Delirio di onnipotenza o dolcetto/scherzetto? Un’iniziativa del circolo didattico di Vignola su “le punizioni fanno crescere!”, di Claudia

Vi scrivo in merito all’ultimo invito alla conferenza dibattito del 10 maggio promossa dalla Direzione Didattica di Vignola. Non vi nascondo che il titolo mi ha lasciato … interdetta: “Educazione alla genitorialità: le punizioni fanno crescere!” (qui il testo in pdf della locandina). Anche adesso riscrivendolo provo un senso di smarrimento e di incredulità … e anche di tristezza. Mi auguro che sia una provocazione, anche se come provocazione non mi piace per niente; in un momento in cui tutte le statistiche dimostrano che con l’aumento della crisi e della povertà a farne le spese, nelle famiglie con questi disagi sono i soggetti più deboli, cioè i bambini, e che è solo dell’altro ieri la notizia su Il Resto del Carlino di una maestra condannata per abuso di correzione, in cui per altro si dice che i bambini raramente parlano con le famiglie delle punizioni subite a scuola, ribadisco che, anche se vuole essere una provocazione, non mi piace per niente. Avrei gradito un punto di domanda alla fine, un “che”, un “forse?”, un “parliamo di…” ma questo bel punto esclamativo mi sembra proprio una dimostrazione di autorità (non ho detto autorevolezza), quell’autorità che ci suona così male quando esce dalla bocca di certi politici da scambiarla per dittatura.

Autoritarismo di ritorno nella scuola pubblica? Nella foto un'opera di Gehard Demetz (Artefiera, Bologna, 30 gennaio 2011)

Poi dopo dieci bei respiri profondi ho pensato: Ma le punizioni, per chi sono? Solo per i bambini? Forse per i genitori? O anche per gli insegnanti? Perchè, diciamocelo, se è vero che la maggioranza degli insegnanti sono preparati, molto bravi e non inculcano un cavolo a nessuno, ma sanno fare il loro mestiere, ce ne sono anche di quelli che a stento riconoscono il congiuntivo dal condizionale e non sanno tenere l’ordine perchè sono affascinanti e coinvolgenti come i calzini bucati (loro mettono spesso in castigo i bambini quando non sanno più cosa fare, ad esempio). Allora forse il Direttore ci vuole dire che pur avendo le mani legate e non potendo fare niente per liberarsi e liberarci di questi insegnanti, ha trovato il modo di punirli, e vuole fare una proposta di legge in parlamento che noi firmeremo e appoggeremo!!

Non so, credo che sia già abbastanza punitivo per i nostri figli andare in una scuola così poco creativa, che non offre stimoli, laboratori, progetti, se non quelli che riescono ad inventare le maestre (quelle brave) strappandoli con le unghie al tempo e ai denari,in cui l’unico progetto “creativo” che coinvolge tutta la scuola è darsi del Lei per due giorni. Ai bambini e ai ragazzi (non a tutti per fortuna) non piace andare a scuola, si annoiano … Non trovate che questa sia già una grande punizione per loro? E se la scuola provasse a riflettere su questo per una volta.

Io come genitore mi sentirei più vicina ad una scuola che mi insegnasse a far crescere mio figlio con il dialogo piuttosto che con le punizioni, perchè secondo me (e io non sono una pedagogista) la punizione esclude il dialogo. Sono molto dispiaciuta anche nel vedere che è coinvolto il Consiglio di Circolo e in particolare il Presidente che è un genitore rappresentante, non me ne voglia per questo sfogo, è una persona a cui voglio bene, con la quale ho condiviso la stessa classe alla scuola elementare e molte esperienze nell’adolescenza, ma che mi pare abbia perso il suo spirito critico (o forse l’ha ancora ma non può “ruggire”).

Mi dispiace ma per me non è il momento di provocazioni come questa. Sono anche disposta a cambiare idea, e ad aprire una discussione ma non ditemi di andare alla conferenza, primo perchè ho degli impegni di lavoro che non me lo permettono e secondo perchè mi basta il titolo per stare male: Le punizioni fanno crescere! … non infliggetemi anche questa!!!!

Claudia

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12 Responses to Delirio di onnipotenza o dolcetto/scherzetto? Un’iniziativa del circolo didattico di Vignola su “le punizioni fanno crescere!”, di Claudia

