Chiusura definitiva di via Galilei. Però un briciolo di buon senso!, di Stefano Corazza

Sapete quale è la prima opera pubblica completata nel 2011 nel Comune di Vignola? Eccola qua: realizzata in pochi giorni (meno di una settimana !!) e con la relativa previsione di spesa in bilancio ancora da approvare in via definitiva. Eccola qua, sfolgorante nei suoi sgargianti colori verde e rosso, la recinzione che ha rinchiuso Via Galileo Galilei.

Via G.Galilei definitivamente chiusa grazie alla nuova recinzione. Sulla sinistra la scuola d’infanzia M.Mandelli (in primo piano) e le scuole elementari J.Barozzi. Sulla destra l’asilo nido Le Coccinelle. Ma perché completare la recinzione prima di togliere l’asfalto?

Dico subito che sono del tutto d’accordo sulla chiusura al traffico di quella strada e sulla sua incorporazione come area di pertinenza delle ben tre strutture scolastiche che vi si affacciano: la scuola elementare J.Barozzi, la scuola d’infanzia M.Mandelli e l’ex-nido Le Coccinelle (oggi ospitato di nuovo dentro alla vecchia sede ristrutturata, ma adattata a scuola dell’infanzia!). Ma come talvolta succede a buone intenzioni seguono fatti talmente inappropriati da mettere perfino in discussione l’obiettivo condiviso. Avete mai visto il sito di un qualunque cantiere recintato prima di realizzare le opere: le costruzioni e le sistemazioni delle aree scoperte, per cui il cantiere è insediato? No?  Finora neanche io. Qui, a Via Galilei, invece, la recinzione definitiva è stata installata prima di provvedere ad una adeguata demolizione  della vecchia sede stradale e dei marciapiedi per renderli adatti ad un uso pertinente con gli edifici scolastici che vi si affacciano, prima di mettere mano alla situazione disastrosa strutturale e manutentiva in cui versa il cortile delle Barozzi, prima di ridefinire il rapporto tra l’edificio delle Calvino e il suo intorno e liberarlo dalle attuali “penitenziarie” barriere,  prima di ridefinire i termini e i modi di accessibilità all’intera area in rapporto alle diverse funzioni esistenti e in cui già ora, e più potrebbero esserne in futuro, si svolgono attività extrascolastiche accessibili a tutti i cittadini (Università Libera Età, Corsi diversi nelle palestre),  prima di pensare come relazionare un organismo spazialmente e formalmente compiuto come lo sono edificio e giardino delle Coccinelle con il nuovo assetto e di agire in conseguenza, prima di avere complessivamente riflettuto su forme e funzioni da attribuire a questo nuovo spazio che per dimensione e destinazioni attuali e possibili possiede una alta valenza urbanistica, prima di avere avviato, proprio su questo ultimo punto, una discussione pubblica con  il personale scolastico, gli scolari e i loro genitori, i cittadini tutti per realizzare un intervento “partecipato” da tutti gli attuali e potenziali utilizzatori.

Via G.Galilei. E’ stata completata la recinzione della strada prima di svolgere i lavori di cantiere: eliminazione dell’asfalto e sistemazione del fondo in terra e del manto erboso. Non deve diventare un’area verde?

Già tre anni fa sono rimasto impressionato dai racconti di bimbi e genitori su quanto capitava nel cortile della scuola Barozzi durante la “pausa d’aria” degli scolari: manciate di chiodi arrugginiti raccolti sulla superficie degli scoperti, bimbi finiti con una gamba in un tombino, numerose cadute con conseguenze variabili dalla sbucciatura al braccio rotto. Ho poi avuto modo di vedere il ”cortile” dall’esterno (una visita mi è stata negata) e dai corridoi interni (durante i ricevimenti dei genitori) per rendermi conto  delle sue condizioni.
Sulla base della considerazione che il cortile: pensato per servire a una scuola media; stravolto e lasciato in quelle condizioni sia dal cantiere di ristrutturazione delle Barozzi che da quello della costruzione delle Mandelli; complessivamente degradato sia nelle strutture che nelle presenze vegetali (inesistente prato, miserabili gli alberi e arbusti);  risultasse per nulla funzionale agli usi attuali ed in forte sospetto di sua assoluta inadeguatezza sul piano delle garanzie di sicurezza, avevo proposto alla direzione didattica un “progetto partecipato” tra insegnanti bambini e genitori, per il quale mi rendevo disponibile di prestare assistenza volontaria, per realizzare “Il cortile che vorrei” trasformando lo spazio esistente.
Altri piccoli incidenti nel cortile, diversi genitori che si dolevano per gli stessi motivi, la mia esperienza durante una festa di fine anno di “dust bowls” (bolle di polvere) di Steinbeckiana memoria che percorrevano il cortile avvolgendo bimbi, genitori, banchetti e tigelle e scacciavano tutti dal “piccolo campo”, mi avevano spinto l’anno passato a riproporre il progetto (nel frattempo arenato chissà dove) e ad avvicinare nel giugno scorso il vicesindaco Mauro Montanari, presente alla festa di fine anno, per fargli notare la situazione, parlargli del progetto e sollecitarlo ad un intervento organico sull’intera area.

