Dehors a Vignola: le immagini

9 aprile 2011

Per l’ennesima volta vorrei provare a chiarire che non sono del “partito” del NO ai dehors. Ho sempre tentato di sottrarmi al gioco infantile delle dicotomie: dehors sì, dehors no. Sono invece del partito “dehors a certe condizioni”. Sono del partito che vorrebbe vedere l’amministrazione comunale prendere sul serio la responsabilità che i cittadini le hanno assegnato (peraltro con qualche titubanza). Quella di governare perseguendo l’interesse generale che non è la sommatoria degli interessi degli esercenti dei bar di Vignola. Questo è il punto. Quando Eleonora Mariotti, per prima, ha ricordato che in altre città il tema è stato affrontato con un approccio sistematico, adottando un regolamento generale, ha inteso richiamare proprio il tema dell’interesse generale e della responsabilità della pianificazione (che sta in capo a chi amministra) (vedi). Che è l’interesse per una città viva (anche commercialmente viva), ma è anche l’interesse per una città di qualità, a misura di persone (e non di automobili), una città che valorizza il proprio paesaggio urbano e che cerca di migliorarlo. Una città in cui l’amministrazione ha un disegno preciso (e si prende la briga di spiegarlo ai cittadini ed alle associazioni di categoria) sugli spazi che sono vocati alla socialità e quelli che, per diverse ragioni (esigenze della mobilità, tutela del paesaggio, tutela dei residenti), non lo sono.

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Conoscenza del vento. Opera prima di Marco Bini

8 aprile 2011

Mercoledì 6 aprile presso la Libreria Feltrinelli di piazza Galvani a Bologna, nell’ambito del ciclo “Parola di poeta”, si è tenuta la presentazione del libro di poesie Conoscenza del vento (Giuliano Ladolfi editore, Borgomanero, impresso nel mese di marzo 2011: vedi), opera prima di Marco Bini. Vignolese, classe 1984. Un’anticipazione era apparsa nel volume collettivo Pro/Testo. Versi, uscito per i tipi di FaraEditore nel 2009 (vedi). Non ho alcun titolo per parlare di poesia, se non quello del lettore curioso che avendo già apprezzato alcune poesie di Marco Bini, si è fatto attrarre dall’evento prima, dal libro poi. Forse anche con la speranza di recuperare un rapporto meno ingenuo con la poesia. Comunque, ecco alcune considerazioni ed anche alcune personalissime selezioni.

Marco Bini, in occasione della presentazione di "Conoscenza del vento", libro di poesie (Libreria Feltrinelli di piazza Galvani, Bologna, 6 aprile 2011)

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Chi paga la crisi economica in questo territorio? In primo luogo i giovani

6 aprile 2011

Su La Stampa del 2 aprile Luca Ricolfi ribadisce una verità scomoda, ma oramai assodata: la crisi economica colpisce di più il mercato del lavoro degli italiani che degli stranieri. Anche gli ultimi dati Istat confermano questa tesi.  Anche a Vignola i dati dell’anagrafe fanno pensare che l’occupazione degli stranieri è meno colpita dalla crisi economica di quella degli italiani (vedi). E’ anche questo un indicatore del fatto che il nostro sistema economico perde capacità di produrre posti di lavoro a maggiore qualificazione. Ieri a Bologna l’Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna ha tenuto il primo di una serie di seminari, dedicato a “Essere poveri a Bologna” (vedi). Interessante soprattutto l’analisi sui redditi dei bolognesi condotta da Gianluigi Bovini, capo dipartimento programmazione del Comune di Bologna. Evidenzia che nel passaggio dal 2007 al 2008 il reddito dei bolognesi è calato, in termini reali, di circa il 2% e che negli ultimi anni è cresciuta la parte di reddito delle persone anziane, mentre è calata la quota di reddito delle persone più giovani. La crisi economica, insomma, redistribuisce la “ricchezza” in un modo che penalizza i giovani. E, nella crisi, perdiamo la capacità di produrre “buona occupazione”, quella ad alta qualificazione. La capacità di monitorare questi processi è fondamentale per impostare politiche locali che, pur in una situazione di ristrettezza finanziaria, provino a promuovere un “nuovo” sviluppo economico, creando opportunità per le nuove generazioni a cui la società italiana (e la politica) sta presentando il conto. Non è paese per giovani, intitolano in diversi. Purtroppo hanno ragione. Leggi il seguito di questo post »


Diritto ad Internet e partecipazione dei cittadini al governo della città.

3 aprile 2011

Nel dicembre 1994 nasce Iperbole la rete civica bolognese, allora la più importante in Italia. Dietro ad essa c’erano le visioni di Stefano Bonaga, ricercatore di filosofia all’Università di Bologna e, dal 1993, assessore ai rapporti con i cittadini e innovazione nella prima giunta Vitali (vedi). A fine 2010 il Comune di Venezia, con atto di giunta, ha riconosciuto Internet un diritto di cittadinanza (vedi). Ogni cittadino, cioè, deve essere messo nelle condizioni di accedere ad Internet – un mezzo ritenuto indispensabile per la vita sociale oggi. Un principio che verrà fissato nello Statuto Comunale della città che oggi sta realizzando le esperienze più interessanti, in Italia, in merito all’uso di Internet per la vita pubblica. Giovedì 7 aprile questo nuovo diritto, riflesso del vivere nella “società dell’informazione”, verrà ribadito da una conferenza di Stefano Rodotà (vedi). Dietro a questo programma di lavoro, perseguito oramai da qualche anno, ci sono le visioni di Gianfranco Bettin, assessore alla cittadinanza digitale del Comune di Venezia (vedi). Anche il comune di Vignola ha annunciato di voler mettere in campo una “amministrazione 2.0” (vedi). Solo che da noi, dietro a questo programma, al momento fatto essenzialmente di dichiarazioni d’intenti, stanno le “visioni” dell’assessore Maria Francesca Basile, assessore alla “Trasparenza della Pubblica Amministrazione” (una denominazione che sembrerebbe enfatica già per un ministro, figuriamoci per un assessore vignolese), magari coadiuvata nello sforzo immaginativo dall’assessore e vicesindaco Mauro Montanari, assessore alla “Innovazione della Pubblica Amministrazione” (idem come sopra). Detto questo potrei chiudere questo post, dicendo semplicemente che non c’è storia. Né ci sarà. Almeno a Vignola. Almeno nell’Unione Terre di Castelli. Ma il tema è un po’ troppo importante e conviene provare a dire qualcosa. Certo, non confido che gli amministratori di oggi sappiano raccogliere la parte di buono eventualmente presente in queste considerazioni. Diciamo allora che si tratta di un esercizio per il futuro. Speriamo prossimo. Leggi il seguito di questo post »