Dehors a Vignola: le immagini

Per l’ennesima volta vorrei provare a chiarire che non sono del “partito” del NO ai dehors. Ho sempre tentato di sottrarmi al gioco infantile delle dicotomie: dehors sì, dehors no. Sono invece del partito “dehors a certe condizioni”. Sono del partito che vorrebbe vedere l’amministrazione comunale prendere sul serio la responsabilità che i cittadini le hanno assegnato (peraltro con qualche titubanza). Quella di governare perseguendo l’interesse generale che non è la sommatoria degli interessi degli esercenti dei bar di Vignola. Questo è il punto. Quando Eleonora Mariotti, per prima, ha ricordato che in altre città il tema è stato affrontato con un approccio sistematico, adottando un regolamento generale, ha inteso richiamare proprio il tema dell’interesse generale e della responsabilità della pianificazione (che sta in capo a chi amministra) (vedi). Che è l’interesse per una città viva (anche commercialmente viva), ma è anche l’interesse per una città di qualità, a misura di persone (e non di automobili), una città che valorizza il proprio paesaggio urbano e che cerca di migliorarlo. Una città in cui l’amministrazione ha un disegno preciso (e si prende la briga di spiegarlo ai cittadini ed alle associazioni di categoria) sugli spazi che sono vocati alla socialità e quelli che, per diverse ragioni (esigenze della mobilità, tutela del paesaggio, tutela dei residenti), non lo sono.

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Sembrerebbero discorsi banali e invece non lo sono. Non lo sono per quest’amministrazione priva di una visione di alto profilo sul futuro della città e che, magari per ragioni di consenso elettorale (ma funzionerà?), ha appaltato la pianificazione ed il progetto di rendere la città più bella ai singoli esercenti od a qualche associazione di commercianti. Che indubbiamente perseguono il loro interesse, legittimamente. Ma in tal modo l’interesse della città, di ogni singolo cittadino e della collettività tutta, scivola in secondo o terzo piano. Come contributo alla discussione, nulla di meglio che una rassegna fotografica dei dehors (e non solo) di bar e pub di Vignola. Si vedrà che la gran parte non contribuisce affatto a migliorare l’estetica della città (ma solo il business dell’esercente – che non è di per sé un fatto negativo, anzi! Ma lo diventa se le norme che definiscono gli spazi di manovra per il perseguimento del proprio interesse sono di basso profilo). Ora l’assessore Mauro Scurani annuncia (su Modena Qui del 6 aprile 2011) che “si sta lavorando all’idea di un regolamento sui dehors” e che forse la materia vedrà uno specifico approfondimento con le nuove norme edilizie del prossimo PSC. Come dire: si chiude la stalla quando i buoi …

2 Responses to Dehors a Vignola: le immagini

  1. stefano corazza ha detto:

    Mi sento in obbligo di lasciare un post scriptum al mio commento sui dehors precedente. Per non fare la parte dello jettatore tengo a dire che Calindri (Ernesto, grande attore) non è morto per cancro al polmone nè per alcolismo (nonostante tutti i Cynar che si è bevuto) ma si è spento nel suo letto alla bella età di 90 anni.
    Però i dehors di Vignola assomigliano molto alla scena dei suoi caroselli. Guardatelo qui!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Stupendo! Grazie Stefano di questa chicca. “Contro il logorio della vita moderna” … Era proprio un’altra epoca.

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