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Claudia, condivido per intero il contenuto della tua lettera. Che evidenzia, giustamente, due aspetti. In primo luogo la questione dello stile educativo. Non è che un genitore non debba anche comminare qualche punizione – penso che ciò faccia parte dell’esperienza di ciascuno di noi. Ciò che è urtante è il messaggio del titolo: “le punizioni fanno crescere!” (con il punto esclamativo). Senza distinzioni. Senza specificazioni. Senza precisazioni. Invece distinzioni, specificazioni, precisazioni sono di fondamentale importanza in questo ambito. Io non so dire se per una migliore educazione servano PIU’ punizioni. Qualcuno potrebbe pensare che questo invito, per genitori troppo permissivi, sia decisamente appropriato. Forse però il punto è un altro. Genitori troppo permissivi sono genitori in altre faccende affacendati. Forse ciò che manca non è in primo luogo la “punizione”, ma l’attenzione, con tutto ciò che ne consegue: tempo da dedicare ai figli, volontà e capacità di ascoltare e comunicare, fare cose insieme, ragionare su ciò che si sta facendo, sulla relazione con gli altri, sul benessere che consegue ad una relazione equilibrata e corretta con gli altri, imparare a leggere, riconoscere le emozioni proprie ed altrui, i sentimenti … e così via. Tutto ciò è cancellato da un titolo che taglia un tema difficile, quello dell’educare, con l’accetta. Semplificazione necessaria in un titolo che può essere solo di poche parole? Temo di no. Questa enfasi, che qualche anno fa avrebbe “disturbato” anche l’estensore del comunicato, riflette per davvero un “autoritarismo” di ritorno che traspare nella scuola vignolese. Un termine forse eccessivo, perché io vi scorgo anche lo strizzare d’occhio dell’uomo del marketing che vuole colpire, intercettare sentimenti di disorientamento, conquistarsi la copertina di qualche periodico di grido. E ci si riesce, in effetti. Pagando un prezzo, però. O, meglio, facendolo pagare alla comunità a cui si spacciano messaggi illusori. Del tipo: il problema centrale nell’educazione di oggi è la mancanza di “punizioni”, oppure è il fatto che gli alunni non danno del lei agli insegnanti (io stesso sono stato testimone, in una riunione di genitori, quando mio figlio frequentava la scuola elementare A.Moro, di richieste, avanzate da qualche genitore, di “ripristinare” il lei – come se questo fosse IL problema della scuola italiana). Ma anche del tipo: i genitori debbono garantire “stima” (sic) nei confronti degli insegnanti (come recita il patto con le famiglie). Come se la stima fosse una cosa che può essere pretesa anziché conquistata (altra cosa è il rispetto, la lealtà, la collaborazione: tutte cose che possono e debbono essere pretese dall’istituzione scolastica – ma la stima è un’altra cosa). Invece la realtà della nostra scuola, anche vignolese, è un po’ diversa. Come ricordi anche tu, vi sono insegnanti ottimi per capacità e dedizione. Ma ve ne sono anche di quelli assai tristi. E quando questi ultimi superano una certa percentuale non vi sono meccanismi di difesa che tengano! A pagare sono gli alunni, i figli. E qui mi riaggancio per la seconda considerazione. Come altri autorevoli osservatori, anch’io sono convinto da tempo che la scuola italiana ha un problema di performance. Ogni anno che passa riesce sempre meno a svolgere la sua funzione che, ridotta all’essenziale, rimane quella di insegnare a leggere, a scrivere, a far di conto. Certo, c’é altro. Ma su questa funzione “di base” tutte le indagini (io ho presenti quelle OCSE-PISA, realizzate ogni 3 anni) dicono che la scuola italiana funziona male, per cui si colloca tra il 25° ed il 30° posto. E non è solo quella del Sud, ma anche quella del Nord e pure quella in Emilia-Romagna:
    https://amarevignola.wordpress.com/2008/05/14/pisa-in-emilia-romagna/
    Non conosco nessuno che abbia imparato una liungua straniera frequentando solo la scuola pubblica. Ogni ordine scolastico si lamenta del grado di preparazione che hanno (o meglio, non hanno) gli studenti in entrata. All’università arrivano studenti semi-analfabeti. Le valutazioni degli apprendimenti danno esiti tutt’altro che esaltanti. La scuola vignolese partecipa a questi fenomeni. La cui responsabilità sta certo in capo a politiche nazionali. Ma non solo. Non è che la “scuola autonoma” non possa fare nulla! Ma ci vogliono dirigenti che si sporcano le mani (e non si sottraggono ai conflitti) nell’organizzazione e nella “produzione”. Non addetti al marketing. Ci vuole un diverso rapporto con le famiglie. E ci vuole un impegno alla trasparenza sulla performance dell’istituzione scolastica: che cosa hanno imparato i 300 alunni che ogni anno escono dalla scuola primaria? Mi piacerebbe vedere i genitori impegnati a garantire trasparenza sugli esiti del lavoro scolastico ed a chiamare l’istituzione scolastica a riflettere su come migliorare la performance. Abbiamo già dato tutto il possibile in termini di innovazione della didattica? Possiamo, con rispetto, valutare le abilità didattiche degli insegnanti ed offrire loro stimoli ed opportunità per fare meglio? Riusciamo a valorizzare davvero gli insegnanti migliori? Perché se non facciamo queste cose difficilmente i nostri figli saranno salvati dalla “giornata del lei”, dal progetto sulla buona educazione, dall’alzabandiera a scuola e così via. Ecco, il fatto è che l’istituzione scolastica, a partire dal dirigente del circolo didattico, fa poco su questo versante – indubbiamente assai più impegnativo. Invece si tirano fuori dal cappello del marketing iniziative forse brillanti, ma marginali rispetto al nocciolo vero delle finalità istituzionali. Insomma, per queste ragioni e per il fatto che occorre più confronto e più discussione sulle scelte locali della scuola pubblica ti ringrazio di questa coraggiosa lettera. Buon lavoro!

