza contrassegna anche la crescita della curva della disoccupazione giovanile: lentamente cresce. Lentamente, ma cresce (vedi). Questo ci dicono anche i dati relativi al Distretto di Vignola: crescono ancora i lavoratori che ottengono il riconoscimento di disoccupato presso i centri per l’impiego (anche se la crescita rallenta); crescono i lavoratori iscritti alle liste di mobilità. Il saldo occupazionale (differenza tra avviamenti al lavoro e cessazioni) nel Distretto di Vignola è continuamente negativo, anche se in diminuzione: – 381 unità nel 2008; – 238 nel 2009; – 23 nel 2010. Il dato di stock relativo ai disoccupati evidenzia una crescita ancora nel 2010 (p.18), ma potrebbe non rappresentare adeguatamente la realtà della “disoccupazione” (che normalmente è più alta, visto che occorre considerare il fenomeno delle persone scoraggiate e che dunque rinunciano a cercare un lavoro). Allo stesso tempo alcuni indicatori segnalano che l’occupazione tiene meglio nei posti a bassa qualificazione (può essere inteso così il dato della costante crescita degli occupati stranieri – un fenomeno che si registra tanto nel Nord Italia, quanto a livello locale: vedi).

Un momento del corteo vignolese della festa del lavoro (foto dell'1 maggio 2011)

In questo quadro a predominanza di fattori negativi risulta difficile pensare con ottimismo all’occupazione dei giovani, specie se si auspica un’occupazione di “qualità”. Diversi indizi, insomma, portano a vedere un futuro carico di incognite. In modo singolare gli enti locali di questo territorio hanno rinunciato a monitorare in modo puntuale l’andamento della crisi economica ed i suoi effetti occupazionali sul territorio. Manca infatti qualsiasi “rapporto” di analisi. Sorprende la mancanza di “investimento” per scoprire cosa succede all’economia ed al mercato del lavoro locale. Sorprende, allo stesso tempo, il muoversi senza coordinamento per cercare di migliorare il futuro: anche le iniziative vignolesi, forse quelle più “avanzate”, risultano risibili se confrontate alla drammatica situazione della crisi. Ed ai suoi numeri. Anche le iniziative rivolte ai giovani – In Making (una “borsa-lavoro” per 6 mesi a 3 giovani neolaureati – su una coorte annuale di circa 250!) o Village People (un incontro per far … circolare informazioni) – sono dimensionate a livello comunale, non di Unione! Ed in tal modo sono quantitativamente inadeguate (tralasciando il tema dell’adeguatezza o meno della proposta). Davvero non è possibile fare di più? Davvero non è pensabile sviluppare politiche di sostegno all’economia locale, di promozione dell’innovazione, a livello di territorio (ovvero di Unione)? Davvero non è possibile distogliere risorse da capitoli di spesa legati all’oggi per indirizzarli verso la costruzione di un futuro migliore? Intanto anche la prospettiva di un radicamento significativo nel territorio del “Tecnopolo” modenese diventa sempre più incerta. E comunque in ritardo.

Uno dei numerosi trattori partecipanti alla sfilata della festa del lavoro (Vignola, foto dell'1 maggio 2011)

[2] Ma non è tutto. Se sono evidenti le fragilità di una politica locale (almeno distrettuale) per l’uscita dalla crisi, sono ugualmente certificate le inadeguatezze per garantire reti di protezione (sociale) per le persone colpite dalla crisi. Qui basta un dato, riportato nel Bilancio di missione 2010 del comune di Vignola (vedi). “Il fondo straordinario anticrisi creato da Unione Terre di Castelli, ASP e Fondazione di Vignola per fronteggiare la crisi ha visto la richiesta da parte di 87 nuclei familiari. Tra le 79 richieste valide, 21 sono stati i beneficiari per un totale di oltre 50 mila euro e 58 sono rimasti insoddisfatti.” (p.46) Questi i numeri per Vignola. Invece, a livello di Unione: 264 domande presentate; 236 domande valide; 72 beneficiari (il 30,5% delle domande valide) e 164 domande insoddisfatte (69,5% delle domande valide). Se questo è il segno dell’attenzione verso le persone colpite dalla crisi c’è da stare allegri! Difficilmente le cose potranno andare meglio nel 2011, visto che le risorse complessivamente stanziate per il “fondo anticrisi” sono diminuite (pure significativamente). Ugualmente preoccupante è la situazione dell’assistenza, sociale ed economica, “ordinaria”. Qui – lo riconosce sempre il Bilancio di missione 2010 – si è preso atto dell’impossibilità, con le risorse date, di “risolvere lo stato di bisogno delle famiglie”. Ci si è dunque limitati a garantire loro la “sussistenza”. Spesso indirizzandole alle parrocchie. Questo è quanto può fare oggi il welfare locale di fronte ai casi più bisognosi! Intanto però – so che l’accostamento risulta sgradevole, ma è inevitabile farlo – si finanzia la stagione teatrale con risorse pubbliche (comune + Fondazione di Vignola) per 300.000 euro (vedi). Redistribuzione anche questa, ma in senso inverso. Non si dà ai poveri per finanziare servizi per i “ricchi”.

Anche il banchetto a sostegno dell'acqua bene comune, promosso dalla lista di cittadini Vignola Cambia, alla manifestazione vignolese del primo maggio (foto dell'1 maggio 2011)

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