La scuola dell’infanzia M.Mandelli e la nuova recinzione dell’area “cortiliva”

Perché racconto questo? Perché al di là delle motivazioni di senso comune che avrebbero dovuto fare pensare di soprassedere ora alla recinzione, ci sono anche situazioni proprio nella stessa area che meriterebbero davvero la solerzia e rapidità utilizzate per la recinzione. Perché, per esempio, non impiegare la somma spesa (dovrebbero essere 20.000 euro, o così prevede il bilancio) per provvedere ad una prima sistemazione e livellamento del piano di calpestio del cortile delle Barozzi eliminando così le cause di molte cadute dei bambini e preparare “il terreno” per un intervento di ristrutturazione, quando disponibili i fondi?
E poi anche sull’ammontare della spesa c’è qualcosa da dire. Certo per trenta metri circa di recinzione del tutto standard e tre cancelli (due pedonali e uno automobilistico), rossi questi e verdi quella è pur vero,  il prezzo di 20.000 euro (circa 600 euro al metro lineare) non è certo un prezzo d’occasione. Dunque non è per un “prendi due e paghi uno” che si è deciso di farla ora, subito!
Forse diranno che la situazione doveva essere portata nella norma delle disponibilità di spazio minime per gli edifici scolastici, ma in attesa delle opere adeguate (di cui sopra) e il cui finanziamento è promesso da anni, una rete provvisoria sarebbe bastata! E poi così ora nemmeno più a piedi si può andare da Via Libertà a Via Vittorio Veneto per Via Galilei. E la sovrapposizione di recinzioni, seppure anche verdi e rosse, rende l’insieme più simile ad Alcatraz che a uno spazio di gioia infantile.
Poco lontano da lì, all’angolo tra Via Vittorio Veneto e Via Frignanese, intanto un altro bagolaro è stato condannato a morte. Perché il suo apparato radicale sarebbe stato compromesso da lavori  effettuati in passato. Colpa della famigerata rotonda, opera dell’ultima fase dell’era Adani, cui già molti guai possono essere attribuiti? Voglio elencarli: eliminazione del marciapiede di Via Portello; abbattimento di altri tre bagolari (spiccioli!); riduzione dello spazio di pertinenza di fronte alla scuola Barozzi in cui avviene l’entrata e uscita dei bambini; canalizzazione del traffico quasi impraticabile per bus e mezzi pesanti; creazione di un “dehor” sul modello del Carosello Cynar con Calindri (i più vecchi se lo ricorderanno); realizzazione di un marciapiede “ciclopedonale” (così dice l’ufficio tecnico) con pavimentazione a pavé (forse per allenare i futuri partecipanti al Giro delle Fiandre); senza contare la spesa spropositata  di 494.000 euro (Quattrocentonovantaquattromila euro!) e l’assistenza per oltre un anno di gruppi di tecnici per far funzionare, qualche volta, la fontana celebrativa dell’illustre Arch. Barozzi. Ma voi lo sapevate in che modo sarebbe celebrativa? Io l’ho sentito dire da un piccione (i piccioni secondo Konrad Lorenz, il famoso etologo austriaco, sarebbero i più intelligenti tra gli uccelli) a un corvo mentre stavano sorvolandola. Diceva il piccione: “Hai visto, corvo, che la vasca ha una forma pentagonale come il Palazzo Farnese di Caprarola progettato da Jacopo Barozzi?”
Scusate la divagazione, comunque, no, la rotonda questa volta non sarebbe la responsabile: il colpo decisivo all’apparato radicale del bagolaro lo avrebbe dato lo scavo del vano interrato, nel lotto prospiciente, vano che si protrae fin sotto il pubblico marciapiede. La cura della città e del suo spazio pubblico avrebbe bisogno di una intelligenza almeno pari a quella dei piccioni, ma qui è quasi troppo chiedere l’applicazione di “un briciolo di buon senso”.

Stefano Corazza

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2 Responses to Chiusura definitiva di via Galilei. Però un briciolo di buon senso!, di Stefano Corazza

  1. cittadino 21152 ha detto:

    Se nel questionario che l’amministrazione ha distribuito (?) avessero posto ai cittadini una domanda specifica sull’argomento, sarebbe suonata più o meno così:
    Visto che il governo Berlusconi ha tagliato tutti i soldi per la messa in sicurezza degli spazi adiacenti alle scuole, si chiede: preferite
    A) una recinzione spannometrica del sito in questione
    B) una discarica abusiva a cielo aperto?
    C) non so , non capisco
    …E sulla base delle risposte presunte (A), hanno agito!
    questa è la Montanari’s partecipazione nel 2010-2011.

  2. Disgustato ha detto:

    Un bello schifo !
    Continuiamo a congestionare il traffico , sicuramente avremo una città più vivibile e meno inquinata….
    Anno dopo anno si peggiora solo…..
    per cortesia….

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