    • claudia ha detto:

      Il coraggio di esprimere le mia opinione nace dalla consapevolezza di essere LIBERA, mi dispiace per quelle persone che pensano di preservare la propria libertà non esprimendone alcuna.
      Grazie per il sostegno.

  2. Antonio Buffone ha detto:

    A PROPOSITO DI AUTORITARISMO DELLA SCUOLA.
    Postato da Nino. 18/05/2011 Vignola.
    Gentile Andrea,
    navigando alla ricerca di notizie sulla scuola vignolese approdo sul tuo blog.Leggo la lettera di Claudia e la tua risposta a commento:trovo condivisibili e concrete le preoccupazioni della mamma Claudia nonchè interessanti le tue analisi sulla situazione della scuola in generale e su quella vignolese in particolare. Viene messo in evidenza, tra l’altro,il pericolo di un certo “autoritarismo di ritorno” che dal livello di governo nazionale si ripercuote a cascata nelle realtà locali.Condivido, e di certo ne è testimonianza e strumento anche il tristemente famoso “Decreto Brunetta” che nel riformare la Pubblica Amministrazione ha dotato i dirigenti scolastici di nuovi poteri sanzionatori che trasformandoli in attori e allo stesso tempo in giudici dei procedimenti disciplinari ha finito per trasformare le scuole in caserme. Un tale potere, in mano a Dirigenti poco sensibili alla cultura democratica e preoccupati solo di apparire dei buoni manager agli occhi dei superiori e dei politici, mette in pericolo la qualità e l’efficacia della funzione della scuola pubblica e del principio costituzionale della libertà di insegnamento. Molti insegnanti, anche vignolesi, potrebbero testimoniare del clima che si respira nel loro Istituto, ma quanti hanno il coraggio e la libertà individuale di esporre le loro esperienze? Me li immagino certi dirigenti scolastici apostrofare i docenti-dipendenti: Devo far funzionare la scuola! Chi non fa come decido io sarà Punito!
    Ma al di là delle politiche governative che mirano a smantellare la scuola pubblica occorre soffermarsi su cosa vi è di concreto alla base di una educazione basata sulla punizione. Ritengo che molto spesso vi sia una incapacità di fondo della scuola (e della famiglia) ad adeguare ai nuovi tempi la missione educativa.Ciò che conta oggi nella formazione di un bambino non è tanto il contenuto del sapere, ma la trasmissione dell’ amore per il sapere.Una scuola efficace non è solo una scuola che istruisce o che riempie la testa di contenuti, bensì una scuola che sa tenere vivo il desiderio di sapere.Non può adagiarsi sul già fatto, sul già detto, sul già visto.”Ridurre l’ amore per il sapere a pura routine. A quel punto non c’ è più trasmissione di una conoscenza viva ma burocrazia intellettuale, parassitismo, noia, plagio, conformismo.” Il virgolettato è tratto da un articolo di Massimo Recalcati apparso su La Repubblica del 29 Aprile 2011.
    Una scuola autoritaria e punitiva “non sa amare chi impara”.Ebbene, i genitori di Vignola che tipo di scuola vogliono per i loro figli?

    Per concludere, consultate il Piano dell’Offerta Formativa (POF) sul sito della Direzione Didattica di Vignola. Un documento freddo, burocratico, uguale a se stesso negli anni,noioso. Ma il POF deve esserci perchè la scuola deve funzionare!
    Vi troverete, tuttavia, alcune interessanti indicazioni sul retroterra culturale che lo anima e che sembrano dare ragione alle preoccupazioni della mamma Claudia.
    Soffermatevi sulla copertina. Vi è riportato un brano tratto da “Non è un paese per vecchi” di McCarthy:
    “I guai cominciano quando si inizia a passare sopra alla maleducazione.Quando non si sente più dire Grazie, Per favore, vuol dire che la fine é vicina.Le ho detto: é una cosa che va a toccare ogni Stato sociale. L’ha sentita questa espressione, no? Ogni Stato sociale. Alla fine si arriva a questa sorta di crollo dell’etica che lascia la gente morta ammazzata in mezzo al deserto dentro una macchina, e allora é troppo tardi”. A esprimere tali considerazioni è uno SCERIFFO del Texas. Quella dello sceriffo si sa è da sempre considerata la figura emblematica dell’autorità che punisce i cattivi e i maleducati.
    Per inciso segnalo alla Direzione che la citazione è errata nel sintagma “Stato sociale”.Il testo corretto è “strato sociale”. Per cui la maleducazione è “una cosa che va a toccare ogni strato sociale”. Nessuno escluso.
    Esempio: parcheggiare l’auto sul retro del cortile interno della scuola nell’area adiacente le scale di emergenza che dovrebbe essere libera da ostacoli per favorire, in caso di emergenza, l’evacuazione degli alunni.Lo sceriffo provveda.

    Grazie ad Andrea per l’ospitalità.

    • Roberto Adani ha detto:

      Io sinceramente vorrei portare invece un giudizio positivo della esperienza dei miei figli nella scuola vignolese, penso ci sia bisogno anche di questo.
      Da due anni ho mia figlia alle Calvino, gli altri due sono alla materna Mago di Oz. Devo dire di avere sperimentato direttamente una scuola ancora migliore di quella che avevo conosciuto nella mia esperienza da Sindaco. Sia come Sindaco che come presidente dell’Unione ho cercato di investire il più possibile sulla scuola, sia in termini di edilizia che di risorse per la sua qualificazione. Ho introdotto anche, praticamente unico in Italia, una tassa di scopo per il nuovo Polo scolastico. In dieci anni sono state rinnovate tutte le scuole e molte sono state ampliate e alcune costruite di nuovo. Quando Paltrinieri diventò assessore della scuola, c’erano i banchi con i buchi per i calamai, quindi il comune impegno fu quello di trovare e investire un monte risorse straordinario nella scuola. Detto questo, nonostante Mago di Oz sia una delle nuove scuole e Calvino sia stata ampliata e integralmente ristrutturata, devo dire che noi abbiamo il semplice merito di aver costruito le condizioni necessarie per una scuola di qualità, ma il merito per la scuola che i miei figli hanno trovato và riconosciuto ad una quota maggioritaria di ottimi insegnanti presenti nel plesso vignolese. Persone che lavorano con grande passione e professionalità, che amano il proprio lavoro e ancora di più i nostri bambini. Il dirigente scolastico ha fatto come noi la sua parte, ma anche lui non ha mai perso occasione per ribadirmi che il merito andava al patrimonio di ottime insegnanti presenti nella scuola vignolese. Se c’è un momento in cui sono tranquillo e sereno rispetto alla giornata dei miei figli è quando sono a scuola. Nonostante un paese che cerca di negargli il futuro a cui mi piacerebbe avessero diritto, devo dire che la scuola di Vignola compensa ancora in modo eccezionale l’attacco continuo portato alla scuola pubblica. Sinceramente non riscontro nessuna preoccupazione per l’interpretazione del titolo di un iniziativa, ho la certezza che i concetti di regola e di punizione e di corretta educazione al rispetto degli altri sono coniugati nel migliore dei modi nella scuola di Vignola che io ho conosciuto. Certo che in qualsiasi organizzazione ci sono eccezioni, ma mi sembra che la quota di buoni insegnanti e i genitori siano oggi ancora sufficienti a garantire controllo e presidio, in qualche caso più coraggioso anche l’isolamento di chi risulta inadeguato allo standard della buona scuola vignolese. Anzi, a me piacerebbe una scuola in cui il dirigente avesse maggiori poteri, ma anche maggiori responsabilità per prendere le decisioni che alla scuola servono: premio dei tanti meritevoli e allontanamento di coloro che risultano inadeguati. Che vuole dire per me strumenti veri per la valorizzazione dei migliori e di converso possibilità di espellere, non semplicemente di spostare, coloro che hanno sbagliato mestiere. Ce già la televisione a enfatizzare i casi eclatanti, ma per fortuna rari di abuso nella scuola, noi abbiamo bisogno di avere fiducia in una buona scuola e di fare il nostro meglio per preservarla e migliorarla. Abbiamo bisogno di fiducia e attenzione come dice Andrea cercando di fare al meglio, nel migliore dei modi la parte insostituibile dei genitori. quindi Claudia, giusto esprimere le perplessità per un titolo o un iniziativa, ma il generalizzare queste tue considerazioni alla qualità generale della nostra scuola offre uno spaccato in cui non mi riconosco. Sinceramente deliri di onnipotenza gli ho visti più di frequente tra i genitori che tra gli insegnanti. Detto questo la scuola ha ampie possibilità di essere migliorata, non partendo da una sua demolizione però. perchè si tratta comunque ancora di una buona scuola. Il sig. Buffone nel suo intervento non parla della scuola che io conosco. Io conosco insegnanti che amano la scuola e che cercano si trasferire questo amore ai bambini, riuscendoci nella maggior parte dei casi. Dopodichè la scuola ha veramente bisogno di amore e attenzione, onesta e sincera però, non strumentale. Sig. Buffone nel pubblico io ho trovato persone molto capaci che ho faticato a premiare e valorizzare come meritavano, mentre ho fatto grande fatica ad allontanare chi non svolgeva il proprio ruolo con competenza e serietà. Lei a che categoria appartiene? La prego a questo proposito di confermarmi la sola omonimia, con il rag. Buffone di Spilamberto e in questo caso ritiro la mia domanda e mi scuso, perchè altrimenti il suo intervento più che non condivisibile, risulterebbe ai miei occhi, che considerano l’onestà e la legalità una precondizione, piuttosto paradossale.

      • Antonio Buffone ha detto:

        Chiedo per la seconda ed ultima volta ospitalità al blog Amare Vignola.
        Quando le argomentazioni scendono sul piano personale, in modo scorretto, non vi può essere più dialogo.Chiedo pertanto un supplemento della vostra pazienza per rispondere al sig. Adani.Il quale ha di certo ragione quando afferma che “la scuola ha veramente bisogno di amore e attenzione, onesta e sincera però, non strumentale”! Ancora di più condivido il suo richiamo ai principi di onestà e legalità quando a conclusione della sua “testimonianza” accenna a situazioni personali alle quali si potrebbe facilmente rispondere con altrettante insinuazioni dello stesso tipo.Dico solo che non sono ragioniere ma mi pregio di avere frequentato studi universitari.
        Adani interviene nella discussione in modo strumentale perchè quello che gli interessa veramente è fare propaganda al suo operato di ex sindaco.
        Quanto all’onestà e legalità, alle quali si educa anche con l’esempio, nulla l’ex sindaco dice dell’auto KIA parcheggiata da sempre sul retro del cortile interno delle Mazzini nell’area adiacente le scale di emergenza che dovrebbe essere libera da ostacoli per favorire l’evacuazione degli alunni.
        Allo stesso modo nulla dice dell’amianto alle Mazzini. Infatti, le sue esperienze positive riguardano Il Mago di Oz e Calvino. I suoi figli non frequentano il plesso delle Mazzini.
        Tuttavia, qualcosa potrebbe dire sulla legalità del Centro Estivo Docet – pubblicizzato ed organizzato nel passato anno scolastico – da insegnanti vignolesi di Calvino laddove il testo unico sulla scuola statale italiana (D.Lvo. 297/1994) vieta esplicitamente che un docente istruisca privatamente un alunno dello Istituto (peggio ancora della classe)in cui insegna.La partecipazione al centro estivo NON ERA GRATUITA,per l’iscrizione veniva richiesta una tariffa che variava tra i 140,00 e i 65,00 euro settimanali.Tali docenti oltre ad infrangere il divieto di legge con il loro atteggiamento hanno inquinato la valutazione e la trasparenza della scuola pubblica vignolese. Quali provvedimenti sono stati presi verso quei docenti?
        Infine, occorre dire che bisogna fare attenzione ad invocare maggiori poteri per i Dirigenti Pubblici. Si potrebbe finire come nella Fattoria degli Animali dove i sette comandamenti della rivolta democratica furono sostituiti da un’unica regola:
        TUTTI GLI ANIMALI SONO EGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU’ EGUALI DEGLI ALTRI
        Qui il discorso ritorna all’argomento vero del blog e cioè all’AUTORITARISMO di cui la satira orwelliana è un’acuta allegoria. Certo non siamo allo stalinismo ma la società civile comincia ad essere stanca e di certo non ha voglia neppure di quel “centralismo democratico” di cui, invece, qualcuno mostra ancora di avere nostalgia.

  3. Roberto Adani ha detto:

    Guardi sig. Buffone, allora proprio non ci siamo, l’amianto è stato tolto all’interno di tutte le scuole e ovunque potesse costituire un pericolo anche remoto per la salute. Riguardo alle sue insinuazioni, quando quei lavori sono stati deliberati ed avviati i miei figli non erano nemmeno nati, oggi abito alle Corti e quelle scuole gli spettano da stradario.
    Se lei è il ragioniere citato dalla corte dei conti nella sua sentenza, allora delle insinuazioni dello stesso tipo al mio riguardo non le può proprio fare. Io ho gestito parecchi soldi pubblici, ma non mi sono mai distratto. Cito la sentenza “il rag. Antonio BUFFONE, operatore istruttore, responsabile dell’ufficio che provvedeva al rimborso delle prestazioni indirette, dal 1995 al 2000, ha distratto, a proprio profitto, la somma di € 821.147,52, inserendo, negli elenchi dei destinatari dei rimborsi, soggetti inesistenti e facendo transitare, nel conto corrente bancario proprio e della consorte, le somme liquidate a favore di quei soggetti. La somma di cui sopra è stata aumentata degli interessi e rivalutazione monetaria per € 279.116,22 e del danno all’immagine dell’Ente per € 100.000,00” Totale € 1.100.263,74 il danno da risarcire all’ASL di Reggio Emilia. Vede io penso che ci sia poco di privato quando si tratta di soldi pubblici, ha ragione lei all’onestà e alla legalità si educa con l’esempio, non il suo però. Vede, in dieci anni in cui ho fatto il sindaco, posso aver commesso anche degli errori e i cittadini hanno potuto giudicarli, ma sono stato assolutamente onesto, e questa è una certezza impossibile da confutare. Per il resto, non so perchè dica a me di una KIA, io ho una vecchia jeep e la pacheggio dove è consentito, ma magari ci sono delle ragioni lecite perchè la KIA stia dove sta, non so se ha verificato. Per i centri estivi mi risulta che sia stato il comune a chiedere alle associazioni di organizzarli,mi risulta che i bimbi abbiano semplicemente giocato. Non capisco sinceramente il problema. Per il resto io sono uno di quelli che spera che la legge torni ad essere uguale per tutti, non ho nessuna nostalgia per stalinismo e centralismo democratico, ma come diceva Gaber “qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.” di brave e oneste persone di questo mi fa venire la nostalgia sig. Buffone.

  4. Antonio Buffone ha detto:

    Guardi sig. Adani visto che lei vuol capire solo quello che le fa comodo sarò più esplicito.
    Si, io potrei essere quel rag. Buffone che lei cita e se degli errori sono stati commessi io li ho pagati anche per altri.LEI MI INSEGNA CHE LA VERITA’ GIUDIZIARIA NON SEMPRE COINCIDE LA VERITA’. Infatti, se lei è stato così perfetto nei suoi due mandati di sindaco perchè il suo partito non lo ha più collocato?.La KIA di cui le chiedo è quella del Dirigente Scolastico col quale lei si vanta di avere migliorato la qualità della scuola vignolese: non vedo ragioni lecite alcuna perchè sia parcheggiata in un area di evacuazione d’emergenza: si informi lei che è un rappresentante di classe e ci faccia sapere.Amare la scuola non è solo appalti di opere pubbliche e di servizi, non è progetti e convegni in cui fare passerelle ma preoccuparsi anche della sicurezza dei bambini che imparano. Quando al Centro Estivo Docet lei ciurla nel manico. Quel Centro Estivo non è stato organizzato da Associazioni come vuol far credere ma da singoli docenti che lei conosce molto bene. Dal materiale pubblicitario a suo tempo distribuito e ben evidenziata L’ASSISTENZA AI COMPITI DELLE VACANZE è questo non è giocare ma istruire privatamente e lei sa bene che un pubblico impiegato non può percepire compensi per prestazioni dovute per legge. Se desidera approfondire sarò lieto di consegnarle del materiale documentale reperito in Internet. Il problema che Lei fa finta di non capire è che dei genitori pagano degli insegnanti pubblici per prestazioni non consentite dalla legge.Consulti qualche sentenza in proposito.
    Guardi la luna, sig. Adani e non il dito che la indica!

  5. Direzione Didattica di Vignola ha detto:

    DIREZIONE DIDATTICA DI VIGNOLA
    La Direzione Didattica di Vignola, rompendo un riserbo che le impone il proprio status di Istituzione, interviene circa le affermazioni del signor Buffone Antonio, che non è insegnante, collaboratore scolastico, istruttore amministrativo, genitore delle scuole della Direzione e non è cittadino di Vignola.

    Il signore sul blog “Amare Vignola”, nello specifico, afferma: “dell’auto KIA parcheggiata da sempre sul retro del cortile interno delle Mazzini nell’area adiacente le scale di emergenza che dovrebbe essere libera da ostacoli per favorire l’evacuazione degli alunni” . “ Kia … parcheggiata in un area di evacuazione d’emergenza”

    Il Dirigente Scolastico, a seguito di un incidente occorsogli il 14/10/2004, ha riportato, tra l’altro, gravissime lesioni all’anca, che gli rendono problematica la deambulazione; a seguito dell’incidente, inoltre, gli è stata certificata un’ invalidità non lieve, che l’obbliga, in diverse occasioni, a ricorrere all’ausilio di un supporto ( bastone) per poter deambulare.

    Il posto auto in cui parcheggia, è situato nel cortile della scuola. Accanto è posto uno scivolo, per permettere ai diversamente abili di poter raggiungere la porta. Questo era già stato utilizzato da un altro dipendente (ora in pensione), anch’egli con difficoltà di deambulazione . Il posto auto è di fianco alle scale d’emergenza, ma non ostruisce la fuoriuscita di chicchessia e non è area predisposta per l’evacuazione d’emergenza.

    La Kia comunque non può essere “ lì parcheggiata da sempre” come sostiene il signore, perché, per oltre tre giorni alla settimana, il dirigente è impegnato a Savignano, a Marano o in Provveditorato.

    Il Dirigente Scolastico, seppur con imbarazzo personale, perché ritiene che le condizioni di salute siano soggette alla Privacy anche per i Dirigenti, mostrerà tutta la documentazione medica e di invalidità all’Organo preposto (il Consiglio di Circolo della Direzione Didattica di Vignola), per mettere a tacere insinuazioni, che gettano discredito sulla scuola di Vignola.
    Il Dirigente Scolastico
    Prof. Omer Bonezzi

    • Antonio Buffone ha detto:

      Prendo atto dei chiarimenti della Direzione Didattica. Noto però con piacere che il Dirigente nonostante i suoi gravi problemi fisici ha la forza di essere impegnato su più fronti “a Savignano, a Marano o in Provveditorato” e naturalmente a Vignola.Sono sicuro che il Dirigente allo stesso modo con cui salvaguardia la propria saprà salvaguardare la salute e la sicurezza di quanti (anche diversamente abili) frequentano le scuole che dirige. In conclusione mi siano consentite tre osservazioni: 1) Lei caro Dirigente non è L’Istituzione! Lei tutt’al più la rappresenta. Il suo status è semplicemente quello di un dirigente pubblico tenuto a diritti e doveri.
      2) Non occorre essere cittadini di Vignola o suoi dipendenti per poter intervenire su tematiche che sono di interesse generale.Sono comunque cittadino dell’Unione e del Mondo.Il fatto è che quando non si hanno argomenti validi è comodo gettare discredito sulle persone.Forse l’Istituzione è dispiaciuta di non potere aprire nei miei confronti una procedura disciplinare?
      3)Capisco l’imbarazzo a dover chiarire ma ho semplicemente posto all’attenzione un’osservazione e chiesto un chiarimento.Forse lei pensa che tutto funzioni alla perfezione nella sua scuola?

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Confesso che lo sviluppo dei commenti a questo post mi ha messo un po’ a disagio, se non altro perché, con AmareVignola, metto a disposizione uno spazio per il dibattito pubblico che vedo, così almeno mi pare, usato per attacchi mirati al Dirigente del Circolo didattico di Vignola. La risposta mette a tacere almeno una delle questioni sollevate da Antonio Buffone, la più fastidiosa probabilmente. A me preme invece tener vivo il dibattito sul malessere della scuola italiana e sulle declinazioni che essa assume a livello locale. L’esperienza di ciascuno di noi è il primo indicatore di ciò che va o non va nella scuola locale, ma di certo non possiamo limitarci alla nostra singola esperienza e ritenerla esaustiva della situazione e degli eventuali problemi della scuola vignolese o di questa parte dell’Emilia. Roberto Adani ha tre figli e la sua esperienza – a leggere le sue valutazioni – è assolutamente positiva. Anch’io ho tre figli, ma la mia esperienza delle scuole di Vignola, Castelvetro, Modena e Bologna (queste sono le location scolastiche dei miei figli) è fatta di chiaroscuri. Luci ed ombre insomma. Come ho scritto ci sono – e questo vale anche per Vignola – insegnanti molto bravi, che vivono la propria professione con grande impegno e che hanno le qualità per un’efficace trasmissione delle conoscenze ed altri che invece sono privi di qualità e non mettono neppure l’impegno, tant’è che se fosse per me troverei volentieri loro un’altra occupazione. Il tema della qualità degli insegnanti è un tema vero per la scuola italiana – penso che nessuno lo possa negare. E Vignola partecipa a tutti gli effetti a questa situazione. Allora il tema vero è: come fare perché la luce aumenti e le ombre diminuiscano. Contano le persone e, a tal fine, conta dunque anche il dirigente scolastico. Assolutamente. Io però non ritengo corretto buttarla per intero sulle qualità personali. Per me contano anche le istituzioni, le modalità “istituzionalizzate” di operare, le culture organizzative. E qui, di questo sono convinto, ci sono grandi margini di manovra e miglioramento. Io sono convinto, ad esempio, che la scuola italiana (ed anche quella locale, vignolese) partecipa, come tutta la pubblica amministrazione, ad una generale sottovalutazione e sottoconsiderazione dei diritti degli utenti. Se così non fosse il “patto con le famiglie” assumerebbe in modo esplicito gli impegni che l’istituzione scolastica fissa rispetto ai livelli di apprendimento da garantire. Del tipo: da noi tutti impareranno a leggere correttamente e comprendere un testo, a mostrare precise conoscenze matematiche, linguistiche, ecc. E’ così oggi? Assolutamente no. Io però, come utente di servizi pubblici, voglio istituzioni (o aziende pubbliche) che rendano esplicito lo standard qualitativo che si impegnano a garantire. Sia che si tratti di ferrovie, di istruzione, di sanità – certo con le dovute differenze e “complessità” specifiche che ci sono, ma che non debbono diventare un alibi perché si rinunci a prendere un impegno esplicito e, quindi, a manovrare tutte le leve istituzionali affinché quegli impegni siano rispettati. Invece così non è. Non lo è certamente per la scuola italiana (e vignolese). Con un POF che non fissa assolutamente obiettivi precisi e misurabili (sì, misurabili!), anche laddove ciò potrebbe essere fatto con relativa facilità (es. in merito alle competenze relative ad una seconda lingua straniera). Ora io non ho visto, negli anni (e non sono stati pochi) in cui sono stato utente (tramite i miei figli) della scuola vignolese, alcuna tensione rispetto a questi aspetti. Non ho visto alcun impegno forte a rappresentare alle famiglie il livello di conoscenze e competenze che la scuola si impegnava a garantire loro e dunque nessun sistema forte di supporto/incentivazione all’innalzamento della performance del singolo insegnante. Non a caso, dunque, anche la scuola dell’Emilia-Romagna partecipa alla scadente performance che la scuola italiana evidenzia ai test OCSE-PISA:
    https://amarevignola.wordpress.com/2008/05/14/pisa-in-emilia-romagna/
    Questo è ciò che mi preoccupa veramente. Su questo impegno – la misurazione degli apprendimenti individuali e della performance scolastica – vorrei vedere un livello di impegno che ad oggi non percepisco. Vorrei vedere sperimentazioni didattiche che ad oggi non vedo. Vorrei vedere l’applicazione rigorosa di sistemi di valutazione e quindi dibattiti allargati su come tirare la qualità del sistema verso l’alto che non vedo. Le iniziative del tipo “la giornata del lei”, l’alzabandiera, ecc. ecc. mi lasciano assolutamente indifferente. Questi sono aspetti periferici (attenzione! Non sto dicendo che il rispetto delle regole e delle persone sono aspetti periferici!). Ritualismo o “autoritarismo di ritorno” (ho usato questa espressione fastidiosa) non sono gli elementi che daranno qualità alla scuola italiana – anche se servono a tranquillizzare una parte di genitori, smarriti nella complessità del mondo moderno. Comunque, a mio modo di vedere è questa la discussione che vorrei vedere sviluppata su AmareVignola e altrove nella società vignolese.

    • Antonio Buffone ha detto:

      Gentile Andrea,
      mi creda nessun attacco mirato al Dirigente Scolastico di Vignola.Ho semplicemente anch’io posto all’attenzione un problema concreto.Quando si apre un dibattito pubblico e qualcuno entra nel merito delle semplici questioni di ogni giorno e non dei massimi sistemi non bisogna provare fastidio ma prendere posizione. La realtà per quanto amara è la realtà e non si può eluderla rifugiandosi in discussioni accademiche.In concreto: Claudia dice che bisogna parlare dei diritti dei nostri bambini. Bene tra questi vi è quello della sicurezza della prevenzione. Cosa ne pensate di una macchina che entra ed esce dal cortile di una scuola frequentato da operatori, docenti, bambini,e sappiamo che alla guida vi è un disabile con “gravissime lesioni all’anca”? Basterebbe parcheggiare nei posti riservati davanti all’entrata della scuola che pure sono presenti.La tragedia di Carpi non insegna nulla? E’ fastidioso tutto ciò? Quello che mi preoccupa maggiormente è il silenzio di tanti genitori e operatori della scuola che vedono e tacciono. Ma loro sono di Vignola io per fortuna non lo sono e forse sono più libero di parlare anche se potrei avere dei familiari che quella scuola frequentano.

  7. claudia ha detto:

    Bhe, che dire, le accuse su chi compra i banchi, chi parcheggia e chi fa i compiti sono molto imbarazzanti anche perchè non era questa la mia “preoccupazione”.
    La scuola chiede alle famiglie di essere presenti, i genitori sono i primi educatori, i genitori devono essere attivi, volontari, collaborativi; ma la scuola si chiede: “E io? cosa sono per questi bambini? sono una buona agenzia educativa? sono attiva? educo al volontariato? alla condivisione? alla collaborazione? con quali progetti, con che strumenti?” e poi è vero che i soldi sono pochi, e bisogna fare delle scelte ed è su queste che discuto, non accuso, ma discuto volentieri se c’è spazio.
    E poi, è vero Andrea, non ti nascondo che sono ormai rassegnata all’idea che la differenza nella scuola la fanno le persone, i prof e le maestre che incontri, e che quindi spero di incontrare ogni anno dei nuovi insegnanti che sappiano dialogare coi bambini e dare loro qualche strumento di apprendimento. questa però non è una responsabilità che mi sento di attribuire alla direzione didattica alla quale chiederei però un po’ più di sostegno nei casi di incompetenza estrema (forse c’è, ma io non me ne sono accorta).
    Secondo me il punto veramente importante, su cui anche tu metti l’accento, è “… una generale sottovalutazione e sottoconsiderazione dei diritti degli utenti.”, possiamo concentrarci un momento sul diritto dei nostri bambini?

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